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Il medico risponde
Dr. Francesco Lunghi (Urologo)



Urologo
Dr. Francesco Lunghi

Direttore della UO Urologia

Per rivolgere domande di carattere medico al Dr. Francesco Lunghi è possibile scrivere una e-mail al seguente indirizzo di posta elettronica:
ilmedicorisponde@usl11.toscana.it

Soffro spesso di cistiti (episodi caratterizzati da stimolo impellente ad urinare, minzioni frequenti con bruciore e dolore durante la minzione, a volte presenza di sangue nelle urine e febbre).
Nella donna è abbastanza frequente il riscontro di batteri nell’urina, fenomeno che si chiama batteriuria (2% delle donne); tale fenomeno subisce un marcato aumento all’inizio e durante la vita sessualmente attiva (fino al 5% delle donne) e successivamente  cresce lentamente nelle donne anziane (fino al 15%).
Le donne con batteriuria hanno un rischio di infezione 8 volte maggiore delle donne senza batteriuria. L’episodio acuto di cistite si verifica quando i batteri raggiungono un numero considerevole o entrano in causa batteri particolarmente virulenti. Se gli episodi di cistite sono molto frequenti è opportuno rivolgersi allo Specialista in quanto è probabile che alla base del problema vi sia una causa ben precisa.

Cosa posso fare per evitare gli episodi di cistite?
Sono importanti alcune norme igienico-sanitarie, tra le più importanti ricordo l’accurata igiene intima, impiegando acqua e sapone neutro ed eseguendo movimenti dall’avanti all’indietro; inoltre è preferibile la doccia al bagno in vasca, curare l’igiene intima in particolare durante il ciclo mestruale e dopo un rapporto sessuale, urinare prima e soprattutto dopo un rapporto sessuale, eseguire in media una lavanda vaginale a settimana, urinare prima di andare a letto e la mattina al risveglio, urinare ogni 2-3 ore durante la giornata, regolarizzare l’intestino in modo da evitare la stitichezza, bere almeno 1,5-2 litri di acqua regolarmente distribuita nell’arco della giornata.

Cosa è la prostatite e quali problematiche determina?
La prostatite è una malattia infiammatoria che interessa la prostata; può insorgere all’improvviso con febbre, bruciore durante la minzione e dolore nell’area dei testicoli e dell’ano oppure può assumere un andamento cronico con alternanza di periodi di benessere a periodi di fastidi più o meno pronunciati. La maggior parte delle prostatiti sono causate da un agente infettivo; con il passare del tempo tendono a cronicizzarsi, a determinare lesioni fibrose o calcifiche a carico della ghiandola prostatica e la dimostrazione dell’agente infettante diventa sempre più difficoltosa.. La cura si basa sulla stretta osservanza di norme comportamentali (particolare attenzione va posta nei rapporti sessuali che è consigliabile siano sempre “protetti”, nell’attività fisica e nell’alimentazione); è opportuno associare terapie mediche specifiche e possono essere d’aiuto anche terapie fisiche e/o con fitofarmaci. In alcuni casi la prostatite può essere determinata da una stenosi (restringimento) o da malformazioni dell’uretra. La prostatite cronica può determinare in alcuni casi anche difficoltà della minzione e sono in corso studi per valutare se può essere responsabile anche di tumori della prostata.

Quale è il significato degli  esami principalmente indicati nella ipertrofia prostatica?
1) Valutazione dei sintomi ( con eventuale calcolo del punteggio sintomatologico e serve per    valutare la gravità dei disturbi).     
2) Esplorazione rettale: è l’esame più semplice ed immediato che offre informazioni immediate sullo stato della prostata e può già indicare alcune malattie (ingrossamento benigno, malattie infiammatorie, tumori della prostata
3) Esame completo delle urine (serve per escludere altre malattie dell'apparato urinario o anche malattie generali come ad esempio il diabete)
    Esami complementari sono costituiti da:
    Dosaggio del PSA: consiste in un prelievo ematico, vedi domanda relativa al PSA.                                              
    Flussimetria urinaria: consiste nel mingere avendo la vescica ben piena in un apparecchio collegato a un computer; quest'ultimo determina una serie di parametri utili a valutare se il flusso minzionale è regolare o anomalo e la gravità dell’ostacolo alla minzione. Ci sono quadri tipici di flusso normale e quadri di flusso che denunciano una ostruzione; tra questi ci sono quadri intermedi che il clinico dovrà valutare. 
Ecografia dell’apparato urinario: l’ecografia dell’apparato urinario si effettua solo sull'addome e consente di valutare lo stato dei reni e della vescica, nonché alcuni dati indicativi delle condizioni della prostata.
Ecografia prostatica transrettale: costituisce un utile completamento della ecografia dell’apparato urinario poiché consente di valutare l’aspetto e la struttura della ghiandola prostatica, come ad esempio la presenza di alterazioni infiammatorie o sospette neoplasie della prostata.  
                             
Il PSA è un esame che indica la presenza di un tumore prostatico?
Il dosaggio del PSA nel sangue  rappresenta un esame che ha modificato radicalmente in questi ultimi 15 anni la diagnostica della patologia prostatica; la sua importanza è pari al PAP test per il collo dell’utero. Il dosaggio del PSA negli uomini dai 50 anni in poi è una pratica oramai consolidata nei paesi più avanzati; questo è il mezzo che ha maggiormente contribuito a ridurre la mortalità per tumore della prostata nell’ultimo decennio. Un PSA aumentato non vuol dire che siamo in presenza di carcinoma prostatico poiché sia l’ingrossamento benigno della prostata che le infezioni di essa possono provocarne un aumento.

Quale deve essere il limite del PSA per escludere la presenza di un tumore della prostata?
In linea generale si può affermare che il valore di PSA accettato come “valore soglia” è di 4ng/ml ed inoltre che più elevato è il PSA maggiore è il rischio di neoplasia prostatica. Più esattamente il valore del PSA deve essere rapportato all’età del soggetto; sul piano internazionale si concorda di considerare i seguenti limiti di PSA:
da 40 a 49 anni limite di PSA totale 2,5;
da 50 a 59 anni     “     “     “       “     3,5;
da 60 a 69 anni     “     “     “       “     4,5.
Purtroppo anche con valori di PSA inferiore a 4 ng/ml non si può escludere con certezza una neoplasia prostatica in fase iniziale. Comunque esistono ulteriori parametri di valutazione del PSA come ad esempio il rapporto tra PSA libero e PSA totale e la variazione del PSA nel tempo (cosiddetta PSA velocity) che possono essere utili ai fini di una diagnosi più accurata.

Quali disturbi causa il carcinoma della prostata?
Il cancro della prostata in fase iniziale non causa nessun disturbo; in genere viene diagnosticato perchè una persona “di mezza età” effettua il dosaggio del PSA e questo risulta alterato oppure perchè si rivolge allo specialista per disturbi causati dall'ingrossamento benigno o da una infiammazione della prostata. Quando il carcinoma si è ben sviluppato può determinare disturbi della minzione o presenza di sangue nello sperma e nei casi più avanzati perdita di sangue con l'urina, blocco renale o urinario, dolori ossei da metastasi.

Come si effettua la diagnosi di carcinoma prostatico?
La diagnosi si fonda sull'esecuzione del PSA, preferibilmente sia totale che frazionato;anche dalla esplorazione rettale può emergere un sospetto di carcinoma prostatico; in caso di sospetto è opportuno eseguire le biopsie della prostata. Il numero delle biopsie, comunque almeno 6, varia in funzione delle dimensioni della prostata e della localizzazione della neoplasia. Non esistono altri metodi scientificamente riconosciuti per fare la diagnosi di carcinoma della prostata. Ottenuta la diagnosi istologica di carcinoma della prostata se il PSA è maggiore di 10 è consigliabile eseguire la scintigrafia ossea; non è necessario eseguire la TAC e solo in casi particolari può essere utile la risonanza magnetica con bobina endorettale.

Quali sono le modalità di cura di un carcinoma della prostata?
La terapia di un carcinoma della prostata dipende dallo stadio e cioè dall'estensione della malattia.  Quando la neoplasia è limitata alla ghiandola è preferibile l'asportazione radicale della prostata a  meno che il paziente non sia in età avanzata o in condizioni tali da non tollerare l'intervento; l'asportazione può essere eseguita con varie tecniche (vedi domande successive). L'asportazione radicale è da preferire per due motivi: studi a lungo termine hanno dimostrato che l'intervento radicale offre i risultati migliori in termine di efficacia nella cura del tumore;  in secondo luogo l'asportazione completa della prostata evita tutta una serie di problemi clinici che si possono presentare quando il tumore viene lasciato in sede (emorragie, blocco urinario o renale, ostruzione intestinale). Una ulteriore modalità di cura, che può mirare alla guarigione, è la radioterapia sia effettuata dall'esterno (radioterapia convenzionale) sia mediante l'applicazione a livello della prostata di materiale radioattivo (brachiterapia).
Nei casi infine di neoplasia avanzata è preferibile la terapia medica con farmaci atti a rallentare
l'evoluzione della neoplasia e a correggere le problematiche associate come ad esempio la 
decalcificazione ossea e/o il dolore.
 
In cosa consiste e quando è indicata la prostatectomia radicale laparoscopica?
La prostatectomia radicale laparoscopica consiste nell’asportazione radicale della prostata con le vescicole seminali e, quando è necessario, anche delle ghiandole linfatiche della pelvi, analogamente a quanto si fa nell'intervento mediante la classica incisione chirurgica, per curare il tumore della prostata. L’intervento viene praticato mediante 4 o 5 piccoli fori nel basso addome attraverso i quali vengono introdotti una minitelecamera e sottili strumenti; il chirurgo opera guardando su uno schermo le strutture anatomiche che si vedono ingrandite e con un maggiore dettaglio rispetto alla chirurgia tradizionale e pertanto tutto l’intervento ne trae vantaggio in termine di accuratezza e precisione.
Tale intervento è stato effettuato per la prima volta nel 1998 in Francia e immediatamente si sono resi evidenti i vantaggi per il paziente, costituiti dalla breve degenza (in genere di due o tre giorni), dalla quasi totale assenza di dolore postoperatorio, dalla rapida ripresa delle normali occupazioni; si tenga presente che si tratta di un intervento analogo a quello chirurgico tradizionale perchè comporta l’asportazione delle stesse strutture anatomiche. Queste evidenze hanno indotto le principali istituzioni internazionali a predisporre e offrire ai pazienti la prostatectomia radicale laparoscopica, tecnica che attualmente viene considerata da qualsiasi equipe urologia come un punto importante di arrivo.
A distanza di alcuni anni i controlli clinici hanno confermato che anche sul piano oncologico i risultati sono identici alla prostatectomia radicale chirurgica.
Le indicazioni alla prostatectomia radicale laparoscopica sono limitate alle neoplasie prostatiche in fase iniziale e ai pazienti che non hanno subito radioterapia o altri interventi sulla prostata o su altre strutture del basso addome. Si tratta di un intervento tecnicamente difficile e questo spiega perchè solo pochissimi chirurghi sono in grado di effettuarlo. In Toscana la nostra equipe è stata la prima ad effettuare tale intervento il 17 settembre 2003 e in seguito ha accumulato una notevole esperienza; infatti i nostri risultati sono equiparabili a quelli delle più prestigiose Istituzioni internazionali.
La tecnica che usiamo abitualmente è completamente extraperitoneale, in modo da non arrecare nessuna interferenza all’intestino. L’intervento dura circa 3 ore, il giorno dopo l’intervento il paziente può alzarsi ed iniziare una leggera alimentazione; la terapia per il dolore postoperatorio dura fino alla mattina successiva all’intervento, la dimissione avviene in 3 o 4 giornata e la durata del cateterismo vescicale è di 7-10 giorni; dopo 15 giorni dall’intervento il paziente può riprendere tutte le normali occupazioni. I controlli successivi sono identici a quelli che si effettuano dopo l’intervento tradizionale chirurgico.

Sono una signora di 65 anni, operata nel 1994 di laparatomia, per utero fibromatoso con degenerazione.
Dal 2002 ho avuto problemi con calcoli renali. Ho un grosso  calcolo fermo all'uretere (spero di aver scritto bene), sono circa 2 anni che prendo il ribes nero in gocce e le coliche renali non le ho piu.
Ho una forte incontinenza urinaria da circa 3 anni, quando cammino e poi mi fermo mi si apre automaticamente la vescica  e riempio il pannolone. Mi hanno prescritto l'urografia con mezzo di contrasto, che rimando per una forte fobia del un eventuale allergia al contrasto.
(Soffro di dermatite con forti allergie). Cosa mi consiglia? Sono a rischio?
Per risolvere il suo problema (calcolo ureterale e incontinenza urinaria) è necessario effettuare alcuni accertamenti.
Il primo è proprio l'urografia che deve essere completata da una fase cistografica in posizione eretta e anche sotto sforzo; questo esame ci consente sia di valutare bene il calcolo dell'uretere e lo stato delle vie urinarie a monte di esso, sia lo stato della vescica che le causa l'incontinenza; in genere se non c'è una evidente storia di allergie al mezzo di contrasto questo esame non determina nessun problema; se al contrario c'è una allergia sicura al mezzo di contrasto l'esame si può fare ugualmente ma va effettuata una preparazione con prodotti antiallergici specifici nei 3 giorni precedenti l'esame ed è buona norna che durante l'esame sia presente anche l'Anestesista come in genere si fa in Ospedale. Un accertamento complementare può essere l'esame urodinamico, ma questo serve solo per precisare meglio le caratteristiche dell'incontinenza urinaria. Dopo l'urografia sarà comunque opportuno contattare l'urologo per definire la cura. (21/03/2008)

E' stato diagnosticato a mio padre di 68 anni con buona salute fino ad oggi, l'eventualità di intervento alla prostata, di tipo (prostatectomia radicale) suppungo con retropubica, qualora la cura prescritta da un medico di Urologia, per la durata di 15 giorni non porti a migliorie. Inoltre è stato riscontranto anche un (diverticolo vescicale). Sono venuta a conoscenza che la Sua Equipè, da Lei diretta che opera il  tumore alla prostata attraverso la (prostatectomia radicale laparoscopica). Volevo chiederle se questo tipo di intervento da Lei esercitato, può intervenire anche sul diverticolo vescicale qualora ve ne sia necessita?
Attualmente l'intervento di prostatectomia radicale laparoscopica è il metodo più richiesto sia a livello internazionale e anche in molti Centri italiani. E' comunque necessario valutare il paziente e gli esami per verificare se non esistono controindicazioni a tale metodica. (17/06/2008)

Dall'esame del liquido seminale mi è stata riscontrata l'elevata presenza del batterio E.coli con unico antibiotico sensibile Imapenem.I sintomi sono bruciore (a volte con un  po' di dolore) dopo la minzione (ma a volte avverto bruciore all'interno del pene anche senza aver fatto pipì), frequente stimolo ad urinare anche la notte. Avverto inoltre un dolore di tipo articolare alle gambe (tipo influenza) ma senza febbre, a volte bruciore interno anale.  Il medico mi ha prescritto di rifare l'esame del liquido seminale e, se confermato, partire con l'antibiotico. Secondo la Sua esperienza ritiene necessari altri esami e, soprattutto, esiste il modo di evitare la somministrazione di un antibiotico così potente?
L'infezione dell'apparato seminale da E. Coli è normalmente causata da rapporti non protetti. Questa infezione l'ha da tempo come dimostrano i danni evidenziati a carico della sua prostata. E' inutile fare una terapia con un antibiotico molto potente, come quello che le è stato consigliato, se non elimina la causa originaria di queste infezioni. Pertanto le suggerirei una visita urologica per appurare in modo più approfondito il suo stato di salute e le cause che lo hanno determinato, nonchè per impostare la terapia più idonea al suo caso. (27/08/2008)

Sono un uomo di 49 anni e una volta l'anno mi succede di avere la cisite con febbri da 40,5 a 39 gradi. Il medico mi ha prescritto delle iniezioni (Ceftriaxone EG) con le quali l'ultima volta mi e' passata, poi, una volta terminate le  iniezioni, dopo 10 giorni devo fare gli esami: citologico urine, urinocoltura, TAS, PCR, emocromo con formula, esame urine completo, VES. Non c'e' nessuna cura per eliminare la cistite del tutto o una persona ci deve convivere? Basterebbe bere molto?
E' molto probabile che alla base e come causa dei suoi episodi ripetuti di cistite ci sia una prostatite cronica; se infatti i germi si annidiano nella prostata ogni tanto possono causarle l'episodio acuto di cistite.  Pertanto oltre agli esami che dovrà fare suggerirei di fare anche una ecografia dell'apparato urinario e prostatica transrettale e poi una visita urologica per definire il punto della situazione. (27/08/2008)

Da due anni, almeno una volta l'anno, ho due tre giorni di febbre con frequente bisogno di urinare. Ho letto che Lei consiglia rapporti "protetti". Anch'io sono dello stesso avviso in quanto,in quasi tutti gli ultimi rapporti che ho avuto con mia moglie, dopo poche ore dalla fine del rapporto, ho accusato una forte stanchezza, con successivo rialzo termico ed sono dovuto ricorrere alla solita Ciprofloxacina da 500 mg. Alla mia età, ormai sessantenne, a volte con scarso "appetito sessuale", faccio fatica e credo che la prostata ne risenta. Non credo molto ai vari esami di laboratorio in quanto ancora non danno certezze assolute, compresa l'ecografia  transrettale. Le chiedo: se riesco ad avere un rapporto più breve e protetto, posso evitare i suddetti disturbi, sui quali dovrò decidermi a  fare delle indagini tipo: PSA libero, frazionato, PAP, esame colturale del liquido prostatico.
I disturbi che riferisce sono da mettere in relazione con una prostatite cronica. Per evitare ripetizioni delle crisi infiammatorie è necessario l'uso costante del profilattico e cicli di disinfettanti urinari più antiinfiammatori e tra questi il Ciproxin è senz'altro il migliore; i cicli vanno fatti inizialmente per almeno una settimana ogni mese e via via che la situazione migliora si possono rallentare per intensità. Tra gli esami che ha indicato solo il PSA totale e eventualmente una visita clinica sono utili sia per una valutazione che ai fini della prevenzione. (12/11/2008)

Il 17 dicembre 2001 ebbi una emorragia celebrale e sono rimasto paralizzato nella parte sinistra,gamba e braccio. Al momento soffro di ritenzione urinaria e dal 12 marzo 2008 ho messo il catetere, togliendolo ai dovuti intervalli. Recentemente ho fatto un esame urodinamico. Ho 72 anni, sono un ex pilota di aerei. Gli urologi mi hanno consigliato di toglierlo, usando come pratica e nei momenti che ne ho bisogno l'autocateterismo, dopo aver fatto una piccola pratica in ospedale. Da premettere che dopo l'esame urodinamico ho piccole perdite di sangue. L' urologo mi ha consigliato l'autocateterismo per evitare che all'improvviso mi si blocchi la minzione. Dopo l'esame urodinamico prendo degli antibiotici.
E' abbastanza frequente che dopo  un ictus cerebrale si determinino problemi o difficoltà di svuotamento vescicale a causa di un danno neurologico della funzionalità della vescica. In linea di massima se già preesisteva una condizione di parziale ostacolo alla minzione, causato come è l'evenienza più frequente da una prostata di dimensioni aumentate, con l'ictus si può aggiungere anche un danno funzionale sulla vescica per cui i due danni si sommano e la conseguenza è la ritenzione completa delle urine che richiede quindi il cateterismo o meglio l'autocateterismo. Il cateterismo è tuttavia sconsiglibile perchè si creano le condizioni per una infezione cronica, l'autocateterismo oltre a creare l'infezione può determinare lesioni a carico dell'uretra. Consiglierei quindi di valutare lo stato e la funzionalità della vescica nonchè dello sfintere uretrale mediante l'esame urodinamico completo del profilo pressorio uretrale. Se questo dimostra che la funzionalità della vescica è conservata ancora, sia pur parzialmente, e che le cosiddette "resistenze" a livello dell'uretra prostatica sono elevate, allora consiglierei senz'altro una resezione endoscopica della prostata che riduce l'ostacolo alla minzione e favorisce sicuramente un migliore svuotamento della vescica e quindi può consentire una minzione spontanea rendendo inutile anche l'autocateterismo. La valutazione dell'urodinamica, una ecografia della prostata oltre alla visita clinica sono quindi gli elementi indispensabili per effettuare la corretta scelta della terapia da fare. (12/11/2008)

Buongiorno, ho da diversi anni  un problema di "vescica neurologica"  con esigenza di svuotamento vescicale con autocateterismi giornalieri.  Dopo  numerosi esami e test  non si e' scoperto  nulla (niente traumi) di  comprensibile.  In sostanza il "detrusore"  rimane contratto e non pemette (neanche mInimamente) lo svuotamento vescicale; tutte le altre funzioni, per il momento, sembrano funzionare. Da tempo, comunque, ho una strana forma di  formicolio/pesantezza  alla gamba destra.  Gia' fatto in passato esami di Emg  senza nessun esito  d rilevanza.    Ora, a distanza di qualche anno, si ripresenta il medesimo fastidio.  Inutile dire  che la paura (Mielite, Sla, Sm, ecc.) prende subito il sopravvento. Secondo la sua esperienza (o di altri medici)  quali possono essere le evntuali complicanze  di un tale disturbo ormai consolidato ?
Innanzi tutto alcuni dati che Lei ha scritto sono contraddittori; infatti normalmente il detrusore non si svuota perchè è atonico cioè dotato di scarsa forza contrattile e in tal caso si verifica la ritenzione di urina che rende necessario il cateterismo giornaliero; al contrario quando il detrusore è contratto, e cioè non si distende, normalmente si ha l'incontinenza di urina. Tutto questo si può facilmente stabilire con la Rx cistografia, l'esame urodinamico e la visita urologica. Una volta inquadrato esattamente il problema si potrà stabilire la cura più idonea e inoltre questi esami servono anche per monitorare nel tempo l'evoluzione del problema in modo da valutare quale sia la malattia alla base dei disturbi suddetti. (12/03/2009)

A volte, non sempre, durante la eiaculazione avverto bruciore (...). Le analisi che ho portato sono state tutte negative ovvero spermiocoltura, urinocoltura e test urine con modesta presenza di ossalato di calcio. Il dottore mi ha fatto una ecografia alla vescica e ha visto che ho una
calcificazione sulla parte sinistra della prostata. Mi ha segnato il Veclam perche gli ho detto che i chilonici potrebbero darmi problemi al tendine d'achille e lui ha concordato (...).
Era meglio prendere il Tavanic ad esempio o un altro chilonico?
(...) Ho letto che se una persona ha una calcificazione che si cronicizza, è difficile trovare il germe e il problema si ripresenterà (...)
Il fatto che lei abbia bruciore alla eiaculazione e la presenza di una calcificazione prostatica suggeriscono con assoluta certezza che lei ha avuto una prostatite. Se non sono stati riscontrati germi il motivo può essere perchè al momento in cui ha fatto l'esame dello sperma il germe non era presente. Il problema delle prostatiti croniche è che queste facilmente recidivano come Lei ha detto. E' questo il motivo perchè le cure devono essere sufficientemente lunghe nel tempo (io consiglio di fare ogni mese un ciclo di cura di una decina di giorni per almeno 4-5 mesi); oltre alla cura è di assoluga importanza l'uso costante del profilattico. Se non segue questi due suggerimenti è difficile che possa guarire. Possono essere, infine, utili i prodotti che proteggono il tessuto prostatico. In relazione agli antibiotici da usare, in assenza dell'evidenza di un germe individuato, i migliori risultati si ottengono con la ciprofloxacina o con il Bactrim perchè si concentrano meglio nel tessuto prostatico.  (24/03/2009)

Mio padre, un uomo molto attivo di 72 anni, da due settimane non riesce più a urinare senza il catetere, dopo una visita da un urologo dove gli e' stata diagnosticata una forte infiammazione avendo la prostata nella norma, premetto che non gli sono stati fatti nè analisi del sangue, nè ecografie. Ma è possibile che un infiammazione blocchi sia la prostata che l'intestino (trova anche difficoltà ad evacuare, anche se è sempre stato stitico)?
Ho letto qualcosa sul tumore della prostata, potrebbe trattarsi di questo? E se si, ci sono possibilità di sopravvivere?
Spesso accade che un anziano che presenta da tempo problemi prostatici che egli stesso sottovalutava, vada incontro a una improvvisa ritenzione di urina (cioè blocco della minzione); questo può essere facilitato da alcuni fattori come ad esempio un lungo viaggio, una cena abbondante, un'attività sessuale, una infiammazione intercorrente della prostata. Quindi suo padre può rientrare in queste categorie. Una volta messo il catetere si dovrà aspettare un tempo adeguato prima di toglierlo altrimenti il rischio che si blocchi nuovamente è elevato; nel frattemto che tiene il catetere bisogna esaminare l'esatto problema con accertamenti specifici (esami sangue, ecografia prostatica e visita urologica) e eventualmente iniziare le cure del caso. (24/03/2009)

Soffro da molti anni di "vescica neurologica"  con necessita' di autocateterismi quotidiani  per lo svuotamento.  Annualmente, per controlli, eseguo esami sangue, urine e urinocultura.  Domanda: se questi esami non presentano nulla di anomalo e' comunque indispensabile (annualmente) anche  fare "scintigrafia renale"  con liquido di contrasto (con isotopi radioattivi) per controllo della funzionalita renale?
Se il portatore di vescica neurologica non presenta segni di danno renale (evidenziato da una variazione della creatininemia e/o da una dilatazione delle vie urinarie quest'ultima riscontrabile con una semplice ecografia) non c'è bisogno di fare una indagine con scintigrafia renale.  (24/03/2009)

Ho 21 anni, da circa una settimana ho sotto l'asta del pene, sull'inguine praticamente, ho un piccolo nodulo, che non mi crea fastidio di circa mezzo centimetro alto 2 mm. Non ho la più pallida idea di cosa possa essere, non ha l'aspetto di un foruncolo.
Purtroppo quando siamo in presenza di un nodulo cutaneo è necessario esaminare direttamente il nodulo per vedere di cosa si tratta. Le consiglio, quindi, di sottoporsi ad un'appropriata visita medica. (20/04/2009)

 

Devo effettuare il test urodinamico per problemi di incontinenza urinaria. In questi giorni ho le mestruazioni. E’ possibile effettuare ugualmente il test?
Se l'esame urodinamico che deve effettuare è completo, non è consigliabile effettuarlo durante il periodo mestruale. (20/04/2009)

Ho 58 anni ho fatto l'esame del Psa, premetto che  e' la prima volta (...). Il mio dottore mi dice di stare tranquillo e di ripetere l'esame fra 6 mesi, però a dire il vero non sono affatto tranquillo, e non dormo di notte pensando a cose brutte. (...) Sintomi: a dire il vero non ho nessun bruciore nella minzione, e non mi alzo mai di notte per urinare, l'unica cosa che trovo un po' diversa da anni addietro e' che alla sera prima di andare a dormire ho il getto un po' debole, ma non sempre, devo sforzarmi leggermente (...) per urinare, e dopo aver urinato ho per qualche secondo dello sgocciolamento, ma ripeto senza nessun bruciore, questo sgocciolamento devo dire che e' quasi sempre dopo aver urinato. (...) Premetto che adesso che sono in pensione da un anno bevo tutti i giorni due litri di acqua del rubinetto nell'arco della giornata, andando a visitare i vari siti di urologia diversi dottori raccomandano di prendere il farmaco che contiene la Serenoa Repens, secondo Lei dottore questo farmaco farebbe bene a me per questi piccoli problemi? (...)
In linea di massima non deve preoccuparsi in modo eccessivo di questo valore di PSA che comunque è lievemente alto rispetto alla sua età. E' corretto quanto ha detto il suo medico di ripetere il PSA tra 6 mesi-un anno per valutarne l'andamento. Tenga comunque presente che il rischio di un tumore della prostata con questo valore di PSA è di circa il 25%; questo dato le serve comunque per regolarsi sul da farsi. La serenoa repens è un farmaco indicato nel trattamento della ipertrofia prostatica quando questa ancora non determini particolari disturbi e quindi
va bene nel suo caso.

Sto assumendo Permixon da circa 3 settimane per un infiammazione alla prostata,l’altro giorno ho avuto un rapporto sessuale non protetto con la mia compagna, la quale assume regolarmente la pillola. Possono esserci grossi problemi sia di tipo infettivo sia legato alla contraccezione? Ci sono rischi? Se sì quali?
Il Permixon è un farmaco a base di estratto di una pianta (serenoa repens),dotata di effetto protettivo sia sulla ipertrofia prostatica benigna che sulle flogosi prostatiche sulle quali agisce come antiinfiammatorio generico. Il farmaco comunque non può avere nessuna azione curativa o preventiva su una flogosi sessualmente trasmessa e non determina nessun problema sulla fertilità.

Vorrei sapere se ripetute cistiti con febbre alta, dolori, difficoltà urinarie ecc... la cui causa è dovuta ad escherichia coli, può essere causata da un eccessivo e permanente dismicrobismo intestinale accompagnato da colon irritabile.
In genere, le cause sono altre; per poter valutare il caso e´necessaria la visita clinica e alcuni accertamenti.

Sono un ragazzo di 36 anni e da poco piu' di un mese ho un fastidio al testicolo sinistro,inoltre quando il pene è in erezione e sto quasi per eiaculare mi viene un dolore alla base,dove da sempre ho una vena piu' gonfia anche quando non è in erezione sempre alla sinistra. Mio fratello qualche anno fa era già stato operato di varicocele non so se le puo' servire questo per la valutazione.
In genere il problema da lei lamentato e´ dovuto a una trombosi della vena superficiale del pene o quanto meno da un difficoltato scarico venoso della stessa che si manifesta in particolar modo durante l´erezione. Le consiglio comunque una visita per poter valutare visivamente il problema.

Vorrei sapere se l'intervento parziale alla prostata per ipertrofia può causare successivamente il tumore.
L'asportazione che Lei definisce "parziale" della prostata si fa solo in caso di ipertrofia prostatica benigna, quando cioè è ingrossata parte della ghiandola. Paragoni la prostata a una arancia con la sua buccia esterna e la parte interna agli spicchi; nella ipertrofia prostatica si ingrossa la parte interna cioè gli spicchi dell'arancio e questa parte interna si asporta con
l'intervento per prostata benigna che lei definisce parziale. L'intervento per ipertrofia prostatica benigna non fa venire il tumore alla prostata; questo può comunque venire anche dopo l'intervento per prostata benigna, perchè il tumore colpisce preferibilmente la parte esterna della prostata (la buccia dell'arancia).

Ho 72 anni, da diversi anni soffro di infezioni da "escherichia coli"che mi sono state sempre trattate con  i relativi antibiotici. I sintomi erano: febbre alta, bruciore all'uretra in punta, spesso sangue a fine minzione. Urinocolture sempre con valori alti di E.Coli. Tali episodi che prima erano molto diradati man mano si sono fatti sempre più frequenti, per cui si è reso necessario farmi seguire da un urologo che mi ha prescritto circa due anni fa una serie di esami il cui esito lo ha portato a diagnosticare una ipertrofia prostatica benigna con parziale ritenzione urinaria che rendeva il terreno fertile alla proliferazione di tale batterio. (...) Da novembre scorso ricominciano le solite infezioni al ritmo di una al mese. L'urologo, per interrompere questo circolo vizioso, mi consiglia l'intervento alla prostata. In attesa dell'intervento ho un nuovo episodio infettivo con l'aggravante che, questa volta, in seguito a ecografia scrotale, mi viene diagnosticata un'epididimite con relativo ingrossamento della parte e febbre.- Dopo una cura intensiva con antibiotici anche per intramuscolo e antiammatori, ad episodio risolto, il 25 maggio mi sottopongo all'intervento per via endoscopica alla prostata e, su consiglio dello stesso urologo che mi ha operato, anche alla resezione dei canalini deferenti e ciò, a suo dire, per evitare eventuali recidive di epididimiti. Oggi, a distanza di un mese, dall'urinocoltura mi risulta ancora una carica batterica da E.Coli di 800.000, con bruciore alla minzione, ma stavolta senza febbre. La minzione, dopo l'intervento, è tornata normale. Il mio cruccio è questa maledetta "zia coli" (ormai la chiamo così, talmente mi è diventata familiare mio malgrado). Riuscirò a vincere la battaglia?  Oppure la dovrò portare con me per il resto dei miei giorni, imbottendomi di antibiotici?
L'infezione da E. Coli se la porterà per tutta la vita perchè essa si verifica prevalentemente nella porzione esterna della prostata, quella cioè che non viene asportata dall'intervento. Pertanto più che con l'intervento la prostatite cronica con epididimite associata, come nel suo caso, si cura in tutto il mondo con cure molto lunghe e soprattutto con avvertenze comportamentali.

Le scrivo perchè sono molto preoccupata per mio marito che ha sessantuno anni (...) Da circa tre anni ha problemi con la pressione alta e cambia spesso la pastiglia. Dice che alcune gli fanno gonfiare i piedi, altre
gli danno confusione. (...) Ora si è aggiunto l'urinare più del normale e se non svuota la vescica ha male alla pancia. Il calo del desiderio si è ridotto nell'ultimo anno ad un rapporto al mese quando invece ne aveva uno o due alla settimana. In questi tre anni è ingrassato di 7 kg. presi in maggioranza sull'addome.
I problemi lamentati da suo marito sono abbastanza comuni nei sessantenni. In particolare i disturbi sessuali sono molto frequenti in pazienti che hanno elevata colesterolemia, obesità, attività sedentaria e che si curano con gli antiipertensivi; tutti questi fattori, infatti, "ostacolano" la circolazione arteriosa che è alla base di una corretta funzione sessuale maschile. Pertanto in primo luogo vanno eliminati questi fattori: ridurre colesterolemia e l'alimentazione, migliorare l'attività fisica, non fumare, curare l'ipertensione solo se necessario e infine , qualora questi mezzi non siano sufficienti, ricorrere all'aiuto di farmaci per bocca che anche il suo medico saprà consigliare. Per i disturbi della minzione invece è preferibile che effettui un dosaggio del PSA e poi una visita urologica.

Ho 20 anni e dopo un periodo di ansia prolungata (due o tre mesi) avverto un appesantimento della regione pelvica-perineale, talvolta un leggero fastidio nello star seduto, e una sensazione di bruciore lombare negli eserci ginnici a terra quali addominali ecc.
Avendo fatto una ecografia addominale in cui è risultato tutto normale che altri esami/specialisti devo fare/consultare? E' possibile che l'ansia abbia indotto una nevralgia o altro e che devo fare?

I disturbi da Lei lamentati sono difficili da inquadrare: potrebbero essere dovuti a uno sforzo muscolare (tipo uno strappo) oppure essere l'espressione di distubi infiammatori genito urinari. Le suggerirei di parlarne con il suo medico curante e poi eventualmente consultare uno speci
alista.

Il mio problema riguarda la cistite. Episodi molto frequenti, almeno una volta al mese, spesso dolorosa a volte con sangue. Non so più cosa fare, questo problema mi manda fuori di testa, soprattutto perchè ancora non ho capito il motivo scatenante. Sono andata mille volte dal mio medico curante, dalla mia ginecologa e niente. Sono stata anche dall'urologo ma non ha trovato soluzione, tutti dicono basta bere molta acqua.
Premetto che seguo tutte le norme igenico sanitarie, proprio tutte, ci sto molto attenta. Bevo 2lt di acqua al giorno, ma questa cistite non passa. So che i motivi scatenanti possono essere molti, l'intestino irregolare, i rapporti sessuali ecc... Nel mio caso, pensavo fosse l'intestino irregolare, ma ho cercato di risolvere il tutto e ora sono abbastanza regolare. Ho notato che si presenta maggiormente alla fine del ciclo mestruale e a volte anche dopo un rapporto sessuale. (...).
Sicuramente nel suo caso sono stati valutati gli aspetti principali della cistite, ma altri ancora restano da valutare e cioè se ha infezioni vaginali o piccole malformazioni dell'uretra che predispongono alla cistite, se si lava bene oppure se commette qualche errore, se il suo partner ha qualche problema oppure no, se ha fatto cure adeguate e per una durata adeguata, se
infine, si tratta di cistite batterica oppure di una irritazione vescicale non causata da germi. Come vede tutte queste cose si possono ricavare solo da un colloquio approfondito e da una visita accurata.

Sono una donna di 45 anni ed in corso di ecografia addominale e transvaginale (risultata poi ok) mi è stata riscontrata litiasi di 6 mm al rene sinx. Il medico non ritiene opportuna visita urologica e sostiene che basta bere molto e fare molto movimento. Nessuna restrizione nell’alimentazione e l’acqua che io bevo del rubinetto se depurata ad osmosi inversa va bene. Assolutamente non si parla di doverlo “bombardare”. Vorrei un suo parere in merito.
Proprio i calcoli di piccole dimensioni sono i più "pericolosi" perchè possono muoversi facilmente e scatenare la colica renale; al contrario un
calcolo di 1,5-2 cm si può muovere poco e pertanto causa altri problemi ma non la colica renale. Il calcolo "fermo" nel rene, come nel suo caso, costituisce l'indicazione elettiva per la litotrissia extracorporea (il cosiddetto bombardamento) perchè le consente di risolvere il problema in modo semplice (regime ambulatoriale) evitando complicazioni pericolose che potrebbero portare anche a un vero intervento in anestesia generale che siamo costretti a fare quando un calcolino di quelle dimensioni blocca l'uretere a seguito di una colica renale. Per la tipologia di acqua da bere si devono preferire acque oligominerali che per legge devono avere chiare indicazioni sull'etichetta; il tipo di acqua si deve scegliere anche in base alla tipologia del calcolo, tipologia che si può determinare anche da un esame delle urine dopo il bombardamento. Infine, non so dirle se l'acqua che lei definisce "demineralizzata" è idonea allo scopo, perchè non ne conosce l'esatta composizione.

Ho 47 anni e Sono diversi anni che soffro di cistite. Ho fatto un aborto e in seguito a questo ho cominciato ad avere problemi di cistite, forte bruciore davvero tanto forte e stimolo di fare pipì tante volte. Ho fatto tante terapie antibiotiche  ma adesso nemmeno con l'antibiotico mi passa e ho fatto tante analisi, ma non risulta niente di grave.  3 anni fa ho effettuato un'ecografia ed è risultato che ho un diverticolo vescicale di circa 2 cm. Vorrei sapare se la mia cistite dipende da questo diverticolo e che terapia posso seguire.
Il fatto che Lei abbia un diverticolo vescicale può significare che la vescica ha qualche difficoltà di svuotamento (in genere proprio per questo problema si forma il diverticolo); quando ci sono difficoltà di svuotamento della vescica sono  frequenti anche le cistiti.
Per inquadrare bene il prolema consiglio di efettuare due esami: 1) rx cistouretrograia retrograda e minzionale 2) esame urodinamico completo.
Con questi due esami in genere si riesce a stabilire quale  è l'esatta natura del problema e in conseguenza possiamo eliminare le causa o fare l'adeguata terapia.

Le scrivo per chiederLe un consiglio: mia moglie ha avuto per la prima volta la settimana scorsa una colica renale (rene DX) con dolori fortissimi fino all'inguine, nel frattempo abbiamo fatto una eco ai reni e all'addome dalle quali tutto è rosultato nella norma. Nel frattempo abbiamo fatto una urinocoltura dalla quale è risultato una presenza batterica di Escherichia Coli. A seguito di visita urologica ci è stata consigliata una urografia e prima ancora una visita ginecologica e un tampone vaginale. Tutto questo perchè, giustamente, l'urologo vuole un quadro completo prima di dare la terapia antibiotica. Stasera mia moglie avverte dolore anche al rene SX e stanno passando diversi giorni prima di completare lo screening. Cosa mi consiglia? Di iniziare subito con la terapia antibiotica? Sono preoccupato.
Comprendo che può essere troppo tardi per darle un consiglio efficace. Comunque, in base a quanto ha scritto, è corretto che venga studiato tutto l'apparato urinario per escludere cause di questa infezione. E' ovvio che sarebbe preferibile aspettare il risultato dell'antibiogramma per dare una cura precisa, ma se a sua moglie aumentano i disturbi è preferibile iniziare una terapia con un buon disinfettante urinario ad ampio spettro come ad esempoio il CIproxin 500 una cpr x 2 al di per 5 giorni.

Dopo aver avuto  una cistite  curata con 7 gg di antibiotici mi sono fatto l’esame del PSA e risultava 10,31. Dall’esame all’ultimo antibiotico preso sono trascorsi 18 gg. Il medico mi ha prescritto l’ecografia. È molto preoccupante il valore?
E' normale che dopo una cistite, così come dopo qualsiasi tipo di attività meccanica che stimoli la prostata, si verifichi un aumento del PSA. E' importante che lei lo ricontrolli non prima di un mese dal primo dosaggio, perchè se lo ricontrolla prima potrebbe risultare ancora elevato.
Infine si è dimenticato di dirmi quanti anni ha, perchè il valore del PSA va considerato in proporzione ai suoi anni.

A mio padre di 50 anni è stata diagnosticata una forma di prostatite cronica, ha spesso episodi di febbre molto alta e nonostante cure antibiotiche costanti il problema si ripresenta. Dopo alcuni esami è stato appurato che la maggioranza degli antibiotici non hanno più effetto, dove può trovare un laboratorio che esamini un maggior numero di farmaci? A chi possiamo rivolgerci per un consulto più approfondito?
La prostatite cronica per definizione non guarisce mai completamente; comunque con cure adeguate e con attenzioni comportamentali i pazienti riescono a stare meglio dopo un periodo di almeno 6 mesi. Per cura adeguata si intende non solo usare i farmaci appropriati, ma anche assumerli per un tempo sufficientemente lungo; se il paziente ripresenta gli stessi disturbi vuol dire che le cure non sono state adeguate o che il paziente si è reinfettato e questo determina in genere anche il fenomeno della resistenza batterica. In conclusione oltre alle cure, almeno per un altrettanto 50% sono importanti le misure per prevenire la prostatite e/o per non reinfettarsi.

Sono affetto da IPB con prostata un po' ingrossata, ma  a detta del medico che nel 2008 mi ha effettuato l'ecografia addominale, per la mia età (61 anni), è nella norma. IL PSA ha valore 1.01 ug/L. e i sintomi, secondo il test IPSS, sono moderati. Mi curo con Tamsulosin cloridrato 0,4 mg e mi trovo bene. Ora, siccome mi hanno diagnosticato una cataratta, il mio oculista mi ha detto che devo cambiare il farmaco suddetto (alfa-1 antagonista selettivo suddetto, in quanto presenta tra i suoi effetti collaterali la possibilita di provocare l'IFIS, (Intraoperative Floppy IRIS Sindrome) durante l'intervento di cataratta. Per cui Le chiedo, quali altri farmaci, o gruppo di farmaci, potrei prendere per la IPB che non provochi l'IFIS?
Quanto le ha detto il suo oculista è corretto. Tutti gli alfalitici impiegati per il trattamento della ipertrofia prostatica possono provocare la IFIS (floppy iris syndrome) anche se la tamsulosina lo provoca in misura più frequente e più grave (le IFIS possono essere  di gravità lieve, moderata o severa) rispetto agli altri alfalitici. Per il motivo suddetto non le posso pertanto suggerire di cambiare alfalitico, nè le posso suggerire di sospendere la tamsulosina perchè è stata evidenziata nell'umor acqueo dell'occhio dopo un mese e fino a un anno dalla sua sospensione. Chieda al suo oculista di adottare accorgimenti tecnici e farmacologici che possono prevenire la IFIS.

Da circa dieci giorni ho i seguenti sintomi: leggero fastidio alla punta del pene, (lieve bruciore) e pesantezza al testicolo destro (come se avessi lo slip che tira). Circa un anno fa ho avuto quasi lo stesso problema, ma dopo qualche giorno di cura con ciproxin prescitta dal mio medico è passato. Ho fatto la stessa cura dopo essersi attenuato il fastidio è tornato, premetto che non è insopportabile a volte durante il giorno svanisce come se nulla fosse.  La seconda domanda, da qualche  mese (3)  stiamo provando ad avere un bambino  (ho 34 anni) questo può essere un problema nel senso di fertilità?
In base ai disturbi che riferisce potrebbe trattarsi di una prostatite che si ripresenta periodicamente. Pertanto, ha fatto molto bene a prendere il Ciproxin, ma andrebbe valutato per vedere se ancora è presente la prostatite, come è molto probabile, poichè per trattare la prostatite occorrono in genere cure di lunga durata. A volte la prostatite quando si cronicizza può dare problemi sulla fertilità; comunque se vuole una risposta sicura in relazione allo stato della sua fertilità si faccia uno spermiogramma e con questo avrà una valutazione certa dello stato della sua fertilità.

A giugno mi viene diagnosticata una prostatite sub acuta con numerose colonie di enterococco nella spermiocoltura. Terapia 21 giorni di ciproxin 1000 risultato: numerose colonie di Coli. Terapia con 7 giorni di glazidim risultato: numerose colonie di coli e enterococco. Terapia con 3 cpr al giorno per 7 giorni di Neofuradantin e vaccinum macrocarpon risultato: solo numerose colonie enterococco.  Mi e' stato detto che poi cronicizza e passa da se' oppure torna due volte l'anno con sintomi lievi. Cosa farebbe?
Se la prostatite non guarisce nonostante le numerose cure anche con farmaci adeguati che ha fatto, vuol dire che lei continua a reinfettarsi tutte le volte. Pertanto sarebbe consigliabile effettuare una visita proprio per valutare perchè continua l'infezione e per prendere gli opportuni provvedimenti.

Mi piacerebbe avere qualche delucidazione sulle modalità di preparazione e raccolta liquido seminale per effettuare l'esame "spermocoltura". Navigando su Internet e parlando con operatori del vostro CUP ho notato che ci sono indicazioni non univoche. Ad esempio qualcuno parla di astinenza altri no, qualcuno dice di affiancare alla raccolta liquido seminale un secondo campione di urina altri no, etc..
In relazione alle modalità di eseguire una spermiocoltura non è necessaria l'astinenza trattandosi non di una valutazione della fertilità ma solo di una ricerca su eventuali germi presenti nello sperma. Gli accorgimenti da seguire sono di lavarsi accuratamente il glande, aprire il contenitore sterile solo all'ultimo momento ed evitando di toccare con le mani o con il pene i bordi del contenitore, chiudere immediatamente il coperchio dopo aver raccolto qualche goccia del seme. Non è necessaria la raccolta dell'urina perchè questo è un altro test.

Sono un ragazzo di 30 anni robusto ed in buona salute ed ho 2 domande da farle. A volte dopo rapporti molto intensi (in cui l’erezione è al massimo quasi da fare male) e dopo aver raggiunto l’orgasmo capita di avvertire una sensazione di debolezza come se mi mancassero le forze per alzarmi tanto che una volta la mia partner si è preoccupata. (...) Mi sa spiegare il motivo? Possibile che l’erezione molto intensa faccia accumulare gran parte del sangue nella zona del pene facendomi sentire un po’ debole? (Scusi la mia ignoranza magari è una domanda molto stupida) Legato a questo le scrivo anche per chiederle come mai in certe posizioni (...) è come se venisse a mancare leggermente la forza a gambe a braccia (qualche frazione di secondo).(...) Possibile che l’erezione molto intensa faccia accumulare gran parte del sangue nella zona del pene facendomi percepire questo brevissimo mancamento di forze?
In relazione a quanto le accade in occasione della eiaculazione si tratta di fenomeni che rientrano nella normalità e sono dovuti a una sollecitazione eccessiva dell'apparato neurovegetativo che possono spingersi anche fino alla "mancanza momentanea di forza nelle gambe". Pertanto non c'è da preoccuparsi.

A distanza di uno anno da precedente ecografia all'addome con esito negativo ho rifatto nuovo controllo ecografico il 20 novembre c.a. in cui si è rilevata una sospetta neo formazione vescicale rigida costituita da n. 2 ispessimenti contigui di carattere pseudo nodulare delle dimensioni di 26 mm. circa sul versante postero laterale di sinistra, senza ematuria o altri sintomi. Di conseguenza devo sottopormi nel giro di un mese circa a cistoscopia in narcosi con eventuale resezione endoscopica. Da due mesi eseguo la bio magneto terapia con lettino omologato con rulli di giada e proiettore a raggi infrarossi e fotoni per curare un dolore alla schiena in zona lombare (anni 63). Ciò premesso, chiedo se posso continuare la biomagneto terapia oppure la stessa può creare controindicazioni o se può esserci una eventuale correlazione tra i due episodi.
E' più importante che dedichi l'attenzione al problema vescicale che potrebbe anche rivelarsi di particolare gravità con necessità di ulteriori cure dopo la resezione endoscopica. Se l'esame istologico conferma una neoplasia transizionale della vescica è necessario che osservi delle precauzioni ben precise che sicuramente il suo urologo saprà suggerirle.

Da un anno prendo Avodart da 5 mg il PSA da 6 è sceso a 2.4, devo sempre continuare con questa cura? Ho bruciore dopo aver svuotato la vescica.
Il sintomo del bruciore durante lo svuotamento la vescica non è dovuto all'ingrossamento benigno della prostata bensì a una "infiammazione" della prostata (la cosiddetta prostatite cronica che però va curata con altri farmaci) oppure può dipendere da un problema della vescica (infiammazione o neoplasie).

Mi chiamo Mirko e sono un ragazzo di 26 anni di Milano. Verso la metà di ottobre 2008 ho avuto una forta cistite che mi provocava lo stimolo di andare spesso ad urinare, bruciore al pene all'atto della minzione. Ho preso dei farmaci per curare questo fastidio e verso gennaio 2009 credevo di aver risolto il problema. Fino a quando un giorno vidi del sangue sulla carta igienica dopo aver defecato e da lì sono iniziate le mie preoccupazioni. Ho contattato un pracnologo il quale dopo ispezione anale mi ha riscontrato delle emorroidi interne di secondo grado e un pò le feci dure. Mi ha consigliato degli integratori per regolarizzare l'intestino. Da quel periodo in poi ho iniziato a provare fastidio nello stare troppo tempo seduto accompagnato spesso anche da infiammazioni del glande. Ho contattato un urologo (06/2009) il quale mi ha effettuato il test di stamey. I risultati: nessuna infezione ma sono state riscontrate delle calcificazioni prostatiche dovute a qualche infezione passata. Anche in questo caso mi è stata data una cura antiinfiammatoria per risolvere il caso poichè la diagnosi fatta è stata: prostatite cronica. Ad oggi ancora nn sono riuscito a risolvere questo fastidioso problema che mi causa ansia e nervosismo. C'è chi mi suggerisce di provare a comprare una ciambella da mettere quando sto seduto in modo tale da rendere libera la parte centrale. Allora mi rivolgo a lei dottore. C'è qualche altra cura che potrei tentare? Farei di tutto per risolvere questo problema che mi assilla da ormai 1 anno e mezzo. Inoltre volevo dirle che faccio l'informatico quindi sto molto tempo seduto durante il giorno e inoltre vado a lavorare sempre in macchina.
La prostatite cronica è dovuta a una infezione o infiammazione trascurata o non ben curata della prostata. Nella maggior parte dei casi è dovuta a una infezione sessualmentte trasmessa; concause sono rappresentate dalla stitichezza e dalla lunga attività sedentaria. La cura della prostatite cronica è lunga (io consiglio 6 mesi di cicli di disinfettanti + antiinfiammatori da fare per 8-10 giorni ogni mese) e l'obbligo dell'uso costante del profilattico; se non fa queste due cose non guarirà mai dalla prostatite. Deve far uso anche di prodotti che ammorbidiscono le feci (ottimi sonno oli di vasellina, verdure, Laevolac o Agarol sciroppo) e deve ridurre al minimo l'attività sedentaria.

Sono un uomo di 45 anni. A metà dicembre 2009 ho avuto una ritenzione acuta d'urina, eliminata con l'apposIzione di catetere vescicale. L'urologo che mi ha visitato mi ha riferito che la prostata non aveva alcun segno e che era tutto negativo. Ha ritenuto tuttativa che la ritenzione fosse stata causata da una probabile infezione di urina. Ho preso ciproxin 200; dopo qualche giorno dalla rimozione del catetere il getto dell'urina si è improvvisamente normalizzato,  come se vi fosse stata un'ostruzione. Ora sto attendendo l'esito degli esami del sangue e delle urine. Volevo solo conoscere quale potrebbe essere stata la ragione della ritenzione e se veramente può essere stata causata da una infezione.
E' molto raro che un uomo di 45 anni possa andare incontro a ritenzione urinaria acuta a causa di un problema prostatico; una evenienza può essere quella di una infezione acuta della prostata che determina un edema notevole e quindi una ostruzione. Negli altri casi bisogna ipotizzare la presenza di un ostacolo di altra natura come potrebbe essere una stenosi dell'uretra o un corpo estraneo ad esempio un calcolo bloccato nell'uretra. Infine la ritenzione acuta può verificarsi a seguito dell'assunzione di farmaci o in presenza di disfunzioni neurologiche del basso apparato urinario. In conclusione è quindi giusto procedere ad accertamenti sia di laboratorio che funzionali (ecografia, flussometria urinaria, ecc..).

In un ragazzo di 28 anni con nessun disturbo di particolare rilevanza (non ho una linea di febbre dall'età di 8 anni) con una vita abbastanza regolare e di corpuratura media, quale potrebbe essere la causa di di uno spermiOgramma che ha dato come risultato pochi spermatozoi e quei pochi alquanto "pigri"? Con nessuna speranza da parte del dottore che ha letto il mio riultato che il numero degli spermatozoi aumenti!
Una alterazione dello spermiogramma che evidenzia un numero scarso di spermatozoi e anche un movimento lento di essi suggerisce la presenza di una qualche malattia a carico dell'apparato genitale. L'evenienza più comune è che si tratti di un varicocele che determina soprattutto questo tipo di alterazioni e che spesso non causa particolari disturbi. Quindi il mio consiglio è quello di effettuare una visita urologica o andrologica per meglio definire il problema.

Ho 52 anni e nel corso dell'annuale controllo esami sangue ed urine il valore di PSA (vorrei precisare che è sempre stato in crescita costante nel corso degli ultimi 5 anni, 3,18 nel febbraio 2009) è salito a 4,1 e naturalmente sono preoccupato. Effettuerò una visita dall'urologo, ma vorrei chiederLe se ritiene indispensabile al fne di togliermi dalla mente ogni proccupazione (ad oggi ovviamente) effettuare un'ecografia prostatica e relativa biopsia od eventualmente le motivazioni che potrebbero indurre al posticipo di questi esami.
Una salita del PSA maggiore di 0,75 in un anno può essere sospetta; inoltre un valore di 4,1 di PSA in un cinquantaduenne è senz'altro superiore alla norma. In conclusione verificherei nuovamente il dosaggio del PSA dopo qualche settimana stando attento a evitare nella settimana precedente al prelievo viaggi, attività sedentaria, sport sedentari e attività sessuale; oltre al PSA totale richiederei anche il frazionato e, se si confermano gli aumenti oppure se anche il rapporto del PSA è sospetto, farei una ecografia prostatica transrettale e la visita specialistica urologica.

Da diverso tempo (3 anni) ho notato la fuoriuscita di liquido biancastro nell'urinare, l'episodio è sporadico e avviene sempre alla fine della minzione con conseguente bruciore.
Dietro indicazione del medico di famiglia, ho fatto diversi tamponi uretrali (positivi all'enterococco fecalis) intervallati da svariate cure antibiotiche senza alcun risultato.
Ho deciso di fare una visita urologica e la diagnosi è stata prostatorrea subacuta al massaggio, disuria uretrale.
Desidererei sapere:
1) E' possibile che l'infiammazione della prostata sia legata all'enterococco fecalis?

2) Se il tampone della mia partner risulta negativo, come è possibile che io l'abbia contratto? Soffro un po' di colite, è possibile che questo germe provenga dall'intestino?
3) Questo tipo di infiammazione può essere curata definitivamente? Può portare a problemi di altro genere come l'infertilità?
Attualmente sto assumendo "ipertrofan" e fermenti lattici. Successivamente dovrò effettuare l'urinocultura e spermiocoltura.
La prostatite può essere stata causata dall'enterococco fecale e i disturbi che avverte sono indicativi di una forma infiammatoria che si è cronicizzata. Una ipotesi, un pò remota, sostiene la possibilità che i germi siano passati.

Ho 55 anni sono stato operato di prostactomia radicale nel giugno del 2009 con un glason 3+3   (solo da un lobo,sx ),il psa dopo l'intervento era 0.2, dopo tre mesi 0.1, dopo 6 mesi 0.09.La mia domanda e' questa: posso stare tranquillo, anche se dopo un rapporto sessuale noto un piccolissima perdita di sangue? E' normale?
Un PSA di 0,09 dopo 6 mesi dall'intervento radicale sulla prostata documenta un buon risultato clinico in relazione alla possibilità di guarigione dalla neoplasia; comunque il PSA va costantemente monitorato (ogni 4-6 mesi) e in base al suo andamento si prendono eventuali ulteriori decisioni. La goccia di sangue dopo il rapporto può essere relativo a una "irritazione" della vescica o dell'uretra posteriore dove è stata fatta l'anastomosi; suggerirei un ciclo di una decina di giorni con disinfettanti e antiinfiammatori, ma se tale fenomeno tenderà a ripetersi va eseguita una uretrocistoscopia.

Da un esame del sangue  per il psa ho ottenuto i seguenti: antigene prostatico 0,416; psa totale 0,416; psa libero 0,210; rapporto tra psa libero e totale non eseguibile perchè basso. Secondo il  suo parere mi dovrei preoccupare?
Non deve assolutamente preoccuparsi.

Ho 56 anni e da oltre sette - otto mesi che soffro di disturbo alle vie urinarie e mi farebbe piacere conoscere il suo illustre parere ed essere consigliato. Il disturbo di cui soffro si presente a fase alterne con brevi pause di remissione dei sintomi e coincide delle volte con il cambiamento atmosferico. Dopo la minzione persiste per un periodo da pochi minuti a 1 ora un bruciore medio alla punta del pene internamente, inoltre anche con l'eiauculazione si presenta lo stesso problema dopo il getto spermatico. I vari urologi che mi hanno visitato non riescono precisamente ad individuare la causa, solo uno di loro ha notato che il problema potrebbe essere legato alle vescicolette seminali che presentano delle leggere anomalie, gli esami cultuarli delle urine sono buoni come pure il tampone uretrale, anche le ecografie sono normali, c'è stato un aumento del valore del psa fino a 5.6, dopo un mese, dopo una cura antibiotica e alimentare i valori sono scesi a 3.9 pur persistendo la sensazione di bruciore che a volte sento all'inizio dell'ano che toccando questo ho l'impressione che sia irritato.
In base ai disturbi che lamenta e alla periodicità con cui si ripetono è molto probabile che lei sia affetto da una prostatite cronica. La cura della prostatite cronica è molto lunga e richiede attenzioni comportamentali costanti e controlli periodici. 

Sono un uomo di 49 anni affetto da circa sette mesi di ipertrofia prostatica benigna, siccome soffro di colon irritabile vorrei sapere se c'è correlazione tra questo e l'IPB o viceversa, se fosse cosi, cosa dovrei fare?
c'è una correlazione tra disturbi intestinali (soprattutto stipsi) e patologia prostatica. A volte alla base di entrambi i problemi c'è la vita sedentaria, la scarsa attività fisica, l'eccesso di alimentazione con grassi animali, lo scarso introito di acqua. Bisognerebbe poi scendere nei disturbi urinari specifici per vedere se è necessaria anche una qualche terapia medica. 

Circa a fine febbraio dopo un periodo di minzione abbastanza dolorosa ho notato alla fine della minzione, provocando la fuoriscita delle ultime gocce di urina, la presenza di sangue. In alcuni casi le gocce erano appena colorate in altri casi si notava di più. Il dolore dopo la minzione continua per qualche minuto localizzato verso la fine del pene. Il tutto ha avuto durata quattro cinque giorni e il sangue non era presente ad ogni minzione. Il problema si è ripresentato dopo circa 7-10 giorni in forma minore e per qualche giorno. Lo stesso si è ripresentato da due giorni. Altri sintomi: avevo notato da un po’ di tempo un odore forte delle urine tipo durante il periodo di assunzione farmaci; specie quando sono seduto e quando guido un fastidio alla parte bassa dello scroto ed al pene. Ho 41 anni.
Il suo problema potrebbe essere legato a una infezione delle vie urinarie. Deve fare una uricocoltura e una ecografia dell'apparato urinario e poi consultare il suo Medico di medicina generale. 

Mi chiamo Manuel volevo sottoporle il mio caso. Allora ho 22 anni e a 16 ho sofferto di una forma di calcolosi molto acuta. Sono stato ricoverato in ospedale dove mi hanno inserito un doppio j per circa 3 settimane dopodichè il dolore si è attenuto ed ho urinato fuori il calcolo. Dopodiche 2 anni fa, nel 2008, mi si ripresenta sangue nelle urine visibile a occhio nudo, vado in pronto soccorso e mi diagnosticano con raggi ed ecografia un calcolo al rene dx come nel primo caso, quindi decido di farmi visitare da uno specialista (...) il quale mi consiglia di bere molta acqua e assumere citrak forte cosi' dopo circa un mese e mezzo lo urino fuori. Ad agosto  del 2009 ho iniziato ad avere dolori lievi al fianco dex all'altezza del rene e subito io ho ipotizzato un altro calcolo a distanza di soli 9 mesi dal novermbre 2008. Adesso a distanza di nove mesi il mio dolore persiste, non è un dolore da colica vera e propria però mi affatica, non esiste una posizione in cui il dolore si attenui, non è un dolore molto forte ma mi toglie le forze e mi affatica. Oggi ho fatto un'urografia ed è risultata negativa: nessuna presenza di calcoli. Non riesco a capire cosa ho, il dolore mi passa a volte quando mi rilasso con una doccia calda per un'ora, ma poi ritorna sono ormai nove mesi che avverto questo dolore. Adesso prendo anche moduretic per evitare la formazione di calcoli ma il dolore non se ne va. Le chiedo se lei ha dei suggerimenti.
In riferimento al problema degli episodi di calcolosi che ha avuto sarebbe importante definire la natura del calcolo, perchè conoscendo l'esatta composizione del calcolo si possono dare suggerimenti adeguati per evitare che si riformi. Per quanto riguarda il dolore che avverte da qualche mese, essendo l'urografia negativa (immagino sia per calcoli ma anche per malformazioni delle vie urinarie) si deve ipotizzare che il dolore dipenda da patologia vertebrale o muscolare.

Ho 52 anni, il 24 marzo sono stato operato (prostatectomia). L'istologico definitivo è negativo tumore intracapsulare la conclusione diagnostica è: pT2cNO.
Ho incontinenza e sto facendo esercizi per rinforzare il perineo va un pò meglio, ma ancora non ci siamo. Adesso mi è stato prescritto TOFRANIL 10mg (1matt + 1sera) e per le erezioni che ho perso mi è stato consigliato il LEVITRA da 20mg (2-3 volte settimana). Le punture sul pene tra qualche mese in assenza di risultati.
Va bene secondo Lei? A un mese dall'intervento ho eseguito l'esame del PSA ed è risultato non dosabile < 0,003mcg/L
A 3 mesi dall'intervento farò il secondo controllo del PSA e se come spero sarà ancora cosi' le chiedo con che frequenza dovrò poi fare i successivi? Oltre al PSA dovrò fare altri controlli?
In relazione al problema dell'assenza di tumore nell'esame definitivo della prostata questa evenienza può manifestarsi fino al 4% dei casi e può essere dovuta a diversi motivi che per brevità non posso spiegarle in questa sede. L'incontinenza è un fenomeno che rientra nella norma e che si risolve progressivamente nei mesi successivi; viene curata con gli esercizi di ginnastica perineale da fare in modo quasi continuo e con la terapia medica; il Tofranil è un buon farmaco ma ce ne sono di più recenti come ad esempio Vesiker 10 mg (una cpr al mattino) da  continuare fino a quado non starà meglio e poi da ridurla a 5 mg al di. Il recupero dell' erezione dipende se è stata eseguita una tecnica con risparmio dei nervi erigendi (cosiddetta nerve sparing) oppure no; nel primo caso basta la terapia orale per recuperare l'erezione (in genere una compressa a giorni alterni); se invece non è stato eseguito il risparmio dei nervi è conveniente fare la terapia iniettiva nel pene con Caverjet, adeguando la dose alla risposta del singolo paziente; tutte queste terapie sia per bocca che iniettiva devono comunque iniziare quanto prima possibile dopo la rimozione del catetere vescicale. Infine il valore del PSA postoperatorio va benissimo e va ripetuto ogni 4 mesi circa.

Dopo intervento di turp per ipertrofia prostatica benigna (eseguito solo parzialmente per eccessivo sanguinamento) che risale a diversi anni or sono (età attuale 75 anni), le conseguenze più insopportabili, che tuttora persistono, sono costituite da dolori e bruciori postminzionali che si manifestano puntuali dopo ogni eiaculazione retrograda anche spontanea, che si protraggono per diversi giorni dopo ogni evento e che si attenuano mano a mano che il liquido seminale viene espulso attraverso le urine. Pure in presenza di prostatite ormai cronicizzata, di natura anabatterica in quanto gli esami di spermicultura e urinocoltura hanno dato esito negativo mentre l’assunzione di diversi antibiotici è risultata del tutto inutile, tuttavia la prostatite, di per sé, non dà sensibili fastidi tranne nel caso di eiaculazione retrograda in quanto si ritiene che il liquido seminale smaltito lentamente con le urine, vada ad infiammare l’adenoma prostatico residuo provocando dolori e bruciori insopportabili. Informo che in atto assumo da circa otto mesi l’avodart associato all’omnic che assicurano il flusso urinario sia pure ridotto e che i valori del psa, testati con cadenza semestrale, sono molto inferiori a quelli massimi di riferimento. Indipendetemente dal procedere ad un ulteriore intervento chirurgico, le sarei grato se, intanto, potesse indicarmi un antinfiammatorio od analgesico che possano attenuare gli inconvenienti segnalati in quanto l’assunzione di aulin fornisce scarsi risultati.
I disturbi che lamenta sono riferibili a una prostatite cronica, come giustamente lei ha scritto, e che non si risolvono nonostante l'intervento sull'adenoma dela prostata. Quello che non è chiaro è perchè deve prendere Avodart e Omnic per urinare bene; questo potrebbe significare che il problema ostruttivo ancora non è stato risolto. Per chiarire questo aspetto
dovrebbe, in accordo e sotto il controllo del suo medico, sospendere per qualche settimana la terapia che sta facendo ed effettuare una flussimetria urinaria e una ecografia prostatica transrettale; in questo modo si controlla se ancora permane o meno una ostruzione minzionale. Per i bruciori se l'antibiotico e l'aulin non funzionano più (ma c'è da chiedersi: lei ha messo in atto tutte le precauzioni per evitare la prostatite cronica? E cioè lunghe terapie con disinfettanti adeguati e antiinfiammatori, l'uso assoluitamente costante del profilattico, la regolarizzazione dell'alvo, evitare cibi piccanti e attività sedentaria) potrebbe provare a cambiare antibiotico e antiinfiammatorio.

Sono un ragazzo di 33 anni. Ho fatto un'ecografia testicolare. Soffro da 12 anni di un varicocele di 2 grado, ma non mi hanno mai detto di operarmi. Ultimamente nelle ultime ecografie mi hanno riscontrato delle calcificazioni. Il dottore mi ha detto che sono delle vecchie infiammazioni. c'e' da preoccuparsi? Vanno tolte? Cosa mi consiglia?
Per decidere se operare un varicocele o meno si richiedono due condizioni: la valutazione dello spermiogramma che dovrebbe dimostrare un danno della funzionalità dello sperma causato dal varicocele e inoltre se operarsi o meno dipende da quale fastidio le dà il varicocele nelle normali attività quotidiane.

Dopo un anno di assunzione di avodart da 0.5, adesso l'ho sospeso, non ho più sperma cosa vuol dire? E cosa posso fare per ritornare di nuovo normale come prima? Il mio psa di è normalizzato il pca3 è di 33. L'unico problema adesso è la mancanza di sperma.
Con la sospensione dell'Avodart dovrebbe progressivamente tornare a vedere lo sperma a meno che non faccia anche uso di altri farmaci (tipo alfalitici) che possono causare la cosiddetta eiaculazione retrograda (cioè lo sperma va all'interno verso la vescica invece di uscire dal pene); in questo ultimo caso se lei osserva in un bicchiere la prima urina dopo l'eiaculazione dovrebbe notare tracce di sperma.

Ho 69 anni appena compiuti, da alcuni anni prendo OMNIC 0,4 con tamsulosin cloridratouna caspula die. (...) In che modo l'OMNIC influisce sulla sfera sessuale?
La terapia con Omnic va benissimo soprattutto se lei ha notato un miglioramento del flusso urinario. Il principale problema causato dall'Omnic è la cosiddetta eiaculazione retrograda che consiste nel vedere uscire una minore quantità di sperma o addiruttura non vedere più nulla, perchè lo sperma viene espulso all'indietro verso la vesica, invece di uscire dal pene. L'Omnic non dovrebbe dare altri problemi sulla sfera sessuale.

Sono un paziente di 63 anni affetto da neoplasia vescicale, sopposto a prima resezione endoscopica in dicembre 2009. Esito istologico: carcinoma epiteliale uroteliale g1tx; successiva terapia endocavitaria con mitomicina C fino al controllo cistoscopico successivo in marzo 2010 in cui si è riscontrata altra formazione di 8 mm, per cui si è fatta altra resezione endoscopica con esito istologico: g2tx,ed attualmente ho ripreso il trattamento endocavitario con mitomicina c. Sottopongo i seguenti due quesiti:
1) E' possibile che i tumori superficiali della specie siano così altamente recidivi ed aggressivi? Quale futuro per il prosieguo?
2) Ci sono timori che durante l'atto sessuale con la propria moglie non si trasmettino cellule tumorali od infezioni gravi?
3) Si devono adottare misure protettive? E quali?
Le neoplasie superficiali della vescica hanno una elevata tendenza alla recidiva; tale tendenza si può ridurre impiegando le terapie endovescicali che Lei ha usato. In genere però quando si è avuta una prima recidiva con il farmaco che ha usato (mitomicina) sarebbe preferibile cambiare tipo di farmaco (ad esempio usare il BCG che attualmente è il farmaco che offre la maggiore risposta in relazione alla riduzione delle recidive). Per quanto riguarda i rapporti sessuali non c'è pericolo di trasmettere cellule tumorali, invece è preferibile adottare il profilattico quando fa uso di alcuni di questi farmaci che si impiegano come instillazioni vescicali per prevenire le recidive. Per il futuro le suggerisco di tenersi sotto stretto
controllo dal suo Urologo e di evitare assolutamente alcuni fattori di rischio come il fumo di sigaretta e l'esposizione a prodotti che contengono anilina o suoi derivati.

Ho 28 anni, pratico sport e circa una settimana fa a seguito di un urto contro la sella della bicicletta ho accusato un dolore al testicolo sx che si è risolto nel giro di mezz'ora, tanto per intenderci la solita bottarella. Due notti dopo mi sono svegliato con un forte dolore in quel punto che è durato circa 10 secondi per poi svanire da solo, stessa cosa la notte successiva, finchè non è iniziato a comparire anche di giorno. Sono andato in una clinica, nella quale un urologo mi ha visitato prima con un esame tramite palpazione e non ha riscontrato eventuale torsione, poi ha effettuato un'ecografia dalla quale è emerso un piccolo varicocele, parliamo sempre del testicolo sx che ad occhio è salito un pò rispetto al destro. Il medico in qustione non ha dato peso più di tanto dicendomi che non è niente e di prendere un semplice oki al presentarsi del dolore. L'indomani il dolore persisteva e ho avvertito qualche decimio di febbre, circa 37,3, il medico di base mi ha prescritto ciproxin 500 e aulin per una settimana. Ad Oggi è il 3 giorno di terapia, devo dire che il dolore è notevolmente diminuito anche se quando passo più di 2 ore in piedi si fa risentire, anche abbastanza forte da portarmi a prendere subito aulin. Una cosa importante, oggi noto che il dolore dal testicolo è quasi sparito e si è spostato tra la vescica e il basso addome, in zona eliaca. Un suo parere dottore e secondo lei la terapia va bene? Un'ultima domanda, sono stato operato di tiroidectomia lo scorso anno è prendo eutirox 175, per un eventuale intervento di varicocele con tecnica di scleoembolizzazione, dato che a quanto ho letto viene iniettata una sostanza a  base di iodio per tracciare la vena, avrei problemi?
Se è stato meglio a seguito della terapia con disinfettanti urinari e antiinfiammatori ed ha avuto febbricole è più probabile che si sia trattato di una iniziale infiammazione dell'epididimo (epididimite) che del colpo che ha avuto al testicolo. Se ha fatto l'ecodoppler del testicolo innanzi tutto può essere stato escluso un episodio di subtorsione del testicolo e se è stato diagnosticatoun  varicocele "lieve", presumo di 1° o 2° grado, dovrà eseguire uno
spermiogramma per valutare se c'è una compromissione dello sperma. Solo se il varicocele le causa chiari e ripetuti disturbi o se c'è un danno specifico dello spermiogramma l'intervento è consigliato e potrà scegliere tra la legatura inguinale delle vene spermatiche (eseguibile in day hospital) o la scleroembolizzazione che però è un tantino più rischiosa.

Sono un ragazzo di 29 anni e da circa un anno ho dei dolori ai testicoli e certe volte mi dà fastidio stare seduto in quanto anche il pene si ristringe. Mi sono fato visitare da un urologo di Firenze, ma per ora nessun risultato.
I disturbi che lamenta potrebbero essere dovuti o a uno stato infiammatorio della prostata che ha interessato anche i testicoli o a una anomalia di fissaggio dei testicoli. Un Urologo esperto sicuramente potrà indirizzarla in modo adeguato, eventualmente facendo anche alcuni accertamenti precisi.

Vorrei avere delle informazioni su come curare da un paio di giorni il mio pene. Si è gonfiato, non riesco piu a far scivolare la pelle dal glande e in punta la pelle si è gonfiata. Mi dà un continuo fastidio e sulla parte esterna ci sono delle picolle ferite che ogni volta che urino mi bruciano. Il glande mi pizzica di continuo. Vorrei sapere cosa puo essere e la cura se ce n'è una.
Pur non avendo specificato la sua età i disturbi che avverte sono causati da una balanite acuta. Questo problema è di origine infettiva e se non si risolve rapidamente può determinare una fimosi cicatriziale che richiederà successivamente l'intervento di circoncisione (asportazione del prepuzio danneggiato). Pertanto sarebbe opportuno farsi vedere da uno specialista urologo quanto prima per decidere tutte le cure da fare.

Ho 36 anni è mi è venuto il dubbio di avere il frenulo del pene troppo corto in quanto al momento dell'erezione il glande si scopre ma provo dolore e il glande tende a incurvarsi verso il basso. E' tardi per intervenire? In futuro può recarmi dei problemi?
E' molto probabile che i disturbi da Lei lamentati siano dovuti proprio alla brevità del frenulo. E' sempre in tempo ad affrontare il problema che si risolve con un piccolo intervento in regime ambulatoriale.

Sono un ragazzo di 37 anni, è da gennaio che continuo a fare cistiti,il batterio che ho è l'escherichia coli e dopo numerose cure antibiotiche con ciproxin 250 e successivamente con tavanic500 il batterio non se ne vuol andare, anzi è diventato pure resistente a tutti gli antibiotici con penicilline e cefalosporine. ora sto facendo le iniezioni con likacin, secondo lei riuscirò a risolvere il problema questa volta o no? Premetto che ora il sintomo di questa infezione che ho è solo lo stimolo impellente a urinare, praticamente anche di notte mi devo alzare anche due o tre volte per andare in bagno. Ho fatto ecografie (due), urografia con fase cistouretrografica, tranrettale, risultato niente che possa far capire da dove vengano queste infezioni. Se questa volta non riuscirò a guarire secondo lei sarebbe meglio andare in ospedale?
L'infezione persistente da E. Coli in assenza di problemi a carico delle vie urinarie, come risulta in base alle indagini che ha fatto, può propendere per un errore di comportamento. Pertanto sarebbe opportuno esaminare accuratamente tutti i suoi comportamenti per valutare quali possibili cause dell'infezione.

Sono un ragazzo di 29 anni, da circa 3 giorn mi sono accorto durante un rapporto sessuale che lo sperma era di colore marrone chiaro e con pezzi di sangue (credo) di colore marrone. Ultimamente avverto dei dolori renali e a volte davvero forti, da 3 giorni invece li avverto sotto lo stomaco ma in forma leggera. La prego mi dica qualcosa su ciò che mi sta succedendo e se lo sperma di quel colore e con pezzi un pò più scuri c'entra qualcosa con i dolori che avverto. Ho paura e vergogna a parlarne con chi mi sta accanto. La prego mi dica qualcosa ho veramente paura poichè ho sentito parlare di tumore alla prostata e altre cose che potrebbero in qualche modo avere a che fare con il sangue nello sperma.
Gentile utente, innanzi tutto si tranquillizzi perchè alla sua età è quasi impossibile avere un tumore della prostata. Al contrario, molto probabilmente lei ha una brutta infezione della prostata e delle vie genitali, verosimilmente causata da rapporti sessuali non protetti. E' necessario che effettui una visita specialistica, che faccia i test prescritti e poi le cure specifiche. Per il momento mi asterrei per una ventina di giorni dai rapporti sessuali altrimenti il sangue nella sperma può ripresentarsi.

Volevo avere il suo suggerimento su un problema che ho. Ho 37 anni e da un po di tempo dopo che vado al bagno a urinare, mi escono delle goccioline di urina. Non ho bruciore se non qualche rara volta. Di notte non ho bisogno di urinare. Non ho mai febbre. A cosa puo essere dovuto e cosa lei mi consiglia di fare?
E' probabile chi i leggeri disturbi che avverte siano conseguenti a una iniziale ipertrofia della prostata, magari con associate complicanze infiammatorie. Le consiglio di bere molta acqua, di evitare l'attività sedentaria e i cibi piccanti e infine fare una alimentazione sana e priva di grassi. Se continuano i disturbi è consigliabile una visita urologica.

Volevo porle una domanda perché ho un dubbio e sono molto in ansia. Il mio fidanzato ha 29 anni e facendo esami del sangue di routine ha eseguito per la prima volta il dosaggio del psa, il valori sono PSA= 1,53ng/ml e PSA FREE= 0,40 con valori di riferimento PSA< 4,00 ng/ml. Poiché ho letto che per i giovani è necessario che il livello di psa rimanga al di sotto dell’1,00 mi chiedevo se è vero e quindi il valore del mio fidanzato non è normale e c’è necessità di fare ulteriori esami e se si quali, oppure se è solo una diceria e di conseguenza il psa del mio fidanzato è da considerarsi normale?
Il valore del PSA del suo fidanzato di 29 anni non è da considerarsi pericoloso perchè piccole variazioni del PSA sono frequenti nell'uomo e il valore da lei riferito è ancora nella norma. Ovviamente le consiglio di far controllare periodicamenmte il PSA per il momento può farlo anche molto saltuariamente e dopo 45 anni consiglierei di farlo quasi annualmente.

Il mio psa era di 5.6 - 6.0 per un anno ho preso avodart da 0.5, dopo che ho effettuato biopsia, il psa adesso è 3.12,  il pca3 è 33. Ho sospeso avodart perchè mi dava problemi, adesso prendo proxana, cosa devo fare?
Il suo PSA era lievemente più alto della norma, ma questo può essere normale se la sua prostata è particolarmente ingrossata. E' normale che il PSA si riduca dopo Avodart comunque anche il PCA3 va bene. La decisione di continuare a prendere Avodart dipende dall'equilibrio tra gli svantaggi rappresentati da un eventuale calo del desiderio sessuale e dei vantaggi rappresentati dal fatto di limitare la ulteriore crescita della prostata e ridurre il rischio di cancro della ghiandola.

Sono un ragazzo di 28 anni, soffro di prostatite da 4 anni, adesso mi ritrovo con delle calcificazioni prostatiche. Ho seri problemi nei rapporti perchè sto anche soffrendo di eiaculazione precoce, alle volte faccio pipi 10-15 volte al giorno. Mi hanno curato con milioni di antibiotici ma nulla, non ho fatto mai il test del psa o una ecografia prostatica cosa mi consiglia? Una domanda: può essere un tumore il mio?
La prostatite è molto frequente nei giovani ed è dovuta soprattutto alla mancata protezione durante i rapporti sessuali; pertanto anche se ha fatto molte cure antibiotiche, ma non ha usato la protezione, è normale che non sia guarito. Le cure inoltre con antibiotici e antiinfiammatori devono essere particolarmente lunghe per migliorare la prostatite e comunque è obbligatorio l'uso del profilattico. Le calcificazioni sono l'esito dei danni subiti dalla prostata; una ecografia prostatica transrettale potrebbe essere utile per precisare l'entità dei danni e per avere un documento che nel tempo futuro ci permetta di valutare l'evolutività degli stessi danni. Anche l'eiaculazione precoce può essere un effetto della prostatite o può essere dovuta ad altre cause tra cui la brevità del frenulo o altro. E' inutile alla sua età fare il PSA.

Sono un ragazzo di 24 anni, sono circa 10 mesi che ho sul pene degli arrossamenti, scaglie di pelle che si levano, tutto accentuato dopo un rapporto con l'aggiunta che la pelle è come se calasse, feci degli esami di urinocoltura e mi diagnosticarono la klebsiella e enterococcus feacalis, batteri che ho debellato con antibiotici, ho fatto anche un esame del tampone uretrale con esito negativo, il tampone esterno del pene per due volte. L'ultimo tampone dice che ho escheria coli, enterococcus feacalis, ora ho fatto la cura antibiotica l'ennesima detta dall'antiobiogramma e datami dal medico. Aspettando l'esito del nuovo tampone i sintomi non sono passati, inoltre ci tengo a precisare che ho consultato 2 urologhi che mi hanno diagnosticato un infiammazione con altrettanto cura che però non ha portato effetti, dopodichè sono andato in un centro specialistico dermatologico dove mi hanno riscontrato al 98% una dermatite, ultimo tampone esterno del pene l'ho fatto dopo queste visite tengo a precisare. Secondo lei di cosa si potrebbe parlare? Posso avere rapporti nn protetti anche orali? Potrebbe essere che questi batteri si riaffacciano di frequente? Essendo un problema esterno e internamente non ho problemi non ho bruciori e nemmeno prurito, a quale medico devo rivolgermi un andrologo,dermatologo,urologo? In caso di un esito del tampone positivo quale puo essere la migliore cura da effettuare e sempre se esito positivo non può essere che questa infezione derivi da altre parti del corpo con conseguente invasione dei genitali? Devo essere preoccupato da tutto ciò?
E' verosimile che Lei abbia una balanite cronica, cioè una infezione che si è cronicizzata e che ora non guarisce più. Si tratta di infezioni che comunque iniziano in seguito a rapporti non protetti o ad altro tipo di rapporti. Converrebbe vedere il caso per valutare se la pelle del prepuzio è definitivamente danneggiata oppure se è ancora curabile.

Curavo cistiti da batteri (ciproxin) da novembre 2009, gennaio 2010 cistite emorragiche (sempre ciproxin) soluzione schoom, luglio 2009 ecografia piccolo calcolo 2mm. Febbraio 2010 colica, ecografia calcolo 9mm rene dx sceso di poco in uretere; rene dx in idronefrosi di 2° grado dilatato anche l'uretere. Programmo eswl 20 aprile, (...) Mi ridicono che posso fare un secondo eswl, ma anche questo non ha sortito nessuno effetto; il calcolo è sempre li a 120mm giunto p.u,  mi riprogrammano per un terzo: niente da fare rimane lì e decidono (Secondo i medici qualcosa non fa uscire questo benedetto calcolo) Ureterolito il 29 giugno: non portato a termine, stenosi uretere  dx messo stent, ciproxin 2 al dì per 6 giorni, urino sangue ed ho dolori (efferalgan o tachidol) tra quattro settimane rifaccio ureterolito? Non so se puo esserLe di aiuto soffro di connettivite indifferenziata, fibromialgia e allergia a farmaci (ho un piccolo protocollo di cortisone e trimeton prima di interventi e mezzi di contrasto).
Il metodo ottimale per trattare i calcoli "incastrati" nell'uretere non è la litotrissia extracorporea, ma la frammentazione intracorporea mediante ureteroscopia, cioè un intervento che si effettua in anestesia e passando dalle vie naturali mediante un sottile strumento. Questo metodo è infatti quello che garantisce il più elevato numero di risoluzione dei casi, al contrario la litotrissia extracorporea che è meno efficace. 

Ho 36 anni e durante un rapporto sessuale con mia moglie (abbiamo rapporti senza preservativo) ho avvertito un certo bruciore all'uretra, proprio all'inizio del pene, all'altezza del glande. Era come se avessi una sostanza irritante dentro l'uretra che mi faceva bruciore. Istintivamente con le dita ho "spremuto" l'uretra in quel punto ed è uscita una sostanza marroncina scura un po' densa. La quantità fuoriuscita era pochissima, minuscola (la metà della testa di un fiammifero) e per capirne il colore ho dovuto metterla sul fazzolettino. Mia moglie negli ultimi sei mesi ha avuto per tre volte la cistite di cui l'ultima una ventina di giorni fa, curata con il Monuril. Lei attualmente non ha fastidi nè bruciori. C'è da dire che abbiamo avuto svariati rapporti dall'ultima e unica volta in cui si è manifestato questo fastidio e nessuno ha mai dato quel problema, tant'è che lo avevamo dimenticato convinti che mi fossi irritato con qualche sua crema o profumo. Non so cosa pensare, può essere una infezione delle vie urinarie oppure qualcosa che mi irrita durante il rapporto? Lei cosa mi consiglia?
Essendole capitato più volte di avvertire un bruciore alla fine del pene, è probabile che lei abbia una uretrite che si perpetua in virtù dei rapporti sessuali non protetti. Andrebbe eseguito un tempone uretrale con ricerca di tutti i tipi di germi che normalmente possono determinare questa infiammazione e poi dovrebbe curarsi sia Lei e probabilmente anche sua moglie (quest'ultimo aspetto dipende dal tipo di germe che si verrà a riscontrare).

Sono affetto da anni da ipertrofia prostatica benigna, dato innumerevoli ricadute di mia moglie di cistite, gradirei sapere se l'pertrofia può causarla e se devo avere rapporti protetti.
Soprattutto se si riscontra un aumento degli episodi di cistite nella coppia è probabile che si tratti di una infezione trasmessa con meccanismo cosiddetto a ping pong. Pertanto è consigliabile usare una protezione durante il rapporto e fare anche le cure per entrambi i partner.

Mi chiamo Roberto, ho cinquattotto anni, soffro di prostatite cronica da 20 anni, faccio molto uso di antibiotici, ogni 20 o 30 giorni x10giorni, il mio urologo ha detto che il mio caso non è da intervento chirurgico da curare. Inoltre tra gli altri effetti collaterali, gli antibiotici mi portano forti disturbi del sonno, per cui faccio uso di una compressa di lextotan 3 a sera. Chiedo a Lei, fino a quando posso andare avanti così? A quali rischi vado incontro? E' proprio vero che nel mio caso non è prevista soluzione chirurgica, visto che le cure mediche non risolvono il problema?
La prostatite cronica va curata per lungo tempo e con costanti attenzioni altrimenti non si risolve. Se curata bene dopo 6-8 mesi si può vedere qualche risultato in termini di
miglioramento. Se insieme alla prostatite cronica ci sono anche difficoltà nel getto urinario allora può essere indicata una resezione endoscopica della prostata altrimenti è meglio fare solo terapia medica.

Ho 52 anni, il psa era solo un pò alto 3,48ng/ml però il rapporto F/T basso 11%. (...) Le riporto l'istologico definitivo: adenocarcinoma acinare della prostata WHO G2 GLEASON 3+3=6 multicentrico infiltrante la zona periferica di entrambi i lobi l'apice del lobo ds e la base del lobo sn. (...) I primi 4 mesi li ho impegnati a risolvere il problema dell'incontinenza e devo dire che grazie agli esercizi e ringraziando il cielo ho quasi risolto anche se ancora qualche goccia la perdo. Per la disfunzione erettile non ho ancora fatto nulla sono quasi sicuro che i nervi non sono stati risparmiati (...). Tempo fa ho avuto la sfortuna di contrarrre l'hiv e sono in terapia con Reyataz+Norvir e Truvada e a quanto pare questi farmaci in particolare il Norvir potenziano molto l'effetto del Levitra, Viagra, ecc.. ho sentito l'infettivologo e mi ha detto che potrei assumere dosaggi molto bassi non oltre 5mg di Levitra, ma per paura non ho provato. Le punture sono sicuro che non riuscirei a farmele e avevo pensato al Vacuum però ho letto di tutto e non so a chi dare ascolto, leggo però che Lei non lo consiglia. Se entrambi i nervi sono stati sezionati (lo saprò a breve) cosa mi consiglia? Ho letto delle conseguenze per mancata riabilitazione vascolare del pene e mi chiedevo se malauguratamente non riuscissi in questa riabilitazione cos'altro comporterebbe l'atrofia del pene? Un pene fibroso diventerebbe anche doloroso?
Innanzi tutto non si può prevedere prima in base agli accertamenti PSA e biopsia quale sarà l'esito dell'esame anatomopatologico definitivo, anche se in base alle caratteristiche che aveva il suo PSA e alle biopsie si poteva prevedere una neoplasia di gravità inferiore. In relazione al recupero della potenza sessuale questa sarà tanto migliore quanto meglio sia stato risparmiato l'apporto nervoso al pene (meglio se da entrambi i lati), quanto più precocemente inizi la riabilitazione erettile e quanto migliore era la potenza prima dell'intervento. In genere conviene iniziare la riabilitazione subito dopo aver tolto il catetere vescicale, essendo il problema della continenza meno influente. Se per caso non sono stati risparmiati i nervi è preferibile iniziare quanto prima le iniezioni peniene; è buona pratica che almeno le prime le pratichi un competente fino a quando non si stabilirà la dose esatta necessaria alla sua erezione. E' prevedibile che le prime erezioni saranno dolorose e che questo dolore lentamente si riduca nel tempo proprio in virtù della fibrosi dei corpi cavernosi che si verifica quando questi non vanno incontro all'erezione.

E' normale che una cura di ipertrofan porti stanchezza e debolezza anche se si dorme continuamente?
Assoluitamente no; l'Ipertrofan non ha di questi effetti collaterali.

Nello scorso mese di luglio mi sono sottoposto alla asportazione radicale della prostata con il metodo laparascopico. Dai primi controlli del valore del PSA lo stesso è risultato a distanza di un 1 mese 0,11. L'altro ieri l'ho ripetuto ed è risultato 0,22. La cosa mi preoccupa moltissimo perchè penso che il tumore alla prostata non è stato eliminato del tutto. A questo punto cosa c'è da fare?
Per rispondere alla sua domanda dovrei conoscere il valore massimo raggiunto dal PSA prima dell'intervento, il risultato delle biopsie della prostata precedenti l'intervento e il risultato anatomo patologico definitivo dopo l'intervento.

Ho da un paio di giorni un leggero fastidio al testicolo che si estende fino all'inguine, non è doloroso solo un pò fastidioso, ed inoltre ho l'impressione che sia leggermente più "alto",non ho avuto nessun urto. Vorrei sapere se possibile più o meno di cosa si tratta.
Potrebbe trattarsi di una forma infiammatoria leggera a carico dell'epididimo; comunque sarebbe meglio una valutazione clinica.

Ho 69 anni, da alcuni anni prendo l'omnic 0,4 ogni sera, vorrei sapere se alla lunga il farmaco può avere della controindicazioni nella attività sessuale. La prostata è lievemente ipertrofica, la minzione notturna è regolare (in base alle bevande della sera). Nel rapporto sessuale la eieculazione è veloce (pochi minuti).
L'Omnic è un buon farmaco per migliorare il flusso urinario, ma ha come effetto collaterale quello di tendere a favorire una eiaculazione retrograda. Questo comunque non comporta nè a breve nè a lungo termine una riduzione della capacità sessuale.

Volevo sapere quale fosse la prevenzione dell'igiene intima in una donna di 74 anni, affetta da ictus, che la costringe su una sedia a rotelle, tutta la parte destra paralizzata, affetta da afasia. Vedo il badante che con la stessa acqua dalla bacinella le lava sia la vagina che l'ano e a me non sembra un passaggio "corretto" o, per lo meno, a me è stato insegnato in maniera differente. Per questo Le chiedevo, in questa situazione, portando pannolone, quali sono i procedimenti più idonei da adottare per l'igiene personale.
Lei ha proprio ragione e cioè le due zone vanno lavate separatamente cambiando sia acqua che asciugamano; è preferibile lavare prima davanti e poi dietro. Il pannolone comunque favorisce l'infezione urinaria e le precauzioni per evitarla, oltre all'igiene, sono di bere molta acqua, di detergere bene all'interno delle grandi labbra anche con una soluzione debolmente disinfettante come Amuchina e di dare un disinfettante delle urine se le urine si presentano torbide o con cattivo odore.

Ho fatto l'urinocultura ai reni ed è negativa, come l'ecorafia ai reni vescica. Ma il dolore ai reni persiste sempre dopo 10 giorni di toradol. Cosa posso fare?
Con gli esami che ha fatto negativi e in assenza di altri disturbi urinari bisogna incominciare a pensare che il dolore possa non essere di origine renale e quindi eventualmente fare una valutazione per dolori ossei o muscolari.

Sono una ragazza di 22 anni, affetta da una malattia congenita: dilatazione calicopielica da giunto secondario verosimilmente a vaso anomalo, le ho scritto ciò che mi hanno riportato dall'urografia. Sono andata da alcuni specialisti ed infine ho deciso di operarmi. L'operazione è per via laparoscopica, mi è stato detto che c'è bisogno di incidere la vena che mi ostruisce l'uretere e fare in seguito una plastica. Solo che non mi è stata spiegata bene l'operazione. Mi faranno un'anestesia totale o locale? Inoltre, mi opero il 5 ottobre, ma in quel periodo mi tornerà il ciclo, posso operarmi lo stesso, o devo aspettare che sarà finito?
Va bene l'operazione per via laparoscopica e questa richiede l'anestesia generale. In genere però non si incide il vaso anomnalo, soprattutto se questo è una arteria o una vena importante per la funzionalità del rene; si seziona invece il giunto dilatato, lo si posiziona in un punto in cui il vaso anomalo non gli dà più noia (in gergo si dice "si scrocia") e poi si
effettua la sutura di ricongiungimento tra giunto e uretere.

Avrei bisogno di un consiglio, è da qualche giorno che mi brucia il glande soprattutto dopo aver urinato, nei giorni scorsi ho avuto un rapporto non protetto con la mia ragazza ma lei non avverte niente di strano. Ora mi sto lavando con acqua e bicarbonato, sto applicando crema vagisil e da oggi ho iniziato a prendere dell'oki.
Temo che gli accorgimenti che stai usando non siano efficaci; infatti la causa più probabile dei bruciori che avverti al glande quando urini è in genere una infezione trasmessa con il rapporto sessuale non protetto. Se vuoi fare le cose in modo ottimale dovresti fare un tampone uretrale con ricerca dei possibili germi e dopo una adeguata terapia con disinfettanti urinari.

Ho 44 anni e, senza esagerare, è da più di dieci anni che ho disturbi nella minzione: non passa notte che non mi debba alzare almeno una volta per urinare (più spesso due volte) e durante la giornata devo fare lo stesso almeno ogni paio d'ore. Sono stato in cura da diversi urologi, i quali hanno sostanzialmente sempre concordato sull'ipotesi di prostatite. Ormi da tre anni,  prendo regolarmente lo Xatral,ma con effetti limitati. Leggendo alcune delle Sue risposte ad altri pazienti, mi è sorto il dubbio che anche per il mio caso possa esserci forse una soluzione diversa. Può trattarsi di una cistite cronica? Quali esami dovrei fare per approfondire questa ipotesi? C'è la speranza di venirne ancora fuori dopo così tanti anni? (..)
Se vuol essere sicuro che i disturbi che avverte siano dovuti a una ostruzione prostatica deve fare una flussimetria urinaria, senza prendere lo Xatral nei 3-4 giorni precedenti; questo esame ci permette di vedere se ha una ostruzione e quindi la terapia con Xatral va bene oppure se non ha una ostruzione e allora la terapia con Xatral è inutile. Nel caso non venisse fuori una ostruzione bisogna pensare che i suoi disturbi derivino da altre cause come ad esempio una instabilità della vescica da studiare meglio e da curare con farmaci diversi.

Mio marito 57 anni, iperteso (assume PREVEX), forte fumatore, 24 anni fa ha avuto un'infezione delle  vescicole seminali asintomatica scoperta nel corso d'indagini per infertilità, curata con antibiotico, successivamente risolta (sono rimasta incinta). Nel giugno 2005 infezione urinaria con febbre alta (escherichia coli trattata con CLARITROMICINA), ad agosto 2005 nuova infezione presente in urine e sperma nuovamente trattata con claritromicina. Novembre 2005 esame culturale urine negativo, esame liquido seminale positivo per Ureoplasma trattato con claritromicina per 15 g. Diagnosi dell'urologo "Infezione genitale ricorrente con prostatite cronica e modesta ipertrofia prostatica". (..) Nel 2009 ci sono stati altri 4 episodi (sempre escherichia coli) e nel 2010 ben 7 episodi (trattati con LEVOXACIN) di cui l'ultimo grave (interessamento anche dei reni) terapia con CIPROXIN 1000 per 7 g.  neibicina fiale per 3 g. La cistografia non evidenzia problemi particolari, la flussometria è nei limiti inferiori della norma. Mio marito è distrutto da tutti questi antibiotici. Cosa fare? Quale altre indagini sono necessarie? E' utile un intervento di riduzione della prostata per evitare il ristagno postminzionale?
Le infezioni che con sempre maggiore frequenza e gravità colpiscono suo marito sono quasi certamente dovute a un comportamento sessuale anomalo o a rapporti non protetti. Soprattuto per l'E.Coli si tratta di una infezione difficile da sradicare, che richiede molta attenzione nei comportamenti e lunghe terapia antibiotiche. L'asportazione della prostata è ininfluente per la cura di queste infezioni, a meno che non ci sia un chiaro ostacolo alla minzione cosa che si valuta mediante una flussometria urinaria e anche in parte con l'ecografia.

Sono affetto da anni da ipertrofia prostatica benigna, dato innumerevoli ricadute di mia moglie di cistite, gradirei sapere se l'pertrofia può causarla e se devo avere rapporti protetti.
L'ipertrofia prostatica può causare la cistite a chi è portatore dell'ipertrofia prostatica, non alla moglie e pertanto -pur essendo buona norma effettuare preferibilmente solo rapporti protetti- questi ultimi non sono strattamente necessri nel suo caso. Probabilmente sua moglie ha altre cause favorenti gli episodi di cistite da cui è affetta.

Da qualche giorno ho un'erezione difficile e poco durevole volevo sapere se a 52 anni è normale e cosa posso fare. 
E' proprio questa l'età in cui iniziano a manifestarsi, non necessariamente in tutti i soggetti, disturbi dell'erezione. Questo può essere dovuto a stili di vita poco corretti come fumo, eccesso di alimentazione, vita sedentaria e obesità oppure a cause patologiche come terapie per l'ipertensione arteriosa, diabete, ipercolesterolemia, ipotiroidismo, deficit degli ormoni sessuali. E' pertanto necessaria una valutazione globale del problema che può essere inizialmente fatta dal suo medico curante ed eventualmente successivamente dallo specialista, in modo da individuare le cause del probema e fare correzioni o terapie "mirate".

Volevo semplicemente chiederle se le acque di rubinetto con un'alto residuo fisso (cioè con una concentrazione elevata di sali di calcio, magnesio ecc.) hanno controindicazioni per una persona sana. Per prevenire eventuali problemi renali (vista la predisposizione genetica in famiglia) quale tipo di acqua posso bere?. Le suddette acque di rubinetto trattate e microfiltrate oppure osmotizzate che riescono a avere basse concentrazioni di sali e bassa durezza simile in tutto e per tutto alle acque commerciali cosiddette "leggere" vanno bene? Sono adatte anche per i bambini (visto che vengono ridotti anche i nitrati e gli inquinanti)?
In relazione alle acque del rubinetto è molto difficile conoscere l'esatta composizione chimico-fisica delle stesse; questa cioè varia da acquedotto a acquedotto e anche in relazione alle tubature delle abitazioni. Al contrario le acque minerali in commercio devono avere riportata per legge l'esatta composizione chimico fisica. Tra queste può sicuramente trovare l'acqua più adatta a lei. Il tipo di acqua poi varia in relazione alla tipologia della calcolosi da cui è affetta la sua famiglia. Se mi dà informazioni più precise sulla calcolosi le potrei fornire indicazioni più precise sul tipo di acqua da usare.

Espongo il caso di mio padre, 71 anni, in cura da diversi anni con omnic per ipertrofia prostatica. Recentemente a causa di un continuo senso di stanchezza e cedimento delle gambe e' stato visitato da un urologo del pronto soccorso che ha suggerito visto l'eta' e soprattutto i valori del psa elevati una biopsia prostatica. Per fortuna non e' stato riscontrato nulla di brutto se non un ipertrofia prostatica (gia' nota) da curare oltre che con omnic con una pastiglia di ipetrofan. Il senso di stanchezza continua soprattutto quando di notte si alza 7/8 volte per urinare, ma lacosa piu' anomala e' che tutto cio' succede a giorni piu' o meno alterni. Mi spiego meglio: 2 giorni tutto ok poi capita una notte si alza in continuazione, successivamente un giono ok poi un giorno e' particolarmente debole con senso di freddo agli arti inferiori. Cosa possiamo fare per alleviare questo problema a mio padre? Consideri che e' vedovo da un anno. Vive da solo e non e' facile aiutarlo perche' vorrebbe essere autonomo. Sono molto preoccupata. Mi pu' dare qualche consiglio?
La stanchezza e il cedimento delle gambe che avverte suo padre non dipendono da problemi urologici nè dalla prostata. Il fatto che poi si alzi 7/8 volte per notte può essere dovuto alla ipertrofia prostatica, ma bisogna anche escludere un diabete o una insufficienza cardiaca che possono provocare lo stesso disturbo. Una volta escluse queste altre patologie, variando un pò la cura per la prostata si può ottenere una riduzione dei fastidi notturni.

Sono un ragazzo di 33 anni e da circa una settimana accuso dolori alla base del pene e della zone pubica. In pratica dopo la defecazione o dopo l'eiaculazione, successivamente alla minzione, accuso i dolori di cui sopra. Ho eseguito l'urinocultura che e' risultata negativa ed il medico di fanmiglia mi ha prescritto il ciproxin 500 per 5 giorni ed oggi sono gia' al terzo giorno e non ho avuto alcun miglioramento. Mi puo' aiutare cortesemente?
Il fastidio che avverte alla base del pene può essere dovuto a una prostatite che è la causa più frequente, ma anche ad altre cause. Se è la prostatite la terapia che le ha dato il suo Medico va bene, ma è necessario che la prenda per almeno una decina di giorni, meglio se associata a un antiinfiammatorio tipo Aulin o analoghi. Comunque ci sono anche altre cause di dolore in quella sede come ad esempio una pubalgia o una malattia infiammatoria del pene.

Sono una mamma di una ragazza monorene (agenesia renale) di 17 anni, affetta da IRC (...). La diagnosi è IRC in paziente affetta da displasia renale sx ed agenesia renale dx. Ha avuto la prima mestruazione all’età di 11 anni e dal punto di vista ginecologico prosegue tutto nella norma. 5 anni fa ha eseguito la scintigrafia con MAG3 con esito negativo e la cistoscintigrafia, che non ha rilevato RVU. Mia figlia non ha mai avuto problemi legati a questa IRC fino all’inizio di dicembre, quando le hanno diagnosticato una pielonefrite, senza che avesse batteri nelle urine, non aveva bruciori quando minziona, tanto che la febbre che apparve a mio avviso era una semplice influenza. A distanza di qualche ora ha iniziato ad avere dolori al rene e al pronto soccorso le hanno fatto un prelievo del sangue ed urine. Le urine erano negative ma la PCR era altissima, così come i globuli bianche e la VES. L'abbiamo fatta ricoverare presso il centro specializzato dove è seguita da anni. Dopo una terapia antibiotica di 6 gg è stata dimessa e a tutt’oggi segue una profilassi antibiotica. La diagnosi era una pielonefrite. Fino al 06/1/11, quindi, per un mese è stata perfettamente bene, poi ha iniziato a lamentare delle fitte all’altezza del rene, si è sottoposta ad un esame del sangue che è risultato perfettamente normale (assenza di PCR elevata, assenza di infezione o quant’altro.) Ha eseguito una ecodoppler renale con residuo minzionale con esito negativo, esame delle urine negative. Queste fitte sono a volte lievi e a volte più intense e le avverte in modo discontinuo e a volte scompaiono. Lo stesso evento si è ripetuto dopo una settimana e, nuovamente sottoposta ad accertamenti presso il Pronto Soccorso, è risultato tutto negativo, in questa occasione ha eseguito anche und diretta renale, sempre con esito negativo. Sperando in un ricovero siamo tornati al Centro dove viene seguita ma i medici sono anche questa volta certi del fatto che non sia un problema renale, ma bensì qualche altro evento che le dia questi dolori. Per esclusione è stata nuovamente sottoposta ad esami del sangue ed ecografia, con esito negativo. E’ stata sottoposta ad una visita ortopedica e consulenza chirurgica, ma sempre con esito negativo. I medici sono tutti d’accordo che la dove mia figlia sente il dolore è la sede del rene, ma ripetono sempre che il dolore è stato originato da “qualche altra cosa”. Ora vorrebbero ripetere la scintigrafia con MAG3 e la cistoscintigrafia. Personalmente credo che non ci daranno la risposta a questo problema, poiché le due scintigrafie già eseguite sono risultate negative. A Suo giudizio, quali altre visite e/o esami possono essere ancora fatte?
L'insufficienza renale di sua figlia è, per ora, di grado lieve. Non è comunque chiara la diagnosi e cioè: 1) siamo certi che si tratti di una agenesia renale destra e non di un rene molto piccolo per altre cause? 2) Di quale displasia renale si tratta all'altro rene? Questi dati sono fondamentali; gli esami che ha fatto consentono già di escludere un reflusso o una ostruzione, ma il dolore potrebbe essere causato anche da qualche altro problema oppure non essere di origine renale. Condivido l'inutilità di ripetere gli stessi esami; hanno mai pensato di fare una Rx Urografia o una Uro Tac con ricostruzione di immagine (con questi esami si ha una eccellente documentazione di tutto l'apparato urinario e quindi consentono di escludere altre patologie renali; può fare questi esami in base agli esami ematici recenti, l'unica attenzione è che non sia in stato di gravidanza.

A 21 anni ho incominciato a vedere che sull'ingrandimento del mio pene avevo la vena da dove esce lo sperma che si era un po accorciata, con il tempo mi sono accorto che si accorciava sempre di piu! Poi nel gennaio dell'anno successivo sono stato ricoverato all ospedale dove  mi e' stata diagnosticata una forma di epilessia. Avevo una lesione alla vena celebrale del mio cervello dovuta al mio passato in quanto io sono nato con il cordone ombelicale avvolto al collo che mi stava strozzando e da allora mi è rimasto questo trauma mi e stato scoperto durante la tac durante la settimana di ricovero! Come terapia il dottore mi ha dato da usare i tolep 300. Ora siccome mi sta succedendo piu di frequente la notte o al mattino presto di avere durante il sonno delle erezioni io penso che non possa mancare molto che io arrivi alla fine di non poter avere piu rapporti con la mia ragazza con la quale sono fidanzato 3 mesi a causa di queste erezioni nel sonno. Vorrei chiederle siccome mi sono rivolto già un paio di volte al  medico di famiglia e mi ha dato da usare ezerex per l'ingrandimento del pene e dopo bioarginina per la produzione di spermatozooi cosa mi consiglierebbe lei di fare nelle condizioni in cui io sto visto che le erezioni nel sonno ora si stanno presentando piu spesso?
Da quello che si riesce a comprendere dalla sua mail sembrerebbe che in passato abbia avuto una trombosi della vena superficiale del pene, evento frequente dopo masturbazione o attività sessuale ripetuta e che comunque non causa particolari problemi nè un accorciamento dell'organo. Un accorciamento dell'organo può essere invece causato da una malattia di la Peyronie per la quale le suggerirei di contattare uno specialista urologo della sua zona. Infine i prodotti per l'ingrandimento del pene sono assolutamente inefficaci e inutili a questo scopo.

Soffro di ipertrofia benigna da circa 10 anni, ho 44 anni. Ho fatto diverse terapie classiche (Bactrim, Topster, Serenoa repens) ma il problema si ripresenta sistematicamente. (...) L’urologo mi ha chiesto se avessi problemi d’erezione (forse per il valore basso di testosterone??) non ho problemi di disfunzioni erettile ma soffro di EP, mi è stato prescritto il Priligy 30. Prendo da 2 mesi l’Omnic, il getto è migliorato ma l’urgenza (2 volte di notte, spesso di giorno) e l’EP è rimasto invariato. Detto ciò: bisogna approfondire l’analisi? Potrei avere problemi d’impotenza nel futuro?
In considerazione della sua età ancora giovanile la diagnosi, rilevabile dai dati ecografici, è quella di prostatite cronica su iniziale ipertrofia della prostata. La terapia con Omnic migliora la minzione, come ha potuto notare, ma risolve solo in parte il problema dell'urgenza. Per quest'ultimo problema si può ricorrere a farmaci specifici per la vescica ma è altrettanto opportuno curare la prostatite sia con comportamenti preventivi adeguati che con cicli di disinfettanti e antiinfiammatori.

Sono un ragazzo di 28 anni, un mese e mezzo fa mi sono recato al pronto soccorso per un dolore che persisteva da 4 o 5 giorni al testicolo sinistro. L'esito del controllo ecografico a cui sono stato sottoposto è stata una epididimite. Dopo 20 gg di antibiotico e alcuni antidolorifici il dolore va migliorando. Dopo una ecografia di controllo si visualizzano gli l'epididimi sopraututto di sx ancora inspessiti. L'urologo mi ha prescritto appena finito di prendere gli antibiotici le seguenti visite: tampone uretrale, urinocoltura, più spermiocoltura. Il pensiero che mi preoccupa maggiormente è se dopo questa epididimite la mia fertilità possa aver potuto aver danni o se dopo un periodo torna tutto come prima del problema.
Una brutta epididimite può anche determinare qualche danno sulla fertilità. Pertanto, gli accertamenti richiesti dal suo Urologo, che mirano a evidenziare l'eventuale germe responsabile in modo da poterlo curare meglio possibile sono corretti; tra qualche mese farei anche uno spermiogramma che serve proprio a valutare il suo stato di fertilità.

Mi chiamo Giacomo ho 42 anni vorrei farle una domanda: perchè dopo l'eiaculazione dopo alcuni minuti ho la pelle del pene più ingrossato come se ci fosse del grasso. dimenticavo ho la neurofibromatosi. La causa può essere questa?
E' difficile dare una risposta alla sua domanda; è probabile che dopo l'eiaculazione a pene flaccido i "rigonfiamenti" causati dalla neurofibromatosi siano più facilmente apprezzabili.

E' da 1 mese che soffro di problemi frequenti ad urinare: vado spesso in bagno e anche quando non vado mi rimane un fastidio in basso. Ho fatto di tutto, eco alla vescica, ok urinocultura negativa eco dalla ginecologa tutto regolare. Ho delle infezioni vaginali da vedere con dei tamponi, ma quello che mi chiedo io è se lo stimolo ad urinare puo' dipendere da questo batterio che ho nell'utero?
La quasi totalità delle infezioni urinarie nella donna sono causate da una infezione che ha interessato in primo luogo la vagina; quindi se le è stato riscontrato un germe nella vagina va curata la vaginite e vanno attuate misure profilattiche per evitare il ripetersi di infezioni urinarie.

Sono un ragazzo di 31 anni, da circa 20 giorni ho un problema, dopo essere andato in bagno ad urinare, mi continuano ad uscire gocce di urina, che danno molto fastidio, soprattutto la sera prima di andare a letto. Anche se non devo urinare, mi capita che mettendomi a letto (in posizione sdraiato e rilassato) si accentua la sensazione di dover urinare o avere qualche perdita di urina, che a volte non c'e'. Non ho mai febbre e solo raramente mi e' capitato di avere bruciori urinando, ma sicuramente dato dai rapporti sessuali, ma mai avere sensazione di dover  urinare o perdite di urina dopo aver urinato come sta accadendo negli ultimi giorni.
E' probabile che il desiderio di urinare e la perdita di qualche goccia di urina dipenda da una prostatite cronica. Questa va curata lungamente e soprattutto vanno adottati provvedimenti soprattutto ocmportamentali per impedire nuovi episodi di prostatite.

Da un bel pò di tempo sto soffrendo di bruciore nelle vie urinarie, questo bruciore si accentua di piu' col raggiungimento dell'orgasmo. A volte avverto anche dolore nell'inguine dietro la coscia.Ora non so se e' sempre legato a questa infezione.
E' probabile che i suoi disturbi siano dovuti a infezioni della prostata e delle vie seminali con interessamento secondario del deferente e dell'epididimo. Pertanto si tratta di curare bene e a lungo la prostatite cronica con disinfettanti e antiinfiammatori e di attuare una serie di misure comportamentali per evitare il ripetersi di episodi infettivi.

E' da 3-4 anni che ho tanti problemi, iniziamo con dire che circa 4 anni fa sono stato dall’urologo dopo che per diversi giorni o di notte mi dovevo alzare spesso per andare in bagno per poi fare pochissima pipi con gocciolamento finale e con getto lento (getto da quello che ricordo io non lo mai avuto potente è stato sempre lento e intermittente). Andando dal medico mi fa fare esami urine sangue e visita prostatica urine negative psa normale prostata nella norma morbida al tatto, mi dice che puo essere una prostatite curandola per circa 3 mesi sono stato meglio per circa sei sette mesi per poi ricadere di nuovo con i soliti problemi e di nuovo antibiotici e tutto il resto  ma da un pò di tempo non mi alzo più di notte, in bagno ci vado normalmente però sento questi fastidi: bruciore ai testicoli dopo aver defacato o aver fatto la pipi, quando sono seduto in auto ho fastidio vicino all’osso sacro e di più ho avuto un calo della libido con difficoltà a mantenere un'erezione, non so più che fare e a quale santo rivolgermi e dimenticavo tempo fa mi sono uscite pure le emorroidi. cosa mi consiglia di fare a quale medico rivolgermi?
Il suo problema è molto probabilmente da imputare a due concause :
 
      1) emorroidi a loro volta legate ad una alterazione intestinale

      2 ) flogosi prostato-vescicolare cronica

Consiglierei : curare le alterazioni intestinali soprattutto con dieta appropriata, eseguire colturare completo con tamponi uretrali e Uroflussimetria visto il flusso ridotto.

Sono un ragazzo di 26. Subito dopo una defecazione difficile (sono particolarmente stitico da due anni, cosa che nessun medico ha ancora risolto) ho iniziato ad avvertire un forte dolore perineale, come pressione costante, che è rimasta per settimane. Sono andato al pronto soccorso e mi hanno semplicemente detto che poteva essere una pubalgia. Questo il 17 di dicembre. A oggi il problema persiste. Ho l'intestino gonfio, cosa che non avevo avuto in passato, dolore ai muscoli addominali nella zona pubica, pressione e senso di peso anale, difficoltà a stare seduto per il dolore. Il pene mi fa male alla base, sul lato sinistro, ma tutta l'asta è sensibile al tatto, inoltre è come se fosse un po piu grande del solito a riposo, come se vi arrivasse piu sangue, ho inoltre le vene gonfie su tutto il pene da quel giorno. Anche sulle cosce noto delle vene piu visibili. Ormai è piu di un mese e non so come risolvere la situazione. Ho anche un senso costante di formicolio alle gambe, che a volte sfocia in una scossa elettrica che arriva fino alla pianta dei piedi. Io faccio un lavoro sedentario, per cui mi rende difficile la vita lavorativa, oltre che la preoccupazione per il continuo dolore al pene e alla zona perineale. Inoltre non riesco ad andare di corpo, e anche se con fatica, o con lassativi riesco a defecare, l'intestino rimane gonfio. Ho gia fatto esame delle urine (il medico sospettava una prostatite nonostante non ne avessi i sintomi) e quindi ho fatto una cura antibiotica e l'esame delle urine ha dato esito negativo. Cosa potrebbe essere? Questa situazione mi crea particolare ansia, inoltre non riuscendo a fare sport (peggiora il dolore) non riesco a scaricare lo stress.
Credo che la maggior parte dei suoi problemi dipendano da una cattiva gestione sia dell'alimentazione che dell'attività fisica. Per l'alimentazione le consiglierei di fare molto uso di verdure cotte condite di olio di oliva e di assumere tutti i giorni uno sciroppo per ammorbidire le  feci (Agarol 2 cucchiai grandi) seguito da abbondante bevanda calda (thè, latte, camomilla). Tutti i giorni deve fare almeno mezz'ora di corsa. Comunque i disturbi da lei lamentati non sembrano essere dovuti a una malattia specifica.

Il mio fidanzato di 26 anni, poichè aveva dolore ad un testicolo, è andato da un urologo che ha diagnosticato un varicocele ed ha prescritto un esame del liquido seminale (...). Siamo molto preoccupati per questi valori che non ci aspettavamo. Sono dovuti al varicocele e magari dopo operato tutto tornerà normale? O non potremo avere figli? Che possibilità di avere figli ci sono? ci sono cure? Inoltre all'ecografia prostatica sono risultati diverse microcalcificazioni nei lobi laterali con ristagno post-minzionale di 65 cc e ha prescritto il PROSTIL D 7 per 3 mesi ma lo vuole rivedere con l'esito dello spermiogramma per fare anche l'ecodoppler e decidere per l'operazione. Non capisco tutti questi problemi inaspettati a 26 anni. Mio padre ha un ristagno post-minzionale di 55 cc ma ha 61 anni e l'ipertrofia prostatica ma a 26? Ci sono altre cure E questa la prassi per qusti probemi o è meglio sentire un altro urologo? Quello che mi preoccupa molto è anche il fatto che la maggior parte degli spermatozoi sono abnormi. Se dovessi restare incinta potrebbe venire un feto malformato. L'urologo è stato molto evasivo e dubbioso dicendo che "in teoria" questi spermatozoi non fecondano ma in teoria.
Effettivamente i dati sono preoccupanti perchè evidenziano una grave astenospermia. Per completare la valutazione è necessario fare il dosaggio dei seguenti ormoni: FSH, LH, Testosterone libero, Prolattina E UN ESAME CULTURALE DELLO SPERMA CON RICERCA DI GERMI COMUNI, MICOPLASMI, CLAMIDIAE, TRICHOMONAS perchè dal numero dei leucociti nello sperma e dal quadro ecografico c'è anche il sospetto di una infezione della prostata e delle vie seminali. Comunque queste problematiche dovrebbe già averle spiegate il collega Urologo; in caso contrario è senz'altro necessaria una nuova valutazione alla luce degli esami che le ho suggerito.

Sono una persona di 59 anni. Dal mese di settembre 2010 ho avuto disturbi - fastidi (non bruciore nè dolore) durante l'eiaculazione proveniente dalla regione destra del testicolo destro-pene. Nessun altro sintomo. Ho eseguito urinocoltura (nessun sintomo a livello urinario) e spermiocoltura; entrambe sono risultate positive per Escherichia Coli. La cura molto veloce è consistita nell'usare per 5  giorni Ciproxin 500 ed Augmentin (l'antibiogramma ha mostrato attività nei confronti di questi antibiotici). Nel frattempo ho trascurato e non verificato più il tutto in quanto ho dovuto avere prioritariamente (metà ottobre) un grosso intervento chirurgico di ortopedia in seguito al quale ho avuto una trombosi femoro-poplitea da cui solo ora sembra, con uso massivo di Arixtra 7,5 che ancora uso, stia riuscendo a venirne fuori. (...) Durante questo tempo, sempre per l'intervento ortopedico ho usato (dal 25 ottobre 2010) ed ancora uso dosi massive di antibiotici: Tavanic 500 + Rifadin 300 mattina e sera. Credo, secondo quanto mi viene riferito dal Centro di Chirurgia dell'Anca che continua a controllarmi, che l'interruzione dell'antibiotico è previsto per fine febbraio. Durante questo periodo l'attività sessuale per ovvi motivi è stata nulla o quasi; ho verificato però in uno dei rari momenti che il disturbo durante l'eiaculazione cui accennavo all'inizio persisteva. Intanto mi è stato consigliato di interrompere l'Arixtra per una settimana in quanto ho riscontrato, per solo due giorni, coaguli di sangue rosso-scuro nell'urina. Attualmente ho ripreso ad usare l'Arixtra. Ho eseguito ecografia di reni-fegato-pancreas-vescica-prostata (addome superiore ed inferiore) con risultati tutti negativi. La prostata è risultata ingrossata. Ho eseguito l'analisi di PSA, Urinocoltura ed esame del sedimento urinario; (...) Intanto ho avuto un rapporto per due giorni consecutivi. Entrambi sono risultati con il fastidio proveniente dalla parte destra del pene -testicolo destro cui accennavo (il secondo più intenso rispetto al primo); nel secondo giorno e solo nel secondo dopo 24 ore però ho eiaculato insieme allo sperma grumi di sangue marrone o nero che mi hanno portato alla mente i grumi che qualche settimana fa avevo visto nell'urina. Che provengono dalla stessa parte? Sarà suggestione od altro ma intanto ho l'impressione, in certi momenti della giornata, di avere il testicolo destro leggermente dolente. Mi dia un consiglio ma soprattutto mi tranquillizzi  considerato che, nelle condizioni in cui sono (allettato), ritengo ancora prioritario risolvere il problema ortopedico. E' una valutazione giusta o sto sbagliando tutto? Posso permettermi di trascurare ancora per circa due mesi il problema o debbo peoccuparmi subito? Cosa puo essere? Il tutto sarà di facile soluzione oppure è tutto più complicato?
I suoi disturbi dipendono da una infezione delle vie seminali che interessa sia la prostata che verosimilmente l'epididimo da lato destro dove avverte il dolore. L'infezione da Escherichia Coli è una delle peggiori che possa capitare e comunque dipende da errori comportamemtali sessuali che probabilmente ha commesso. La cura è lunga e si basa sui risultati dell'antibiogramma che sicuramente ha fatto insieme agli esami culturali; inoltre è fondamentyale l'uso del profilattico per qualsiasi tipo di rapporto sessuale. Sicuramente è prioritario che termini le cure ortopediche, ma poi si affidi a un bravo urologo che lo possa seguire per la prostata e il problema suddetto.

A mio padre quattro anni fa è stata asportata la vescica per dei tumoncini, a distanza di quattro anni nella borsa dell'urina gli esce il sangue a pezzi. Siamo andati in ospedale dove è stato operato e non sono stati capaci di dirci cos'era dicendoci che era il primo caso e gli hanno detto di ricoverarsi. Dottore vi chiedo se voi sapete dirmi qualcosa?
Le cause più frequenti di ematuria in pazienti portatori di cateteri ureterali cutanei dopo l'asportaione della vescica sono o la presenza di una infezione dal lato da dove proviene il sangue o la presenza di un nuovo tumore nel rene o nelle vie urinarie di quel lato. Pertanto sono necessari specifici accertamenti per poi prendere le decisioni terapeutiche del caso.

Sono un ragazzo di 27 anni, vorrei delle delucidazioni su questi fastidi che ho e riporto anche di sentire una strana zona più dura sotto il testicolo sinistro come fosse una pallina all'interno. Le faccio presente anche che soffro di una forma di ansia generalizata da 2-3 anni e che lavoro da qualche mese su muletti vecchi e con sedili scomodi da qualche mese cosi vorrei sapere se questi dolori possono dipendere da una forma di somatizzazione oppure da una postura errata e il sali e scendi dai muletti o se potrebbe essere altro di più serio.
Soprattuto se avverte questa "pallina" nel testicolo come lei riferisce è importante farsi controllare dal proprio Medico; se quest'ultimo ha qualche dubbio è meglio che poi richieda anche una visita dallo specialista Urologo.

Nell’agosto scorso, a seguito di difficoltà nella minzione (inizio difficoltoso soprattutto con vescica piena, minzioni notturne, sensazioni di non svuotamento completo) ho effettuato visita urologia, eco rettale e PSA (totale  6,5) e lo specialista è stato orientato verso una IPB prescrivento Omnic  1 al giorno. Ho ripetuto il PSA a novembre valore totale 7,6 ma il valore medio non ricordo ma secondo l’urologo era aumentato, quindi non era preoccupante più di tanto e mi ha prescritto altri tre mesi di Omnic e Serpens o Saba. Ho ripetuto il PSA a i primi di febbraio con PSA tornata 5 e quello intermedio nella norma. Dimenticavo di dire che sin dai primi giorni di assunzione di Omnic la minzione è tornata normale. Alla sospensione dell’omnic dopo gli ultimi esami di febbraio detta minzione è tornata dopo due giorni difficoltosa come ad Agosto. Che si deve fare?
L'Omnic è una eccellente cura dei disturbi ostruttivi minzionali causati dall'ingrossamento della prostata. Essendo un farmaco che agisce in poche ore e la cui durata di azione è di quasi 24 ore si spiega come quando lo assume lei riesce ad urinare bene e bastano un paio di giorni che non lo assume e ritorna a urinare male; pertanto quando ha iniziato questa cura non è consigliabile sospenderla. Per le altre decisioni dovrà decidere insieme al suo Medico curante o all'urologo di sua fiducia se le conviene continuare a curarsi oppure effettuare l'intervento sulla prostata.

Ho 50 anni familiarità con il ca prostatico (padre) (...) esplorazione rettale nella norma, ecografia tutto normale accenna ad una infezione alle ghiandole spermatiche in via di guarigione. Il mio Urologo mi ha fatto ripetere l’esame del PSA e PSA L/T, in quanto sostiene che se nell’arco di tre mesi vi è un sensibile aumento del PSA bisogna fare la Biopsia. Ho quindi ripetuto il test a distanza circa di un mese, (...) Su prescrizione dell'urologo ho effettuato anche una ECO Transrettale che è risultata nella norma x la mia età. Di fatto quindi anche se nella norma il PSA è aumentato di 0,20, e il rapporto diminuito a 13%, ho sentito però che il rapporto libero totale è da considerarsi solo se il Libero è da 4 in su, tuttavia il mio Urologo vuole farmi fare la biopsia, oltre ad essere seriamente preoccupato per le variazioni evidenziate vorrei capire se è veramente il caso di effettuare una biopsia.
Ritengo che allo stato attuale e in base ai valori del suo PSA non debba per ora fare nessuna biopsia. Gli incrementi di PSA si considerano significativi se superano 0,75 punti in un anno e comunque a distanza di un solo mese il dato è poco attendibile perchè è molto soggetto a fluttuazioni legate a svariate attività. Le consiglio comunque di continuare a controllarsi annualmente; infatti in questo lasso di tempo siamo perfettamente a tempo a intervenire per curare un eventuale tumore che dovesse insogere.

Sono un uomo di 32 anni, alto 190cm e 105 kg di peso e fumatore. E'  da qualche mese che mi sono accorto di un ritardo di 20-30 sec prima dell'inizio della minzione, nessun dolore e credo con il getto abbastanza omogeneo e nessuno squilibrio sessuale. Ho fatto a dicembre gli esami ed ho il PSA ottimo.
Questi lievi disturbi che avverte vengono definiti "prostatismo" e cioè iniziali disturbi dovuti all'ingrossamento della prostata che inizia a manifestarsi proprio alla sua età. In genere alla sua età non è necessario fare un trattamento medico, ma sono importanti suggerimenti comportamentali come di camminare, fare attività sportiva escluso il ciclismo e equitazione, evitare l'attività sedentaria, normalizzare il peso corporeo, ridurre al minimo l'alimentazione con carni e grassi animali.

Volevo chiederle un parere riguardo il mio problema. Quando avevo all'incirca 12 anni mi sono operato per una torsione al testicolo sinistro. I chirurghi mi avevano detto che l'intervento è andato bene senza complicazioni. Dopo qualche anno (ora ho quasi 17 anni) la dimensione del mio testicolo si è ridotta. A cosa è dovuta questa riduzione? E posso fare qualcosa a proposito?
L'evento che le è capitato denuncia che c'è stata una sofferenza ischemica del testicolo che aveva subito la torsione; le dimensioni del testicolo si sono progressivamente ridotte nel tempo a causa del danno che ha subito. Purtroppo non ci sono cure in proposito perchè non si può tornare indietro; le consiglierei invece di fare una valutazione  sulla fertilità per vedere se questa ha subito dei danni. Deve cioè fare uno spermiogramma e un dosaggio ormonale di FSH, LH, Prolattina e Testosterone plasmatico. Se emergono alterazioni si può vedere di fare una terapia medica. 

Sono un ragazzo di 32, le vorrei far presente il mio caso, circa 20 giorni fa' ho avuto bruciore durante la minzione, con un leggero dolore al termine. Dopo qualche giorno il bruciore si era fatto piu' intenso concentrato proprio sull'uretra (arrosata anche senza minzione). Il mio medico  di base, mi ha prescritto ciproxim 250x 5 giorni ogni 12 ore ed effetuare una ecografia testicolare e urinocultura. Esito degli esami urinocoltura negativa. Ecografia testicolare referto: borsa scrotale di normale spessore e struttura. Eppidimi modicamente aumentati di volume, ad ecostruttura disomogenea, verosiblmente per epididimite. Didimi regolari per morfologia, struttura e volume. Mediastinum testis ben visualizzato bilateralmente. Normale la quantità di liquido all'interno della tunica vaginale. Al seguito dei risultati il medico mi prescrive sempre ciproxim ma da 1000 x 4 setttimane ogni 24 ore, in piu' ananase  40mg. Secondo lei devo preoccuparmi questa infiammazione a che cosa e' dovuta?
Da quanto mi ha descritto si è trattato di una infezione delle vie seminali; la terapia che le ha dato il suo medico va benissimo, essendo quella più indicata e deve essere sufficientemente lunga. Il consiglio in più che mi sento di darle è di fare attenzione nei rapporti sessuali che devono essere obbligatoriamente protetti altrimenti si corre il rischio che l'infezione non guarisca o che si estenda ad altri organi.

Mia madre che ha 33 anni soffre di escherichia coli da circa un anno, il suo medico come farmaco le dà l’antibiotico (MONURIL) ma passa per un breve tempo e poi ritorna (lei ha fatto l’esame dell’urinocultura). Che cosa può fare? Che farmaci deve prendere?
L'infezione da E. Coli è una delle più frequenti e una delle più gravi infezioni delle vie urinarie. In genere si consiglia una terapia antibiotica adeguatamente lunga, di bere molta acqua e di curare bene l'igiene intima. Se l'infezione non guarisce vuol dire che continua a rifornirsi da una "fonte di infezione" che in genere si riesce ad individuare con un attento colloquio e con una visita clinica. 

In data 21/1/2011 sono stato sottoposto a circoncisione e resezione endoscopica della prostata. Ora il flusso delle urine è ottimo pero' durante la gionata ogni due ore circa devo urinare e una volta la notte. L'urologo che mi ha operato mi ha riferito che tutto cio' si normalizzera' col tempo. Le chiedo dopo quanto tempo dall'intervento avviene di norma la completa guarigione?
In genere la guarigione dopo una resezione endoscopica della prostata avviene dopo 40-60 giorni, che è il tempo necessario perchè la mucosa rivesta internamente la superficie dove si trovava la prostata.

Vorrei sapere se l’uso di un tipo di acqua potabile, del rubinetto, minerale, oligominerale ecc. può influire sull’originarsi dei calcoli renali reni o di altro tipo.
Alla formazione dei calcoli renali contribuiscono molti fattori: familiarità, ambiente di lavoro, quantità e qualità dell'alimentazione, quantità e qualità dell'acqua. Per l'acqua si consiglia comunque l'uso di acqua oligominerale in quantità non inferiore a 2 litri al di. Esistono molti tipi di acque la cui scelta si basa su parametri fisici e chimici, obbligatoriamente indicati per legge sull'etichetta, in relazione al tipo di calcolo da cui è affetto il paziente; in genere si sconsigliano acque di sorgenti o di rubinetto laddove non ci siano noti i parametri chimico-fisici che caratterizzano quel determinato tipo di acqua. 

Ho 42 anni ed  ormai sono diversi anni che soffro di dolore al lato destra che a volte si irradia fino alla spalla dx, ho fatto ecografia completa all'addome e mi è stata diagnosticata leggera ptosi renale destra. Ho fatto una ICSI il 4 di questo mese con esito negativo. Ora spesso la notte scendo per andare in bagno anche se per urinare poco. Ho notato che di notte il dolore è più fastidioso inoltre dopo ICSI mi sono sentite delle fitte nell'aria obelicale che ora sono ridotte ma ogni tanto si presentano anche se più lievi. Fatte diverse volte esame delle urine ed urinoculture sempre senza problema solo una volta le ho fatte il giorno prima del ciclo e me le hanno fatte ripetere perchè con valori alterati.
Una ptosi renale di grado lieve (fino a 4-5 cm) in genere non determina particolari problemi; il dolore si manifesta di più dopo che il soggetto è rimasto in posizione eretta per diverse ore e inoltre è più fastidioso dopo un dimagrimento sensibile; la ptosi renale tipicamente non determina dolore in posizione "sdraiata". Pertanto si deve desumere che i fastidi che avverte non dipendano da questo problema.

Mi chiamo Vincenzo,ho 46 anni da un po' di tempo, mentre ho rapporti con mia moglie, alcune volte ho il problema che, dopo un po' dall'inizio del rapporto, viene a mancare l'erezione o e' parziale, e, a volte, quando riesco ad avere un rapporto completo, non c'e' uscita seminale, da precisare che molti anni fa', sono stato operato di testicolo ritenuto e che l'altro testicolo e' di dimensioni inferiori al normale (prima dell'intervento,evevo rapporti normali). E'  forse questa la causa del mio problema?
Il problema che avverte è molto comune nella media età. Fattori che lo possono causare sono l'obesità, il fumo di sigaretta, la scarsa attività fisica, l'eccesso di colesterolo, il basso livello di ormoni sessuali maschili e problemi psicologici di tipo lavorativo o familiare. Il fatto che a lei sia stato asportato un testicolo e che l'altro sia di dimensioni ridotte suggerirebbe la presenza di bassi valori di testosterone cosa che può accertare facendo gli esami del sangue.

Sono un ragazzo di quasi 30 anni e diversi mesi fa durante un controllo di routine ho fatto per la prima volta il dosaggio del psa che e' risultato di 1,50 ng/dl con valori di riferimento del laboratorio < 4,00. In seguito ho fatto una ecografia di routine dell'addome e per quanto riguarda la prostata c'è scritto "prostata di dimensioni normali con qualche piccola calcificazione distrofica intraparenchimale". Mi chiedevo cosa  significa? Ho sentito di prostatite batterica ma potrebbe essere il mio caso e magari si è risolta da sola nel tempo visto che non accuso alcun fastidio? Alla mia età è normale questo valore di psa ed inoltre questo tipo di problema causa infertilità? Preciso di non avere alcun dolore dell'addome o nell'urinare, ma non ho avuto mai un rapporto sessuale completo. Spero lei possa darmi qualche delucidazione e rassicurazione, o consiglio in  merito a qualche altro esame da fare, o comunque poichè sono passati 6 mesi dal prelievo è il caso che lo ripeta ora?
Il valore del suo PSA è poco superiore alla norma, ma questo non le deve creare nessun allarmismo. Il fatto che all'ecografia vi sia una piccola calcificazione è abbastanza frequente e può essere dovuta a una lesione infiammatoria della prostata, non necessariamente di tipo batterico. Pertanto in assenza di disturbi non si preoccupi e può eseguire il controllo del PSA anche tra un anno. Per valutare la sua fertilità dovrebbe eseguire uno spermiogramma.

Ho 37 anni, soffro ormai da anni di prostatite: la prima volta a 23 anni, poi dopo un po di tempo la situazione si stabilizzo e ho avuto anche priodi lunghi in cui non ho avuto sintomi; da un po di anni a questa parte,in caso di riacutizzazione, la cura è consistita essenzialmente di gfermenti lattici e un alfalitico a basse dosi da prendere per 6 mesi.  Vedo però che ormai da un anno ho frequenti ricadute, accompagnate sempre anche da disturbi intestinali e ho l'impressione che la cura non dia più un grande effetto;  oltre a questi farmaci,  mi si è raccomandata attività fisica (spesso i disturbi mi ritornano quando sto per ore seduto) e una eiaculazione regolare; l'antibiotico mi è stato generalmente sconsigliato in questi ultimi anni perchè rischia, a detta del mio urologo, di creare un circolo vizioso tra intestino-prostata, però francamente in caso di disturbi fastidiosi, secondo me il mio urologo sottovaluta un pò la situazione. Lei cosa ne pensa?
La prostatite è spesse volte sostenuta da germi che si contraggono con il rapporto sessuale. Pertanto aspetti fondamentali nella cura della prostatite sono l'individuazione del germe  responsabile mediante gli esami culturali, la cura che deve essere adeguata, sufficientemente lunga nel tempo e che a volte deve interessare entrambi i partner (questo dipende dal tipo di germe riscontrato) e infine -cosa molto importante- è l'adozione di rapporti protetti in modo costante e continuativo; senza l'applicazione di questi punti difficilmente potrà risolvere la sua prostatite.

Sono un ragazzo di 19 anni. Da qualche giorno ho un problema, sento bruciore mentre urino e noto un gonfiore anomalo nella parte alta a sinistra dell'inguine. Cercando su internet ho visto molti che parlano di tumori sifilide e altre malattie che solo a pensarci mi vien da rabbrividire. Che cosa può essere? Mi devo preoccupare seriamente?
Non credo che debba pensare a queste cose, ma può comunque trattarsi di una infezione; è assolutamente necessaria una visita nell'arco di breve tempo e eventualmente fare accertamenti di tipo laboratoristico.

Sono un uomo di 56 anni con una lunga storia di prostatiti "giovanili" che hanno lasciato calcificazioni etc. Da oltre tre anni soffro di bruciore post minzione, post defecatoria, post eiaculazione. Il dolore anale e' a volte insopportabile! Episodi (rientrati) di allodinia al pene e inguine sx. Non le sto a dire tutto cio che e' stato fatto per risolvere il grave disturbo invalidante, solo per evitare di annoiarla. Gradirei un Suo parere sul problema: e' stato detto di tutto compreso Nevralgia del Pudendo. Importante sapere che il tutto e' cominciato dopo una esplorazione rettale di controllo, percepita da me come molto dolorosa! Le domando: puo una E.R. aver scatenato una reazione tanto grave? Possano avermi intrappolato il nervo pudendo all'uscita del Canale di Alckoc? Mi stanno proponendo interventi drastici: la prego di darmi un consiglio; io ho smesso di vivere il 23 nov. 2007 dopo quella stramaledetta Esplorazione Rettale.
La cura della prostatite cronica con o senza calcificazioni prevede lunghe terapie con disinfettanti urinari e antiinfiammatori (da un minimo di 2-3 mesi fino anche a 6 mesi di cure cicliche con intervalli di 10-15 giorni) unitamente alla stretta osservanza di norma comportamentali (che se non si rispettano rendono inutile la cura). In questo modo anche le prostatiti più resistenti si risolvono (anche il dolore e il fastidio nella minzione, nella defecazione e nel rapporto sessuale) pur permanendo le calcificazioni prostatiche che resteranno per sempre. Una semplica esplrorazione rettale non può causare l'intrappolamento del nervo pudendo.

Mia suocera è stata recentemente sottoposta a resezione per recidiva di carcinoma papillare alla vescica. Ha appena iniziato instillazioni vescicali con BCG a cadenza settimanale per 6 settimane, una terapia diversa da quella affrontata tre anni (quando il problema si è presentato per la prima volta) perchè il carcinoma è, purtroppo, risultato essere di grado superiore (da G2 a G3). Questo "medicinale" può aiutare nella prevenzione della formazione di ulteriori recidive? Lei ha un passato da fumatrice e, sebbene ora si limiti a un paio di sigarette al giorno, sarebbe consigliabile smettere del tutto? Volevo inoltre chiederLe: siccome mia suocera vive con noi ed ho una bimba di 18 mesi (cui stiamo cercando di dare un fratellino), quali norme igieniche è bene osservare, anche per quanto riguarda la disinfezione della biancheria (bucato separato per lei)? C'è il rischio di infezioni?
Il trattamento con BCG è indicato in caso di neoplasie superficiali della vescica di grado 1 se multicentriche o recidive e di gradi 2 e 3. Tale trattamento riduce del 50% circa il rischio di recidiva tumorale rispetto a un soggetto che non fa tale trattamento. Oltre a questa terapia è assolutamente indispensabile che smetta completamente di fumare (doveva già aver smesso da qualche anno). In corso di trattamento con BCG sua suocera dovrebbe usare asciugamani esclusivamente dedicati a lei e il water andrebbe disinfettato con varichina.

Più di un mese fa ho avuto i sintomi come di una colica renale da allora convivo con dolori al fianco destro, sopra lo scroto, coscia destra, mal di pancia continuo, difficoltà saltuaria ad urinare, ultimamente bruciore e punzecchiature al pene, mal schiena ecc. Sono sotto costante copertura di rilaten in quanto ogni tanto in particolar modo il mattino presto o se sono sdraiato mi parte un dolore/bruciore con forte desiderio di urinare senza averne bisogno. Ho fatto un ecografia e una tac con liquido di contrasto con esiti negativi le analisi del sangue nella norma, le urine nella norma. Tengo a precisare dal lato dx dove riscontro il problema l’anno scorso sono stato operato di ernia inguinale, ci può entrare qualcosa con i miei sintomi?
E' molto difficile che i suoi disturbi dipendano dalle vie urinarie se gli esami di urine, ecografia e TAC con contrasto risultano negativi; resta da indagare la prostata per la quale è sufficiente una semplice esplorazione rettale. Se anche quest'ultima non evidenzierà problemi, dovrà rivolgere l'attenzione ad altri organi.

Sono gigi scrivo da Roma. Ho avuto una forte colica  2 domeniche fa, ho retto fino a giovedì il primo giovedì dopo la colica e poi sono ricorso al pronto soccorso che mi ha diagnosticato l’accaduto e dalla eco hanno trovato al rene dx un calcolo di quasi un cm. Ho pensato lo credo i dolori mentre un medico mi diceva che non è quello la causa, ma la renella anche perché era situato nel calice basso. Oggi rifacendo una eco non hanno trovato nulla forse un piccolo sassolino ma al rene sinistro, non quello imputato, quindi è possibile che in pochi giorni sia scomparso senza accorgemene? Tranne un po’ di doloretti sciocchi di rito avevo avuto a 20 anni un calcolo piccolino ed uno a 30 anni anche questo gettato fuori, ossalato di calcio. Pensavo a 40 anni ora mi tocca, ogni 10 anni, invece nulla. Ora a 50 mancano 2 mesi ed ho avuto questo, è possibile che quelli che tanti anni fa erano ossalati oggi abbiano un’altra natura? Credo di no a lume di naso perchè mangio carni rosse, mozzarella e da buon sardo bevo la birra anche se leggera con gli amici la sera. O magari quello che vedevano come un grande calcolo era un ammasso corposo di renella che con l’acqua oligominerale è stata espulsa? (...) Circa 40 giorni fa ho tolto un dente del giudizio, ci son volute cica 18 punture di anestesia, avranno causato qualcosa quelle? Fumo le sigarette anche troppe forse...
La calcolosi renale è una malattia metabolica che permane per tutta la vita; questo per spiegarle che si può presentare periodicamente. Una volta che è stato diagnosticato un tipo di calcolosi (come nel suo caso da osssalato di calcio) è molto difficile che si modifichi il tipo di calcolosi; pertanto le raccomandazioni dietetiche e alimentari valgono per tutta la vita. Infine, per quanto riguarda l'aspetto ecografico una renella può scomparire anche nel giro di qualche giorno; un calcolo di dimensioni di un centimetro è impossibile che scompaia.

Il mio fidanzato ha 28 anni e l'anno scorso facendo il dosaggio degli ormoni tiroidei perche' soffre di tiroidite cronica (non assume farmaci) ha fatto anche il dosaggio del PSA che e' risultato di 1,50 ng/ml (valori riferimento normalita' < 4,00). Dopo 6 mesi, alcuni giorni fa, ha ripetuto il dosaggio e il PSA attualmente e' di 1,84 ng/ml, PSA FREE = 0,57 (v.rif < 0.93) e PAP = 2,50 ng/ml (v.rif < 3,00). Ha fatto quindi una ecografia prostatica addominale e anche transrettale ed il risultato ha presentato prostata di dimensioni regolari (mm 27 x 35 x 41) ad ecostruttura disomogenea per la presenza di qualche piccola calcificazione distrofica nel suo contesto. Non so se puo' essere importante ma per nostra scelta noi non abbiamo mai avuto rapporti sessuali ed inoltre lui non avverte alcun fastidio, ha fatto l'ecografia solo perche' io sono preoccupata per questo valore di psa considerando che lui e' giovane. Puo' aiutarmi a capire perche'? Un'ultima domanda: per l'ecografia transettale il medico non ha usato alcun guanto di protezione sulla sonda e mi chiedevo se questa manovra e' corretta o la sonda e' monouso? Mica c'e' pericolo di contrarre infezioni virali (epatiti)?
Il valore del PSA del suo fidanzato è solo lievemente superiore alla norma e questo può essere compatibile con la diagnosi di prostatite cronica su iniziale adenoma della prostata (questo si può affermare in base ai dati ecografici che mi ha fornito). Se il fidanzato non avverte disturbi non è necessaria nessuna terapia. Per la sonda rettale in genere non si usa un guanto ma una specie di profilattico e pertanto potrebbe non averlo visto se era già srotolato sulla sonda; in teoria se non ci fosse stato il profilattico una possibilità sia pur remota di contagio ci sarebbe.

Sono un podista, ho 55 anni, volevo sapere perche’ quando faccio un allenamento intenso, specie d’estate l’urina e’ scura. Durante l’anno mi è successo due tre volte, sono tredici anni che faccio questo sport. Questo problema mi si ripresenta ogni anno. Faccio ogni anno tutti gli esami e tutto nella norma. 
La microematuria dopo intensa attività fisica è un fenomeno frequente e conosciuto da tempo. Posso consigliarle di bere molta acqua sia prima che dopo l'attività fisica per ridurre il fenomeno; in linea di massima non deve preoccuparsi ma ha fatto bene a fare, almeno per una volta, gli accertamenti di base ed eventualmente anche una ecografia dell'apparato urinario.

Ho 58 anni e da un pò di tempo ho notato che il mio sperma è diventato denso ed e’ diminuita la quantità, può gentilmente darmi una risposta? Premetto che soffro di ipertensione e assumo farmaci per la stessa.
Lo sperma con colorazione rosata o rossastra indica una emospermia e cioè la presenza di sangue nello sperma. Questa può essere dovuta a fenomeni irritativi e/o infiammatori o a malattie che determinano la rottura di piccoli vasi all'interno della prostata. Le consiglierei un dosaggio del PSA e una ecografia prostatica transettale per fare una valutazione preliminare.

Mi chiamo Roberto, ho 26 anni, sono quasi tre mesi che ho un bruciore ai testicoli. All'inizio avevo solo un dolere al testicolo sinistro poi è diventato un bruciore sia sulla punta del pene e sia ai testicoli, in più avevo un forte dolore lombare. Sono andato in ospedale e mi hanno fatto le punture di voltaren e toradol ma non ha cambiato la mia situazione ho fatto numerose visite e analisi sia del sangue che dello sperma e delle urine (urinocultura), varie ecografie allo scroto, ai reni e alla vescica, ma non si è trovato nulla che non andasse. La visita dell'urologo non ha riscontrato né varicocele né altro e anche la prostata e tutto ok. Ma un giorno il dolore era troppo forte e sono andato all'ospedale di Latina dove un medico dopo che mi ha visitato mi ha dato il ciproxine da 1000 7 compresse per 7 giorni e dicendomi che poteva essere un'infezione ai reni o era un virus che stava girando (tipo raffreddore). Cmq sia dopo 7 giorni di antibioticoildolere lombare è passato e anche il bruciore alla punta del pene, ma il bruciore anche se molto più lieve c'è ancora. Ho fatto anche le lastre e la risonanza per la schiena per vedere se magari era un nervo che interferiva, ma era tutto ok. Io sono allergico e prendo degli antistaminici, sono allergico al polline, olivo, parietaria, betulla, erba canina.. Non ho nessun problema nell'erezione e nell'eiaculazione, ma ormai sono quasi tre mesi e non so che pensare visto che gli esami dicono che è tutto ok. Vorrei sapere se potrebbe essere una reazione allergica? O dovuta agli antistaminici o se per davvero è un virus visto che ho scoperto che anche altre persone hanno avuto questo tip di problema? E se devo continuare a prendere il CIPROXIN per un altra settimana?
Questi disturbi sono quasi sempre causati da una prostatite cronica. Questa infiammazione della prostata può essere determinata da germi, che quasi sempre si trasmettono con il rapporto sessuale. Il Ciproxin è tra i migliori farmaci per questo problema; le suggerirei però di fare almeno 3-4 cicli di 8-10 giorni l'uno ogni mese, meglio se associa anche un antiinfiammatorio tipo Aulin o similari; inoltre è consigliabile avere rapporti sempre protetti e limitare al massimo l'attività sedentaria e i cibi piccanti.

Un paziente allettato da circa 8 mesi, per una serie di complicanze di salute, che  ha urinato esclusivamente tramite catetere vescicale e defecato nel pannolone, secondo lei non e' a rischio di blocco della vescica visto che ormai l'organismo per molto tempo si e' abiutato a tali ritmi? Negli ultimi 3 mesi il paziente sentiva lo stimolo ad urinare e defecare regolarmente ossia andando al bagno, aveva comunque incontinenza urinaria gia' pregressa, sta di fatto che nonostante cio' e'  stato lasciato allettato ed ha continuato a fare i propri bisogni a letto. La mia domanda, a lei esperto in materia, e' la seguente: dopo tanti mesi che si urina artificialmente, ossia con catetere, l'organismo riuscira', una volta levato, a permettere alla persona di tornare ad urinare naturalmente? Se si, cosa si dovra' fare, come protocollo medico, al fine di permettere ad un paziente di passare dall'urinare con catetere a urinare senza in maniera indipendente? In maniera approssimativa, qual e' l'ordine di grandezza temporale che si impiega a riabilitare la vescica di un  paziente, tale da potergli permettere di ritornare ad urinare naturalmente? Il paziente prima del ricovero degli 8 mesi non aveva alcun problema urinario, aveva solo una incontinenza gestita regolarmente tramite pannoloni e traverse,  ma conunque aveva lo stimolo a fare i bisogni come lo ha tuttora. Ho sentito che alcune persone, a prescindere da eta' e patologie, possono diventare dipendenti da catetere. Mi corregga se sbaglio. In caso affermativo, potrebbe consigliarmi e spiegarmi cosa si dovrebbe fare nello specifico per evitare che una persona diventi dipendente da catetere vescicale? O meglio una volta utilizzato il catetere per troppo tempo come si puo' riportare al persona ad unirare in modo autonomo senza ausilio del catetere stesso?
In genere quando si porta il catetere a permanenza per diversi mesi la vescica si "disabitua" (per usare un termine comprensibile) a contenere l'urina e quindi facilmente anche se il soggetto riesce ad urinare da solo è spesso incontinente. Ci sono comunque delle possibilità per ridurre il disturbo come urinare a tempo (ogni 1.2 ore), senza aspettare l'insorgenza dello stimolo minzionale, assumere dei farmaci per migliorare la continenza oppure ricorrere ad ausili per evitare il pannolone come il profilattico raccoglitore di urina collegato con un sacchetto. Comunque andrebbe valutata la situazione generale del soggetto (cosa che può essere fatta anche dal Medico curante o dal personale infermieristico specializzato) per consigliarle la modalità migliore di gestione del problema urinario.

Mia figlia di 15 anni dopo un lungo cateterismo di oltre 15 giorni per immobilità dovuta a rottura del bacino e conseguente intervento chirurgico non riesce a fare la pipì spontaneamente, tant’è che è ancora in ospedale perché le fanno 3 volte al giorno il mini catetere. Prova sempre a fare la pipì ma purtroppo non riesce, siamo molto in ansia. La piccola è ancora supina per almeno 20 giorni, poi potrà sedere in sedia a rotelle. Secondo il suo illustre parere, riuscirà a riprendere spontaneamente la minzione?
Purtroppo non si può rispondere subito e con certezza alla sua domanda. Infatti dopo una frattura del bacino e dipende anche dal tipo e dalla sede di frattura, possono instaurarsi alterazioni neurologiche a carico della vescica o dell'uretra. Per ora è corretto il cateterismo sterile intermittente accompagnato da una copertura di disinfettanti urinari. Per il futuro, quando la bimba potrà stare ben in piedi e seduta le consiglierei di fare un esame urodinamico completo per valutare l'esatto problema vescicale.

Sono una signora di 51 anni, da circa 2 mesi dopo urinato rimane la fastidiosa sensazione di vescica piena. Il mio medico mi ha prescritto diversi tipo di antibiotici senza nessun risultato. Ho fatto l'uricultura dopo 5 giorni che ho smesso di prendere gli antibiotici ed é risultata negativa, ho fatto l'ecografia alla vescica tutto ok. Il disturbo l'ho giorni si e giorni va meglio, ma non passano più di due giorni che sto di nuovo male, può essere l'intestino infiammato? A volte quando finisco di urinare ho un leggero mal di schiena ma passa subito. Cosa può essere?
Innanzi tutto sarebbe consigliabile valutare quanta urina le resta in vescica dopo aver fatto una minzione (questo si fa con l'ecografia o con un piccolo catetere). Se realmente si documenta che la vescica che non si svuota bene e cioè che le resta una significativa quantità di urina (superiore a 100cc) bisogna escludere un cistocele ostruttivo o un disturbo della funzionalità vescicale cosa che si può fare intanto con una visita specialistica.

Da circa 20 anni ho problemi prostatici, ipertrofia benigna e da circa 8 anni assumo giornalmente omnic. Periodicamente, una o due volte all'anno, faccio una cura preventiva a base  di antibiotico (uso ciproxin per sette o otto giorni). Circa due anni fa a causa di un aumento dei valori del psa (valori in zona grigia) il mio urologo mi prescrisse una cura di tre mesi di avodart, da integrare con omnic. Iniziai  la cura a maggio e a settembre il psa ritornò nei valori assolutamente normali. Le volevo chiedere se è consigliabile ricorrere all'uso dell'avodart come cura preventiva (ciclo trimestrale), ogni anno o ogni due anni.
Innanzi tutto sarebbe importate conoscere alcuni dati importanti per poterle rispondere e cioè quanti anni ha, quanto è il valore del PSA totale e del rapporto libero/totale e infine quanta è grossa la sua prostata. Tenga presente che comunque la dutasteride è un ottimo farmaco per tenere sotto controllo la progressione della prostata, dimezza all'incirca i valori del PSA e in certa misura previene anche la ritenzione urinaria completa e riduce il rischio di sviluppare un carcinoma della prostata.

Ho 45 anni le scrivo 2 righe perchè sono psicologicamente a terra. Ora le spiego velocemente. Il 4 gennaio mi viene diagnosticata una prostatite acuta facendo ecografia visita urologica ed esami. Questi ultimi con Psa a 13,6. Dopo una lunga cura con Ciproxin 1000 il Psa è sceso, prima a 9,2 poi a 3,2 e l'ultimo fatto mercoledi a 1,6. Non avendo più alcun disturbo. Le scrivo oggi  dopo 2 giorni dall'esame, con 37 di febbre e nuove frequenti minzioni con leggero fastidio mentre urino. Le dico soltanto che ieri era una giornata stupenda col sole che picchiava ed io inconsciamente me lo sono beccato per tre ore in testa ed ero pure a petto nudo. Volevo solo chiedere se questo mio gesto incoscente potrebbe essere la causa di una ricaduta oppure potrebbe essere anche una Cistite?
Le  ricadute in corso di prostatite sono molto frequenti; sono dovute alla insufficiente durata della terapia o al mancato rispetto di norme comportamentali e non c'entra nulla il sole. Per la durata della terapia si raccomandano cure lunghe anche due mesi oppure cicli di 8-10 giorni ogni mese per 4-5 mesi; per le norme comportamentali le avvertenze principali sono costituite dall'uso costante del profilattico, dal bere molta acqua e fare attività fisica, evitare la stipsi e l'attività sedentaria.

Sono un ragazzo di 29 anni e da più di un anno non riesco ad uscire da una situazione fortemente invalidante e sto seriamente cominciando a perdere le speranze. I problemi sono cominciati dopo l'intervento di frenuloplastica eseguito a gennaio dello scorso anno.
I sintomi che accuso sono:

- bruciore post minzionale all'interno del pene e sotto i testicoli; a volte mi permane anche una sensazione quasi come di aver urinato dei coltelli,
- qualche volta ho dolore all'inizio o durante la minzione,
- pene dolente dalla base (soprattutto con le mutande),
- prurito interno e se tocco il corpo del pene, come per comprimere, avverto delle sensazioni di aghi,
- erezione molto dolorosa anche se il pene è leggermente allungato che mi rendono impossibile la vita sessuale,
- soprattutto dopo aver urinato ma anche durante e dopo il lavaggio accuso delle trafitture dolorosissime all'interno del pene (come se si rompesse qualcosa) che poi mi danno un bruciore e un dolore molto intenso. Prima delle fitte sento che qualcosa non va e avverto una sensazione quasi di freddo nell'uretra e sotto i testicoli.

Ho eseguito varie spermiocolture, svariati Test di Meares, svariate urinocolture  ed un tampone uretrale tutti risultati negativi tranne l'ultimo Meares da cui si evidenziano 10000UFC di Enterococcus Faecium nel liquido prostatico e 5000UFC nell'urina post massaggio. Sono quasi a fine delle lunga cura con l'antibiotico e non ho avuto alcun miglioramento. L'ecografia peniena non ha messo in evidenza nulla di anomalo così come l'ecografia dell'addome inferiore. Inoltre mi hanno escluso problemi di stenosi uretrale e fimosi anche se dopo che retraggo il prepuzio la vena anteriore (per intendersi nella zona opposta a quella operata) aumenta moltissimo le sue dimensioni, stringe e mi causa molte difficoltà nel richiudere. L'urologo che mi sta seguendo adesso è convinto che sia l'infezione alla prostata a darmi questi problemi ma può una prostatite dare delle sensazioni di aghi e trafitture al pene così dolorose oltre che dolori erettivi? Leggendo in rete mi pare che i problemi siano a stare seduti e comunque localizzati nel perineo e non internamente al pene. Potrebbe essere un problema al pudendo?
I disturbi che avvete possono essere dovuti a una prostatite cronica; la sensazione di fastidio al pene e il senso di costrizione possono dipendere da una infezione del prepuzio oppure da una iniziale fimosi (queste cose vanno valutate con la visita urologica). Le cure della prostatite sono lunghe e devono essere accompagnate da rigide norme comportamentali come per es. l'uso costante del profilattico, bere molto, evitare l'attività sedentaria e la stipsi.

Mi chiamo Francesca ho un amico che mi spiega di avere un problema al pene, vergognandosi però non mi spiega nel dettaglio quello che ha, quindi gli scrivo solo quello che posso aver capito da donna e non conoscendo nel dettaglio la problematica. E' da qualche hanno che facendo la doccia, entrando in acqua al mare, il pene gli diventa più scuro e sembra ritirarsi completamente, dice di non provare nessuna erezione (non durante un rapporto con una donna, perchè non ne sta frequentando) ma a me sembra strano che non gli capiti lo stesso. Premetto che non sta bene neanche emotivamente è in un periodo di apatia e di tristezza potrebbe essere solo un problema fisico o magari bisogna trovare la soluzione in altri campi. Quali visite mi consiglierebbe visto che non vuole neanche andare dal medico di base? So che la mia richiesta è alquanto approssimativa ma non so' come aiutarlo e magari provando ad escludere qualche problematica fisica riusciamo a restringere il campo.
E' un fenomeno normale che entrando in acqua fredda il pene si retragga diventando più piccolo e in questo modo la pelle sembra anche più scura. Al contrario se il suo amico ha reali problemi di erezione documentati (cioè realmente vedere se non ha per esempio erezioni mattutine oppure facendo attività sessuale da solo o in coppia) in assenza di malattie generali quali diabete, ipertensione, iper colesterolemia o malattie neurologiche o psichiatriche, allora va eseguita una visita andrologica per inquadrare il problema del deficit erettile ed eventualmente l'andrologo suggerirà esami specifici che possono portare alla corretta diagnosi e alla successiva terapia.

Ho 44 anni e da due anni, di notte e a volte anche dopo un rapporto, ho un  dolore interno tra l'ano e i testicoli. Ho fatto una visita dall'urologo con ecografia alla prostata ed e risultato prostata un po ingrossata. L'urologo mi ha dato una cura di antinfiammmatorio, piu delle supposte da mettere al bisogno. Quest'anno ho fatto l'esame del psa: ug/L 0,22 con asterisco. Cosa mi consiglia.
Il dolore che avverte tra ano e testicoli, soprattutto dopo un rapporto sessuale, può essere legato a uno stato infiammatorio della prostata o delle vescicole seminali o dell'uretra posteriore. Oltre all'ecografia transrettale è importante la visita per definire la sede esatta di origine del dolore e inoltre possono essere consigliabili anche accertamenti di tipo batteriologico sul liquido seminale e/o sull'uretra. Comunque il PSA va bene in relazione alla sua età e quindi non si deve preoccupare per cose più gravi.

Sono un ragazzo di 28 anni e mi e' stato diagnosticato un lichen scleroatrofico in forma lieve che interessa solo l'anello sotto il prepuzio. Come da indicazioni del mio dermatologo venereologo sto eseguendo una cura a base di vitamina E in capsule oltre all'utilizzo di  una pomata che contrasta la sclerotizzazione dei tessuti. Noto gia' dei miglioramenti perche' la pelle non ha piu' pruriti ne' bruciori. Ho pero' un altro problema: di carattere urinario. Voglio precisare che il meato uretrale non ha malformazioni e riesco ad urinare senza sforzi, il getto non e' frastagliato ma lineare. Il fatto e' che sono 3 settimane che ho sempre la sensazione di dover urinare soprattutto quando sono seduto o disteso e sento come irritato il condotto finale uretrale. Ho eseguito le analisi complete dell'urina e sono negative. Non ho secrezioni dall'uretra. Un particolare tecnico: quando bevo molto ed urino trasparente sento durante il passaggio dell'urina nel meato uretrale dei bruciori come se stessi espellendo dei batteri. L'anno scorso ho avuto un episodio simile e si trattava di renella che poi ho espulso dopo molte bevute.
Le infezioni del prepuzio e dell'uretra terminale sono quasi sempre causate da rapporti non protetti. Le consiglio di fare accertamenti batteriologici (tampone uretrale con ricerca di germi comuni, micoplasmi, clamidiae, trichomonas e miceti) in modo da fare l'esatta diagnosi e successivamente la terapia adeguata.

Sono un uomo di 41 anni. Vorrei un'informazione: son tre giorni che ho un bruciore al testicolo sx anche toccando sul bruciore non ho nessun dolore però il bruciore continua, mi fa più male quando incrocio le gambe. Cosa può essere questo bruciore insolito?
Il bruciore può essere causato anche da irritazioni della cute dello scroto; direi che dovrebbe farsi visitare se il bruciore persiste.

Volevo chiedere qualche informazione, un paio di settimane fa. Ho avuto una infiammazione alla vescica (almeno cosi mi hanno detto gli infermieri della mia caserma) il mio sintomo era di urinare spesso. Il colore era trasparente e mi hanno detto di bere dai 2 ai 3 litri di acqua al giorno e cosi dopo un paio di giorni questa infezione mi è passata, ma adesso ho notato in 2 rapporti sessuali che la mia iaculazione è molto ridotta e ha poca pressione nel fuori uscire volevo sapere se questa cosa puo dipendere dall'infezione. Premetto che un paio di mesi fa, facendo sesso in una posizione particolare ho avuto il testicolo sx che mi è salito può
dipendere anche da quello? Lei cosa mi consiglia?
Se i disturbi si sono presentati già due volte a distanza di tempo è probabile che abbia una infiammazione interna della prostata e delle vescicole seminali che spiegherebbe anche lo scarso eiaculato. Deve eseguire gli accertamenti culturali sullo sperma ed eventualmente anche un tampone uretrale e poi fare le cure adeguate. Il consiglio di bere molto è giusto, mentre la risalita del testicolo non c'entra con il problema da lei presentato.

Da circa sette mesi soffro di coliche renali ho fatto molte ecografie ma non si vede nulla comunque un urologo di brindisi mi diede come cura delle bustine di uriston dopo circa 20 giorni che assumevo uriston ho espulso una decina di calcoli piccolissimi che si sbriciolavano al contatto delle mani. Sembrava finalmente che fosse tutto finito, invece no, dopo circa 15 giorni mi ritornano le coliche vado a fare altre ecografie ma nulla non si vede niente. Ho fatto anche un rx diretta e niente anche lì tutto normale ora le coliche continuano almeno una volta al mese ho forti coliche da qualche giorno ho notato che quando urino se urino in un bicchiere trasparente e lo metto in controluce noto nelle urina come microscopi sali trasparenti che si vedono solo in controluce. Volevo sapere se si tratta di renella spero di si e poi volevo sapere se conviene ripetere la cura di uriston che ho ripetuto di testa mia anche un mese fa. Spero tanto che lei possa essermi di aiuto dottore mi avevano detto di fare un'urografia ma ho il terrore del mezzo di contrasto.
Se l'ecografia non ha mostrato particolari alterazioni dell'apparato urinario, l'urografia è inutile. Invece è molto più importante fare una diagnosi sulla natura dei calcoli facendo analizzare la renella che emette (credo comunque che si tratti di calcolosi uratica). La cura di questo tipo di calcolosi è molto semplice e se ben fatta le coliche non tornano più.

Sono un uomo di 38 anni da diverso tempo mi accade che dopo aver finito di urinare, puntualmente mi esce diverso sperma. Può gentilmente darmi delle indicazioni del perchè e quali analisi dovrei fare?
Quanto riferito da lei è segno di uno stato infiammatorio della prostata e/o delle vescicole seminali. Per accertarlo dovrebbe eseguire un esame culturale del liquido seminale con ricerca di tutti i tipi di germi e una ecografia prostatica transrettale. Poi è necessaria una valutazione clinica.

Mi sono operato da 3 mesi alla prostata con asportazione totale però adesso è un pò che quando urino ho bruciori alla punta del pene con un pò di arrossamento.
Purtroppo la sua domanda non è chiara. Cioè deve spiegare cosa vuol intendere per asportazione totale della prostata. Comunque i disturbi sembrano di tipo infiammatorio; dovrebbe fare un esame culturale delle urine e poi funa valutazione clinica.

Sono un ragazzo di 21 anni,le volevo chiedere quale può essere la causa dei miei sintomi; da circa 2 settimane ho bruciore quando urino e prima di urinare mentre mi fuoriesce l'urina sento un forte bruciore, poi 3 giorni fa mi è venuta la febbre ma mi è durata un solo giorno, ho preso l'antibiotico augumentin compresse da 1000 per 4 giorni. Adesso il bruciore è diminuito ma dopo urinato sento un fastidio (tipo bruciore) allo stomaco e alla pancia che mi dura 5-10 minuti dopo aver urinato. Gentilmente mi può dire di cosa si tratta?
I suoi disturbi possono essere dovuti a una infezione delle basse vie urinarie e della prostata. Le consiglio di farsi visitare da uno specialista sia per valutare lo stato delle cose e decidere se occorrono esami particolari, sia perchè le cure devono essere abbastanza lunghe per guarire e non bastano pochi giorni altrimenti non si guarisce oppure i disturbi ritornano dopo un tempo più o meno lungo.

Ho 28 anni e dopo 2 anni di bruciori al glande che comparivano saltuari, ho riscontrato e.coli e enterococco fecalis nello sperma. Ho fatto 10 gg levoxicin 500 1 cp al di e dopo la cura il bruciore al glande persiste non continuamente ma a periodo della giornata, in più ho sempre la mattina e la sera dolore alla schiena all'alteZza del lombo sacrale questo da 2 mesi circa. Questo bruciore al glande e' veramente diventato noioso e soprattutto più o meno sempre presente, quando urino sento come liberazione e anche quando eiaculo. Vorrei sapere cosa ne pensa, se potrebbe essere una prostatite, quale tipo e se si può guarire, specialmente noioso anche questo mal di schiena che non va via. Vorrei fare una visita con lei, come posso fare?
I dati depongono per una severa infezione delle vie seminali da germi di provenienza intestinale; normalmente questo tipo di infezioni si verifica in conseguenza di rapporti anali non protetti. Queste infezioni possono danneggiare anche la prostata; per cui la invito a fare una ecografia prostatica transrettale per valutare eventuali danni già causati dall'infezione. Le cure devono essere molto lunghe (io consiglio di fare almeno 10 giorni di antibiotico+antiinfiammatori ogni mese, da ripetere per 4-5 mesi) e infine è obbligatorio sempre l'uso del profilattico.

Sono un ragazzo di 38 anni, è da qualche giorno che provo dei "dolori" ma più che dolori sono dei fastidi alla parte sotto lo scroto o meglio la parte dietro che dovrebbe corrispondere più o meno sulla parte della prostata. Le anticipo che faccio molte ore seduto in ufficio e faccio poco sport e spesso e volentieri faccio sforzi magari anche a freddo. Ho da anni un varicocele che ultimamente mi è stato controllato ed era tutto perfetto, quindi vorrei sapere se questo fastidio possa essere dato dal troppo seduto e magari irritazione.
I fastidi potrebbero essere dovuti all'attività sedentaria, ma non si può escludere che ci possa essere anche una forma infiammatoria a carico della prostata o delle vescicole seminali, per cui le consiglierei di farsi visitare da uno specialista Urologo.

Le espongo il caso di mio papa', uomo di 70 anni, due ictus in passato e a gennaio operato di prostata a cielo aperto. Dopo una settimana di degenza in ospedale, il recupero e' andato molto bene fino a tre settimane fa che ha cominciato a non accusare più lo stimolo di minzione. Ha fatto una visita e gli hanno detto che a causa del catetere probabilmente e' rimasto del liquido dentro e deve sottoporsi ad una operazione per asportare l'uretra "incastrata" (mi scuso per i termini non appropriati), quindi altra anestesia e notte in ospedale. E' in attesa di chiamata dal ospedale e stamattina aveva dolore al testicolo. I miei quesiti sono: può succedere? E' grave?  E' pericoloso? Che recupero normalmente si ha dopo la seconda operazione? Mia sorella si sposa il 21/5 ed io l'11/06. Se dovessero chiamarlo in ospedale dopo quanti giorni ha la ripresa?
Può accadere dopo un intervento sulla prostata che si verifichi qualche problema a carico dell'uretra, problema che può richiedere un secondo intervento. Non posso essere più preciso perchè non so esattamente di che problema si tratti in base alla descrizione che mi ha fatto, ma ritengo che debba sottoporsi a un intervento endoscopico, cioè senza taglio, che in genere richiede pochi giorni di degenza e di convalescenza.

Ho visto il suo contatto su internet e mi permetto di farle una domanda in base agli analisi che ho fatto, in quanto il mio medico non c’è e sono un po’ preoccupato. Sono un ragazzo di 29 anni, vivo a milano, una settimana fa ho avuto per due giorni la febbre 38 e avevo dei bruciori quando urinavo. Il tutto dura 2/3 giorni ora a distanza di una settimana non ho più niente e non brucia neanche più. Ho solo un lieve indolenzimento perenne nel basso addome e un senso di stanchezza perenne. Il dottore mi ha prescritto degli esami che ho fatto. Ce ne sono un paio che mi preoccupano (...). Può darmi qualche informazione.
Lei non doveva fare il dosaggio del PSA a una settimana circa dall'episodio infiammatorio acuto a carico dell'apparato urinario. Il PSA si modifica e occorrono 30-40 giorni perchè si normalizzi; pertanto le consiglio di fare un ulteriore ciclo di cura, prendendo oltre ai disinfettanti anche antiinfiammatori e tra un mese e mezzo ripeta il PSA.

Sono un ragazzo di 34 anni, da un 1 mese sento un pizzico nella parte destra del pene, dove ho notato ultimamente una vena ingrossata, che parte da metà e arriva fino in cima vicino al frenulo, può essere questa la causa del fastidio? Non so se le può interessare ma sono in sovrappeso di almeno 40 kg, può essere la causa di questa patologia?
Se la vena del pene si presenta ingrossata e nel passato le ha dato un pò noia è probabile che si tratti di una trombosi della vena superficiale del pene. Tale patologia può insorgere dopo sforzi sessuali prolungati e comunque non causa altri problemi e tende a risolversi spontaneamente da sola (la vena tende a rimpicciolirsi e a diventare un cordoncino) ma occorrono diversi mesi; un ciclo di antiinfiammatori per via generale può favorire la risoluzione più rapida del quadro.

Da circa 1 mese ho un problema legato a bruciore solo nel momento della minzione, ma passato il primo getto il dolore si attenua. Tra l'altro sollevando la pelle sopra il glande e procedendendo alla minzione il dolore è inesistente. Ho fatto esame delle urine e urinocoltura, ma tutto negativo e in attesa degli esisti il medico mi aveva prescritto l'antibiotico Bassado (io sono emofiliaco). Questo leggero fastidio continua ad esserci (magari è meno intenso se durante il giorno bevo molto) e per fortuna il bruciore persistente che avvertivo sul glande nei primi giorni è scomparso, però sono un pò preoccupato. Come pensa che dovrei procedere?
In relazione alla domanda che mi ha posto deve controllare se la pelle intorno al glande scorre bene oppure se ha qualche difficoltà nello scorrimento in fase di erezione; inoltre deve palparsi accuratamente il pene per vedere se al suo interno si percepiscono delle nodularità. Queste infatti potrebbero essere le cause del disturbo che ha riferito in assenza di infezione urinaria.

Da circa un anno e mezzo soffro di un dolore che si presenta sul fianco destro dell’ombelico (regione inguinale), circa all’altezza dell’elastico degli slip, che perdura per alcuni giorni, scompare e appare, ma non si protrae per più di una settimana circa. Va e viene. In data 30-08-2010 ho effettuato:
• gli esami del sangue e delle urine che hanno assenza di infezioni e valori nella norma con PSA Totale pari a 0,63 ng/ml, f-PSA pari a 0,25.
• Ecografia addome: tutto nella norma, senza complicazioni nei vari apparati e con risultato di: “prostata normale per dimensioni”.

Mi è stata diagnosticata una colite nervosa, con l’assunzione di alcuni farmaci al bisogno. Ma ci tengo a precisare che questo dolore ho scoperto che si presenta in alcuni casi o per coincidenza, successivamente ad un rapporto sessuale il giorno seguente all’atto. Non avendo risolto il problema e preoccupato, in data 05.04.2011 ho ripetuto le analisi del sangue le quali hanno dato tutti i valori nella norma e P.S.A. (met. ELFA) pari a 0,20 ng/ml. Il mio medico di base mi ha riferito che posso stare tranquillo, ed eventualmente di effettuare l’esame di spermiocultura e spermiogramma per essere ancora più sicuro, ma tale esame mi mette paura oltre ad imbarazzo e per tali ragioni non ho ancora provveduto ad effettuare. Alla luce di quanto sopra, Le chiedo se posso dormire tranquillo sulla base degli accertamenti fin ora effettuati o devo preoccuparmi? Potrebbe essere un'ernia inguinale? Concludo informandole che non ho altri tipi di disturbi o presenza di dolori in altre zone del corpo o d’interesse dell’apparato uro-genitale, erezione normale con penetrazione del partner, minzioni non dolorose e non frequenti, eiaculazione non dolorosa durante l'atto sessuale.
Direi che con gli esami che ha fatto e che sono risultati negativi può stare tranquillo perchè grossi problemi non ne ha. Non si può escludere tuttavia una colite spastica o nervosa come Lei l'ha definita o una prostatite cronica; comunque si tratta di problemi di lieve entità. Provi a parlare con il suo Medico per farsi consigliare una blanda terapia al riguardo.

Mi è capitato di aver avuto fastidio alla punta del pene e che tale fastidio era fisso, non tendeva ad andare via. Il medico curante inizialmente mi ha prescritto l’antii-infiammatorio “l’orudis”  e sembrava che il fastidio fosse scomparso e poi mi ha prescritto i seguenti esami: 1) urine; 2) urinocoltura; 3)spermiocoltura; 4)tampone-uretrale. Sia la spermiocultura che il tampone uretrale hanno dato esito positivo. Il batterio individuato è la Klebsiella pneumonite sss pneumoniae. All’esito mi sono recato dall’urologo il quale, dopo aver esaminato l’antibiogramma, mi ha prescritto l’antibiotico da 1000 mg di ciproxin per una settimana. A quanto pare il fastidio, che sembrava scomparso, è venuto di nuovo fuori. Cosa devo fare?
L'infezione che ha avuto è stata inizialmente ben curata. Purtroppo queste infezioni possono ripetersi o perdurare nel tempo essenzialmente per due motivi : 1) non si elimina il motivo del contagio (in genere avviene per via sessuale e pertanto è obbligatorio l'uso costante del profilattico); 2) per risolvere queste infezioni si devono fare terapie di lunga durata (una settimana è poco) e al riguardo consiglierei di fare almeno 3 o 4 cicli di 10 giorni ogni mese.

Dalla fine dell'anno scorso mi sono sottoposto a varie visite urologiche ed accertamenti che hanno portato ad una diagnosi che non so come affrontare. Da una prima ecografia, è emerso un certo ingrossamento della prostata che presentava un diametro trasverso di circa 52 mm. senza calcificazioni, con parziale ostruzione del pavimento della vescica e residuo urinario dopo la minzione di 50 ml. A dicembre si è verificata un'infezione con febbre e sudorazione notturna continua, che mi ha costretto ad assumere antibiotici per due settimane. Dall'effettuazione della spermiocultura con antibiogramma è emerso che l'antibiotico assunto non era quello adeguato, così mi sono fatto altri quindici giorni di antibiotico (Levofloxacina). Continuando a persistere dolori alla pancia e necessità di urinare, mi è stato consigliato esame di uretrocistoscopia, dalla quale è emersa una stenosi del canale uretrale e formazione del terzo lobo prostatico. Sono stato operato in marzo per la stenosi, ma la ripresa è stata lenta e faticosa e continuo ad avvertire la necessità di andare in bagno ad urinare, un lieve bruciore e una pressione a livello di addome che mi crea nervosismo durante tutto l'arco della giornata.  Mi è stato detto che prima o poi dovrò fare una resezione prostatica (Turp/Tuip?) e che questo potrebbe comportarmi infertilità. Dottore, ho 46 anni, sono separato da 2 e da 9 mesi sono assieme con un'altra compagna che desidera da me un figlio, sono psicologicamente a terra e non so cosa fare, se operarmi o meno. Su internet è scritto che la sterilità è certa dopo l'intervento, secondo il mio urologo non è così, però per ora mi consiglia alfalitici (Omnic). Ho una via di uscita o l'operazione è l'unica soluzione ? La mia priorità è stare bene e vivere le giornate con energia, adesso le giornata sono lunghissime, per la necessità di andare in bagno ogni ora, la pressione sulla pancia e i pensieri che non finiscono mai. (...)
Per valutare l'entità di una ostruzione delle vie urinarie occorre eseguire una flussometria urinaria, cose che non ha mai citato. Con questo esame si può quantizzare l'entità della eventuale ostruzione e decidere di conseguenza il da farsi. Se si tratta di una ostruzione funzionale e cioè causata dalla presenza della prostata si può fare la terapia medica con alfalitici adottando anche una vita sana sul piano alimentare e comportamentale; questa terapia medica può causare una eiaculazione retrograda che comunque si risolve sospendendo il farmaco nel caso desideri una paternità. Se la ostruzione è invece data da una stenosi dell'uretra e allora occorre fare l'intervento.

Mio padre è stato operato alla prostata ingrossata benigna e anche alla vescica per i calcoli; tutto in una sola operazione. Il tempo di degenza è durato un mese in quanto aveva sempre perdite di rosso con le sacche di lavaggio ed era stato sottoposto a trasfusioni piu' volte.  Il 9 aprile del 2011 è stato dimesso fino ad oggi ha avuto solo problemi di incontinenza attualmente ha fatto l'esame dell'urino coltura ed è risultato positivo. Il medico di base gli ha prescritto da oggi il PIPERACILLINA E TAZOBACTAM TEVA 2 g  +250mg/4 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare. Oggi alle 17.00 ha fatto la prima iniezione e ne dovrebbe fare 6 totali. Alle 20.00 della stessa sera provando a urinare ha perso gocce di sangue e purtroppo non ha urinato. Come dobbiamo comportarci ? Secondo lei è l'antibiotico che causa questo?
Piccole perdite di sangue possono verificarsi anche fino a 40 giorni dopo l'intervento sulla prostata; questo dipende dalla caduta di piccole "crosticine", come succede anche per le ferite della pelle, per cui ci può essere un transitorio sanguinamento che non deve preoccupare. Al contrario se suo padre ha anche problemi ad urinare potrebbe significare l'esistenza di cicatrici o altri problemi che si sono verificati a livello dell'intervento e pertanto è bene che consulti l'urologo che l'ha operato.

Dopo un ricovero per ernia discale che mi ha portato nel 2007 a restare immobie a letto per circa un mese e per circa 10 gg mi ha costretto all'uso di un catetere vescicale, si è manifestata un'infezione prostatica sottovalutata dai medici che mi avevano in cura. Ho accusato nel giugno 2008 i primi disturbi con problemi erettili e di desiderio. Mi sono rivolto prima ad uno specialista e poi nel corso di due anni ad altri due ma senza avere un buon seguimento e decise risposte (proviamo....poi ci rivediamo...). In un primo momento dato il PSA elevato (8/9) è stata ipotizzata una forma neoplastica poi smentita dalla biopsia. Ulteriori accertamenti con ecografie ed esami hanno evidenziato una IPB. Il reale problema è che tra i farmaci somministrati e  il fattore infiammatorio la mia sessualità si è molto affievolita. Ora avendo intenzione di avere un figlio (ho 55 anni) ho rilevato che in due anni la motilità degli spermatozoi è scesa dal 35/40 % ad appena il 5%. E' possibile recuperare la mia fertilità con adeguati trattamenti, premesso che oramai da tre anni è in atto il processo infiammatorio prostatico per il quale i vari tamponi da me effettuati con stimolazione hanno dato esito  negativo. Potremmo eventualmente provare un'iniezione diretta di antibiotico nella prostata?
Con i valori di motilità che mi ha riferito è difficile avere un figlio, ma non impossibile; vanno valutati anche gli altri parametri seminali nonchè l'età della sua partner. Ci sono comunque delle cure per migliorare i parametri seminali e anche la stessa cura dell'infezione prostatica può portare a un miglioramento dei parametri seminali. Per il calo della sessualità sono disponibili molte terapie, per cui ho difficoltà a credere che non abbia risolto questo problema pur in presenza di un'iniziale ipertrofia prostatica.

Ho 39 anni e da fine maggio 2010 mi è stata diagnosticata una prostatite acuta, andavo spesso ad urinare anche ogni 20 minuti, dolore al basso ventre. L'urologo mi ha fatto fare diversi cicli di antibiotico per circa 2 mesi (Ciproxin 1000mg, Levoxacin 500, amoxicillina+acido clavulanico,Rocefin fiale), ma quasi alla fine di ogni ciclo ritornava il dolore al basso ventre con frequenza di urinare. Mi ha fatto l'esame per la ricerca di clamidya nell'uretra è risultato negativo,inoltre anche quello del liquido seminale e urina anch'essi con risultato negativo. Eco negativa, e prostata come castagna, fibroparenchimatosa, liscia a limiti netti mobile non dolente, solco ed incisura conservati. Ai primi di Agosto causa degli antibiotici mi è uscita una colite pseudomembranosa da antibiotico, curata dal mio medico con metronidazolo. Ora la voglia di urinare è ogni due 2/3 ore, ma sempre con dolore al basso ventre come se la vescica non fosse vuota, anche appena dopo aver urinato. L'urologo mi ha detto che la mia prostata non è batterica, visto i risultati degli esami. Io a tuttora ho sempre dolore alla vescica, come se fosse sempre piena, il beneficio provocato dagli antibiotici a volte durava qualche giorno, a volte durante la cura si presentava di nuovo il dolore alla vescica. Attualmente l'urologo mi ha prescritto  xatral e di nuovo l'esame spermiocoltura e test di stamey. Non so più cosa fare, ormai è quasi un anno che vado avanti in questa maniera. Cosa mi consiglia?
La prostatite si cura anche con altri presidi oltre agli antibiotici; sono fondamentali anche gli antiinfiammatori che servono per "sfiammare" la prostata e l'uso costante del profilattico per non reinfettarsi. Pertanto se non ha seguito questi accorgimenti è come se di fatto non si fosse curato sino ad ora. Inoltre tutto dipende dall'antibiotico usato e dalla durata delle tarapia. Le conviene fare dei cicli mensili di antibiotico e antiinfiammatorio con uso costante del profilattico.

Sono un ragazzo di 27 anni. Ogni volta che vado a urinare mi pulisco sempre con carta igienica le ultime gocce e concludere l'operazione con la cosiddetta scrollatina. A volte mi succede che anche dopo la scrollatina, quando esco dal bagno, sento che lo slip è umido e che quindi ho perso delle gocce. Premetto che non mi succede sempre e che comunque cerco sempre di scoprire e ricoprire il pene fino a che non mi fuoriescono più gocce. La cosa mi succede anche dopo l'eiaculazione. Mi sembra sempre che tutto il liquido sia venuto fuori, ma in realtà dopo poco mi accorgo che continuo a perdere un liquido trasparente che mi bagna lo slip. Sono un fumatore e bevo 3 caffè al giorno e ho sofferto in passato di renella.
La perdita di qualche goccia di urina dopo la minzione o di liquido seminale dopo l'eiaculazione è segno di uno stato infiammatorio dell'uretra posteriore. Le consiglio di fare un esame culturale del liquido seminale e poi rivaluterei il quadro clinico.

Mi potrebbe tranquillizzare su un episodio che mi sta succedendo? Da qualche tempo non esce piu' sperma durante il rapporto, può dipendere dal farmaco novixon che ho preso per la prostata? Ho 61 anni.
Il farmaco che ha assunto per la prostata è molto blando, a base di estratti vegetali e non determina azione antiandrogena come altri farmaci che invece possono essere responsabili di problemi analoghi. Per valutare meglio il problema dovrebbe controllare se nella prima urina emessa dopo una eiaculazione ci sono tracce di sperma (visibili osservando l'urina in un recipiente di vetro trasparente). Se non risulta sperma nella prima urina emessa vuol significare che la produzione dello sperma si è ridotta, cosa che può accadere comunque alla sua età, anche per carenza di ormoni androgeni (questi ultimi valutabili con un dosaggio del testosterone libero plasmatico).

E' da circa 2 anni che soffro di incontinenza urinaria, ho 35 anni, obesa, non ho avuto bambini. Ne ho parlato al medico curante piu' volte, ma senza che esso mi abbia risolto il problema. A chi posso rivolgermi?
L'incontinenza può essere essenzialmente di tre tipi: da urgenza (quando ha lo stimolo ad urinare e non riesce a raggiungere in tempo il bagno), da stress (quando si verifica in concomitanza con un aumento di pressione addominale ad es. uno starnuto, sollevare un peso ecc..) e infine mista cioè l'unione delle due forme. E' fondamentale quindi una visita specialistica per valutare quale è il tipo di incontinenza di cui soffre; poi, se necessario, si possono fare accertamenti specifici per definire meglio il problema e quindi per fare la terapia corretta. Direi che in questo percorso si deve far seguire da un urologo esperto, altrimenti rischia di non risolvere il problema. Comunque l'obesità determina un forte rischio di incontinenza urinaria.

Mio padre da circa due mesi è stato operato di prostectomia radicale ma lamenta forti dolori sotto i testicoli e al pene. Il medico che dice che è tutto a posto gli ha dato degli antiinfiammatori ma non si vedono miglioramenti. L'intervento è di tipo chirurgico e insieme alla prostata hanno tolto anche due ernie inguinali, il tumore è stato tolto interamente infatti non ha dovuto fare neanche alcun tipo di terapie. Cosa mi consiglia?
I dolori ai testicoli e al pene successivi a un intervento sulla prostata potrebbero essere causati da flogosi a carico dell'uretra e degli epididimi (che sono due piccole "ghiandoline" situate dietro ad ogni teticolo). In genere si risolvono con una cura sufficientemente lunga di disinfettanti urinari ad ampio spettro (tipo ciprofloxacina e antiinfiammatori  tipo nimesulide) per almeno 10-15 giorni.

Da qualche giorno avverto una sensazione quasi sgradevole di tensione pelvi perineale con sensazione di perdita di urina o di altro liquido ma che in realtà ad un'ispezione risulta completamente asciutta; inoltre a fine minzione avverto un po di dolore, ho eseguito un'urinocoltura con esito negativo. Ho eseguito anche l'esame dell''urina mediante stick reattivi per la determinazione appunto dei vari parametri urinari, é emerso (a meno che non ho sbagliato) piccole tracce di sangue. Insegno presso 2 università inoltre ho uno studio dove visito come psicoterapeuta, questo per dirle che conduco una vita molto stressante, sempre seduto, bevo poco e utilizzo sempre l'auto con una alimentazione del tutto inadeguata considerati i miei ritmi di vita.
I sintomi che avverte potrebbero essere dovuti a una prostatodinia che è in pratica una forma infiammatoria di prostatite. I fattori causali sono molteplici, alcuni dei quali sono proprio quelli che ha citato; inoltre anche l'irregolare attività sessuale. Il consiglio è di modificare lo stile di vita e comunque di fare 2 o 3 cicli di antiinfiammatori (anche a livello locale Topster supposte).

Ho 57 anni e dal Novembre 2006 a seguito esami di routine senza alcun segno manifesto mi fu diagnosticata (dopo accertamenti anche con biopsia) un lieve ingrossamento della prostata e prostatite cronica. Da allora e periodicamente ad intervalli di 3 mesi assumo Ipertrofan prima e Prostagan da sei mesi associati sempre a Ciproxim 1000 o 500. Tutte le sere assumo Tetraprost da 5. Seguo abbastanza l'alimentazione, eliminando quasi definitivamente dalla dieta gli insaccati, alimenti piccanti e ricchi di grassi. Ogni 4/6 mesi gli esami del PSA continuano ad avere gli stessi valori molto variabili (da 4,7 a 7,5 con rapporto sempre superiore a 0,25, anzi negli ultimi periodi il rapporto libero/totale è arrivato a 0,36). Capita che il getto è ridotto ed a volte mi capita di avvertire un senso di bruciore nella parte interna dell'ano subito dopo aver urinato. Secondo il Suo illustre parere devo continuare con questa terapia all'infinito o ci sono altri farmaci da prendere in considerazione?
La terapia con Teraprost da 5 che fa è già ottima per migliorare il flusso urinario. In questi ultimi anni è stato visto che associando al Teraprost anche la dutasteride o la finasteride si ottiene il miglior risultato in termini di miglioramento dei sintomi e riduzione del volume prostatico e del PSA ma occorrono da 6 mesi in su di terapia.

Nell'ultimo periodo mi è capitato due o forse tre volte di avvertire un certo bruciore persistente poco doloroso ma fastidioso al glande dopo aver avuto un rapporto o una masturbazione. Più precisamente, in tutti casi, prima che fosse trascorsa un'ora dal rapporto sono andato ad urinare e subito dopo ho percepito questa sensazione di bruciore persistente al glande. Questo bruciore è molto fastidioso all'inizio e avverto la sensazione di avere un continuo stimolo ad urinare, questa fase passa subito, forse nell'arco di 10 minuti, e il bruciore si affievolisce fino a scomparire nell'arco di una mezz'ora. Inoltre per due volte mi è comparsa una macchia rossa sul pene come se fosse sangue che si è riassorbita nell'arco di qualche giorno. Che ne pensa?
I disturbi che avverte al glande sono suggestivi per una uretrite. Le consiglio di effettuare i tamponi uretrali con ricerca germi comuni, micoplasmi, clamidiae e trichomonas e poi la eventuale terapia medica del caso.

Sono una donna di 47 anni. Da circa 10 giorni sto soffrendo di pollachiuria. Ultimamente ho eseguito una visita ginecologica con pap test e un'ecografia completa. I risultati sono stati soddisfacenti e avendo posto il seguente problema al dottore a cui mi sono rivolta mi é stato semplicemente consigliato di bere molto. Tuttavia il disturbo non accenna a diminuire. Cosa mi consiglia lei?
Quando compare una pollacchiuria improvvisa bisogna pensare a una cistite (in genere si associa dolore e bruciore alla minzione) ma può essere un segnale anche di iperglicemia o diabete. Se l'esame urine è negativo, cioè non c'è traccia di infezione, può prendere Vesiker 5 mg una cpr al di per 3 settimane.

Sono un uomo di 55 anni e premetto di aver avuto un intervento di bypass coronarico al cuore da circa 10 mesi. Da circa 15 giorni ho accusato bruciore alla minzione che è però scomparsa per qualche giorno aumentando l'assunzione di acqua. Successivamente  è ricomparsa in  più riprese, sempre con un lieve bruciore che si fa sentire nella fase finale della minzione. Così come prescritto dal medico di famiglia alla sera ho preso una bustina di monuril, ma il giorno seguente ho continuato ad accusare bruciore alla minzione sempre nella parte terminale dell'uretra.
Un problema alla minzione può essere conseguente a una uretrite, ma dopo un intervento cardiochirurgico potrebbe essere causato da un restringimento (stenosi) dell'uretra. Le consiglio pertanto di farsi vedere da un Urologo.

Circa 15 giorni fa mi è stato diagnosticata un'infezione alla prostata, (prostatite acuta)  posizionamento di epici stomia con abbonante urine chiare. Somministrato ceftrixone-(rogefin) 2gr per ogni 24 ore per 5 giorni, con tamsulosin (OMNIC) tutte le sere prima di andare a letto, dopo la rimozione del catetere vescicale, Antibiotico UNIDROX 600mg per 10 giorni e continuare con OMINIC per tre mesi, la terapia e stata  ottima, ma dopo tutto questo avendo rapporti sessuali con la moglie la sensazione di piacere c'è  ma non c'è più lo sperma. Gentilissimo Dott. cosa è successo sarà sempre cosi'?
Se ha dovuto mettere una epicistostomia, ha tenuto il cattere vescicale e soprattutto ha iniziato l'Omnic è normale che non veda l'emissione dello sperma, perche l'Omnic favorisce la cosiddetta eiaculazione retrograda cioè lo sperma va più facilmente all'indietro verso la vescica che in avanti all'esterno verso l'uretra. In genere tale fenomeno non causa altre
problematiche al rapporto sessuale e la normalità si ristabilisce dopo la sospensione dell'Omnic. 

Mio padre ha 70 anni e recentemente a seguito di una biopsia per psa a 5.4 ha avuto una diagnosi di adenocarcinoma alla prostata. Il suo medico urologo da cui va da oltre 20 anni ritenendo la neoplasia a basso rischio, dice T1, fra le altre possibilità terapeutiche gli ha prospettato una vigile attesa che mio padre ha subito sposato, in quanto terrorizzato da interventi chirurgici e altro. Le chiedo per favore in cosa consiste e come deve essere seguita. Il tumore è sempre tumore o sbaglio?
Per stabilire la gravità di un carcinoma della prostata, oltre al valore massimo raggiunto dal PSA, bisogna valutare il numero e l'entità di biopsie positive sul numero totale delle biopsie effettuate e soprattutto la gradazione istologica cosiddetta Gleason. Se le biopsie positive sono solo 1-2 su 12-14 e se il Gleason non supera il valore totale di 6 allora si può ritenere la neoplasia "a basso rischio" e come tale affrontarla anche con la vigile attesa. Quest'ultima vuol significare di tenere sotto controllo l'andamento del PSA (soprattutto il tempo di incremento) e la situazione locale della ghiandola; se si evidenzia una evoluzione del quadro è comunque indicata una terapia radicale. Tenga comunque presente che all'età di suo padre è preferibile effettuare una terapia radicale (radioterapia o prostatectomia radicale) essendo queste le terapie che garantiscono una sopravvivenza maggiore a lungo termine.

Ho 61 anni da sette anni il mio PSA è sempre 5.50 al massimo 6 ho effettuato due biopsie e sono negative il pca3 è di 33 testosterone 14.40 urinocultura sempre negativo fibrinogeno 2.18 psa free 0.75 ratio 6.90. Da quando ho assunto le compresse di cardura per la pressione minima che era di 90 ho avuto un aumento del psa che da 5.50 è arrivato a 11.90 e non ho quasi più sperma, l'ecografia transrettale dice solo di una prostata aumentata di volume ma non ha noduli o altro, non ho nessun sintomo di bruciore o  tipo urinare di notte  il gettito delle urine è abbastanza forte, da una settimana ho sospeso cardura e prendo olpress da 10 sempre per la pressione, consigliato dal medico curante, tutti gli altri esame di routine sono normali. Mi ha consigliato per dieci giorni levoxacin da 500 e dopo altri dieci giorni ripetere il psa. Cosa dovrei fare ancora di esami? Per escludere eventuali danni più gravi?
La sua situazione è certamente da tenere sotto controllo in quanto la diagnosi potrebbe essere quella di prostatite cronica ma potrebbere anche preludere a un carcinoma della prostata. In conclusione ritengo corretto fare un lungo ciclo di disinfettanti urinari e antiinfiammatori anche per 3 settimane e dopo un mesetto ricontrollerei il PSA. Se c'è un incremento costante nel tempo di questo è indicato ripetere le biopsie prostatiche giacchè sia il PCA3 che altri nuovi marker non sono in grado di escludere con certezza la presenza di un carcinoma prostatico.

Da un recentissimo esame riscontro un psa totale di 6,10, (fino a 4 lab) un psa libero di 1,08 e una % libero su toale di 17,7 (magg. di 20 lab). A settembre 2010, il psa totale era 4,30 senza il frazionato che non c'era. La mia età è di 61 anni compiuti. Consiglio del mio medico di prendere Profluss per 2 mesi di ripetere e poi vedere. C'è un rischio tumore? Che fare? Da eco transrettale di luglio 2009 non risultava nulla di che con prostata di dimensioni normali salvo la presenza di cisti.
Il valore di PSA che ha è elevato. Questo può essere dovuto a una grossa ipertrofia prostatica (non mi ha fornito però le misurazioni della prostata) oppure può essere un segno di flogosi prostatica; ambedue questi problemi possono detereminare l'aumento del PSA. cOMUNQUE LE RICORDO CHE IL RISULTATO DELL'ECOGRAFIA è ININFLUENTE SULLA PRESENZA DEL TUMORE e che è più importante la visita clinica che sclude le due problematiche accennate prima. In ogni caso se non si ottiene una riduzione del valore in un paio di mesi sono indicate le biopsie della prostata.

Ho fatto una biopsia alla prostata, volevo sapere per quanto tempo dura ad uscire lo sperma macchiato di sangue? Orino chiaro quasi da subito mentre lo sperma sembra contenga sangue marcio. Ho fatto la biopsia il primo di luglio.
L'emospermia è normale dopo una biopsia prostatica. Può durare intorno alle 3 settimane e comunque non c'è una regola fissa.

Sono un ragazzo calabrese di 23 anni e vorrei un suo parere riguardo un mio piccolo problema. Qualche mese fa ho dovuto effettuare una spermiocoltura e urinocoltura perchè dovevo sottopormi ad una visita andrologica. Gli esami erano tutti e due negativi, dopo un pò di tempo ho riscontrato un bruciore subito dopo aver urinato. Mi sono rivolto al mio medico di base, il quale mi ha fatto ripetere l'urinocoltura che puntualmente era negativa. Quando ho fatto visionare l'esame al mio medico, mi ha suggerito di bere più acqua (ne bevevo pochissima) poichè molto probabilmente il bruciore e a volte anche la sensazione di continuare ad urinare, era dovuto a questo. Questa sera, però, nonostante stia bevendo un bel pò e stia mangiando anche molta anguria è ricomparso il problema. Secondo lei cosa potrebbe essere? Il problema però non si presenta spesso, solitamente mi capita durante la notte e a volte compare dopo mesi di assenza, soprattutto dopo qualche settimana di astinenza sessuale.
I suoi disturbi potrebbero dipendere da una prostatite cronica. Le consiglio di fare qualche ciclo di disinfettanti urinari ad ampio spettro e antiinfiammatori anche se gli esami culturali sono negativi e di usare costantemente il profilattico.

Ho 55 anni. Mi sottopongo ogni anno ad un check-up di controllo, l’ultimo a fine marzo scorso, in cui si evince sostanzialmente un certo benessere generale. Questa volta però, durante l’ecografica addominale completa, si è presentato, nella parete postero laterale sx. della vescica un grossolano diverticolo. Su consiglio del medico internista, mi sono recentemente sottoposto ad una eco-transrettale di cui l’esito: “Vescica iperespansa a pareti diffusamente ispessite con aspetto pseudocolonnare e con alcune formazioni diverticolari: la più grande a livello della parete laterale sx. di ca. 43 mm, le altre due di ca. 1 cm per lato. (...)”. Dal check di marzo il PSA era 0,97. Lo stesso medico mi ha consigliato pure il test di uroflussometria che è previsto nei prossimi giorni, a cui seguirà la relativa valutazione urologica. Devo eventualmente sottopormi ad altre valutazioni specifiche? Se sì, quali? Mi devo in un certo senso preoccupare?
In relazione a quanto mi ha detto, a mio avviso, non ci sono altre possibilità di cura se non l'intervento altrimenti le cose potrebbero peggiorare.

Dopo un inteso rapporto sessuale mi sono accorto di avere un ematoma (leve gonfiore macchia colore scuro) sul pene della dimensione di una monetina da 20/10 cents posizionata poco sotto il glande sul'asta del pene. Ho un lievissimo prurito ma non dolore. Sono molto agitato cosa devo fare?
Non deve preoccuparsi. L'ematoma si riassorbe nel giro di qualche settimana e non richiede particolari provvedimenti.

Io ho 25 anni ed ho sempre avuto una eiaculazione normale. Ogni tanto sento dei piccoli dolorini ai testicoli e quando li palpo con le dita avverto col tatto una pallina sia nell'uno che nell'altro, cosa sarà? Comunque io sono stitico e non avverto piu' gia' da un po' quella soddisfacente evaquazione che mi fa "godere l'atto di evaquare", per questo cosa potrebbe essere? Potrei avere una prostata in grossata che mi ridurrebbe il canale rettale facendo si che le feci si accumulano nel retto o ampolla e porterebbero di conseguenza a secchezza eccessiva e non riuscire ad ecvaquare?
I suoi disturbi non sono  clinicamente rilevanti. Per la stipsi può trovare ampi suggerimenti anche su internet.

Ho 55 anni e dopo visita transrettale per dei sintomi urinari mi è stata diagnosticata una prostata con diffuse aree di congestione intraparenchimale con numerose calcificazioni periuretrali. Volume nella norma per l'età. Diametri: AP 32  LL 44 CC 32. Non presenza di aree nodulari e vescicole seminali nella norma. Sono stato curato con cicli di Cipromixin e topster per sette giorni e Fluoxamicina ed orudis per dieci giorni. Oltre ad idiprost mattina e sera. A visita di controllo dopo ER la fase congesta è migliorata ma permane ancora disuria. Mi è stato prescritto solo terapia alfatica per due mesi. Chiedo parere su protocollo. PSA 0,45, free 0,15. urinocoltura negativa (fatta durante l'assunzione di antibiotici). Mia moglie è risultata positiva in questa fase a Proteus mirabilis.
I cicli di terapia con disinfettanti e antiinfiammatori devono avere maggiore durata (almeno 4-5 mesi) e inoltre è obbligatorio l'uso costante del profilattico altrimenti la flogosi prostatica non si risolve e recidiva continuamente.

Ho 48 anni, vi espongo il problema , è da 5/6 settimane che avverto un dolore tra ano e scroto e qualche bruciore e ogni tanto formicolio allo scroto e anche ogni tanto qualche fitta alla punta del pene, il dolore e assente da sdraiato e ricompare da in piedi e da seduto, non è forte ma è fastidioso, non ho problemi a urinare, ho fatto 10 gg prima che comparisse il fastidio gli esami del sangue e urine che sono nella norma, il psa è 1,90 l'anno scorso era 0,90 e 3 anni fà era 1,25, ecografia addome completo circa 3/4 mesi fà tutto nella norma, vorrei aggiungere che ho due ernie discali e le emorroidi, mi sono recato da un urologo esponendo il problema, mi fece la visita completa digito rettale e mi dice che è tutto nella norma, che ho un pò di infiammazione, mi prescrive topster per 10 gg e di fare dello sport mi toglie i caffè, tè ecc, ma dopo 10 gg di terapia il problema persiste.
Le consiglio di fare ulteriori accertamenti per approfondire la causa dei disturbi; una visita neurologica per escludere rapporti con le ernie discali e una ecografia prostatica transrettale per valutare meglio lo stato della prostata. La terapia sarà in conseguenza di questi esami.

Ho ritirato gli esami delle urine che danno: leucociti 25 emog + sedimento 1-4 leucociti e cell. basse vie +. Tutto il resto è nella norma. L'urinocoltura è negativa mentre la conta di addis mi dice 18.2 10^6/24 h, emazie 0 e cilindri 0.17. Ho problemi di calcoli renali e di endometriosi. A cosa può essere collegato questo aumento di leucociti? Non ho bruciori ad urinare ma ho dei dolori fastidiosi al basso ventre. Fatto anche visita ginecologica recente negativa. Dimenticavo: esami del sangue perfetti, ves 11 ma pcr 8.4.
L'esame urine che mi ha descritto è indicativo per uno stato flogistico a carico dell'apparato urinario. Non so rispondere se i dolori che avverte al basso ventre siano una conseguenza di questo o di qualche altro problema come per es. la endometriosi da cui è affetta.

Ho difficoltà ad urinare regolarmente nel senso che non ho un getto regolare, direi piuttosto corto e flusso sottile, alla notte vado 2/3 volte in bagno e con difficoltà a urinare però più accentuata che durante il giorno (senza getto ma flusso discreto). In verità questo problema è presente da sempre, ho quasi 62 anni. Ho fatto il psa nel 2010 (valore 0,9), nel 2011 (1,1), il medico urologo ospedaliero dopo una visita di routine dice che la prostata è leggermente ingrossata ma per la mia età può andare bene ma mi ha prescritto il  mittoval e prostaplant che ho assunto regolarmente, ma senza alcun rilevabile miglioramento, anzi qualche problema in più a livello gastrico e sessuale. Ha qualche consiglio o spiegazione da darmi e, sopratutto, questo modo non regolare senz'altro può limitarsi a disagi oppure comporta o comporterà qualche problema?
Il getto sottile e il mancato miglioramento dei sintomi nonostante l'assunzione dell'alfalitico suggeriscono che il problema non è legato alla prostata ma potrebbe dipendere da una stenosi dell'uretra. La invito a fare ulteriori accertamenti in tal senso.

Il 15 aprile sono stata sottoposta a un piccolo intervento a causa di un calcolo nel uretere dove mi è stato aplicato il doppio j. Non ho seguito cure antibiotiche, ma mi è stato consigliato di bere molto. Sono passati 8 giorni e non capisco se è normale io soffra di dolore al momento che finisco di fare pipi? Rimanendomi un forte stimolo a continuare, inoltre mi vengono forti dolori allo stomaco. Mi capita sopratutto dopo 1 bicchiere d'acqua.
I dolori e lo stimolo a fare la pipì sono dovuti alla presenza del catetere doppio J che le "batte" in vescica; quando lo toglierà i disturbi spariranno.

Dopo intervento di prostatectomia radicale, avvenuto circa 9 anni or sono, con il referto “Prostatectomia radicale previa linfoadenoctomia e Hurotoria bilaterale” con il seguente risultato dell’esame istologico:  - Linfoadenoctomia bilaterale: non evidenza di neoplasia - Prostatovesciculoctomia: Adenoma prostatico grado 6 di Gleason (score 3+3) di cm 1 di diametro medio, del lobo sinistro, infiltrante la capsula; gradi di infiltrazione perineurali; vescichette seminali e deferenti indenni da lesioni neoplastiche. PSA : all’ingresso = 14,96, alla dimissione = nei limiti" i valori del PSA sono stati i seguenti: 10/12/2002 PSA = 0,10 ng/ml a (...) 27/06/2011 PSA = 0,12 ng/ml. Le chiedo gentilmente un Suo parere sui recenti aumenti del PSA.
Direi che può stare abbastanza tranquillo sia perchè il tumore era a bassa potenzialità in virtù delle caratteristiche che ha precisato, sia perchè l'andamento del PSA nel tempo mostra un decorso favorevole. Il lieve aumento del PSA non deve pertanto preoccuparla perchè rientra nei limiti fisiologici (al contrario se arriva o supera 0,4 può essere indicata una seconda linea di terapia); comunque dipende tutto anche dalla sua età che non ha precisato.

Volevo sottoporle il caso di mio padre operato di tumore a novembre al colon/retto con conseguente stomia gli è stato in quell'occasione posizionato il catetere, l'operazione è andata bene,  successivamente a fatto un ciclo di 5 settimane di radio più chemio in pastiglie, a maggio, visto che era possibile e che lui in nessum modo accettava la stomia  è stato ricanalizzato e anche quell'operazione, grazie a Dio (anzi Grazie  al Medico)  è andata bene. Ora potrebbe essere contento, ma assolutamente nonostante non gli dia problemi non tollera in nessun modo il catetare, prima del secondo intervento gli era già stata fatta una prova in ospedale per togliere il catetare ma era  fallita. Ora ci siamo rivolti ad un'altra stuttura ospedaliera dove gli hanno fatto un'ulteriore tentativo, a differenza della prima volta, ha urinato qualche goccia, é un buon segno oppure non vuole dire nulla? Tra una settimana rifarà un'ulteriore prova, se dovesse però fallire parlano di un raschiamento, è un intervento invasivo?
Dopo la lunga permanenza del catetere e un tentativo fallito di rimozione dello stesso è consigliabile fare l'intervento di resezione endoscopica della prostata (quello che lei chiama "raschiamento") che è un intervento non particolarmente pesante nè invasivo.

Ho 60 anni provincia Torino. Febbraio 2009 psa 3,87 con 23% di free, Febbraio 2010 psa 3,27 con 28% di free; Maggio 2010 visita privata urologo primario osp. Ivrea DRE Prostata aumentata di volume +1,8, tono elastica, non sospetta. Maggio 2010 ETG addome totale reni e vescica normali, prostata di diametri 7,7x5,3x6,7 cm, con formazione pseudonodulare craniale al lobo medio ipoecogena di circa 5,8x3,9 cm di diametri assiali, residuo vescicale post-minzionale di 45 ml. Terapia inizio 30-05-2010 una compressa avodart alla mattina e omnic 0,4 alla sera. Gennaio 2011 esame psa 2,76 con 20% di free continuo la cura stessi farmaci. Giugno 2011 esame psa 2,63 con 22% di free ,ceatinina 0,99 mg/dl. Stato attuale di salute non accuso bruciori, mi alzo di notte rare volte, magari la notte che mi alzo magari due volte e invece ci sono notti che mi alzo per niente, pero' lo sgocciolamento e' sempre costante senza miglioramento, il getto debole alla sera mi corico verso le 24 , nell'intervallo tra le 21 e le 24 e' il momento piu' critico ho lo stimolo per urinare ma devo sforzarmi per urinare devo fare pressione nell'addome (effetto torchio) e il getto e' debolissimo, senza bruciori, invece poi alla mattina seguente e per tutta la giornata il getto e' normale non devo sforzarmi e urino nell' intervallo tra le tre quattro ore senza nessun bruciore oddio il getto non e' piu' come quattro cinque anni fa ma puo' andare, tutti i giorni bevo due litri di acqua non gassata ma normale. (...) Come mai prendendo L'avodart, adesso e' un anno che lo assumo, il psa e' sempre alto non doveva diminuire? E' per via della mia prostata molto ingrandita, oppure devo fare ulteriori accertamenti piu' approfonditi. Secondo Lei Dott. a questo punto e' meglio fare subito l'intervento cosi' mi tolgo tutti i fastidi,e l'intervento avendo una prostata cosi' ingrandita dovra per forza essere a cielo aperto,oppure si puo' ancora fare la TURP.
La cura che sta facendo con Avodart + Omnic è la migliore cura che si possa fare per l'adenoma della prostata; la cura funziona al meglio dopo 6-12 mesi. Se persistono i disturbi è consigliabile fare una flussometria urinaria la quale ci permette di stabilire se è necessario fare un intervento di resezione endoscopica della prostata oppure se si può aspettare ancora.

Sono un ragazzo di 29 anni, durante i rapporti mi accorgo che ultimamente il mio sperma fuoriesce senza "spinta".  E' un problema che può incidere con la mia fertilità? Come si risolve?
L'emissione scarsa o senza forza del seme alla sua età può essere indicativo di uno stato infiammatorio o congestizio a carico della prostata o delle vescicole seminali. La qualità della fuoriuscita del liquido seminale di per sé non incide sulla fertilità, ma una eventuale infezione seminale può interferire sulla stessa.

Mio figlio di 12 anni e mezzo da circa 15 giorni sente quado urina, a volte di più e a volte di meno, un bruciore alla punta del glande. Abbiamo fatto l'esame delle urine venerdi 9 Luglio con urinocultura come consigliato dalla pediatra. Il giorno stesso ha iniziato a prendere l'augmentin per 5 giorni. L'esito della cultura batterica e' stato negativo, solo che però il bambino continua ad avere questo sintomo forse in modo più lieve. Cosa mi consiglia visto che il 24 dovrebbe anche andare in un soggiorno per 15 gg.  e che attualmente siamo fuori sede e quindi con il mio pediatra posso sentirmi solo telefonicamente, deve fare altri esami o rifare gli esami delle urine?
Il bruciore al glande in un bambino può essere suggestivo di qualche problema come fimosi o problemi al meato uretrale. Pertanto Le consiglio di farlo vedere a un Urologo.

Ho 46 anni e da circa una decina di giorni al mattino dalle 6.00  alle 12.00 continuo ad andare in bagno per fare la pipì non accuso né bruciore durante la fase di espulsione né prima. Premetto che in questo lasso di tempo non bevo niente tranne che del caffelatte per colazione. Cosa può essere?
Lo stimolo ad andare spesso in bagno può essere dovuto a un leggero stato infiammatorio della vescica o dell'uretra. Deve controllare se le urine sono chiare e limpide e se non ha perdite vaginali; in caso ci siano problemi su questi due aspetti le consiglio di fare un esame culturale delle urine.

Mio padre a dicembre 2010 ha subito un intervento TURP. I controlli post operatori evidenziavano PSA alterato e dopo aver scongiurato infezioni in corso con antibiotici, ad oggi i suoi valori di PSA sono come segue: PSA TOTALE 3,22, PSA FREE   0,31, rapporto PSA F/T  0,1. Mi chiedo se tali valori indicano un urgente bisogno di eseguire una biopsia o si potrebbe attendere settembre senza compromettere nulla?
Se suo padre ha meno di 70 anni direi che può essere utile eseguire una serie di biopsie prostatiche anche perchè il rapporto di 0,1 è sospetto.

Le scrivo, per il mio problema, sono una donna di 47 anni, da circa 2 anni si sono intensificati episodi di dolore al fianco destro, frequenza ad urinare, stanchezza fisica e l'anno scorso in vacanza anche febbre alta, preciso che all'età di 25 anni mi è stato diagnosticato un doppio uretere, che in quel periodo mi ha dato parecchi episodi di febbri con dolori. Sono stata abbastanza bene, con episodi sporadici, ma in questi ultimi anni la mia qualita' della vita e' molto cambiata. Sono un po' preoccupata vorrei fare una visita specialistica .
Avere un doppio uretere in genere non determina nessun problema clinico. Tuttavia è consigliabile eseguire una ecografia renale sia sdraiata che in piedi; se l'ecografia non mostra anomalie può stare tranquilla. Se ci sono segni di dilatazione della pelvi renale dovrà eseguire una UROTC per studiare bene l'anomalia segnalata e decidere sul da farsi.

Ho 50 anni, valori ps nella norma, soffro da circa 15 anni da prostatite (prima batterica, poi abatterica e adesso di nuovo batterica) , di recente riaccuso dei dolori pelvici, minzionali e bruciori durante l'eiaculazione o anche in fase di eccitazione, ho fatto degli accertamenti, urine primo mitto e spermiocoltura, è emerso che sono presenti CEPPO 1 ENTEROCOCCUS 10^4UFC e CEPPO2 ESCHERICHIA COLI 10^4UFC. Come mi devo comportare? Ho effettuato una ecografia prostatica transrettale con i seguenti risultati: Vescica discretamente distesa con pareti apparentemente regolari e senza evidenti lesioni aggettanti nel lume. Essa non riceve significativa impronta da parte della prostata e si vuota pressochè completamente con minzione. La prostata esaminata con sonda endorettale presenta morfologia conservata ed appare moderatamente aumentata di dimensioni(diametro trasverso circa 4,9cm e volume circa 35cc). (...) Cosa consiglia? Devo adottare qualche terapia? Attualmente prendo da 4 mesi xatral 10.
Per avere una infezione recidivante da questo tipo di germi vuol dire che non si è curato bene. Le cure per la prostatite infatti sono molto lunghe e vanno ripetute nel tempo; inoltre prevedono il rigido rispetto di alcune norme comportamentali come ad esempio l'uso costante del profilattico. Se applica queste regole può sperare di guarire nell'arco di 1-2 anni.

Ho 49 anni e un po di tempo che vado a urinare spesso ogni 2 ore senza alcun disturbo e mi chiedo se è normale.
Se il disturbo è limitato nel tempo non si deve preoccupare; se persiste deve fare almeno un esame delle urine dal quale può emergere qualche spia per individuare quale è la causa del problema e poi eventualmente procedere con ulteriori approfondimenti.

Ho 39anni. Le scrivo per questo problema, quando ho erezione, nei preliminari mi esce del liquido trasparente, la mia ragazza dice che rispetto a prima, ne esce di piu! cosa puo' causare questa cosa!? ( non soffro di disturbi di nessun genere!! tipo dolori quando ho eiaculazione ed altri sintomi).
La fuoriuscita di secreto durante i preliminari è normale se in piccole quantità; se la quantità è consistente è verosimile la presenza di una situazione infiammatoria a livello della prostata e/o delle vescicole seminali.

Ho 55 anni. Ho fatto ultimamente gli esami per il PSA essendo familiare ed il mio babbo nè fu colpito. I valori sono questi: PSA     3,34; FREE PSA    0,34; RAPPORTO FREE-PSA  / PSA TOTALE    10,18 %. Soprattutto quest'ultimo dato mi preccupa essendo i valori da 20 a 100. Che cosa può significare ?
Effettivamente il rapporto di 10 è un pò basso e anche il valore complessivo del PSA alla sua età è un pò elevato anche se ancora rientra nei limiti della norma, che alcuni considerano 4, ma che in altre nazioni è 3. In conclusione Lei deve stare sotto controllo, in virtù del precedente familiare, per cui ogni ulteriore elevazione rapida del PSA deve essere
accuratamente indagata.

Da parecchio tempo (forse alcuni anni) ho notato la fuoriuscita indolore dall'uretra di liquido biancastro (che io ho sempre identificato come residui di sperma) durante la defecazione. La quantità di liquido disperso è variabile, ma generalmente ne escono molte gocce ad ogni sforzo. Ho letto in internet che potrebbe trattarsi di "prostatorrea defecatoria", ma che può anche trattarsi semplicemente di residui spermatici rimasti nei condotti uretrali e spinti dalla pressione dello sforzo sulla prostata. Volevo sapere se è necessario un controllo specifico, o se ciò possa rientrare nella "normalità". Preciso anche che non ho mai avuto un'attività defecatoria regolare, fin da bambino evacuo a distanza anche di 3-4 giorni alle volte (minimo 2). Inoltre, da svariati anni avverto un lieve bruciore quando urino. Sono stato anche da uno specialista circa 10 anni fa, ma questi mi tranquillizzò dicendomi che ero troppo giovane (all'epoca avevo circa 26 anni, ora ne ho 36) e che non era il caso di fare un esame prostatico, troppo invasivo e fastidioso. Mi fece solo un colloquio, dunque, ma ovviamente si fece pagare lo stesso (e profumatamente).
La prostatorrea durante la defecazione si verifica per "spremitura" delle vescicole seminali da parte delle feci; questo indica in genere uno stato irritativo della prostata e/o delle vescicole seminali e può verificarsi anche quando queste non si svuotano regolarmente in virtù della attività sessuale.

Sono un uomo di 53 anni. Circa sei mesi fa, in seguito a difficoltà nel mantenere l'erezione, ho fatto una visita dall'andrologo che, dopo esplorazione rettale, mi ha diagnosticato una prostatite probabilmente cronicizzatasi nel tempo. Il tampone uretrale ha rilevato presenza di streptococco mitis. Ho assunto Amplital per una settimana e poi Riduprost cps. per diversi periodi (cicli di 1 mese). Il quadro clinico complessivo è migliorato, ma noto che quando sospendo il Riduprost, o quando ho il colon irritato, i disturbi si ripresentano. Il medico mi suggerisce di assumere fermenti lattici probiotici per l'intestino, in quanto la colite cronica favorisce la flogosi della prostata. Come faccio a capire se la prostata è in questo momento infiammata? Cosa mi consiglia di fare?
La prostatite cronica, purtroppo, è caratterizzata da episodi di recidive, spesso stagionali. Fa bene a fare cicli di probiotici e fermenti lattici per regolarizzare l'intestino. Per valutatre se la sua prostata è al momento interessata da un processo flogistico sarebbe necessario eseguire un'esplorazione rettale. Consiglierei comunque l'esecuzione di un esame microbilogico di controllo per valutare se la terapia antibiotica ha debellato l'infezione.

Ho in piccolo problema: quando ho la vescica piena di urine (sopratutto alla mattina prima di andare in bagno) ho un leggero fastidio al testicolo sx accompagnato da prurito all'altezza tra pene e testicolo nella parte alta accompagnato a volte anche da bruciore. Ho fatto una visita urologica e mi hanno escluso la presenza di varicocele e la prostata e' ok. Premetto che alla mia ragazza e' stato fatto un piccolo raschiamento (non so se sia inerente al mio problema pero' glielo dico per un quadro generale più chiaro). Cosa può essere?
Questi lievi fastidi di tipo irritativo accompagnati da lievi bruciori urinari potrebbero dipendere da una infezione delle vie seminali, che sono molto diffuse fino al 30% delle coppie. Pertanto pur con la negatività della visita urologica potrebbe fare, per stare tranquillo, un tampone uretrale e una spermiocoltura con ricerca di germi comuni, micoplasmi, clamidiae e trichomonas.

Ho 62 anni tutti gli anni faccio la visita urologica con esame urina psa sempre su 1,2  - 1,3  + eco che mi fa l'urologo come prevenzione. Ogni tanto prendo pastiglie di pygeum - a volte ho faccio qualche ciclo con prostenil, ho letto in internet che il prostenil contiene del serenoe repens che fa molto male al fegato ed ai reni, questo corrisponde a verità? E' sbagliato fare questo genere di prevenzione?
Credo che si riferisca alla prevenzione per il tumore della prostata. Se si riferisce a questo è sufficiente eseguire una volta l'anno il dosaggio del PSA; nel caso il PSA dovesse subire un incremento repentino (oltre 0,75) tra un anno e l'altro vanno fatti i necessari approfondimenti. Visita ed ecografia non hanno nessun valore in relazione alla prevenzione.

Ho 40 anni, è da un anno che soffro con l’addome spesso gonfio con pulsazioni di bruciore dal glande fino ai testicoli, inizia in modo graduale fino a diventare insopportabile a volte si percepisce anche al disotto dei testicoli fino ad arrivare all’ano ma stranamente se mangio questo fastidio a volte mi passa o per di più rimane tale. Ma la cosa che è ancora più strana è che se questa pulsazione continua sempre più, inizia a volte un dolore lancinante al retto con un peso sia all’addome che al retto così forte che sono costretto a farmi una siringa di toradol e spasmex insieme così che dopo qualche ora sto meglio. Poichè come ho già detto è un anno che soffro con questo problema e  tra dottori di ospedali, medico curante e tra ecografia addominale e renale e vescica con esito buono la conclusione è colon irritabile. La terapia Debridat non è andata bene un altro medico mi ha dato Lexil e Milicon compresse, con questa ultima nelle fasi iniziali del dolore  non sempre, ma a volte, va bene. Ma dico perché quando faccio la pipì mi brucia all’interno dei testicoli fino alla punta del glande e poi anche in fase di eiaculazione mi fa questo, da premettere non mi è stata fatta la rettoscopia o la visita alla prostata. Volevo aggiungere che la mia vita sessuale è sempre stata molto attiva, è possibile che avere eiaculazioni  molto frequenti possono portare ad un infiammazione della prostata? In quanto sul suo profilo su internet a questo problema i dolori, bruciori, addome gonfio da sotto all’ombellico in giù fino al retto sono quasi uguali al Colon Irritabile.
I disturbi che avverte possono anche essere riconducibili a una infiammazione della prostata e/o delle vescicole seminali che determina disturbi abbastanza simili a quelli causati dal colon irritabile. Si può procedere con una visita urologica che costata il quadro infiammatorio e poi eventualmente con una ecografia protatica transrettale e un esame culturale sul liquido seminale.

Mi sono operato di prostata totale a febbraio 2011, che cura posso fare per avere ancora rapporti sessuali con mia moglie e se potrò averli ancora visto ho 67 anni?
Il recupero della potenza sessuale dopo prostatectomia radicale per tumore dipende dalle condizioni di sessualità che Lei aveva precedentemente all'intervento, dal tipo di intervento effettuato e cioè se con o senza risparmio dei nervi (cosiddetta "nerve sparing") e dalla precocità della terapia riabilitativa per l'erezione che deve iniziare subito dopo la rimozione del catetere vescicale. Essendo stato operato nel febbraio credo che siamo fuori dalle possibilità di riabilitazione farmacologica. Tuttavia se vuol fare qualche rapporto c'è la possibilità di fare delle iniezioni locali nel pene sempre e comunque sotto la guida di un Urologo.

Mio padre ha messo il catetere circa un anno fa ed ogni 30 giorni lo faccio cambiare regolarmente, da qualche tempo sento un cattivo odore ed ho notato una lacerazione, oggi gli ho fatto togliere il catetere  e abbiamo fatti dei lavaggi ma niente di positivo, il cattivo odore rimane. Può darmi qualche info a riguardo?
L'intervallo del cambio dipende dal tipo di catetere (quelli al silicone 100% possono essere sostituiti entro 3 mesi, quelli normali di colore giallastro entro i 30 giorni). Per l'odore dipende dall'igiene locale del glande e del prepuzio che deve essere giornaliera e molto accurata; inoltre deve bere una adeguata quantità di acqua, in media 2 litri al di. I lavaggi del catetere sono sconsigliati perchè favoriscono l'infezione delle vie urinarie; in caso di urine torbide e con cattivo odore oltre ai suggerimenti precedenti è opportuno assumere disinfettanti urinari.

Oggi in serata mi sono accorto di piccole macchie di sangue negli slip, questa sera ho controllato molto accuratamente e non ho visto nessuna macchia però dopo aver urinato (l'urina era chiara) dal pene sono uscite alcune goccie di sangue. Premetto che oggi avevo male alla schiena e quando ho urinato nel pomeriggio ho sentito per un attimo come un piccolo pizzico. Dimenticavo ho 50 anni ed è dall'infanzia che ho la varicocele (dall'età di 13 anni), non mi aveva mai dato fastidio ora è un paio di giorni che mi fa male leggermente il testicolo sinistro. Gentilmente sa darmi qualche risposta?
La fuoriuscita anche di poche tracce di sangue dal pene, soprattutto se non accompagnate da bruciori ad urinare, deve sempre spingere verso ulteriori accertamenti. Le consiglio pertanto di parlarne con il suo medico curante e di fare una ecografia dell'apparato urinario come esame preliminare.

Da ieri soffro di alcuni sinomi che non mi erano mai venuti prima e vorrei capire di cosa si tratta. Quando sto per terminare di urinare le ultime gocce mi provocano un forte
dolore/fitte nella zona del sotto vescica. Da ieri ho anche alcune linee di febbre 37° e 37,5°. Mi chiedo cosa possa essere e come agire di conseguenza. E' il caso di consultare un medico e quali tipi di esami dovrei fare? La informo anche del fatto che a giugno ho sofferto per la prima volta di candida e che ho avuto poi una ripercussione alcune settimane fa. Credo sia utile sottolinearle anche il fatto che mi sembra di avere del sangue nelle urine perchè hanno un colore rossastro che non avevo mai notato prima. Avendo in questo periodo anche il ciclo mi riesce difficile capire se il sangue sia dovuto al ciclo oppure ad un altro motivo.
I disturbi che riferisci possono essere compatibili con la diagnosi di cistite; anche la presenza di tracce di sangue può essere presenta con questo quadro. Quando sono presenti questi disturbi dovrebbe fare una urinocoltura e poi intraprendere un ciclo di disinfettanti urinari e bere molto acqua. Se i disturbi persistono o si ripetono con insistenza è consigliabile una ecografia dell'apparato urinario e una citologia urinaria su 3 campioni di urina.

Mio padre di anni 72 ha eseguito esami del PSA, questi i risultati:
 
PSA 6.60   valore di riferimento < 4.000
PSA LIBERO 1.14
rapporto PSA free/totale 17.3
 
Cosa significa?
Il dato nudo e crudo del valore del PSA senza alcun riferimento a eventuali disturbi urinari o alle dimensioni della prostata è di difficile interpretazione. Il valore è lievemente più alto della norma e questo può spingere a fare almeno una ecografia transrettale della prostata e visita urologica.

Mi succede (ormai periodicamente) di avvertire un senso di bruciore all'ano come se ci fosse un piccolo corpo estraneo il quale mi comporta una sensazione di un peso all'altezza del pube (specie quando sono seduto), scarsa erezione con eiaculazione precocissima tanto da rendere impossibile ogni rapporto sessuale con la mia partner, inoltre ho notato (quando si presenta questo problema) non ci sono erezioni involontarie (mattiniere), che sempre in situazioni normali capita regolarmente, poichè anche in queste condizioni (ultime) continua a permanere eiaculazione precoce.  Premetto che ho avuto una vita sessuale intensissima con più rapporti sessuali anche nel giro di poche ore, questo sino a 5/6 anni fa senza alcun tipo di problema e che nonostante la situazione attuale sento che il desiderio sessuale è ancora alto, però a causa di questo handicap sopra descritto incomincio a sentirmi in una condizione di impotenza.
Avvertire un fastidio o la presenza di un "corpo estraneo" a livello dell'ano accompagnato da eiaculazione precoce o da deficit erettile sono suggestivi per la presenza di una prostatite. Pertanto le consiglio di fare una ecografia prostatica transrettale e una visita urologica; poi in base ai dati che emergeranno si potranno definire ulterori indagini e cure.

Ho 75 anni nell'anno 2000 sono stato operato di tumore polmonare con l'asportazione di metà polmone sinistro e sto bene, però oggi andando in bagno mi sono accorto che ho defecato feci con sangue vivo senza alcun segnale tanto meno dolore, aggiungo che da un anno e mezzo sto vivendo un periodo di gravi preoccupazioni e dispiaceri familiari se può essere la causa scatenante. Leggendo alcune diagnosi, riferite al mio caso, mi sono preoccupato  per quella che potrebbe essere la causa del sanguinamento. Vorrebbe Ella darmi il Suo parere diagnostico ed eventualmente come muovermi per una diagnosi certa ed eventuali analisi ai quali sottopormi?
Premetto che la perdita di sangue con le feci è di competenza del gastroenterologo. Comunque per rispondere alla sua domanda, le faccio presente che il sangue "vivo" è segno di una perdita di sangue nell'ultimo tratto di intestino. Per stare tanquilli il mio consiglio è di eseguire una colonscopia.

Da tre gg. avverto un peso al basso ventre che è anche gonfio, faccio poca pipì il cui colore a me sembra rientri nella normalità e non sono  maleodoranti, di notte qualche goccia con fatica, anche se bevo regolarmente quasi 2 litri di acqua al giorno, ho la sensazione di non svuotamento, stimolo  continuo. Soffro di ritenzione idrica. Ho avuto da poco un lutto. Porto la pressione bassa. Mi aiuti a capire di cosa si tratta.
Le urine con cattivo odore suggeriscono la presenza di una infezione urinaria. Le consiglio di fare un esame colturale delle urine per poter fare la terapia più adeguata.

Ho avuto un problema che mi ha preoccupato. Ho un calcolo fermo nell'uretere e mi è successo di avere un eiaculazione senza uscita di sperma. Preciso che per il calcolo sto assumendo oki da 80 mg (2 bustine al giorno) e omnic da 0.4 mg(una pastiglia la sera). In internet ho letto mille cose ma non so a cosa credere... spero di non dovermi preoccupare.
L'eiaculazione senza fuoriuscita dello sperma si è verificata perchè sta assumendo Omnic che determina proprio la cosiddetta eiaculazione retrograda; dopo che avrà sospeso il farmaco l'eiaculazione potrà ritornare nella norma. Per il calcolo nell'uretere, se non è riuscito a emetterlo spontaneamento nel giro di 15-20 giorni e soprattutto se è di dimensioni >di 7-8 mm è consigliabile una frantumazione in situ mediante ureteroscopia.

Io (27anni) e il mio compagno (23 anni-diabetico di tipo uno) siamo appena tornati da una vacanza, lui ha usato gli asciugamani dell'hotel Al ritorno da quest'ultima, precisamente mercoledì ha iniziato ad accusare un fastidio alla punta del pene. Giovedi si è masturbato, e lo sperma a contatto con la punta del pene gli ha provocato un enorme fastidio, l'ha definito "come fosse di fuoco", poi sono comparse alcune macchioline rosse molto piccole (non lucide) e poi sono sparite dopo poco. Ciò che accusa adesso è solo un leggero pizzico, ma la cosa strana, e dal mio punto di vista "grave", è che non riesce ad scoprire del tutto il pene (non so se accusa dolore), questo da venerdì/sabato. Ha iniziato la cura con Pevaryl, credo detergente intimo, perchè si sta lavando con questo prodotto, e lo lascia agire, anche se accusa un pò di bruciore con quest'ultimo a contatto. Ma nonostante ciò, anche se devo essere sincera, l'ha iniziata sabato, ma non lasciava agire il prodotto, quindi di fatto l'ha iniziata ieri. Abbiamo anche avuto rapporti non protetti (premetto che lui aveva già avuto rapporti sessuali, penso già all'età di 17/18 anni, questo per dire che non è vergine). Però io non ho alcun sintomo, mi ha potuto contagiare, o posso essere stata io la causa di tutto ciò? Da cosa dipende questa cosa? E' necessaria la circoncisione? Devo fare anche io una visita dermatologica? E lui a quale visita deve sottoporsi? E' grave?
Credo che se il suo compagno non riesce a scoprire il pene questo sia dovuto a una balanite cronica, molto frequente nei diabetici, che ha determinato una fimosi. Le cure sono inutili perchè va fatta una circoncisione.

Sono un uomo di 46 anni è da un pò di tempo 4 5 anni che soffro di questi fastidi. E' cominciato tutto che all’improvviso dovevo andare in bagno per fare la pipi ne facevo  gocce per poi riandare dopo poco. Sono stato dall’urologo mi ha fatto fare esami delle urine tutte negative, spermiogramma negativo, lui mi diagnosticava una prostatite, curato per la prostatite sono stato meglio per poi ricadere di nuovo di nuovo. Antibiotici e quant’altro ma più o meno era sempre la stessa cosa. Ora dopo tanto tempo è cambiato più di un urologo, ho incominciato ad avere anche problemi della sfera sessuale, il mio medico mi diceva che poteva essere legato alla prostatite. Circa 4 5 mesi fa tramite un mio amico medico ho fatto un’altra visita da un altro urologo, gli ho portato tutti gli esami che avevo fatto e rifacendomi fare di nuovo esami delle urine sempre negative e psa sempre nella norma psa totale 0,36  mi diceva che non era una prostatite, che non c ‘era nessuna infezione, per quanto rigurada il problema sessuale ho avuto un calo del desiderio notevole. Mi ha fatto fare gli esami ormonali dagli esami è uscito che il testosterone plasmatico era sceso a 1,47ng/ml mentre il libero era 9,30pg/ml. Mi ha prescritto per 3 mesi una terapia con gonasi dopo il 1 mese il totale era salito a 4,50 e il libero era 16,30. Ho continuato per altri 2 mesi ed ho rifatto gli esami. Il totale era sceso a 2,21 e il libero ad 8,00. Sono stato di nuovo dal medico e mi ha detto che devo continuare per almeno 4 5 mesi altri sempre con il gonasi ora è già da 20 giorni che ho iniziato di nuovo però non avverto nessun miglioramento. Dottore  non so piu cosa devo fare se continuare o meno. Le chiedo un aiuto.
La prostatite può determinare sia fastidi ai tsticoli che un deficit erettile. Per la cura della prostatite sono necessari diversi cicli di disinfettanti urinari e antiinfiammatori e inoltre è obbligatorio l'uso costante del profilattico e alcune norme comportamentali come evitare di stare a lungo seduto e evitare cibi piccanti. Per il deficit erettile le consiglierei se ha una compagna abituale che convive con lei di usare Cialis 10 mg due volte la settimana e può fare il rapporto quando vuole, se ha una compagna che vede occasionalmente Levitra 10 mg un'ora circa prima del rapporto sessuale.

Mio papà, 67 anni, durante esami pre-operatori per operazione ed esportazioni alla coliscisti (eseguta il 25 giugno 2011) aveva urine di colore rossastro. Da qui i medici hanno richiesto l'esame istologico delle urine il cui esito però non era chiaro visto il colore delle stesse. Gli è stato detto di rifare l'esame in data 20 Luglio e le urine attualmente sono chiare. L'esito è: Materiale inviato: 1 Urine spontanee 1° campione (Thin Prep). 2 Urine spontanee 2° campione (Thin Prep). 3 Urine spontanee 3° campione (Thin Prep). Diagnosi: 1-2-3) Presenza di un unico microaggregato di cellule uroteliali con aumentato rapporto nucleo/citoplasma. Sospetto per forma neoplastica. Visto che la visita dell'urologo sarà tra qualche giorno e noi non riusciamo a capire fino in fondo il risultato e siamo molto preoccupati ci può aiutarci a capire se siamo di fronte ad un tumore maligno o se possiamo essere un pò positivi? MI può aiutare Lei?
Se suo padre ha questi disturbi e in passato ha fumato c'è il forte sospetto che possa trattarsi di una neoplasia urinaria. Il consiglio è di eseguire prima possibile una ecografia dell'apparato urinario e poi la visita dell'urologo che valuterà sulla scorta del risultato ecografico se fargli anche un esame endoscopico.

Mio marito è ormai da 4 anni che soffre di escherichia coli, 2 anni fa circa si è curato con antibiotico di tutti i tipi non gli passava e abbiamo scoperto che aveva il varicocele e si è operato ora di nuovo è positivo lo spermo di escherichia coli ha provato altri antibiotici ma nulla cosa può essere? E' grave?
La infezione da E. Coli che ha suo marito non ha alcuna relazione con il varicocele. Probabilmente suo marito aveva fastidi o dolenzia ai testicoli, erroneamente imputati al varicocele e invece causati dallo stato infiammatorio che ha colpito la prostata e le vie seminali. Per l'infezione da E. Coli oltre alle cure che devono essere sufficientemente lunghe sono importanti suggerimenti comportamentali come l'uso costante del profilattico.

Io sono una donna di 54 anni che ormai è da quando ero giovane che continuo ad andar d urina e con l'uricultura negativa mi aveva trovato li mio urologo una metaplasia alla vescica e devo sempre fare una dilatazione le ha provate tutte con medicine e mi facevano male con installazioni di ogni genere adesso vuole provare con delle installazioni che sono appena arrivate in Italia. Adesso dalla metaplasia sarei guarita prendendo 2+ 2 +2 al giorno di fibrase dice che quello ha fatto bene per la metaplasia ho fatto ogni anno biosie cistoscopie e dilatazioni fino all'anno scorso ma io sto sempre male prendo anche omopatia eppure niente. L'altro giorno il mio compagno mi ha toccata non ho avuto un rapporto intero e quando lo faccio sto più male cosa mi consiglia?
La sindrome dolorosa cronica della vescica è spesso di difficile soluzione. In primo luogo bisogna escludere una cistite interstiziale che costituisce la malattia più pericolosa oltre ai tumori. Se ha fatto diverse biopsie credo che si possano escludere ambedue. Per la sintomatologia di queste forme di cistite possono essere utili le instillazioni con ac. ialuronico,
da poco introdotto in commercio; inoltre è bene tenere ben pulita la vagina con lavande settimanali e per la metaplasia impiegare creme vaginali a base di estrogeni che agiscono positivamente anche sulla mucosa vescicale.

Sono un donatore di sangue, appena compiuti 50 anni. Questi sono i valori :
Transaminasi alt            12
antigene prostatico superficiale totale   2,7
antigene prostatico superficiale free0,48
antigene prostatico superficiale % 17,9
Mi devo preocupare o fare altre ricerche?
I valori del suo PSA sono in linea con la sua età e perciò non si deve preoccupare; può ripeterli annualmente.

Sono un ragazzo di 29 anni, il mio dermatologo mi ha prescritto un quarto di finasteride per la cura dei capelli, ma il mio medico curante nn ha voluto prescrivermi il farmaco perche ha detto che causa problemi alla prostata, diminuzione del libido sessuale, e puo causare problemi ormonali se voglio avere un figlio ma è vero?
Hanno ragione ambedue i Colleghi. Il dermatologo le ha prescritto la giusta dose di finasteride per i capelli, ma anche il suo medico curante ha in parte ragione perchè la finasteride non causa propriamente danni alla prostata ma può ridurre lievemente la libido nel 10-15% dei casi mentre non determina problemi in relazione alla fertilità; tenga comunque presente che la dose prescritta è un quarto della dose normalmente impiegata per la cura della patologia prostatica. (7/10/2011)

Molti anni fa a circa 27-28 anni ho avuto una prostatite con fastidio ad urinare, bruciore, sensazione di palla gonfia dentro il retto: ho effettuato dopo visita urologica tutti gli esami prescritti che però sono risultati negativi (tampone uretrale, esami batteriologici urine ma non dello sperma): l'urologo disse che nei giovani può andar via da sola la prostatite.. Adesso ho 35 anni, di nuovo quella sensazione di gonfiore in sede rettale, fastidio al testicolo sinistro e nella zona inguinale: ho ripretuto la visita urologica, con diagnosi di prostatite: senza fare nessun esame l'urologo mi ha prescritto 14 gg con ciproxin e una supposta (credo sia cortisone) per 10 giorni prima di rivederlo, ma non era meglio fare prima degli analisi anche per vedere quale antibiotico sia il migliore in base ai germi presenti? Inoltre dato che ho visto tra le controindicazioni dell'antibiotico che può dar fastidio a chi ha problemi di cuore (io ho una tachicardia sinusale e prendo ogni giorno un betabloccante e un farmaco per la pressione), ci possono essere problemi? Ultima cosa: mi ha detto di cominciare subito l'antibiotico: questo perchè dopo la visita e il massaggio prostatico migliora la cura o non è rilevante?
La prostatite normalmente si presenta più volte nel corso della vita e questo è dovuto soprattutto al fatto che il soggetto non rimuove le cause che in genere determinano la prostatite oppure non rispetta i suggerimenti comportamentali che sono fondamentali nella cura della prostatite (può trovarli sul mio sito urologia.firenze.it). Spesso negli esami non viene trovato alcun germe e per brevità non posso spiegarle il perchè. Infine, se le è stato prescritto l'antibiotico e l'antiinfiammatorio, che sono ambedue adeguati alla cura del problema, è segno che il Collega ha trovato la prostata infiammata e pertanto ha suggerito di iniziare subito la cura. (7/10/2011)

Buongiorno, volevo chiederle un’informazione per dei dolori che continuo ad avere dopo un intervento chirurgico. A metà maggio mi è stata asportata la cisti pilonidale con anestesia spinale. Durante il ricovero mi hanno sottoposto a catetere perché non riuscivo ad andare in bagno. La guarigione è stata difficoltosa, 2 giorni dopo ho avuto la febbre per la una possibile infezione, i punti dopo una settima non hanno chiuso la ferita e sono dovuto andare avanti alle medicazioni con una garza “idroformica” (detta zaffo) fino a fine giugno. Qualche settimana dopo l’operazione ho iniziato a soffrire mentre facevo la pipì e perdere sangue, dopo una cura prescritta dal medico con delle pastiglie e delle gocce sembrava tutto risolto ed invece mi ritrovo ogni tanto ad avere dei dolori mentre vado in bagno, avere lo stimolo della pipì senza poi fare nulla ed inoltre dei problemi di erezione nei rapporti con la mia fidanzata. Il dottore mi ha fatto fare degli esami del sangue per il valore di PSA (risultato tutto ok) ma dopo questo non mi ha fatto fare più nulla nonostante il problema persiste. Sinceramente sono un po’ preoccupato visto che non è un bel periodo nella mia famiglia riguardo a malattie abbastanza serie e non so più dove sbattere la testa. Spero il suo aiuto riesca a farmi star meglio e farmi tornare come prima dell’operazione.
Verosimilmente ha avuto una infezione delle vie urinarie o della prostata. E' stato meglio dopo la cura iniziale ma poi il problema si è ripresentato; deve fare una visita specialistica urologica per inquadrare bene il problema e fare la necessaria terapia che è comunque lunga. Quando starà meglio probabilmente migliorerà anche l'aspetto della sessualità, in quanto i due problemi possono essere tra loro interdipendenti e comunque il Collega urologo saprà aiutarla anche in relazione a questo problema. (07/10/2011)

Ho 63 anni e ho avuto un carcinoma insitu alla porzio nel 2004 e un linfoma dnh nel 2006, entrambi guariti perfettamente, ma fin da giovane 30 anni dopo una cistite acuta ho praticamente sempre avuto la vescica delicata e non ne parliamo della uretra. Se tocco con il dito la punta interna mi brucia. Se mi lavo con sapone della farmacia del tipo derigyn mi brucia e mi rimane sensazione iurente per giorni, come cistite. Ma non ho batteri. Non so cosa mettere per alleviare l’atrofia post isterectomia radicale, a volte mi e’ stato prescritto il lubrigyn e ovuli di filme gyno, piuttusot bene. Ma ultimamente pare mi brucino pure questi.cosa posso fare? Il mio problema secondo me e’ proprio uretra. Come disinfiammarla? Quando urino, urino bene tranne qualche volta quando sta per venirmi herpes genitalis allora mi brucia e urino di meno. Cosi bevo molto e miglioro, dopo due giorni poi uscita la vescicola il malessere passa, ma stamattina dopo il bidet mi risento bruciare.
Le consiglio innanzi tutto di escludere una infezione a carico dell'uretra mediante un tampone uretrale con analisi per germi comuni, clamidiae, trichomonas e candida. Nel caso non si trovi l'infezione è indicato l'uso di lavande vaginali decongestionanti e l'applicazione di creme topiche a base di estroprogestinici; nel caso i disturbi continuino è necessaria una cistoscopia per escludere problemi vescicali e si possono fare anche delle cure specifiche endovescicali per questi problemi.  (07/10/2011)

L'andamento del mio PSA l'ultimo valore indica un veloce innalzamento di 1 punto rispetto all'esame fatto nel marzo scorso. Circa un anno fa ho fatto anche un'ecografia e una TAC, con risultato negativo. Ho 63 anni e confesso di cominciare ad essere un po' preoccupato. Amici urologi mi hanno sconsigliato di fare biopsie e di non tener conto in assoluto del PSA in quanto sembras essere un parametro che lascia un po' il tempo che trova. Vorrei il vostro parere e se vi sembra il caso di iniziare una cura con l' Avodart.
L'andamento del suo PSA non è in linea nè con la sua età nè con il naturale incremento che è previsto fisiologicamente (che non deve superare 0,75 ogni anno). Il valore attuale del suo PSA, di oltre 8, non è normale in considerazione dei suoi 63 anni; inoltre anche il rapporto del PSA non va bene (attualmente è inferiore a 10). Questi elementi inducono a fare ulteriori accertamenti. (07/10/2011)
 
Ho 23 anni e da circa 5 anni soffro di cistite emorragica. Negli anni ho fatto moltissime cure cambiando sempre antibiotico(ne avrò provati sicuramente più di 10). L'ultima urinocultura, come le precedenti, ha evidenziato la presenza del batterio Escherichia Coli. A tutt'oggi sono soggetta a recidive. C'è un modo per debellare definitivamente questo batterio?
La cistite emorragica può verificarsi anche più volte nel corso della vita di una donna. E' legata a una infezione e nel suo caso da germi di provenienza intestinale ed è molto probabile che si contamini in concomitanza con l'attività sessuale. Lei deve fare tutte le attenzioni per evitare che si contamini osservando alcune precauzioni che può leggere anche nel mio sito :"urologia.firenze.it". (11/10/2011)
 
Ho un problema da qualche settimana, soprattutto di  giorno, vedo nelle mutande sporche di sangue slavato, nella zone inguine, tutta la parte testicoli e perineo sotto la pancia. Il medico in primo momento mi disse che era calore mi diede una crema apposita, in un secondo momento pure su mio suggerimento poteva essere funghi provato anche qui una crema, però non mi diede l’impressione di essere sicuro. Secondo voi cosa può essere? E soprattutto cosa posso fare? Quali prodotti posso prendere?
Si tratta di un aspetto che potrebbe essere serio e pertanto Le consiglio una visita urologica accurata; le informazioni che mi ha fornito non mi permettono di darle una risposta corretta. (11/10/2011)
 
Ho 37 anni e le scrivo perchè sono molto preoccupato, anche perchè sono una persona molto fissata e pensa sempre al peggio. Circa 5,6 anni fa durante un rapporto sessuale con la mia compagna, noto che lo sperma è sporco di sangue, e dopo un paio di ore mi viene un dolore al basso ventre all'altezza della prostata. Mi reco da un urologo, che mi visita e mi dice di stare tranquillo, è solo un infiammazione e mi prescrive delle supposte, non ricordo il nome ma sono di colore marrone. E da quel momento ogni tanto si presenta lo stesso dolore alla prostata per 5, 6 giorni e in quei giorni che ho il dolore mi viene da urinare spesso. Ma come uno stupido mai una visita di controllo. Però in questi giorni il dolore non va più via, mi sono recato dal mio medico curante chiedendo se mi davo un farmaco per farmi passare il dolore e farmi una richiesta di visita urologica. Ma lui prima di prescrivermi farmaci mi ha prescritto analisi sangue e urine specifiche per  la prostata, adesso sono in attesa dei risultati... In questi giorni sto girando un pò su internet per sintomi e problemi alla prostata, e ho letto che un sintomo del tumore alla prostata è che ti senti gli arti inferiori deboli e senza forza, e a me è capitato qualche volta in questi giorni durante il dolore e adesso sono così teso dopo aver letto questo, lei cosa ne pensa, devo stare tranquillo o preoccuparmi? Quello che mi sta facendo fare il mio medico curante è giusto? La debolezza agli arti inferiori deve preoccuparmi? Dimenticavo di elencarvi un'altro disturbo...Quando urino dopo fatto la doccia mi brucia il pene proprio dove c'è il buco che esce l'urina, ma solo dopo aver fatto la doccia, come mai?
Deve tranquillizzarsi perchè dalla sua storia emerge con chiarezza che il suo problema è legato a una infezione della prostata che può portarle tutti i disturbi che riferisce. Il suo Medico di medicina generale correttamente le ha prescritto gli esami e una visita urologica perchè il problema principale è quello di curare bene la prostatite (e la cura è lunga) e soprattutto darle suggerimenti per evitare che si infetti nuovamente.
 
Il mio compagno che ha 47, ha già avuto in passato altri episodi di prostatite, presentando quindi dolori alla zona lombare, bruciori durante la minzione, febbre ed un forte fastidio all'uretra. Da alcuni giorni, improvvisamante sono ricomparsi questi sintomi, con la differenza che in quest'ultimo episodio, a distanza di qualche giorno dall'esplosione dei suoi sintomi,  è comparsa anche a me un'infiammazione vaginale. Concludo chiedendole, la carica batterica prostatica, può avere provocato la mia infiammazione vaginale? Oppure potrebbe trattarsi di un contagio a trasmissione sessuale derivato da gonorrea? Le chiedo questo perchè da tempo sospetto che il mio compagno mi stia tradendo con un'altra.
Le infezioni a carico della prostata possono ripetersi con frequenza soprattuto se non sono state curate adeguatamente oppure se persistono i comportamenti non corretti che le hanno causate. In questo contesto è possibile che l'infezione si trasmetta tra i partner con un meccanismo  chiamato "a ping pong" e cioè a volte in un partner e a volte in un altro. L'infezione da gonorrea ha caratteristiche ben precise (secrezione purulenta simile a pus) ed è oltremodo pericolosa, ma facile da accertare mediante un esame colturale del secreto vaginale o di quello uretrale; nel caso si confermi questo tipo di infezione è pacifico che questa si può contrarre solo con rapporti sessuali effettuati con persone affette da questa infezione. (11/10/2011)
 
Ho 38 anni, le scrivo per chiederle un parere su quello che mi è successo un mese fa. La sera prima di dormire ho avuto dei dolori e bruciori alla parte finale del pene, la mattina dopo mi sono visto una piccola macchia di sangue sulla parte interna degli slip. Preoccupatomi sono andato dal medico, premetto che un mese prima avevo fatto una terapia di antibiotici per una infezione alle vie urinarie, il dottore mi ha fatto fare un tampone del secreto prostatico e un tampone uretrale da cui sono venuti fuori lo streptococcus agalactiae + escheridia coli, curate con l'augumentin per 8 giorni. Per 15 giorni non ho avuto più problemi fino a ieri quando si e ripresentato lo stesso problema, sempre un dolore e bruciore  alla parte finale del pene, la mattina una piccola macchia di sangue sempre parte interna degli slip, ancora più preoccupato, ho paura di avere qualcosa di grave alla prostata, perché il medico mi ha prescritto una visita urologica. Anche che il colore dello sperma non è più bianco ma giallognolo. Dimenticavo che un mese fa avevo fatto un'ecografia vescico prostatica con nessuna patologia in evidenza.
Il problema che descrive è determinato da una prostatite, inizialmete curata con la terapia che le ha dato il suo Medico, ma che poi si è ripetuta; questo è molto frequente nelle prostatiti. Pertanto è corretto richiedere degli approfondimenti tra cui la visita urologica. Il Collega urologo saprà indicarle la terapia più adeguata e per quanto tempo dovrà farla, nonchè tutti i suggerimenti che servono per evitare il ripetersi di queste prostatiti. (11/10/2011)
 
Sono una signora di 62 anni, da un anno soffro di un dolore persistente con bruciore alla parte pelvica e genitale che si irradia ai glutei e alle gambe fino al tallone. A settembre dell'anno scorso ho avuto un intervento x megauretere dx con incisione all'ostio e dilatazione. Dopo l'intervento il dolore al basso ventre persisteva ancora, allora ho fatto un'urografia ed una tac addominale con esiti negativi. Dall'urologo mi è stato indicato di fare una risonanza magnetica lombo sacrale, dorsale e cerebrale riscontrando in quella lombo sacrale 2 dischi che si sono degenerati, ma senza compressione al midollo spinale (assunto ljrica 150 mg al giorno e antidepressivi laroxil). Risultato negativo anche per i potenziali evocati sacrali ma con nervi irritati e sofferenti. Sono molto peoccupata!!! Vorrei una sua opinione in quanto il dolore è peggiorato.
Per escludere altre cause del suo dolore mancano esami sulla vescica e sull'intestino retto; infatti potrebbe essere una patologia, di solito infiammatoria, che colpisce uno di questi organi a causare i disturbi; è importante anche una visita neurologica per escludere che i dolori dipendino da infiammazione dei nervi che può essere dovuta a varie cause. Solo dopo che si è escluso tutto questo si può parlare di dolore pelvico cronico che è un disturbo difficile da curare. Si può cercare un sollievo dei disturbi con prodotti locali tipo supposte rettali o instillazione di medicine nella vescica. (14/10/2011)
 
Ho compiuto da pochi giorni 76 anni. Circa 9 anni or sono sono stato sottoposto a prostatectomia radicale poichè nella prostata erano state, dopo biopsia, trovate alcune cellule tumorali, ma non era stato riscontrato un tumore prostatico, dopo l’intervento andato benissimo nessuna terapia mi è stata fatta. Ho fatto controlli ogni sei mesi dall’intervento ad oggi e il psa è sempre stato nella norma, soltanto negli ultimi 3/4 anni peró si riscontra un aumento sino a registrare un valore del psa alla data odierna (07/10/11) di 1,21. Ho eseguito una scintigrafia ossea che ha dato esito negativo, ho fatto una risonanza magnetica ed ha escluso recidive, a giorni faró anche un PET COLINA. Caro Dottore cosa ne pensa, mi devo preoccupare?
Direi in primo luogo di non preoccuparsi eccessivamente. Si tratta infatti di una ripresa biologica di malattia senza riscontro dagli esami clinici (tra l'altro sia la TC e anche la PET non credo riesca ad evidenziare con questi valori di PSA la sede esatta della malattia; la scintigrafia ossea era poi del tutto inutile). Proprio perchè non si riesce ad evidenziare la sede esatta da trattare è indicata una terapia medica con blocco androgenico totale, mediante una iniezione mensile o trimestrale, che le consentirà di tenere sotto controllo il PSA per molti anni. (14/10/2011)
 
 
Ho 59 anni, non ho mai avuto problemi ai genitali. Da circa 6 mesi ho un erezione non troppo turgida in quanto quasi alla base nella parte sinistra il pene cede come se avessi un mezzo elastico che stringe. Il risultato e' che la base del pene e'dura, poi c'e il restringimento solo nella parte sinistra che fa piegare il pene verso sinistra e ne inibisce l'erezione regolare tanto che devo tenere la mano per avere un coito che risulta pero un po problematico e ciò mi inibisce una corretta erezione. Tutto ciò pero senza che provi nessun dolore. Mi sembra di ricordare che alcuni mesi fa durante un rapporto ebbi un piccolo trauma doloroso dovuto a un piegamento repentino del pene durante  il coito.  
E' probabile che sia affetto da malattia di la Peyronie che determina proprio un incurvamento del pene che prima non era presente; il dolore che aveva avvertito tempo fa era probabilmente dovuto alle fasi iniziali della malattia. E' indicato fare una visita uroandrologica, una ecografia peniena e anche una autofotografia del pene in erezione per poterlo poi tenere meglio sotto controllo; successivamente si potrà decidere la terapia da fare. (14/10/2011)
 
Mio marito a dicembre ha avuto dolore basso nell'inguine nel lato destro e per questo motivo abbiamo fatto una visita medica in Bulgaria, dove eravamo in quel periodo, da un urologo specialista. Lui toccando la parte indolensita ha dichiarato che c'e' un piccolo linfonodo (dall'esame di urinoculura non risultava nessuna infezione) e senza fare ecografia nonostante la nostra insistenza ha prescritto una lunga cura con antibiotici. (...) Dopo la cura eseguita il linfonodo inguinale era sparito ed il fastidio non c'era piu'. Eravamo felici ma nel mese di maggio il fastidio nel lato destro era apparso di nuovo. A quel punto abbiamo fatto un'ecografia che e' risultata negativa. Lui non ha preso più nessun medicinale per questo fastidio che si alternava, c'erano periodi in cui non avvertiva il fastidio, poi c'erano periodi in cui il lieve dolore ed il fastidio apparivano di nuovo. Dal mese di agosto fino a qualche giorno fa sembrava tutto a posto quando il fastidio nel lato destro in basso è riapparso e non solo, durante l'eiaculazione al lato destro dell'inguine è apparsa come una "palla" dura e soda al tocco un po più piccola di un uovo, che è sparita da sola subito dopo l'eiaculazione che è stata assolutamente indolorosa. Questa strana cosa ci ha messo in allarme e visto che mio marito per motivi di lavoro (...) non può effettuare né visita medica né esami ma potrà farlo a dicembre, le stiamo scrivendo. Non ha altri fastidi ma solo questo leggero dolore al lato destro e per la prima volta e' apparsa questo gonfiore o "palla", non saprei come esattamente definirlo, senza dolore né prima né durante né dopo l'eiaculazione. Non ha febbre e non urina spesso.
Credo che non si debba preoccupare. Se il fastidio e "la palla all'inguine" appaiono e scompaiono potrebbe trattarsi di un'ernietta. Pertanto non c'è altro da fare che aspettare che suo marito sbarchi e poi dovrà fare una visita specialistica. Nel frattempo comunque se è possibile sarebbe meglio evitare grossi sforzi fisici. (02/11/2011)
 
Il mio nipotino di tre anni è dal mese di agosto che presenta febbre associata a dolore al basso ventre. Dopo l'assunzione di monuril bustina sembra andare meglio ma dopo alcuni giorni o settimane si ripresenta il dolore e la febbre. Abbiamo fatto gli esami delle urine e ci dicono che non c'è niente di rilevante, l'ecografia e sembra tutto apposto. Allora si pensava che il problema  fosse legato al tentativo di togliergli il pannolino, la qual cosa poteva provocare nel bambino la volontà di trattenere troppo a lungo la pipì. Così si è deciso di lasciarglielo senza aggiungere ansia al bambino. La cosa sembrava funzionare, ma ieri sera si ripresenta il dolore e la febbre molto alta cosa si può fare?
Visto che il problema si ripresenta sarebbe meglio far fare al bimbo una ecografia addominale e dell'apparato urinario. Infatti si deve escludere che la vescica non si svuoti bene e questo potrebbe essere responsabile del dolore sopra pubico e degli episodi febbrili; bisogna anche controllare che la pelle del pene si apra bene lasciando intravedere il glande e che non ci sia sporco al suo interno. (02/11/2011) 
 
Ho 51 anni stereotipo atletico. In seguito ad una seduta in palestra dopo un certo periodo di inattivita' di quel tipo ho contratto un'infiammazione ai muscoli e tendini situati sotto il pene che si diramano sino alle regioni pelviche e inizio quadricipiti femorali (se ho azzeccato..). Inoltre, la stessa sera (27 gg.fa), ho sono stato colpito con un calcio di media forza al testicolo sinistro. (peraltro unico, l'altro è stato asportato 30 anni orsono essendosi atrofizzato a seguito incidente). Al momento dell'urto non ho sentito un eccessivo dolore, ma dai gg. seguenti essendo tutta la parte descritta infiammata per ambo i motivi continuo a sentire pesantezza e congestione anche al testicolo colpito. Il testicolo non si è ingrossato, no edemi, no ematomi, no flebiti all'esame ecografico, tutto nella norma nel referto radiologico, ma l'urologo-chirurgo che mi ha visitato dopo 15 gg. qui in Brasile, mi riferisce alla palpazione un ispessimento del canale deferente e della testa dell'epididimo rispetto alla norma, definendolo una EPEDIDIMITE TRAUMATICA. Attribui' a cio' i fastidiosi sintomi che si presentano con insistenza (particolarmente da quando mi alzo dal letto al mattino sino al pomeriggio, forse dovuti alla pressione sullo scroto durante il sonno) accompagnati alternativamente da 'pulsazioni' e punzecchiamenti sui tendini sotto la parte inguinale e scrotale (al tatto sento ancora tutto infiammato facendo pressione sotto l'inserzione del pene). Il testicolo di per sé, nel periodo del giorno descrittoLe, mi dà appunto SENSAZIONE DI FASTIDIO IN CORRISPONDENZA DEL PUNTO COLPITO (parte esterna dx lato dell'interno coscia) sia se faccio pressione col le dita su tale regione sia sorgendo spontanea) accompagnato a volte da un SENSO DI NAUSEA! Il medico ha detto che la patologia e' reversibile, ma ci vuole del tempo essendo la parte molto 'sensibile'.. Lunedi' scorso (3gg.fa) alla visita di controllo mi ha consigliato di assumere solo 200mg. di ibuprofene x 5 giorni in caso non sopportassi il fastidio.Tutti gli esami (ultrasonografia alla prostata che e' legg. ipertrofica, ma lo era gia' da qualche anno, rene (ho agenesia renale congenita oltretutto..) risultato perfetto + tutti gli altri esame del sangue e urine che erano perfetti). Posso 'aspettare il naturale 'ripristino' dell'epididimite (da 25 gg assumo estratto secco di Urtica Dioica e Harpago Pytum Procubens indicati come i migliori antinfiammatori naturali e impacchi di argilla tiepida)? C'è pericolo o possibilità per non aver usato fin dall'inizio antinfiammatori potenti e specifici  (in seguito il medico abbia ritenuto modesto e sopportabile il quadro sintomatico) che l'infiammazione nel mio caso conseguente a trauma DELL'EPIDIDIMO E CANALE DEFERENTE DIVENTI CRONICA? Cosa mi consiglia?
Il fastidio che avverte al perineo e al testicolo potrebbe essere causato da una flogosi cronica delle vie genitali. Queste possono causare disturbi che si mantengono nel tempo e sono dovute soprattutto a rapporti sessuali non protetti. Le consiglierei pertanto di fare almeno 3 cicli di antiinfiammatori associati a un buon disinfettante urinario (tipo Bactrim o acido pipemidico) e di usare sempre il profilattico qualora non lo usasse sempre. (02/11/2011)
 
Credo di avere una cistite emorragica (i fastidi risalgono a questa mattina: ho un pò di bruciore e stimolo minzionale continuo, e mi sembra che ci sia del sangue nelle urine), ma sono in viaggio (in Argentina) e non so bene dove sbattere la testa. Ho con me un antibiotico ad ampio spettro (augmentin) e svariati antinfiammatori (oki, ascriptin, tachipirina, sinflex). Ricordo un unico episodio di cistite risalente a molti anni fa. Allora feci l'antibiogramma e tutto andò a posto in poco tempo.
Deve sapere che uno o due episodi di cistite in un anno sono da considerare normali in una donna. Per le cause e la prevenzione della cistite può collegarsi al mio sito urologia-firenze.it. Se non ha di meglio va bene anche l'Augmentin, meglio sarebbe portarsi dietro del Monuril o qualche compressa di Ciproxin. In ogni caso le consiglio di bere molta acqua e curare l'igiene intima. (02/11/2011)
 
Prima di una operazione avevo un pene di circa 20cm, adesso si è ridotto a una lunghezza di circa 8/10 cm, cosa fare per farlo ritornare normale? L’operazione è stato quella che mi si era creato un diverticolo nell’urina, in quel occasione datosi la mia età  (all’epoca 68 anni adesso 70 anni) mi consigliarono  di eliminare anche la prostata (che non avevo), io gli feci presente di aver letto che eliminando la prostata andavo incontro che il mio pene si accorciava, mi risposero che non era vero, purtroppo si è avverato quello che io avevo detto. Mi sono recato di nuovo all’ospedale, dico che io avevo ragione e loro no, gli faccio presente la difficoltà che mi si è venuta a creare per fare pipi, mi hanno consigliato di coincidermi con la possibilità che questa operazione in parte mi aiutava di poterlo fare un po’ più comodo senza che certe volte lo facevo sui pantaloni, Non è valso a niente. Attualmente, mi sono ritrovato ad avere un pene che quando moscio non riesco nemmeno a prenderlo quando devo urinare e sono dovuto ricorrere a adoperare dei assorbenti TENA 1° misura, è giusto tutto questo? Mi sono recato all’ospedale per fare una visita, il Dott. Mi manda a fare una visita per un'eventuale protesi, questo Dott. mi scarica e  mi manda da un altro. Nel prendere appuntamento per la visita,  mi dicono, il  Professore poteva ricevermi per la visita solo in una clinica privata, accetto, pago una certa somma e che somma, dopo la visiita, mi chiede, ti vuoi operare? Noi  ti possiamo garantire di darti la possibilità di poterti  prendere il pene per orinare, non possiamo garantire che il tuo pene torni al normale, massimo potrai avere di nuovo  un pene di circa 11/12 cm.  Il costo che mi hanno richiesto per poter effettuare questa operazione e di € 10.000,  non ho queste possibilità, per  me è una spesa enorme,  non ho la facoltà di spendere questa cifra, ma dopo per che cosa? Avere sempre un pene piccolo? Come mi potete aiutare?
L'operazione sulla vescica, se ho ben capito l'asportazione di un diverticolo vescicale, non dovrebbe causare nessun problema sul pene e sulla sua funzionalità. Se il pene le si è accorciato in modo cosi' sensibile questo potrebbe essere dovuto a una malattia di la Peyronie. Purtroppo non mi ha spiegato che tipo di operazione Le hanno proposto, ma vedendo l'importo richiesto potrebbe trattarsi di una protesi peniena che le consentirebbe di fare l'attività sessuale. (02/11/2011)
 
Volevo chiedere dopo una cura di antibiotici di cui per utimo ho preso bactrim 160+800 per 8giorni, da oggi ho smesso per una prostatite acuta, quanto ci vuole per liberare il corpo da questo antibiotico? E capire se la cura ha debellato tutto?
Mi spiace deluderla ma la cura della prostatite è molto lunga e non credo che possa bastare una settimana di Bactrim. Le consiglio di fare, dietro prescrizione del suo medico curante, ogni mese, per 3 o 4 mesi, un buon ciclo di antibiotici per una decina di giorni e di adottare rapporti protetti. (02/11/2011) 
 
Risultato Istologico da Biopsia prostatica eseguita in data 28-08-2011 "L'esame istologico depone per un sospetto focolaio di adenocarcinima prostatico. Si programma una saturation biopsy prostale 32 prelievi in anestesia generale". Nuova Biopsia gia programmata per il 04-11-2011. Interpellato altro urologo esaminata cartella clinica propone: Terapia con Proxana per 3 mesi , ripetere Psa tra 6 mesi quindi si valuterà opportunità/necessità di nuova biopsia. E' evidente che ci troviamo di fronte a due scuole di pensiero. Ho 61 anni il mio Psa è continuato ad aumentare  passando in data  31-03-2009  da 2,94  a  4,68   in data 22-06-2011, difficoltà classiche nella minzione. A questo punto non so cosa fare? Lei cosa ne pensa?
Ambedue le "scuole di pensiero" sono corrette. Infatti chi le ha proposto la "saturation biopsy" vuole cercare di evidenziare un carcinoma prostatico prima possibile e dal suo PSA sembrerebbe, nel caso si evidenzi un carcinoma, che questo possa essere proprio in fase del tutto iniziale; comunque mi sembra esagerato fare 32 biopsie giacchè potrebbero residuare dei disturbi, infatti oltre le 18 biopsie non si ottengono particolari miglioramenti diagnostici e pertanto questo è il numero massimo (tra 18 e 24) consigliabile. Chi le ha proposto l'osservazione e la terapia medica ha altrettanto ragione per 2 motivi: prima perchè non c'è da preoccuparsi se il carcinoma è molto piccolo e non diventa "clinicamnete evidente" dal momento che solo questi ultimi carcinomi sono pericolosi per la salute del paziente e in secondo luogo perché con una terapia medica adeguata si può tenere sotto controllo il problema e anche ridurre il rischio di sviluppo di un futuro carcinoma. Pertanto oggi si preferisce far scegliere al paziente la strada da seguire rendendolo consapevole su dove conducono ambedue le strade. (02/11/2011)
 
Mio padre ha 67 anni, e da un paio di anni soffre di un dolore al basso ventre e ai testicoli. Un dolore che si verifica solo quando si trova in posizione supina. Ha fatto tutti gli esami: alla prostata, alla vescica ai testicoli. L'unica cosa che gli urologi di Reggio Calabria gli hanno diagnosticato è un varicocele di 3° grado e un piccolo residuo vescicale .Ha fatto tante cure antiffiammatorie ma con nessun risultato. (...)
Del fastidio al basso ventre non possono essere responsabile nè la prostata nè i testicoli. Potrebbe trattarsi di un problema intestinale ma sarebbe meglio fare una valutazione clinica più completa. (02/11/2011) 
 
Vorrei sapere se una donna, con tetraplegia, portatrice di catetere a permanenza può avere rapporti sessuali senza incombere in ulteriori problemi.
Nelle condizioni della paziente sarebbe preferibile non avere rapporti sessuali vaginali essendoci il rischio di infezioni delle vie urinarie e al limite orientarsi su rapporti orali. (02/11/2011) 
 
Ho 21 anni ed è da qualche annetto che mi è comparsa una bollicina di qualche millimetro sulla parte esterna e del prepuzio proprio in punta. Sembrerebbe piena di liquido in quanto tastandola si schiaccia e pare che il materiale liquido si muova. È biancastra e a ben guardare appare ricamata di nervature rossastre simili a quelle che abbiamo nel bianco dell'occhio. Mi è sempre risultata innocua in quanto credo non si sia mai ingrandita e non mi abbia mai dato alcun fastidio nemmeno nel momento dell'estrazione del glande, perché come già ho detto è situata esternamente. Se la sfiora con un po' di vigore avverto un piccolo dolore ma non ho mai esagerato e non è mai scoppiata. Dottore cosa potrebbe essere? È preoccupante? C'è il rischio che degeneri in qualcos'altro? Non ho mai avuto rapporti sessuali e probabilmente questo mi ha portato a non pensarci ma potrebbe creare problemi in futuro?
Dovrebbe trattarsi di una cisti del prepuzio. Si tratta di una patologia benigna che non determina alcun problema e solo nel caso diventi grossa come una ciliegia potrebbe essere consigliabile asportarla in regime di chirurgia ambulatoriale in modo che non dia fastidio nell'attività sessuale. (02/11/2011)
 
Sono un ragazzo di 26, da domenica sera ho lo stimolo continuo ad urinare, non avverto né dolori, né bruciori durante l'espulsione, soltanto la sensazione che non sia uscita tutta, e questo mi provoca una sensazione di forte fastidio. Domenica sera ho avuto poi una rapporto sessuale e subito dopo sono stato bene, sia lunedì che fino a martedì pomeriggio. Da martedì pomeriggio fino ad oggi sento sempre quella sensazione che le ho descritto: stimolo continuo, sensazione che non esca tutta e succcessivo fastidio, lieve sensazione di gongiore nella parte del pube. Secondo un farmacista a cui mi sono rivolto ho la cistite, secondo il medico curante prostatite, ma leggendo i vari sintomi di entrambe, a parte il continuo stimolo, non ho nessuno degli altri sintomi. Cosa potrebbe essere? Anche perchè leggendo vari post su internet mi sono allarmato, l'ansia potrebbe essere una fattore rilevante?
Potrebbe trattarsi di una prostatite. Andrebbero fatti alcuni accertamenti come una ecografia prostatica tranrettale per valutare lo stato della prostata e un esame batteriologico del liquido seminale per cercare quali germi hannno provocato l'ipotetica infezione. La cura si basa su alcuni cicli di disinfettanti urinari e antiinfiammatori e sull'uso costante del profilattico. In genere si consiglia di stare tranquilli e di non pensarci, trattandosi di malattia non grave, in modo da evitare di "somatizzare" troppo la malattia. (02/11/2011)
 
Ho 49 anni, una settimana fa ho fatto gli esami di routine e i risultati rientrano tutti nella norma, solo nelle urine sono state riscontrate tracce di emoglobina e rare emazie. Inoltre ho fatto anche l'ecografia addome completo. Dall'ecografia non risulta nessuna anomalia se non un lieve ingrossamento della prostata. Ah dimenticavo che ho fatto anche il PSA con risultato 0,79. Il Dottore mi prescritto Ciproxin pensando possa trattarsi dii una cistite. Potrei sapere un suo parere in merito e se devo preoccuparmi visto che 11 anni fa mi hanno diagnosticato una prostatite che poi ho curato. Lei mi consiglia di rivolgermi ad uno specialista Urologo per una visita o ritiene che quanto le ho detto possa essere sufficiente per fare una diagnosi? Mi scusi ma sono molto spaventato di queste tracce di sangue nelle urine.
Direi che in base ai primi accertamenti che ha fatto potrebbe stare abbastanza tranquillo. Comunque la valutazione della microematuria dipende anche dalle sue abitudini ad esempio quanto beve, se fuma, che lavoro fa, se effettua attività sportiva di un certo rilievo. Dovrà comunque tenere sotto controllo il problema perchè se tende a ripetersi dovrà fare anche un esame citologico delle urine su 3 campioni di urina. (02/11/2011)
 
Le scrivo per chiederle un consiglio su un problema che ormai va e viene da circa 6 mesi. Il mio problema coinsiste in sensazione di minzione frequente alle volte continua senza altri sintomi quali bruciore,dolore etc.. Ho fatto l'esame delle urine due volte e non ho riscontrato batteri. Il problema come le ho detto va e viene, gli unici sintomi che non so se si possano collegare tra loro sono dolore di stomaco e un leggero dolore ai reni (anche questi saltuari). Può eventualmente consigliarmi degli esami appropriati per risolvere il problema?
Occorrono altre informazioni in riferimento al suo quesito ad esempio: quanti anni ha, se ha avuto gravidanze, se il ciclo mestruale è nella norma, se ha perdite vaginali, se ha stitichezza. Molti di questi fattori possono essere responsabili dello stimolo che avverte e comunque non  può fare a meno di una visita accurata specialistica per vedere se a livello locale c'è qualche problema che possa essere legato ai suoi disturbi. (02/11/2011)
 
Sono una donna di 60 anni, menopausa a 55 anni. A maggio soffro per un presunto attacco di cistite emorragica che ho curato con un antibiotico di cui purtroppo non ricordo il nome.Tutto passato, resta solo una cistalgia che la ginecologa mi cura con cistalgan per tre giorni. A giugno faccio urinocoltura che risulta negativa. Inizi settembre di nuovo dolore al basso ventre, continuo bisogno di urinare e urine più abbandonati ma senza bruciore. Prendo fosfomicina trre grammi per due volte ( 9 e 10 settembre). Il disturbo continua, vado dal medico: esami sangue emocromo, formula leucocitaria. glucosio, sodio, magnesio, calcio, potassio, cloruro, fosfato)  urine e urinocoltura. Eseguo  il 23 settembre e tutto risulta perfetto. Il medico mi manda a fare un eco basso addome. Tuok (reni e vescica, a parte un significativo cistocele durante manovra di Valsalva e residui post minzionabile trascurabile). Intanto la cistagia continua, è andata meglio solo dopo 3 giorni di cistalgan. Che faccio?
La cistite recidivante può essere determinata da diversi fattori che può trovare elencati sul mio sito: urologia-firenze.it. Dopo aver escluso eventuali errori comportamentali tra i quali soprattutto ricordo che bisogna bere molto e curare l'igiene intima, il cistocele può essere una causa di cistite recidivante. Le consiglio di sentire un urologo o un ginecologo per vedere che possibilità ci sono per curare il cistocele. (02/11/2011)
 
Un urologo ha detto che potrei trovare sollievo al senso di tensione alla vescica assumendo la tamsulosina. Desidererei sapere da Lei se l'assunzione di questo principio per lungo tempo (anche tutta la vita) può causare una qualche forma di intossicazione e se non sia il caso di assumerla un mese si e un mese no (specie quando fa caldo e la pressione scende). Vorrei sapere inoltre se l'Omnic può essere sostituito con eguale qualità dal prodotto Fidia o dal Lura.
La tamsulosina è un ottimo farmaco che serve per migliorare i problemi minzionali causati da una ostruzione a livello del collo vescicale o della prostata. Di solito viene data dopo aver eseguito una flussometria urinaria che è un esame molto semplice e indolore che ci da una idea esatta dell'entità della ostruzione del flusso minzionale; se l'ostruzione è documentata la tamsulosina può essere presa altrimenti è inutile assumerla. La tamsulosina non dà assuefazione a lungo termine e l'unico vero problema è che determina in una certa percentuale di soggetti eiaculazione retrograda cioè non vede uscire lo sperma all'esterno o ne vede uscire una minore quantità. Infine, fino a quando assume il farmaco si ha l'effetto terapeutico, dopo 24-36 ore che lo cessa, cessa anche l'effetto terapeutico; pertanto non ha senso prenderlo un mese si e un mese no. Anche il Lura che cita è equivalente come farmaco. (02/11/2011)
 
Ho 42 anni e da un anno a questa parte, in seguito a fastidi quali bruciore uretrale, dolore testicolare e frequenti minzioni ho fatto urinocoltura con esito positivo per escherichia coli carica batterica 1.000.000, eseguito ecografia prostatica che indica calcificazioni per precedenti episodi infiammatori. L'Urologo che mi aveva in cura si e' limitato a curare la prostatite con DEPROX 500 PER 2 MESI 2 CP GIORNO, DICOFLOR 60 BUSTINE 1 AL GIORNO E OLIO DI VASELINA 2 CUCCHIAI LA SERA. Dopo la terapia urinocoltura negativa e l'Urologo mi prescrive altri 2 mesi di DEPROX 500. I fastidi che ho oggi sono leggero bruciore e/o senso di umido punta pene. L'Urologo dice che in quanto cronica la prostatita non potra' mai essere sconfitta e dovro' conviverci vita natural durante, che faccio?
Se ha letto i miei consigli relativi alla prostatite cronica credo che non sia necessario aggiungere altro. Concordo pienamente con la cura che ha prescritto il Collega e su quanto le ha detto. Mi raccomando di usare sempre il profilattico.  (13/12/2011)
 
Ho 72 anni e circa 10 gg. fa a seguito biopsia mi è scoppiata un'infezione ed ho avuto necessità di  mettere un catetere,sono stati giorni terribili con bruciori e spasmi che non auguro a nessuno.Fra qualche giorno, appena avrà tempo il mio medico di base verrà a togliermelo. Alla mia domanda qualora dopo la rimozione non dovessi urinare cosa c'è da fare?Risposta andare in urologia all'ospedale. Possibile che non ci sia niente che possa scongiurare tale necessità? Sto facendo regolarmente la terapia antibiotica e ora i bruciori si sono un pò attenuati. Attendo con ansia un Suo più approfindito suggerimento.
Il blocco ad urinare dopo una biopsia è un evento che può accadere; oltre agli antibiotici dovrebbe usare degli antiinfiammatori e anche degli alfalitici per prepararsi al meglio in previsione della rimozione del catetere. Qualora togliendo il catetere non dovesse riprendere a urinare spontaneamente dovrà rivolgersi ai Colleghi Urologi perchè dovrà concordare con loro il tipo di intervento da fare anche alla luce del risultato delle biopsie prostatiche eseguite. (13/12/2011)
 
Ho avuto dei rapporti non protetti con una ragazza circa 10 anni fa ed uno con un'altra circa 5 anni fa... In entrambi i casi, le due ragazze, all'epoca mie fidanzate, sono dovute ricorrere a visite mediche ed esami con ricovero ospedaliero di qualche giorno in reparto urologia... Presentavano una infezione con forti bruciori e per questo sottoposte a urinocoltura ed altri specifici... Premetto che non ho sintomi di niente, sto benissimo... Quindi gentilmente le chiedo da cosa questa causa potrebbe essere dipesa.
A distanza di tutti questi anni credo che sia difficile stabilire quale sia stata la causa delle infezioni che hanno avuto le sue partner. Comunque quasi sempre si tratta di germi di provenienza dall'area genitale e perianale, particolarmente virulenti, che possono causare una cistite nella donna. Lei potrebbe non avere avuto nessuna conseguenza dagli episodi infettivi delle sua partner oppure potrebbe avere esiti di prostatiti croniche, che le hanno dato scarsi disturbi clinici e che comunque possono essere rilevabili da una ecografia prostatica transrettale. (13/12/2011)
 
Quando vado al bagno e durante i rapporti sessuali ho dei bruciori al glande e all'uretere. Nell'anno 2002 ho avuto un tumore all'ano parte sx che ho risolto con chemio e radio terapia contemporaneamente senza interventi chirurgici. Le mie capacità sessuali da allora si sono estremamente ridotte, diventando rari e occasionali. Mi potrebbe aiutare a far fronte a questi miei problemi per riacquistare il più possibile le mie capacità sia sessuali che di minzione non dolorosa? 
I bruciori al glande e all'uretra possono dipendere da uno stato infiammatorio o irritativo delle basse vie urinarie; le consiglio comunque di fare accertamenti iniziando con esame urine, urinocoltura e spermiocoltura e una ecografia dell'apparato urinario;  se questi esami dovessero risultare negativi anche con una citologia urinaria e una eventuale cistoscopia per indagare sulle cause della sintomatologia irritativa. Per il deficit erettile bisogna vedere se presenta condizioni predisponenti al deficit erettile se fa uso di farmaci che possono causare il problema e può comunque aiutarsi con farmaci specifici da prendere per os.  (13/12/2011)
 
Sono una ragazza di 34 anni, sposata, da quando prendo la pillola (18 anni) ho sempre avuto cistiti ricorrenti sempre curate con neofuradantin e minuril. Dopo anni di calvario ho cambiato medico di base. La "nuova" dott.ssa mi ha prescritto un'esame delle urine da cui è emersa un'infezione da escherichia coli >= 1.000.000,00. La Dott.ssa, oltre ad indicarmi le norme di igiene personale e prescrivermi una dieta ricca di fibre, mi ha prescitto chimono e poi, dopo un mese, essendosi presentato nuovamente il problema tavatin. In seguito sono stata bene per un paio di mesi quando di nuovo dall'ennesimo esame urine è risultata la presenza di escherichia coli >= 500.000,00. Ho fatto visita urologica dalla quale non è risultato nulla. Dopo la visita, durante l'estate, ai primi sintomi della cistite ho assunto pastiglie al mirtillo rosso. Sembrava tutto ok. Per scrupolo la Dott.ssa mi ha fatto fare  l'esame delle urine e ancora escherichia coli >= 1.000.000,00, ma non avevo sintomi (bruciori o dolori) se non cattivo odore urine e leggero fastidio vaginale (soprattutto nel fine settimana quando mi capita di bere del vino a tavola). La Dott.ssa, stante l'assenza di sintomatologia) non mi ha prescritto antibiotco dicendomi di continuare ad assumere mirtillo rosso e D-Mannosio. Ho fatto la cura per un mese prendendo, di mia iniziativa, anche l'agento colloidale (80 gocce al dì) ma purtoppo anche l'ultimo esame urine appena ritirato rileva la presenza dell'escherichia coli >=1.000.000,00. Cosa possa fare? Se non ho sintomi posso stare tranquilla anche se risulta un'infezione di >= 1.000.000,00? Potrei avere problemi con un'eventuale gravidanza?
L'infezione recidivante nella donna da E. Coli è causata da germi di provenienza dal suo intestino. I suggerimenti e la terapia che ha impostato il suo medico di base vanno bene; sono però fondamentali anche le attenzioni durante il rapporto sessuale che è la causa più frequente di "scatenamento" dell'episodio di cistite acuta. La terapia oltre a basarsi sulla cura dell'episodio di cistite può essere anche preventiva assumendo una modesta dose di disinfettante urinario però a lungo termine. (13/12/2011)
 
Ho 29 anni e da molto tempo soffro di cistite dopo i rapporti. Dall' eame colturale delle urine risultano sempre batteri intestinali, escherichiacoli. Dopo svariate cure antibiotiche, dopo vari pareri medici, e dopo aver risolto il problema intestinale, il problema persiste; ma con altri  sintomi. Urino spesso, ma abbondantemente (perche' bevo tanto), non ho bruciori, ma solo un cattivo odore alle urine, da li' mi accorgo che c'e' infezione, infatti appena faccio le analisi , risulta sempre l' escherichiacoli, 15-20 milioni. Visto che da anni prendo antibiotici e non risolvo nulla, volevo sapere se era possibile che mio marito 37 anni possa contagiarmi ogni volta che abbiamo un rapporto. A  lui non e' mai stato prescritto nessun farmaco e nessuna visita. Adesso stiamo provando ad avere un bambino.......ed io sto sempre male con queste infezioni! Volevo avere un suo parere e soprattutto sapere se anche mio marito deve fare delle cure. e  soprattutto se e' possibile avere un bambino con tutte queste infezioni.
Le infezioni recidivanti nella donna da E. Coli sono causate da germi di provenienza dal suo intestino. Sono importanti tutta una serie di attenzioni che potrà trovare sul sito "urologia firenze.it" e da attenzioni che devono essere prestate durante i rapporti sessuali che sono poi la causa più frequente di "scatenamento" della cistite acuta. Suo marito potrebbe non avere avuto nessuna conseguenza dai suoi problemi così come potrebbe avere qualche traccia di infezione a livello prostatico (dipende dal fatto se usate costantemente il profilattico o no). Non dovrebbe avere conseguenze per una eventualoe gravidanza comunque si consiglia di disinfettare bene le urine e la vagina prima di intraprendere una eventuale gravidanza. (13/12/2011)
 
Vorrei esporre il mio problema che da 5 o 6 mesi mi  preoccupa un po', nonostante ABBIA fatto un po' di accertamenti CHE NON MI HANNO SODDISFATTO. praticamente  trovo 1 goccia di sangue sugli slip, CIO' ACCADE DURANTE LA  notte MENTRE DORMO QUANDO AVVIENE L'EREZIONE INVOLONTARIA E mai di giorno. Mi succede  al massimo ogni 2 o3 giorni. Ho fatto dei controlli in ospedale in urologia (...) altri esami  fatti la 1 volta completo di psa nella norma. IL MEDICO CHE E' ARRIVATO ALLA CONCLUSIONE :  ''PROSTATITE'' . SINCERAMENTE IL DUBBIO MI RIMANE NON VORREI CHE DIPENDESSE DA QUALCOS'ALTRO CHE IGNORANTEMENTE NON SO  O NON SE NE SIANO ACCORTI. Vorrei gentilmente un vostro parere per questo mio problema che mi assilla, (...).
La presenza di una goccia di sangue sugli slip è suggestiva di una patologia a carico delle basse vie urinarie (collo vescicale, prostata e uretra). L'edema e l'arrosamento della mucosa prostatica possono determinare il problema e pertato la cura che le hanno dato è adeguata. Comunque è buona norma tra 3-4 mesi, nel caso non si sia risolto il problema, fare anche ulteriori indagini (CITOLOGIE URINARIE E NUOVA ECOGRAFIA) per escludere altre malattie a carico della vescica o della prostata. (13/12/2011)
 
Parlando tra amici è venuto fuori che a uno di essi, subito dopo aver urinato gli fuorisce un pò di sperma, anche senza aver avuto rapporti; è successo solo raramente, forse due volt,  ma vorrei sapere a cosa sia dovuto,il perchè e se sia una cosa normale( ma non credo).
La fuoriuscita di piccole quantità di liquido seminale può verificarsi in varie occasioni al di fuori del rapporto sessuale  ed essere indice di "congestione" o flogosi a carico delle vescicole seminali che contengono tale liquido. (13/12/2011)
 
Ho 28 anni e pochi giorni fa sono andato a fare una visita urologica per i testicoli e tutto è perfetto. Oggi però dopo essere stato seduto un paio d'ore, quando mi sono rialzato ho avvertito un dolore nella parte bassa destra dell'addome e insieme anche al testicolo destro. So che sono andato 3gg fa a farmi la visita ma non capisco come mai. Dico solo che in queste 2 ore dovevo andare in bagno ma ho trattenuto (entrambi i bisogni). I dolori, non forti ma fastidiosi, sono un pò passati ma li ho sempre. Cosa potrebbe essere e per quale motivo mi sono venuti?
Il fastidio al testicolo dopo essere stato a lungo seduto può essere normale. Se comunque dovesse persistere è consigliabile fare anche una visita urologica a carico della prostata per escludere una prostatite. (13/12/2011)

Sono un avvocato di 33 anni, da qualche giorno (una settimana all'incirca), ho un leggero fastidio localizzato sopra tutto sulla punta del pene al suo interno specifico, per poi spingersi, anche se meno intensamente, a circa la metà della lunghezza del pene stesso. E' come se avessi un leggero solletico, che è presente solo da seduto: è come se provassi un continuo senso di eccitamento, pressapoco è la stessa sensazione dei momenti che precedono la eiaculazione. Ed appunto noto, la concomitanza con una forte carica sessuale. Il pene, si presenta regolare sia nel suo colore, che nella sua conformazione. Non vi sono arrossamenti, nè macchie, escoriazioni, tagli, rialzi o brufoli di alcun genere. Preciso di avere rapporti non protetti con la mia ragazza, alla quale il ginecolo ha diagnosticato una forma lieve di candida, curata e per la quale anche io ho preso lo stesso farmaco: del quale purtroppo non sono in grado di fornirle il nome. Ed un batterio: del quale non ricordo il nome, ma a suo dire particolarmente diffuso fra le donne. Inoltre, spesso le capita dopo il rapporto( non so se può servire a fare chiarezza della situazione), di avvertire forti dolori all'interno della vagina, dove fra l'altro ha avuto la così detta "piaghetta" poi curata con sciaqui ed applicazioni. Dalle mie analisi del sangue, fatte all'incirca un anno fa, non è risultato nulla di preoccupante: solo il sistema immunitario di pochissimo basso (venivo fuori da due o tre influenze tremende), e la scarsissima presenza di batteri nelle urine. Tengo a precisare, che il problema non è apparso dopo un rapporto con la mia ragazza: semmai prima, all'improvviso. Aggiungo inoltre, che il problema è apparso dopo un periodo di cambiamento, nel senso di maggiore astinenza, delle mie abitudini sessuali. Ancora, nella settimana precedente avevo avuto di notte (cosa per me inconsueta, visto che non mi alzo mai per urinare), lo stesso fastidio, passato dopo appunto l'atto della minzione, regolare. Un ultima nota: mi è capitato, quando stavo con un altra ragazza, circa 10 anni fa, subito dopo il rapporto sessuale, di avere un fortissimo bruciore all'interno del pene, e per il quale son dovuto ricorrere più volte, nell'arco di  poco tempo, all'atto dell'urinare, a dire il vero con pochissima pipì.
I fastidi che avverte a carico dell'uretra terminale, come è definita quella zona, sono per lo più dovuti a infezioni sessualmente trasmesse, come si può desumere anche dalla storia che ha riferito. Le consiglio di fare un tampone uretrale con ricerca di germi comuni, funghi, micoplasmi, clamidiae e trichomonas e poi valutare se è necessaria una terapia o meno; comunque il suggerimento scientifico e comportamentale è di adottare solo ed esclusivamente rapporti protetti. (13/12/2011)

Le scrivo per chiedere informazioni riguardo una situazione che sto vivendo. In seguito a pap test con flogrosi batterica, mi è stato riscontrato con tampone cervicale un ureaplasma con carica batterica superiore a 100.000. La mia Dottoressa mi ha prescritto una settimana di Bassado, due compresse al giorno. Sto per terminare la cura e poi farò nuovamente un tampone per vedere se è stato debellato il battero.Quello che vorrei domandarle è: io e il mio compagno abbiamo rapporti stabili da 5 anni, so che il battero si trasmette principalmente per vie sessuali, se siamo stati infettati nelle precedenti relazioni significa che abbiamo l'ureaplasma da 5 anni. Possibile che non ce ne siamo mai accorti? (In effetti io non ho avuto alcun sintomo, a parte andare spesso al bagno). Inoltre, guardando tra le mie carte mediche, ho trovato un pap test del 2008 in cui c'è scritto "citolisi batterica", era già presente? Non ricordo se lo feci vedere alla dottoressa però. Ultima domanda, possibile che un Ureaplasma non curata comporti lievi dolori articolari tipo fitte nelle dita delle mani o alle caviglie? Per il resto sto benissimo, non ho febbre né debolezza, anzi continuo tranquillamente a fare sport, l'unico sintomo è questa specie di "reumatismi" (non so se è la definizione giusta).
L'infezione da Ureoplasma è una tra le principali infezioni sessualemnte trasmesse ed è molto diffusa nella popolazione. La terapia si basa sulla cura contemporanea di entrambi i partner e sull'uso costante del profilattico. In genere sono sufficienti 10 giorni di Bassado, ma a volte è opportuno ripetere un secondo ciclo a distanza di qualche settimana dal primo. Eccezionalmente può provocare disturbi artralgici. (19/12/2011)

Sono riccardo 34 anni, dallo spermiogramma risultano i seguenti valori: volume 1,4, motilita' al 45% e morfologia normale 7% (la testa anormale per il 48%) vitalita' 76% quantita' 75 milioni la mia domanda e' questa: soffro dalla nascita della sindrome dell'ittero di gilber e sono portatore sano dell'anemia meditteranea. E' possibile che questi due fattori hanno influito negativamente sul mio liquido seminale?
I valori del suo spermiogramma sono quasi nella norma e comunque nè la sindrome di Gilbert nè l'anemia mediterranea possono alterare lo spermiogramma. (19/12/2011)

Ho 23 anni e sto soffrendo di strani sintomi all’apparato urinario. Da circa una settimana sto avvertendo un po’ di bruciore nel canale uretrale (più o meno alla metà del canale, più verso il glande) subito dopo la minzione ma quasi mai durante; questo bruciore dura ben poco tempo e non mi pare abbia mai superato i 2-3 minuti di tempo. Inoltre se mi tocco il canale uretrale (dato che la prima cosa istintiva che ho fatto è stato “premere” il canale dove mi bruciava) mi sembra quasi di provare prurito. Nei giorni addietro ho provato del prurito anche stando fermo, ma pensavo fosse una irritazione o una cistite e ho preso degli antinfiammatori ed è passato. Inoltre spesso vi è una fuoriuscita di liquido dal glande, anche se minima, e ho un odore abbastanza pesante. La mia ragazza soffre di cistite, ma questa volta non sembra che lei abbia sofferto di tale patologia e quindi non credo mi abbia potuto mischiare lei. Devo dire però che questi problemi si sono manifestati circa il giorno dopo aver avuto un rapporto non protetto nel quale, per sbaglio, non ci eravamo accorti che le fosse venuto il ciclo e mi sono dovuto fermare perché sporco di sangue (ed era questa la mia paura, in realtà, per una possibile infezione). Avrei intenzione di fare delle analisi delle urine, ma per altri motivi sono sotto antibiotici da ieri e sarebbe inutile farle ora perché sfalsate, Lunedì le farò comunque. Non riesco però a trovare, su internet, delle sintomatologie simili alle mie.
I disturbi che avverte sono molto probabilmente causati da una uretrite dovuta a germi sessualmente trasmessi. Per procedere correttamente dovreste fare un tampone uretrale lei e un tampone vaginale la sua partner in entrambi gli esami vanno ricercati germi comuni, micoplasmi, clamidiae, trichomonas e funghi.  (19/12/2011)

Le scrivo per una informazione riguardo a degli esami delle urine che ho fatto. Hanno trovato le proteine a 20 (valori da 0 a 10) poi i leucociti a 343 (valori da 0 a 20). Preciso che più o meno nel mese di agosto ho avuto un pò di cistite curata con 5 giorni di antibiotici. Volevo sapere cosa potrebbe essere e che cosa devo fare.
In concomitanza con infezioni delle vie urinarie possono essere presenti nelle urine proteine e leucociti in quantità anomala. Una volta curata l'infezione e risolta la sintomatologia cistitica deve ripetere l'esame delle urine; se sono sempre presenti queste anomalie è indicato un approfondimento diagnostico eseguendo almeno una ecografia dell'apparato urinario e gli esami del sangue comprensivi di glicemia, azotemia, creatininemia, emocromo completo, Ves, PCR, protidogrammqa, Na, K, Cl. (19/12/2011)

Premetto che ho subito un parto cesareo 8 anni fa e ho l’utero retroverso quindi non incide con la vescica. Volevo un suo parere su qualcosa di strano che mi sta capitando da due settimane. La settimana scorsa dopo dolori e forti spasmi alla zona del basso ventre (vescica) e un bisogno continuo di urinare,il medico di famiglia mi ha prescritto il Monuril dicendomi che si trattava di una cistite,nonostante non avessi bruciori durante la minzione o sangue,nulla di cio’. Detto questo visto che la cosa non passava e mi teneva sveglia la notte ho fatto vari accertamenti,ecopelvica int. ed est.-ecoutero/ovaie-urinocoltura-esame del sangue...ma tutto perfetto. Ho eseguito una terapia antibiotica a base di NORFLOXACINA e di cortisone come antiinfiammatorio, ma il problema e’ che nonostante stia meglio perche’ i dolori sono andati via, il bisogno frequente di urinare specialmente la notte e’ rimasto. Da cosa puo’ dipendere? E’ un fattore psicologico visto i forti dolori passati in precedenza? Cosa mi consiglia?
In genere è opportuno fare almeno un esame delle urine prima di effettuare una terapia antibiotica (già dal semplice esame urine -eseguibile in pochi minuti- si può evidenziare il sospetto di infezione delle vie urinarie). Se il disturbo non le è passato completamente è opportuno una urinocoltura e poi si può valutare il da farsi. (19/12/2011)

Non so se è un problema ma capita spesso che quando devo andare in bagno e non faccio in tempo devo resistere al dolore che sento sotto ai testicoli cosa che puo' essere normale o è un problema?
L'urgenza di andare in bagno e il dolore sotto i testicoli possono suggerire una infiammazione della prostata o delle basse vie urinarie. Ne deve parlare con il suo Medico che valuterà se fare accertamenti o se inviarlo a uno Specialista. (19/12/2011)

Mio padre si è operato di ernia inquinale e, dopo l’operazione, un infermiere inserendogli il catetere gli ha fatto male e dopo l’operazione come toglie il catetere non può più urinare, mentre quando lo si inserisce riesce a fare anche un litro di urina. Abbiamo tolto più volte il catetere ma dopo qualche ora di avere dolori e di avere lo stimolo ad urinare senza far uscire urina, abbiamo rimesso il catetere e con esso ecco che esce subito l’urina. Cosa può essere successo durante l’operazione, visto che prima non soffriva per niente di questo tipo di problema? Da noi purtroppo non ci sono urologi e negli ospedali vicini, l’attesa per una visita è lunga, gli hanno detto che se ne parla ad aprile. Spero tanto che lei mi possa aiutare perché ci fa male vederlo soffrire visto che oltretutto e un paziente colpito da ictus e paralizzato nel lato destro!
L'evento che è accaduto a suo padre capita frequentemente nei soggetti di una certa età che solo apparentemente non hanno disturbi urinari mentre a una indagine più approfondita questi problemi emergono. Infatti se coesiste un problema alla prostata e un'ernia inguinale il suggerimento è di risolvere ambedue i problemi con lo stesso intervento. Ora se ha già provato più volte a togliere il catetere senza che riprenda la minzione spontanea è inutile che tenti ancora, ma è preferibile che si rivolga a un collega urologo che deciderà come intervenire. (19/12/2011)

Ho fatto una radiografia e dalle immagini radio pare che si proiettano rispettivamente in loggia renale dx (9mm) ed in regione ureterale destra paravertebrale (14mm). L'ecografia documenta idronefrosi di grado moderato e litiasi ureterale. Si consiglia una radiologia, che ho fatto, e programmare l'applicazione di sonda jj a destra. Mi può far sapere se anche lei e' d'accordo?
La presenza di un grosso calcolo ostruente l'uretere con idronefrosi rende indispensabile l'applicazione di un catetere ureterale doppio J che ha lo scopo di permettere il drenaggio di urina dal rene nell'attesa che si risolva il problema ostruttivo mediante la litotrissia extracorporea oppure mediante la frantumazione del calcolo attreverso una ureteroscopia. (19/12/2011)

Operato di adenoma prostatico  circa otto mesi fa  subito mi è venuta incontinenza che adesso è diminuita con diverse contrindicazioni fastidiose. Avevo la viscica iperattiva  e rifacendo la flussometria  e' uscita normale, ma mi succede come prima  dell'intervento minzioni continue che mi sono rimaste. Adesso mi succede  che quando cammino un po'  oppure sto in piedi  mi viene bruciore sulla punta del pene  e la minzione aumenta e sembra che l'urina vuole uscire. Visitato da diversi urologhi non trovano la causa dicendo che col tempo ritornera'  normale. Vorrei gentilmente un suo parere.
Per poter rispondere con esattezza dovrei conoscere le dimensioni della sua prostata, se essa determinava ristagno postminzionale e lo stato della flussimetria urinaria prima dell'intervento. I disturbi che avverte e in particolare il bruciore e l'urgenza minzionale possono essere dovuti a uno stato infiammatorio della prostata, probabilmente preesistente all'intervento, che va curato con terapia medica di lunga durata. (19/12/2011)

E' da un anno che mi rilevano l'escherechia coli e l'enterococco fecalis nello sperma e quindi di conseguenza sulla prostata. Ho fatto diverse spermioculture sotto consiglio dell'urologo e altrettante cure con antibiotici diversi ma nulla, ho sempre quelle maledette 10000 colonie. Ora l'urologo mi ha proposto tre mesi di bactrim (2 al giorno) e Levoxacin (da 500+250), folina e Codex. Pensa che riusciro' a estirpare questi batteri? Il mio medico invece mi consiglia di fare la cura solo per 2 mesi intervallati da una settimana di pausa nella quale faro' degli esami per vedere se i farmaci mi hanno portato problemi al fegato. A parte raro bruciore e piccoli arrossamenti non ho altri particolari problemi ma tenere i batteri a vita non e' piacevole.
Le cure che sta facendo sono adeguate per tipologia e durata. Se non guarisce probabilmente è perchè continua a infettarsi in occasione  dei rapporti sessuali; l'elemento cardine della cura è infatti quello di adottare sempre rapporti protetti con profilattico. (19/12/2011)

Ho eseguito un ciclo di radioterapia di circa 37 settimane. Adesso il valore del PSA ha ripreso a crescere. Posso effettuare un secondo ciclo di radioterapia?
Per inquadrare correttamente un tumore della prostata sono necessari almeno i seguenti dati: età del paziente, PSA al momento della diagnosi, esito delle biopsie e della eventuale TAC. Solo con questi parametri si possono dare informazioni precise. Comunque in linea di massima dopo una prima irradiazione con intento radicale (bisogna che mi fornisca il valore di dose complessiva erogata) bisogna passare a una seconda alternativa terapeutica. (03/01/2012)

Sono stato operato il 25 novembre per una complicazione dovuta ad un calcolo nell'uretere che mi ha portato ad un urinoma; durante l'intervento è stato posizionato uno stent ureterale per permettere il deflusso dell'urina ed è stato risolto il problema dell'urinoma: non ho più febbre, nessun dolore ed alcun sintomo. Purtroppo il calcolo non è stato ancora rimosso perchè durante l'operazione le condizioni del rene e dell'uretere non lo permettevano; adesso ho effettuato un a seduta di litotrissia extracorporea in data 22 dicembre (in quanto voglio provare prima a risolvere il problema con questo metodo anzichè sottopormi ad un altro intervento di ureteroscopia abbastanza invasivo); la prossima seduta di litotrissia è stata fissata per l'11 di gennaio. Ripeto, non ho alcun sintomo, né febbre né dolori, ma visto tutto il tempo che è passato e visto che il calcolo (seppur scalfito dalla prima seduta di litotrissia) è ancora lì, volevo sapere se un calcolo nell'uretere per così tanto tempo poteva creare problemi e infezioni anche in assenza di particolari sintomi.
La soluzione migliore per asportare un calcolo dall'uretere è l'ureteroscopia; in seconda battuta la litotrissia extracorporea. Se dopo due sedute di litotrissia il calcolo non si è modificato dovrà comunque sottoporsi a una nuova ureteroscopia, fatta evidentemente da persone più esperte. Solo se ci dovesse essere qualche problema si può ricorrere ad altre alternative come ad esempio l'asportazione del calcolo mediante laparoscopia. (25/01/2012)

Ho 81 anni e dieci anni fa sono stato sottoposto a intervento di asportazione totale della prostata, da allora ho fatto esami del PSA, i valori sono sempre aumentati, ultimo esame il valore è 4,58, vorrei sapere perchè pur non avendo più la prostata il valore del PSA continua a salire.
Una lenta risalita del PSA è molto frequente dopo una prostatectomia radicale; se avviene in fase precoce nei primi mesi può essere dovuta a persistenza della malattia se avviene a distanza può essere legata a qualche cellula di origine prostatica ancora presente e che si è "riattivata". Tuttavia alla sua età non deve preoccuparsi; sicuramente è consigliabile fare una visita ed eventualmente una ecografia transrettale per vedere se c'è una recidiva locale e comunque può essere indicata una seconda linea di terapia (radioterapia per la recidiva locale) ormonoterapia se non si trova la sede della recidiva.  (25/01/2012)

Io circa 5 giorni fa ho avuto una colica renale, sono andato in ospedale e dopo alcune ore mi hanno dimesso dopo aver eseguito ecografia ed antidolorifici, senza evidenziare alcun calcolo ma solamente renella, il problema è questo, io ora sto facendo la cura con bustine di calcomev, soluzione shoum, e compresse di omnic da 0,4, ma alcuni giorni dopo ho avuto un rapporto sessuale con la mia ragazza, ho raggiunto l'orgasmo solo che non ho avuto fuoriuscita di sperma, ho riprovato altre 2 o 3 volte ma sempre uguale... devo attendere altri giorni o torno in ospedale?
Direi di non preoccuparsi per la mancata emissione dello sperma perchè è un effetto dovuto all'assunzione di Omnic. Una volta che lo avrà smesso, ritornerà l'eiaculazione normale. (25/01/2012)

Finalmente dopo varie analisi è venuto fuori con un esame urinocoltura con ABG che ho enterococcus faecalis Conta colonie 100.000 CFU/ml. L'antibiotico più efficace che si evidenzia dall'esame colturale appare essere l'Ampicillina. Vorrei descrivere i miei problemi: due mesi orsono, dopo un contatto sessuale particolare e occasionale senza protezione ho contratto la candida che è stata curata bene dopo aver fatto una visita dermatologica. Da due mesi (quindi da pochi giorni dopo il rapporto) però ho avuto ed ho il glande arrossato e doloretti sopra pubici. Ora (da un paio di giorni) sto facendo l'Ampicillina 2 compresse al giorno da 1gr. Secondo il suo parere:
1) per quanto tempo dovrei fare questa cura?
2) potrebbe essere coinvolta anche la prostata?
3) dato che sono due mesi che ho l'infezione, dopo la terapia si guarisce completamente?
Le infezioni urogenitali da enterococco sono tra le più difficili da debellare; in genere occorrono molti cicli di terapia (a volte cambiando anche tipo di antibiotico perchè questo germe acquisice resistenza con facilità) e soprattutto l'uso costante del profilattico. Con particolare frequenza possono colpire anche la prostata e quindi ripresentarsi dopo un periodo di benessere più o meno lungo. (25/01/2012)

Ho 60 anni  (61 a febbraio) dall’eta’ di 50 anni circa  ho l’ipertrofia prostatica benigna. I  valori  del  psa  degli ultimi anni sono :
28/1/2008           2,11
9/2/2009            1,19
12/11/2009         2,4
30/7/20010        2,54
10/6/2011          2,53
All’ultima esplorazione rettale  (febbraio  2011)  l’urologo mi disse che la prostata non era tanto grossa. Attualmente prendo  alfuzosina cloridrato  10 mg (medicinale generico)         una compressa la sera dopo cena e ibp plus  la mattina  (quest’ultimo a cicli alterni di due mesi). Assunzione di liquidi:  circa  litri 1,5   al  giorno   fra  colazione  (latte e succhi di frutta)  meta’  mattina  ( succhi di frutta e acqua minerale)  e  pranzo  (succhi di frutta e the’,  poche bevande alcoliche), la sera mangio pochissimo  esempio: una mela, e non assumo altri liquidi. Qual e’  il problema?  Il dovermi alzare  per urinare nella notte  anche  per  otto, nove  volte! Solo al  mattino  mi sento la  vescica  vuota,  libera.  Che  fare? L’alfuzosina   cloridrato  generico rispetta   allo  xatral  puo’  influire  negativamente in quanto  gli eccippienti  non sono gli stessi?
Da quanto mi ha descritto si può dire che il PSA va bene essendo la lieve tendenza all'incremento compatibile comn l'età del paziente. Inoltre già si comporta bene in relazione all'alimentazione serale. Una prostata non particolarmente grossa non vuol dire niente nè può essere messa in relazione con il fatto di alzarsi frequentemente la notte può essere messo in relazione ad altri problemi; bisogna controllare la glicemia e fare una flussometria urinaria; solo dopo si può esprimere un giudizio. (25/01/2012)

Ho 36 anni ed un problema di prostata. Vado molto spesso il bagno, alcune volte mi capita di andare ad intervalli di 15 minuti, dopo si attenua. Quando mi sento di andare al bagno mi fa male la vescica. Il mio dottore mi ha prescritto un antibiotico CINETRIN, però non ho risolto niente. Il mio problema nasce quando 7 anni fa mi sono operato e mi hanno messo il catetere, dopo un  pò di tempo ho manifestato queso sintomo. Questo sintomo si manifesta spesso quando ci sono delle giornate fredde.
Se le capita frequentemente il problema, questo può essere dovuto alla presenza di una stenosi del canale uretrale o a una infezione cronica della prostata, ambedue possono essere legati alla presenza del catetere. Vanno esclusi entrambi i problemi per poter guarire. (7/02/2012)

Sono in cura per una prostatite da circa cinque mesi e la fase di congestione è in via di risoluzione. L'unico fastidio che rimane è il bisogno di urinare ogni due/tre ore.  Il flusso è chiaro ed abbondante (circa un bicchiere di plastica pieno) senza palesi impedimenti. Prima di fare la pipì avverto un dolore alla vescica, che scompare non appena appunto incomincio la minzione. Dolore che assomiglia ad una vescica piena di urina. La mia età: 55 anni  PSA 0,50 e volume prostata nella norma per l'età.
Dai dati che mi ha presentato direi che la sua prostatite è in via di guarigione; purtroppo in questa malattia sono frequenti le ricadute e quindi deve comunque prestare le attenzioni che mi augurano le abbiamo spiegato. Come PSA va benissimo in relazione alla sua età e alle dimensioni della sua prostata. (07/02/2012)

Sono una signora di 40 anni,siccome soffro di cistiti riccorenti mi hanno detto che per prevenirle può essere utile assumere  periodicamente Probiotici (esempio Colifagina ) e l’integratore Monurelle. Se tali presidi sono validi volevo sapere come è opportuno assumerli e ad esempio in un anno quanti cicli conviene fare di entrambi.
La cistite ricorrente nella donna può avvalersi della profilassi mediante probiotici che regolano la flora batterica intestinale e/o prodotti a base di mirtillo che riducono l'incidenza di infezioni. Comunque si tratta di cure lunghe, almeno di 6 mesi; sono altrettanto importanti le norme e le attenzioni che ogni donna ben conosce e che mi auguro le abbiano spiegato in relazione all'igiene intima e ai rapporti sessuali; ulteriori informazioni al riguardo può trovarle sul sito urologia-firenze.it. (08/02/2012)

Sono una ragazza di 18 anni e sono sola non ho i genitori e volevo chiedere un consiglio 2 anni e mezzo fa sono stata operata di cisti  ovarica  sanguinante e ora da agosto che non ce la faccio più non so dove andare e che fare. Allora alla fine di agosto ho avuto dei dolori fortissimi alle ovaie mi hanno dato la cura di ovuli ecc comunque diciamo che dopo un mese è passato però mi è rimasto il bruciore alla vescica e faccio sempre la pipi ogni 2 minuti specialmente quando mi bevo l'acqua da premettere che io igienicamente sono troppo pulita e non bevo cose gassate o alcolici o caffè o cose salate.
I dolori che avverte nello scavo pelvico potrebbero essere dovuti anche a una infezione cronica della vescica e/o della vagina; quindi dovrebbe fare almeno una urinocoltura e un tampone vaginale completo per escludere questi problemi e poi si può decidere il da farsi. (08/02/2012)

Sono disabile in seguito incidente lesione completa 12 vertebra.Vivo in Thailandia. Per urinare pratico le battiture no cateterismo. Le spiego un po' cosa mi e' successo. 20 giorni fa. Sentivo una strana contrazione alla vescica dopo di che ho visto nella sacca raccogli-urine una stiscia tipo della pelle trasparente lunga 10 cm circa e larga 5 mm e dopo abbondante sangue mischiato con le urine, mi reco di corsa all'ospedale e mi danno dell ciproxin, dopo quella prima volta non ho visto piu' sangue. Non ho sensibilità quindi dolore niente e febbre non ne ho avuta. Ma trovandomi in Thailandia non mi sento ancora molto sicuro preferisco un parere medico del nostro paese.
Il sangue nelle urine può presentarsi in concomitanza a infezioni che sono molto frequenti nei pazienti affetti da vescica neurologica come il suo caso. Il consiglio è di controllare almeno una volta mediante una ecografia l'apparato urinario sia per escludere altre malattie particolari sia per valutare quanta urina resta in vescica dopo la "battitura"; infatti le infezioni sono proporzionali all'entità del ristagno post minzionale. In ogni caso è consigliabile bere molta acqua (almeno 2,5-3 litri) e assumere periodicamente disinfettanti urinari per prevenire le infezioni più gravi; se infine il residuo postminzionale dovesse essere importante va valutata la possibilità di eseguire anche un autocateterismo per facilitare lo svuotamento della vescica. (08/02/2012)

Sono un ragazzo di quasi 20 anni, ho un problemino, da un giorno all'altro l'asta davanti del pene non si indurisce più e quando devo venire non fa getti lontani ma esce con poca potenza... cosa può essere....? Inoltre ho difficoltà ad urinare... le premetto che la notte prima che succedesse questo problema mi sono ubriacato e ho urinato all'aperto prendendo perciò freddo. Mi sto preoccupando mi faccia sapere come posso curarmi, inoltre dopo quella serata ho un continuo e forte mal di pancia nonostante sono passati alcuni giorni. 
I disturbi che lamenta in genere sono dovuti a uno stato infiammatorio della prostata e delle vescicole seminali, che non può essere messo in relazione con il freddo. Le consiglio di eseguire comunque una valutazione urologica per impostare gli esami da fare e la terapia più appropriata. (08/02/2012)

Due mesi  fa di punto in bianco ho avuto i  seguenti sintomi: bruciore prima e dopo aver  urinato, pesantezza nella zona pubica ma anche dolore lombo sacrale. Ho preso antibiotici per la cistite, ho fatto due esami delle urine a distanza di 2 settimane  (anche urinoculture). Esiti tutti negativi. Dopo la cura con antibiotici il bruciore si è attenuato ma c’è sempre e anche pesantezza e dolore pelvico. Necessità ad urinare più volte del normale. Il medico di famiglia mi ha prescritto spasmex, fermenti probiotici  e altre bustine per pulire la vescica (che non ricordo il nome che si prendono 2 volte a settimana a vescica vuota prima di dormire). Ma i disturbi rimangono. Può essere Cistite Interstiziale? Nessun episodio di cistite in precedenza. Ho 36 anni.
I disturbi che avverte sono più che altro da mettere in relazione con uno stato infiammatorio degli organi pelvici; per cui è consigliabile fare tutti gli accertamenti batteriologici. Non dovrebbe trattarsi di cistite interstiziale che in genere dà disturbi molti più marcati e duraturi nel tempo e inoltre richiede per la diagnosi l'esclusione di infezioni dell'apparato urinario e un esame endoscopico  della vescica per confermare la malattia. (08/02/2012)

Ho59 anni ho subito un intervento di asportazione dell'utero a circa 47 anni. Ultimamente ho diverse perdite scure con dolori alla schiena (premetto che il paptest è risultato negativo) mi devo preuccupare?
I dati che mi ha fornito sono molto scarni. Bisogna vedere da quanto durano le perdite, di che entità e aspetto sono e infine se l'isterectomia è stata totale o se è stato lasciato il collo dell'utero; pertanto le consiglio di sentire il Ginecologo che l'ha operata. (08/02/2012)

Ho 59 anni da 6  mesi sto curando una IPB con Avodart, e da 4 con Silodyx e devo dire che la mia situazione è molto migliorata. Dagli ultimi esami fatti 12-12  i risultati sono valore di PSA è di 3,25 totale Frazionato 0,65  FPSA/TPSA 0,20. Negli ultimi tempi però, ho un fastidio ai testicolo che mi si sono ingrossati, e anche dolorosi, ho fatto l’ecografia e tutto è nella norma vorrei sapere se è normale, dato che non appare sempre ma periodicamente,c osa posso fare per ridurre e alleviare il dolore? Può la causa essere associata al medicinale che prendo? Dato che per lavoro viaggio spesso in aereo e auto, il disturbo viene molto accentuato, visto che al mattino appena alzato non si presenta il dolore, ma solo l’ingrossamento può anche l’affaticamento accentuare il fenomeno?
La cura che sta facendo per l'IPB è molto valida. I dolori e l'ingrossamento che avverte ai testicoli non dipendono dalla prostata, ma possono essere la spia di un processo infiammatorio delle basse vie urinarie e dei genitali. Perciò occorre una visita urologica per poterla valutare adeguatamente. (08/02/2012)

Qualche mese fa ho fatto degli esami completi di sangue ed urina per un problema che non c'entrava affatto con la vescica (problema alle mani e piedi dolori come crampi e formicolii). Dalle analisi mi è venuto fuori Eritrociti valore di rif 0-10 n23 nell'urina. Il mio dottore mi ha fatto fare gli esami dell'urina dei tre giorni ed è venuto fuori Microematuria. Dopodichè ho fatto una ecografia alla vescica e reni dove è risultato tutto a posto. Il mio dottore mi ha prescritto una visita dall'urologo dove mi ha controllato la prostata, palpato i testicoli (premetto che sotto il testicolo sinistro ho una cisti dell'epididimo di 1 cm, dove il dottore mi ha detto di non dargli importanza visto che è troppo piccola), dopodichè mi ha perescritto una CISTOSCOPIA. Io volevo sapere da lei di cosa si tratta questa visita, e se è dolorosa. Premetto che ad oggi non ho nessun disturbo a livello di vescica niente bruciore.Mi devo preoccupare?
Direi che l'iter diagnostico è corretto. Prima di fare la cistoscopia, che è un pò fastidiosa perchè consiste nell'introdurre uno strumento attraverso le vie naturali, potrebbe fare 3 citologie urinaria e se queste venissero negative potrebbe evitare almeno per ora la cistoscopia; se però l'ematuria si ripete nel tempo la cistoscopia è indispensabile. (08/02/2012)

Successivamente alle eiaculazioni si svuota un solo testicolo. E' grave?
L'impressione che gli si svuoti un solo testicolo dopo l'eiaculazione è sbagliata. Se avverte disturbi eiaculatori faccia una ecografia prostatica transrettale per valutare le vescicole seminali che sono più interessate al problema da lei descritto.  (08/02/2012)

Sono una signora di 40 anni da maggio urino spesso e ancor di piu' di notte urocultura negativa ecografia all'addome cisti ovarica, 15 giorni fa laparoscopia tolto cisti trovato endometriosi 4 grado aderenze e tolto pure quelle.Ho sentito molto male quando mi han tolto il catetere poi per 4 giorni male ogni fine minzione ora continuo ad urinare spesso di notte pure 5 o 6 volte in piu' perdo poche gocce di pipi nelle mutande. Potrei avere lendometriosi pure alla vescica? Si vede solo con la risonanza da mestruata o ci sono altri esami? Sto' prendendo il cistalgan ma a parte avere meno dolore sotto urino sempre uguale. Ho pure un gran prurito dietro nella zona lombare e alla vagina sopra ma questo forse e' dovuto all'intervento.
Per valutare se c'è endometriosi nella vescica è sufficiente una cistoscopia che è rapida, poco dolorosa per una donna e chiarisce rapidamente il problema. Per i disturbi che avverte può prendere una terapia specifica per la pollacchiuria a base di solifenacina o di tolterodina che in genere risolvono il problema in un mesetto.  (08/02/2012)

Sono un ragazzo di 27 anni ed ecco cosa mi è accaduto: in seguito ad aver urinato un pò di sangue (poche gocce) a fine minzione sono stato al Pronto Soccorso dove mi hanno diagnosticato una cistite emorragica. Ho fatto ecografia (prostata, vescica, reni, etc.) e vari esami delle urine dai quali non è emerso alcun problema. Tuttavia, da allora, ho cominciato a porre attenzione al mio apparato genitale. In pratica, ho due problemi dei quali non ho mai parlato con nessuno e non so se sono collegati fra loro oppure se possano essere ricondotti all'episodio della cistite diagnosticatami:
1) A fine minzione, nonostante ponga sempre attenzione alla mia igiene, perdo sempre alcune goccie di urina tipo una sorta di gocciolamento post-minzionale. Aggiungo tuttavia che il getto è dritto e lungo se così si usa dire.
2) In seguito ad un rapporto sessuale ho una eiaculazione regolare, ma dopo alcuni minuti capita sempre che dal mio pene fuoriesca un pò di liquido trasparente.
Secondo lei dovrei preoccuparmi? Come dovrei comportarmi?
I disturbi che avverte sono riferibili a uno stato infiammatorio della prostata e delle vescicole seminali. Le consiglio di completare gli accertamenti con gli esami batteriologici del liquido seminale e poi di fare una terapia adeguata unitamente all'uso costante del profilattico. (08/02/2012)

Da vari anni soffro di una ipertrofia prostatica (ho 74 anni) e il medico da me interpellato mi prescrisse allora Finasteride eg 5mg e associato il Tamsulosin, ora parlando con amici mi hanno detto di aver sostituito il finasteride con il prostenil plus che e' come lei sa un prodotto omeopatico quindi forse sarebbe piu' indicato di un farmaco; tra le altre cose le posso dire che faccio controlli del P.S.A ogni 6 mesi e per ora e' fermo a 0,50.
la terapia che effettuava (finasteride+tamsulozina) è considerata attualmente tra le migliori per l'ipertrofia prostatica perchè l'azione terapeutica viene esplicata sia sull'ingrossamento della prostata che viene bloccato che sul miglioramento del flusso minzionale. (08/03/2012)

Mio padre 78 anni ha una recidiva di colica renale con macroematuria . Ho iniziato Ciproxin 1000 1 cp da ieri sera, orudis fl im, non ricordo se iniziare subito con Omnic o attendo la fine della colica... orudis max 2 volte due? Tra un Orudis e l' altro uso tachipirina 1000 per controllare dolore? Ecografia neg ipertrofia prostatica.
La colica renale può dare ematuria transitoria e per questo l'apporto elevato di liquidi puiò favorirne la risoluzione (i liquidi sono controindicati in presenza di ostruzione completa della via escretrice). Gli antibiotici non sono strettamente necessari, a meno che non ci sia una complicanza infettiva denunciata da bruciori minzionali o da pregressa infezione urinaria); l'Omnic è utile per facilitare l'espulsione di un piccolo calcolo così come è utile per migliorare il flusso in una ostruzione determinata dalla prostata. (08/03/2012)

Ho 43 anni, circa un anno e mezzo fa, ho avuto un singolo episodio di emospermia, in quella occasione mi sottoposi ai diversi accertamenti clinici prescritti dall'urologo  al quale mi rivolsi trai i quali un'ecografia prostatica transrettale, ecografia scrotale e le analisi ematiche con i riferimenti richiesti. Non emerse nulla di rilevante. Adesso negli ultimi  due mesi, dopo oltre un anno di assenza ho avuto altri tre episodi analoghi cosa mi consiglia di fare?
L'emospermia è un segno che può ripetersi più volte; più frequentemente è dovuta a infezioni della prostata, ma può essere anche segno di altre patologie sia della stessa prostata che del collo vescicale e dell'uretra posteriore. Pertanto vanno ripetuti accertamenti completi per individuare la causa esatta del problema.  (08/03/2012)

Sono una ragazza di 28 anni, da circa tre mesi ho un problema di ematurie nelle urine solo ed esclusivamente dopo aver avuto un rapporto sessuale senza avere il minimo sintomo. Ho effettuato una visita ginecologica negativa dove il medico mi ha consigliato di effettuare una visita urologica. Dopo aver effettuato gli esami delle urine anche questi direi perfetti ho fatto la visita urologica con ecografia alla vescica e ai reni con risultato anche qui tutto nelle norma. Dopo aver fatto la visita ho iniziato ad avvertire forti dolori, delle fitte lancinanti nella zona bassa dell'intestino solo la parte destra, con relativo dolore nella parte inferiore della schiena ho come la sensazione che non mi regge più. Tuttora non so cosa pensare anche perchè i medici a loro volta non sanno darsi una risposta, mi rivolgo a lei per sapere se magari ha già avuto altri casi come questo.
L'ematuria dopo rapporti sessuali non è frequente. Se i precedenti accertamenti sono stati negativi Le consiglio di fare anche una uretrocistoscopia per escludere eventuali problemi eventualmenbte non rilevati dall'ecografia.  (08/03/2012)

Operato di prostatectomia radicale a gennaio 2004, all'età di 59 anni, oggi ho 67. Assumo androcur 100. L'ncontinenza urinaria, dopo otto anni dall'intervento, continua ancora, specialmente dopo il pranzo. Spesso sono costretto a cambiare lo slip due o tre volte nella giornata. Controllo PSA ogni tre mesi, atualmente è 0,015, visite di controllo ogni sei mesi. L'impotenza sessuale continua, anche con l'uso di punture sul glande.
Direi che sul piano oncologico le cose vanno bene. L'incontinenza urinaria potrebbe trovare giovamento sia dagli esercizi di controllo della muscolatura perineale (che le devono essere insegnati se non li sa già fare) sia da terapie specifiche per la vescica. Per l'impotenza qualora abbia fatto a suo tempo la riabilitazione andrologica, che deve iniziare poche settimane dopo l'intervento, e se ha già provato che le iniezioni endocavernose con diversi dosaggi sono inefficaci l'unico rimedio è quello di valutare se è idoneo ad applicare una protesi peniena. (08/03/2012)

Nell'anno 2005 per la prima volta mi fu diagnosticata una prostatite, in quell'occasione avevo 31 anni ed avvertivo per la prima volta un bruciore all'atto della minzione. L'urologo che mi visitò all'epoca mi fece svolgere delle accurate analisi, successivamente mi somministrò una terapia antibiotica che io assunsi attenendomi scrupolosamente alle sue indicazioni. Purtroppo pero' nel 2008 il problema si ripresentò ,mi recai presso l'a.s.l territoriale facendomi assistere da un'altro Urologo abbastanza noto e conosciuto nell'ambito medico specifico. Tale Urologo mi diede anch'egli una serie di esami da sostenere, compresa un'ecografia alla prostata. Ne risultò in seguito a tali esami da me effettuati che avevo un'ingrossamento della prostata ed avevo una prostatite di carattere "cronico". Altresì mi venne riscontrata anche un'infezione chiamata "Clamidia". La terapia da me effettuata consisteva nell'assumere ciclicamente antibiotici del tipo: levofloxacina da 500mg, contestualmente assumendo anche un noto integratore alimentare in bustine: "Raliprost forte". Oggi come oggi sono anche diventato papa', avevo un problema di oligospermia risolto, ho risolto anche il fastidio del bruciore all'atto della minzione, solo che e' rimasto perennemente tale fastidio: minzione fequente. Come posso risolvere? Sono un soggetto che soffre anche di stipsi cronica e di ragade anale che spesso si ripresenta.
La prostatite cronica tende a perdurare nel tempo e ogni tanto si riacutizza. Le terapie devono essere pertanto sufficientemente lunghe o ripetute nel tempo proprio per ridurre il rischio di recidive; inoltre per la cura è fondamentale correggere i fattori di rischio che sono costituiti dai rapporti sessuali non protetti, dalla stipsi e dall'attività sedentaria. (04/04/2012)

Ho subito intervento chirurgico di prostatectomia radicale previa linfoadenectomia pelvica bilaterale mediante incisione mediana nel gen. 2004, non ho mai avuto problemi urinari o infezioni. Ultima visita di controllo gen. 2012 : nessun problema prostatico, penso che il PSA possa giovarsi di AVODART (una compressa al giorno x 8 mesi) . Il mio PSA tot eseguito in aprile 0,59 ng/ml - in agosto 0,53 ng/ml- in dicembre 0,68 ng/ml. E' necessaria questa assunzione di farmaco per così tanto tempo solo forse per livellare i soprariportati valori visto esito visita?
Per rispondere con precisione alla sua domanda sarebbe necessario conoscere alcuni elementi all'atto dell'intervento e soprattutto il valore massimo raggiunto dal PSA preoperatorio, la stadiazione istologica postoperatoria e la sua età; in tal modo si possono stabilire dei fattori di rischio sui quali indirizzare i controlli ed eventualmente le cure. L'elevazione postoperatoria del PSA va valutata con attenzione per escludere soprattutto una recidiva locale o a distanza. La terapia poi dipende dall'età nel senso che se l'età è abbastanza avanzata può andare bene una terapia medica adeguata altrimenti sarebbe meglio procedere con una seconda linea di terapia che potrebbe essere la radioterapia. (04/04/2012)

Mi chiamo Marco e ho 30 anni. Tempo fa, ovvero circa 8 anni ho avuto un dolore fortissimo a un testicolo causato forse da stress e sovrasforzo non le so spiegare, facevo 20 chilometri al giorno in bici tutti i giorni per recarmi a lavoro , in più stavo in piedi in movimento tutto il giorno, anche 12 ore al giorno (facevo il cameriere). Una sera mi misi a letto e mi venne quel dolore insopportabile, talmente forte da non riuscire più a muovermi. Feci 4 giorni a letto, il minimo movimento era proprio come prendere un calcio, per intenderci. Poi con un antidolorifico piano piano, dopo un mese il dolore passò, anche se delle volte, magari in momenti di stanchezza fisica sento dei fastidi. Il fatto è che un testicolo mi è rimasto piccolo e mi sembra che piano piano diventi ancora più piccolo negli anni. Nonostante ciò non ho mai avuto nessun problema di erezione. Volevo chiederle: a parte la probabile infertilità possono succedere problemi anche all'altro testicolo? Feci un ecografia e il risultato fu solo di una lesione interna.
L'episodio che ha descritto può essere in relazione a una torsione del testicolo o a un fatto infiammatorio (in questo secondo caso però il testicolo o l'epididimo tendono ad essere anche ingrossati e può esserci febbre e bruciori a urinare oltre al dolore al testicolo). Comunque indipendentemente da cosa abbia scatenato l'episodio acuto è normale che il testicolo si rimpicciolisca nel tempo dopo l'evento dannoso. In genere questo non comporta problemi nè ormonali nè di fertilità perchè l'altro testicolo è in grado di assolvere a questi compiti anche da solo; comunque sarebbe opportuna una valutazione clinica per vedere se fatti analoghi si potrebbero ripetere anche al testicolo "buono". (04/04/2012)

Ho 40 anni e due figlie e avrei intenzione di fare la legatura della vena spermatica (penso si dica così)  anche perché mia moglie soffrendo di una cefalea non può più prendere la pillola. Ho chiesto anche al mio medico di famiglia ma qui da noi questo tipo di intervento è a pagamento ma non mi hanno detto la cifra. Vorrei sapere quindi quanto mi costerebbe questo tipo di intervento, e se c'è la possibilità in qualche modo di farlo con la mutua. Sarei disposto a venire anche a Firenze.
Credo che lei si riferisca alla legatura dei deferenti, non della vena spermatica come ha scritto. Infatti questa scelta la fanno alcuni maschi, soprattutto dopo che hanno già figli o quando sono certi che non ne vorranno più avere; questo è importante saperlo anche perchè la legatura dei deferenti comporta una infertilità che molto difficilmente reversibile e non determina altri disturbi. Poichè la procedure deve essere effettuata dopo una adeguata illustrazione e dopo aver ottenuto un valido consenso sarebbe necessario un colloquio per precisare proprio questi aspetti. (04/04/2012)

Salve,  sul sito  ho letto questa frase: "Soffro spesso di cistiti (episodi caratterizzati da stimolo impellente ad urinare, minzioni frequenti con bruciore e dolore durante la minzione, a volte presenza di sangue nelle urine e febbre)". Il mio caso è perfettamente uguale! Tranne la febbre tutto il resto è presente . Ultimamente ho avuto la cistite tre volte in un mese, con forte bruciore durante la minzione e l'ultima volta ho notato anche che l'urina era rosata, molto probabilmente per la presenza di sangue. Il dolore/bruciore si verifica più spesso la notte prima di addormentarmi e la mattina (soprattutto se la sera prima ho avuto un rapporto sessuale). Seguo tutte le precauzioni e le buone norme che sono presenti sul sito e che mi sono state comunicate anche dalla ginecologa ma non capisco perché continuano a ripresentarsi così frequentemente. Ho usato bustine di Monuril o Fosfomicina, che attenuano ma per pochi mesi. Da cosa è dovuto tutto questo? C'è un rimedio definitivo?
E' proprio sicura di aver adottato tutte le norme e le precauzioni indicate per evitare la cistite? Le ricordo il bere adeguatamente, curare l'igiene esterna nel modo specificato e anche quella interna alla vagina, usare il profilattico, evitare toccamenti che possono portare germi all'interno della vagina. Deve analizzare se nel corso della giornata o durante il rapporto sessuale c'è qualcosa che può indurre alla cistite (a volte si tratta di banalità dell'agire quotidiano). (04/04/2012)

Sono Osvaldo, un ragazzo di 27 anni. Una settimana fa ho riscontrato tracce di sangue nel mio liquido seminale. Inutile dire che mi sono allarmato moltissimo, per cui ho subito consultato un urologo che dopo avermi visitato ha diagnosticato una prostatovesciculite subacuta e richiesto una eco prostatica transrettale per emospermia. Diagnosi prostata lievemente aumentata di volume (circa 20cc) ad ecostruttura nel complesso disomogenea. Edema del collo vescicale che comunque non appare ostruente; presenza di aree fibrocalccifiche in sede periuretrale; plesso del santorini dilatato; in sede periferica non evidenza di aree focali; capsula integra, vescicole seminali notevolmente dilatate, soprattutto a sinistra. Mi dica, c'è da preoccuparsi davvero? E' qualcosa che  ha da fare col tumore? Potro' avere figli? L'urologo mi ha prescritto una terapia: Spergin Q10 cp, Ciproxin RM 1000, Topster supposte, Leviaprost cp. Si risolverà il problema?
La terapia per la prostatite subacuta che sta facendo va bene. Le ricordo soltanto che sono terapie lunghe, meglio se le ripete ciclicamente perchè il rischio che possa riavere la fase acuta è molto elevato; le ricordo infine cho sono necessarie altre precauzioni come ad esempio curare l'igiene intima, bere adeguatamente, regolarizzare l'alvo, usare sempre il profilattico. (04/04/2012)

Mi chiamo Marco, ho 30 anni e da un paio di mese faccio fatica ad avere rapporti con la mia fidanzata. Il problema è che non ho desiderio ed il mio pene non riesce a diventare scusi il termine duro. Sono preoccupato. Quali esami devo fare e che visita?
Questi episodi possono verificarsi anche in età giovanile quasi sempre in concomitanza con momenti di stress fisico o lavorativo, in caso di cambio di partner, di abuso di alcool o fumo o se prende alcuni tipi di farmaci. Quindi ne parli prima con il suo Medico di Medicina Generale che effettuerà una prima valutazione e le saprà dare il giusto consiglio; in caso che non risolva il problema allora è indicata una visita specialistica urologica o andrologica. (04/04/2012)

Ho 27 anni e da una settimana durante l'eiaculazione, e solo durante quest'ultima, ho un dolore nella parte bassa dell'addome a sinistra alla stessa altezza dell'appendice.Cosa potrebbe essere?
In genere il dolore durante l'eiaculazione è legato a uno stato infiammatorio della prostata e/o delle vescicole seminali. Le suggerisco di fare una visita urologica per valutare più approfonditamente il problema. (04/04/2012)

Circa 40 giorni orsono ho avuto un caso di ematuria.Dopo 3 giorni di Ciproxin sintomatologia risolta. Esami urine ed urinocoltura per due volte negativi, non riscontrate tracce di sangue. Ecografia: reni e vie urinarie nella norma, cisti di 4 cm a sinistra, vescica nella norma, prostata di 20 cc in toto, RPM assente. Esami sangue nella norma PSA basso 1.09. Visita urologica: prostata di medie dimensioni, simmetrica, parenchimatosa, bilobata, dolente alla palpazione, non lesioni nodulari palpabili. Esame citologico urinario: iperplasia papillare dell'epitelio transizionale.
Se l'episodio di ematuria era accompagnato anche da bruciori durante la minzione può stare più tranquillo essendo probabile che si sia trattato di un episodio infiammatorio acuto. Comunque se si dovesse ripetere è consigliabile ripetere almeno 3 citologie urinarie e poi anche una cistoscopia. (11/07/2012)

Ho 51 anni e vengo a spiegarle il problema, circa 20 giorni fa a seguito di forti bruciori, a mia moglie veniva fatto un tampone uretrale e gli venivano riscontrate numerose colonie di flora batteria mista della specie stafiloccocco haemolyticus e della specie enterococco fecalis.Dopo aver esaminato l'antibiogramma veniva curata (si spera) con due punture intramuscolo di cefotaxina teva, una la mattina e una la sera e due compresse di rifadin 600 mg una la mattina e una la sera per 12 giorni. Avendo anche io dei problemi già avuti in passato, per una prostatite (circa due anni fa) ho fatto anche io un tampone uretrale e mi venivano riscontrate alcune colonie di flora batterica della specie enterococco fecalis. Preciso che a seguito dei disturbi di mia moglie da circa due mesi non abbiamo rapporti sessuali e che mia moglie il 7/09/2011 era stata operata per polipo endometriale attraverso isteroscopia operatoria. Visto l'antibiogramma, il medico mi ha fatto curare per 10 giorni con antibiotico levofloxacina da 500 mg una compressa al giorno. Alla fine di questi dieci giorni, consigliato dal mio medico, avendo bruciori nell'urinare e bruciore nello iaculare, mi sottoponevo ad visita urologica, esplorazione rettale, eco transrettale ed eco testicolare. (...) Domani farò Psa con rapporto libero e totale. Mi sto curando con Omnic,coliman e aulin bustine. Non ho problemi nella minzione e non mi brucia più urinare. Mi ha sospeso caffè, cibi piccanti, superalcolici, alcolici e aumentare l'apporto idrico sino a due litri di acqua al giorno. Mi scusi se mi sono dilungato, ma l'urologo mi ha spiegato che non sono a rischio ma che ho una prostata da studiare, mi dica dottore, ma può essersi verificato tutto a seguito dell'enterococco fecalis?
Il quadro di infezione che mi descrive è abbastanza avanzato e sicuramente presente da tempo essendosi esteso anche agli epididimi. I consigli che le hannpo dato vanno bene ma deve tener preesente che la cura della prostatite è lunga e prevede diversi cicli di disinfettanti + antiinfiammatori e inoltre deve far uso costante del profilattico.  (11/07/2012)

Ho subito l'intervento di esportazione radicale della prostata 8.07.2011, dopo hanno esaminata la stessa e la diagnosi è stata adenocarcinoma acinare grado 7 (4+3)sec.CLEASON. La neoplasia interessa entrambi i lobi,infiltracapsula,una vescichetta seminale ed èpresente sul margine di resezione chirurgico in corispondenza del lobosinistro. Aiceelinfonodi (8)esente da neoplasia.pT3B  PnO  R1:O fatto 34 sedute di radio terrapia, però io ho spesso dei dolori al basso ventre, vorrei sapere gentilmentese sono postumi dell'intervento e questi dolori me li porterò per sempre.
Innanzi tutto dovrebbe meglio precisare che tipo di dolori, quando insorgono, se sono legati alla minzione o alla alimentazione ecc; in assenza di questi dati è difficile dare una risposta anche perchè non ha fornito dati recentti sullo stato della malattia. (11/07/2012)

Ho effettuato per la prima volta la EO.Alla DRE ghiandola prostata aumentata di volume 1,5 volte la norma, a superficie liscia e consistenza parachimatosa. Da premettere che avevo usato Omnic da almento sei anni. Il dottore mi dice di sostituire l'omnic con urorec 8mg 1 cp/die e un parafarmaco Leviaprost, fin qui nulla da dire, solo che di questo leviaprost nn ho trovato alcun riscontro cioè non so cosa lo componga. A parere mio credo sia + giusto prendere l'avodart al posto di Leviaprost.Cosa ne pensa? Posso sostituire il Leviaprost con il Proxana plus? Spero di essere stato chiaro ad esprimere la mia situazione.
La cura per la prostata deve essere fatta da uno specialista che le suggerisce il farmaco "giusto" a seconda il suo problema. Infatti Omnic serve per un motivo ben preciso e Avodart per un altro motivo; pertanto si rivolga a uno specialista per definire meglio la sua terapia. (11/07/2012)

Vorrei sottoporle un quesito per mia madre. E' stata operata nel febbraio 2011 a ROMA ai gemelli per asportazione di un linfoma nH cerebrale di 3 cm frontale, operazione avvenuta correttamente e poi sottoposta a 4 cicli di chemioterapia ad alto dosaggio di metotrexate,cytarabina e temodal. Dopo la chemio ha ottenuto una risposta completa al tumore e si è deciso di non fare la radio in attesa di una recidiva. Da questo periodo in poi sta prendendo i farmaci KEPPRA 1000mg (due pasticche al dì) e TOPAMAX (4 pasticche al dì da 25 mg). Ora sta bene e svolge una vita regolare con una marcata lentezza. Però da allora ha sempre l'istinto e la necessità di andare al bagno specialmente di notte ( dalle 2 alle 4 volte in 9-10 ore).Di giorno invece ci va normalmente ogni 4-5 ore.Nei mesi scorsi ha fatto l'ecografia dell'addome superiore nella quale risultano regolari e esenti da patologie: il fegato, vie biliari,  pancreas , milza, reni, vescica distesa e ha  solo colicisti fisiologicamente distesa e multiple cisti parenchimali. Ha eseguito due volte l'urinocultura non evidenziando delle infezioni con PH :7 e numerose cellule delle basse vie urinarie con numerosi fosfati amorfi. Ho fatto vedere e esposto questo problema e gli esami fatti all'oncologo che ha fatto la chemio, al medico curante, all' urologo e alla nefrologa. La nefrologa gli ha dato il farmaco BACTRIM e non ha dato risultati, mentre il medico curante e l'urologo mi hanno detto di prenderei il VESIKER 5mg. Lei cosa mi consiglia di provare col VESIKER o fare una visita da un uroginecologo? Mi scuso per la lunga lettera , ma necessaria per darle maggiori informazioni per la sua risposta.
Per l'eccessiva frequenza di minzioni notturne bisogna escludere un diabete, una vescica che si svuota male o con difficoltà per un prolasso o per un problema dell'uretra; quindi è necessaria una visita specialistica accurata prima di prendere il Vesiker che comunque potrebbe essere indicato in alcuni casi. (11/07/2012)

Da qualche anno soffro di prostatite piu' acuta in inverno, quasi assente in estate. Prendo a cicli di 3 mesi circa permixin 320 , faccio varie ecografie ma con risultati a volte diversi(ultima del 12.5.12 "prostata di forma regolare e volume aumentato, 31.2 g.a carico della zona centrale del lobo  sx si reperta immagine nodulare di 2.5x2cm) nel marzo 2010 (prostata cm.5,42 in trasvx cm 3,35 in A-P) . L'urologo da me interpellato mi dice: nessun problema, faccia solo il psa (che faccio ogni anno da tre anni circa e che e' sempre nella norma). Ultimo PSA del 15.05.12: psa 1,45, psa libero 0,36 rapporto psa lib e tot. 26%. Le chiedo: un consiglio.
Se il suo PSA è stabile nel tempo può stare tranquillo; va bene ripeterlo annualmente e nel caso si evidenzino variazioni del PSA si può rivolgere al suo Urologo. (11/07/2012)

Caro dottore vorrei sapere come interpretare questo valore:fpsa/tpsa  0,43  e deve essere  > 0,20 IN MIO PADRE 78 ANNI.
Quello che conta di più è il PSA totale; comunque un rapporto alto, come ha suo padre, è maggiormente orientativo per ipertrofia prostatica benigna. (11/07/2012)

Da circa 10 mesi soffro dei seguenti disturbi: sensazione di bagnato e fastidio sulla punta del pene in particolare dopo minzione (ho 40 anni, sono impiegato e normale attività fiscia in piscina e ora solo corsa; 2 filgli).

Ho fatto numerose visite e analisi tra cui quella dermatologica, urologica con 3 tamponi uretrali e urinocoltura ecografia completa e numerosi cicli antibilotici per debellare batteri come lo pseudomonas aeruginoso, e. colie enterococco fecalis. L’utlimo debellato dopo una visita e cura antibiotica presso un infettivologo. Ma comunque in nessun momento la situzione di fastidio e percezione di bagnato è mai passata. A gennaio i risultati del tampone sono stati finalmente negativi ma nessun miglioramento. Un mese e mezzo fa circa ho cambiato urologo il quale dalla visita alla prostata ha ipotizzato una prostatite primo tentatvio di cura con Topster, e da un mese e mezzo con Ipertofan e impacchi di acqua calda e niente piscina (acqua troppo fredda). Dopo un primo periodo di nessun risultato verso il 30 gg finalmente un migliormanto, che però è durato pochi giorni e oggi sono ancora alla stessa situazione di prima. Lui dice che le prostatiti infiammatorie sono molto lunghe da curare di avere pazienza. Volevo sapere una sua opinione, magari dalla sua esperienza capire che tempi potrebbero esserci per guarire.
La prostatite cronica soprattutto dai germi che Lei ha citato e che sono particolarmente resistenti è difficile da curare e richiede lunghe cure (anche mesi) con disinfettanti e antiinfiammatori. Inoltre è importante l'uso costante del profilattico per evitare nuove contaminazioni infettive. Acqua calda o fredda non hanno nessuna relazione. Infine c'è da valutare se la sua prostata determina una ostruzione anche parziale del flusso, che potrebbe spiegare la sensazione di "bagnato sulla punta" e fare le cure specifiche per il problema. (11/07/2012)

Ho 35 anni e da alcuni anni ormai mi si presenta spesso un'infiammazione della prostata (che temo si stia cronicizzando) dovuta ad un batterio (enterococtus faecalis) che ho cercato di combattere con diverse terapie ma che puntualmente mi si presenta. In questo momento preciso temo di aver nuovamente contratto il batterio (ho fatto proprio oggi esame culturale dello sperma e giovedi otterrò i risultati). Il problema è che in questi giorni il fastidio è più pressante del solito, dai genitali al pene, sento come un formicolio e sono davvero molto preoccupato. Ho provato a cercare un suo studio per poter eventualmente prenotare una visita ma senza successo. Mi sono trasferito da poco in Toscana e non so a chi rivolgermi.
La prostatite cronica da enterococco fecale è molto difficile da eradicare perchè si tratta di un germe particolarmente resistente. In primo luogo le cure con antibiotici e antiinfiammatori devono essere particolarmente lunghe, anche diversi cicli; in secondo luogo bisogna usare sempre il profilattico per evitare nuovi episodi di contaminazione batterica. (11/07/2012)

Sono stato operato alla prostata con la turp, dopo 10 mesi i sintomi si sono ripresentati nuovamente, ho fatto la cistourografia è risulta la pulizia di un solo lobo, a settembre dovrò operarmi di nuovo, mi saprebbe dire perchè non sono satati puliti entrambi? Non posso domandare al chirurgo che mi ha operato.
L'evenienza che residui un lobo prostatico può essere legata al fatto che il chirurgo per una qualche ragione sia stato costretto ad accellerare o a concludere l'intervento prima del previsto. (11/07/2012)

Ho 52 anni e tre anni fa, a seguito prostatite, il mio urologo mi ha diagnosticato una IPB con prostata grande per l'età (fatta eco - analisi urine normali- visita e uroflussimetria). La cura è : OMNIC una compressa al giorno e cicli di IDIPROST o PROFLUSS. Al momento non ho particolari sintomi. Chiedo il suo parere su questi Fitofarmaci e se posso sostituire IDIPROST con il più ecomico Licoser.
Il farmaco efficace è l'Omnic; se la prostata è particolarmente grossa è consigliabile aggiungere un farmaco che ne "blocca" l'ulteriore accrescimento come la finasteride o la dutasteride. Sui fitofarmaci che ha indicato non ci sono sufficienti evidenze cliniche anche se qualche nota di miglioramento viene spesso segnalata dai pazienti. (11/07/2012)

Ho 61 anni e sono angosciato da circa 10 anni da un PSA instabile, cosiddetto "ballerino", che ha raggiunto anche valori di 8 ng/ml, con in genere una buona ratio. Nel 2010 dopo il riscontro di una PCA3 di 69, sono stato sottoposto a biopsie prostatiche in numero di 9 con esito negativo per patologia neoplastica. Nell'aprile 2011 dopo il riscontro di un PSA di 6 ng/ml sono stato sottoposto a TURP con all'istologico fibromioadenoma e foci di prostatite cronica . I successivi PSA sono stati rispettivamente :  giugno 2011 = 1,38  ; novembre 2011 = 1,69 ; marzo 2012 =  1,85 . Nel marzo 2012 ho ripetuto il PCA3 = 62 . Ho praticato per tutto il mese di aprile 2012 levofloxacina 500 mg / die per os ed il 3  maggio 2012  ho ripetuto il PSA  = 3,43 ( ratio 20,11 ) . Mi sono state proposte nuove biopsie prostatiche o una nuova TURP particolarmente allargata . Le chiedo un Suo parere ed inoltre che cosa pensa del valore diagnostico del PCA3 e che esperienza ha sulle prostatiti croniche da iceti o altri organismi particolarmente resistenti. 
Come ben sa innanzi tutto non si può escludere mai al 100% che un individuo possa avere o possa non avere un carcinoma della prostata. Alcune considerazioni però vanno fatte: innanzi tutto la prostatite cronica va curata a lungo, con cicli di disinfettanti + antiinfiammatori e soprattutto vanno rispettate tutta una serie di regole comportamentali (tra le quali è molto importante ad esempio l'uso costante del profilattico); solo in questo modo si può cercare di star meglio della prostatite. In secondo luogo le 9 biopsie effettuate la prima volta sono un pò poche (la media è tra un minimo di 12 fino a 20 e più). Infine direi di stare abbastanza tranquillo dopo la resezione endoscopica e di curarsi la prostatite che persiste anche dopo la resezione endoscopica. Se proprio vuol fare un accertamento specifico per il carcinoma della prostata le consiglierei una risonanza magnetica con bobina endorettale e studio spettroscopico e se si evidenziano zone sospette successivamente di fare le biopsie prostatiche sia "mirate" sulle zone sospette evidenziate con la risonanza sia in numero adeguato come le ho spiegato prima; sicuramente è sconsigliata una seconda resezione endoscopica. (11/07/2012)

Mi sapete dire se lo sperma di color giallo e liquido, non denso e bianco, dipende dal mal funzionamento dalla prostata e quale sarebbe il rimedio?
In genere questo problema dipende da infiammazioni della prostata e/o delle vescicole seminali. Andrebbe eseguito un esame colturale dello sperma e i tamponi uretrali per tutti i principali germi interessati. (11/07/2012)

Ho un compagno di 59 anni, affetto da un'elevata infiammazione alla prostata. Abbiamo sempre avuto rapporti saltuari non protetti, ma ora che abbiamo saputo, improvvisamente in seguito a un controllo, di questa infiammazione, io sono preoccupata perché temo di venire contagiata in qualche modo, da qualche microbo, batterio o virus. Io ho qualche anno più di lui, ma mi tengo sempre controllata e per ora sono sana. Da quando ho saputo di questa infiammazione, ho avuto un solo rapporto non protetto, ma ora non mi fido più. Data la mia ignoranza in proposito, le chiedo gentilmente se è un timore ragionevole.
La buona regola è di usare sempre e con chiunque il profilattico, non ci sono altri suggerimenti da dare. Per l'eventuale "contagio" dipende dal tipo di infezione che ha il suo partner e quindi avrei bisogno di dati più precisi. (11/07/2012)

Mio padre (74 anni) ha questi valori alla prostata:
PCA3 Score 64
PSA 3.656.876 (ml)
Cosa significa? Il mio medico dice che se il PSA è inferiore a 4 si può escludere malignità, il suo dice che non è così perché il PCA è alto. Mi aiuta a capire?
E' opportuno sottolineare che non c'è un valore assoluto di PSA al di sotto del quale un soggetto non può avere un carcinoma della prostata (anche con valori sotto 2 si può avere un tumore della prostata). Quindi il PSA è solo un indicatore generico che andrà monitorato nel tempo e in base al suo andamento vanno decisi volta per volta gli ulteriori approfondimenti diagnostici da fare. (11/07/2012)

Quali sono gli vantaggi/svantaggi della biopsia prostatica transrettale rispetto alla perineale? Quale è meglio fare? Mio marito di 64 anni ha una biopsia negativa che non ha messo in  evidenza la malattia in contraddizione con la pet, la risonanza  magnetica spettroscopica e i valori del sangue (psa) che la  evidenziano; dobbiamo ripetere la biopsia la prossima settimana o  perineale (IFO di Roma equipe del dott Gallucci) oppure transrettale (San Raffaele di Milano equipe del prof Rigatti); dobbiamo affrettare  i tempi perchè la risonanza indica delle zone sospette al confine e un  pò fuori della capsula prostatica.
Non c'è una chiara preferenza tra le due metodiche, dipende dlla attrezzature e dall'operatore. I concettI più importante sono  1)guidare le biopsie, addirittura "mirarle" sulle zone dubbie evidenziate con la risonanza magnetica endorettale, 2)in secondo luogo di fare un numero di biopsie adeguato. Infatti la negatività della prima serie di biopsie può essere spiegata dal fatto che alcune zone della prostata sono piuttosto difficili da raggiungere con le biopsie standard oppure che alla prima biopsia potrebbero essdere state fatte un numero scarso di prelievi. (11/07/2012)

Ho 25 qnni e tre anni fa mi fu asportato il frenulo (frenulo breve), nonostante ciò non sono mai riuscito a pene eretto a scoprire il glande del tutto ma solo parzialmente penso di essere afflitto da fimosi non serrata. Questo mi ha portato ad un dubbio che è poi un blocco mentale, preferisco avere rapporti solo usando il profilattico in modo da evitare il dolore o nel peggiore dei casi il blocco del prepuzio sotto il glande. Non mi riesco a spiegare come mai decisero di asportarmi solo il frenulo ma voglio risolvere il mio problema. Cosa mi consiglia di fare? Nel caso in cui debba fare una circoncisione parziale in cosa si differenzia da quella totale?
Spesso molti pazienti subiscono inizialmente solo la frenuloplastica ritenendo che questa sia sufficiente a un completo scoprimento del glande; solo successivamente si accorgono che il problema era invece costituito da un prepuzio stretto per il quale non c'è altro da fare che la circoncisione. (24/09/2012)

Negli ultimi anni ho riscontrato che avendo avuto rapporti con diverse patner tutte a distanza di qualche settimana riscontravano infezione all'apparato genitale come Candida e addirittira Epicondiloma con successimo intervento. Vorrei capire a questo punto le visite che potrei fare se eventualmente sono un portatore sano.
Innanzi tutti una visita urologica che consenta l'ispezione accurata dei suoi genitali, compresi i testicoli e la prostata, potrebbe essere già in grado di svelare un eventuale problema; se ci sono sospetti di infezione da Candida anche lei dovrebbe fare gli accertamenti laboratoristici; per l'altro problema, comunemente chiamato condiloma, in genere è sufficiente l'ispezione visiva o al massimo una uretroscopia. (24/09/2012) 

Io ultimamente ho avuto rapporti sessuali con la mia ragazza e mi si è lacerata una piccola parte del frenulo con un pò di fuoriuscita di sangue (cosa che non mi era mai successa). Questa cosa adesso mi crea un pò di dolore e non riesco ad avere buoni rapporti sessuali..chiedevo: posso fare qualcosa o si risolve tutto con la rottura del frenulo naturalmente tramite rapporti sessuali? Come pensa che sia meglio che faccia?
Purtroppo quando il frenulo si è lacerato una prima volta si forma in genere una piccola cicatrice che si indurisce causando fastidi durante i rapporti; inoltre il frenulo può rompersi nuovamente. Non c'è altro da fare che valutare una frenuloplastica di allungamento, piccolo intervento che si effettua in anestesia locale ambulatoriamente e che serve a rimuovere la cicatrice formatasi e allungare il frenulo per evitare future nuove rotture. (01/10/2012) 

Ho 64 anni e da un pò di tempo, durante la notte, verso le quattro, quando sl risveglio mi alzo per andare in bagno, provo difficoltà ad urinare. Il problema  non si manifesta durante il giorno. Mi sono sottoposto a visita urologica  e mi hanno diagnosticato un inizio di prostata ingrossata. E' possibile? Bisogna che faccia altre analisi? Perchè il problema si presenta soltanto  con le minzioni mattutine?
Il problema da Lei lamentato è proprio tipico della ipertrofia prostatica; la notte e soprattutto alla prima minzione mattutina il getto è più lento e la minzione più difficoltosa. E' necessario completare la valutazione della ipertrofia prostatica almeno con una ecografia prostatica e una flussometria urinaria perchè da queste indagini si ottengono poi indicazioni se deve iniziare una terapia medica specifica oppure se deve solo tenersi sotto controllo nel tempo. (01/10/2012)

Sono stato operato in laparotomia nel 2006 di prostatectomia radicale e rimasto incontinente. Le chiedo se è normale che solo in ortostatismo ho dei forti bruciori nella zona uretra peniena e navicolare, che mi impedisce al 90% di camminare. In questi sei anni nessuno tra visite ed analisi è riuscito ha risolvere in problema.
Innanzi tutto spero che abbia ricevuto una valutazione della incontinenza postoperatoria, utile soprattutto per escludere altre patologie come stenosi dell'uretra o infezioni urinarie, che possono aggravare il quadro. Inoltre è anche fondamentale precisare lo stato della neoplasia prostatica e cioè se per caso ci sono recidive locali che possono dare alcuni dei disturbi che avverte. Infine se l'incontinenza è continua e se ci sono arrossamenti del glande o della cute penoscrotale anche questo può essere responsabile di alcuni disturbi. Comunque i disturbi suddetti non possono avere relazione con il cammino e se Lei conferma che i dolori sono più presenti soprattutto in ortostatismo bisognerebbe anche escludere una patologia osteomuscolare a carico della colonna o del bacino. (01/10/2012)

Facendo un ecografia addominale mi è stato riscontrato la seguente diagnosi. Vescica con pareti ispessite per ipertrofia detrusoria a contenuto omogeneamente liquido. Dopo minzione a comando si ha un ristagno di circa 70 cc. Prostata di dimensioni aumentate: diametro trasversale 5.2 cm., diametro antero-posteriore 4 cm., diametro longitudinale 4.4 cm. La morfologia della ghiandola e' globosa. E' presente una adenoma centrale di 2.8 x 3.6 cm. che impronta e solleva il pavimento vescicale con delle calcificazioni in corrispondenza della sua pseudocapsula. L'ecostruttura della ghiandola residua, per quanto valutabile per via sovrapubica, appare di tipo fibroso cc calcificazioni periuretrali, esito di pregressa prostatite. Apparentemente conservata la capsula prostatica. Regolari e simmetriche le vescicole seminali. Le sarei molto grato se mi potesse inluminare  a riguardo della prostata ed in particolare dell'Adenoma se si deve esportare oppure ci possono essere delle cure oppure se facendo un intervento di prostata si risolvono tutte e due i casi. Per urinare non è che abbia grandi problemi anche la notte mi posso alzare una o due volte.
Purtroppo non ha precisato la sua età. Infatti i lievi disturbi urinari che avverte (alzarsi 2 volte per notte) e anche il quadro ecografico della prostata sono molto comuni in una persona intorno ai 60 anni. In base alla ecografia non è assolutamente necessario intervenire sulla prostata, ma suggerirei di completare la valutazione urologica mediante una visita e una flussometria urinaria e poi il suo Urologo saprà suggerirle eventualmente una terapia medica e i successivi controlli per l'adenoma prostatico. (01/10/2012)

Mio padre (74 anni), dopo un intervento al cuore nel mese di aprile, ha cominciato ad avere problemi di incontinenza urinaria fino a che, dopo circa 1 mese, improvvisamente è andato in ritenzione urinaria. Al pronto soccorso non sono riusciti a inserirgli il catetere per cui gliene hanno introdotto uno per via soprapubica. Successivamente, sono riusciti ad inserirgli il catetere "normale", ma gli hanno diagnosticato delle stenosi uretrali. Le premetto che alcuni anni fa egli ha dovuto sottoporsi a 40 sedute radioterapiche per un tumore della prostata, ma non ha mai avuto problemi di incontinenza o ritenzione. Ora l'urologo lo sta sottoponendo a trattamento di calibratura dell'uretra una volta al mese (a fine ottobre ha fa tto la seconda). Nota un certo miglioramento, ma la cosa strana è che alterna giorni in cui è incontinente a giorni in cui ha bisogno di praticare autocateterismo, anche più volte al giorno, perchè non riesce a urinare. Cosa ne pensa? Cosa può consigliargli?
La stenosi uretrale dopo intervento cardiochirurgico in circolazione extracorporea è un evento abbastanza frequente. Bisogna valutare se la ritenzione urinaria è stata causata da una stenosi uretrale oppure dalla prostata già trattata con radioterapia; la valutazione si effettua mediante la Rx uretrografia retrograda e minzionale. La terapia è diversa a seconda del problema che ha causato la ritenzione e della lunghezza della eventuale stenosi; a meno che non ci siano altri motivi (per esempio impossibilità a sottoporsi a una anestesia per risolvere il problema) si tende a sconsigliare la dilatazione periodica dell'uretra mediante cateteri, perchè la stenosi tende a riformarsi e ad aggravarsi progressivamente. (12/11/2012)

Sono una donna, ho 64 anni e da diverso tempo ho bruciori alla vagina e urino spesso durante il giorno e alla notte. Il medico di base mi dice che è cistite e mi ha ordinato degli antibiotici ma il fatto persiste. Cosa può essere e cosa devo fare?
Bisogna valutare, soprattutto in corso di cistite, quale tipo di germe ha causato il problema e curare l'infezione di conseguenza sia facendo cure adeguate, sia facendo attenzione a eventuali contaminazioni dalla vagina o dalla zona perianale. Pertanto le consiglio di curare molto l'igiene intima, di bere molta acqua, di urinare regolarmente durante il giorno e di usare abitualmente lavande vaginali a base di disinfettanti. Se i disturbi persistono bisogna fare accertamenti più completi (ecografia dell'apparato urinario e eventualmente anche cistoscopia) per escludere altre cause di irritazione a livello vescicale.  (12/11/2012)

Ho 74 anni e dal 2004 sono sotto controllo a seguito dei valori psa in progressivo aumento fino ad arrivare ad oggi con i seguenti rapporti: psa 14,30, psa libero 1,35, rapporto psa 9,4. Nel frattempo ho eseguito 4 biopsie tutte con esito negativo dal punto di vista tumorale ma tutte hanno evidenziato la presenza di focolai di flogosi cronica aspecifica ed in particolare la più recente così recita: "nel tessuto prostatico esaminato non si osserva presenza di carcinoma, distrettuali reperti di flogosi acuta e cronica aspecifica (1-10)". Premetto che non ho alcun particolare disturbo. Ho consultato il mio urologo il quale, dopo una nuova ecografia ed esplorazione ha rilasciato a conclusione del mio caso il seguente referto per il mio medico di famiglia: "già eseguite 4 biopsie, paziente del tutto asintomatico, non si evidenziano alterazioni prostatiche significative". Non mi ha prescritto nessun farmaco ma un ulteriore controllo del Psa fra 6 mesi. Al contrario il mio medico di famiglia mi avrebbe consigliato una cura di 12 giorni di Chimono e Oki, poi ripetere il Psa. Lei cosa mi consiglierebbe?
Innanzi tutto per valutare il PSA non va preso un valore isolato, ma bisogna seguire il suo andamento nel tempo. Pertanto se il PSA risulta aumentato dopo un episodio acuto bisogna iniziare una terapia per la prostatite, terapia che deve essere abbastanza lunga anche di qualche mese unitamente ad alcuni accorgimenti comportamentali (impiego del profilattico, attenzioni alimentari, limitazione attività sedentaria, ecc...). Se al contrario il PSA è salito lentamente nel corso degli ultimi anni potrebbe avere anche una neoplasia della prostata; per le biopsie bisogna vedere quante ne sono state fatte, cioè se il loro numero è adeguato alle dimensioni della prostata (tenga conto che ne vanno fatte tra 12 e 16) per ogni seduta bioptica. Se c'è un dubbio per una eventuale neoplasia potrebbe fare anche una risonanza magnetica con bobina endorettale, esame che potrebbe mettere in evidenza una zona sospetta e non raggiunta dalle biopsie. (12/11/2012)

Sono la madre di una bambina di 14 mesi che in 5 mesi ha avuto due volte un'infezione alle vie urinarie. I sintomi sono stati sempre gli stessi febbricola, scarso appetito ed irritabilità. L'urinocoltura è risultata positiva da escherichia coli (1.000.000) in entrambi i casi è stata trattata con antibiotico (clavulin e bactrim quest'utima volta), e come indagine un'eco renale e vescicale fatta due volte con referto nella norma. La mia preoccupazione nasce dal dubbio di un probabile reflusso data la frequenza in così poco tempo. Secondo lei è necessario fare altre indagini o un'eco in questo può già dare una risposta?
Le infezioni recidivanti, soprattutto da E. Coli, possono dipendere da una contaminazione a livello perineale; pertanto va osservata una igiene scrupolosa, bisogna detergere con disinfettanti la zona vaginale e farla bere molto. Quando la bimba sta bene è opportuno fare un esame delle urine per escludere che ci sia la presenza di germi; in tal caso si può iniziare una profilassi antibiotica con disinfettanti a basse dosi e a lungo termine. Se persistono gli episodi acuti senza che si sia accertata la causa è necessario fare accertamenti aggiuntivi per escludere una valvola dell'uretra, un reflusso vescico ureterale o una vescica neurologica che sono le causa più probabili. (12/11/2012)

Dopo avere avuto una prostatite nel 1995, da microplasma, purtroppo non subito curata, in quanto per diversi mesi la si curava con antibiotici non mirati (il micoplasma fu scoperto dopo parecchio tempo a seguito spremitura prostatica). Da allora (nessuno dott.re sia urologo con ecografie varie, che proctologo con anoscopie - nonche' fisiatri (in quanto la colonna ha problemi di sub-lussazione vertebre sacrali), e anestesisti per la terapia del dolore, hanno capito il perche' al livello coccigeo e o meglio dove iniziano le natiche avverto un costante senzo di bruciore che aumenta dopo la minzione, anche senza stimolo, oppure a volte toccando o strofinando con un dito la parte urente mi arriva un messaggio che io avverto partire dallo stesso punto. Finita la minzione, il bruciore aumenta e le natiche al livello coccigeo sembrano essere appiccicate. Ho provato l'agopuntura, l'ossigeno ozono, l'osteopata e fans ma niente. Cosi mi rivolgo a Lei, speranzoso per ricevere un aiuto, per migliorare questa annoso fastidio. Mi chiedo se la lunga presenza del micoplasma non abbia eroso la melina dei nervi del plesso sacrale oppure e' causa della cauda ecquina a seguito della discopatia?
La prostatite è difficile da curare e occorre molto tempo per guarire, inoltre alcuni disturbi e alcune lesioni a livello della prostata resteranno per sempre e saltuariamente i disturbi possono ripresentarsi. La cura della prostatite si basa su ripetuti cicli di disinfettanti e antiinfiammtori, anche per 5 o 6 mesi, sull'impiego costante del profilattico, sull'evitare comportamenti che facilitano l'irritazione della prostata (soprattutto alimentazione e attività sedentaria) e infine su terapia mediche per ridurre l'infiammazione a livello della prostata (sono disponibili a questo scopo numerosi prodotti, anche fitoterapici). (12/11/2012)

Ho 58 anni e sono iperteso (assumo bivis) mi capita di urinare spesso di notte (almeno quattro), la prima volta a distanza di 3 ore dal momento che ho deciso di andare a dormire e poi mediamente a distanza di un'ora. Il mattino appena mi alzo urino, ma a distanza di 10 minuti ho di nuovo necessità, mentre durante la giornata a intervalli più o meno regolari di tre ore. Non ho bruciori, ma qualche volta non riesco a trattenere. Cosa mi consiglia?
Per il disturbo da lei lamentato bisogna escludere in primo luogo una "causa medica" ad esempio l'assunzione di farmaci che fanno urinare durante il pomeriggio o una tendenza diabetica legata soprattutto a una eccessiva alimentazione serale. Successivamente è necessaria una valutazione urologica (PSA, visita urologica ed eventuale ecografia dell'apparato urinario) per escludere un problema prostatico.  (12/11/2012)

Mi chiamo Giacomo, e le scrivo questa mail per chiederle un parere riguardante mia madre, donna di 52 anni, con alla spalle una zia ed una madre operate di tumore al seno; cercherò di essere il più sintetico possibile, e nel contempo ( se riesco) abbastanza chiaro. Circa 10 anni fa, le viene diagnosticato un tumore all'utero, che viene curato con radioterapia e un paio di sedute di chemio. Si riesce a debellare il problema, e si sottopone ai "fatidici" controlli da 6 mesi in 6 mesi per i primi 3 anni, e di 1 per i successivi due anni. Ebbene, alll'ultimo controllo (al 5° anno), purtroppo (come prevedibile), le viene riscontrato un altro tumore; questa volta più cattivo del primo, poiché va ad adagiarsi sulla vescica. Ragion per cui l'esportazione diviene molto più problematica, di una normale isterectomia. Fortuna (nella sfortuna) volle che il tumore fosse al suo primo stadio, (parliamo di un paio di millimetri); di conseguenza viene ricoverata presso la succursale del Federico di Napoli ( a Cefalù), per essere sottoposta ad intervento. Dopo 9 ore di sala operatoria, mia madre riesce a vincere e superare l'ennesimo scoglio. In realtà anche il chirurgo riesce a vincere una battaglia, poiché, in laparoscopia riesce ad asportare la neoplasia e dà la possibilità a mia madre di vivere senza alcuna stomia. Successivamente 6 sedute di chemio e stop. Nella speranza di essere riuscito a renderle un quadro più o meno chiaro, ecco il punto: dopo l'operazione, per circa 10 mesi, tutto ok; mia madre inizia pian pianino a recuperare, a mangiare, e a "pettinarsi", solo che nasce un problema:
1) Stimolo raro di mingere.... mentre 4-5 mesi fa, era molto più frequente;
2) Bruciore nella zona pelvica, (lei non riesce a capire se si estende dall'ano alla vagina o viceversa);
3) Rara incontinenza notturna;
Io sto studiando per diventare un infermiere, ma al 2° anno, ancora non ho un quadro molto chiaro per farmi un'idea ben precisa; credo solo che in seguito all'operazione si siano create delle aderenze a livello muscolare-vescicale e che l'aver tolto l'utero ha fatto si che la vescica e il retto, siano rimasti, come dire, beanti; e quindi magari si è andato incontro ad un prolasso o non sò. Se crede che le informazioni fornitegli sono (e spero) abbastanza chiare, le chiedo con gentilezza, e con tutta la serenità possibile, di darmi il suo parere di medico esperto.
La causa più probabile delle difficoltà alla minzione lamentate da sua madre, che ha avuto due interventi radicali sulla pelvi e anche la radioterapia, è la cosiddetta vescica neurologica che è un esito frequente dopo chirurgia e radioterapia sulla pelvi. Le consiglio di fare oltre alla urinocoltura anche un esame urodinamico completo per precisare il quadro e poi decidere la terapia da fare. (12/11/2012)

Sono una donna di 47 anni, e da circa due, soffro della ghiandola di Skene. Sono stata da diversi ginecologi, i quali mi hanno tutti trattata con terapia antibiotica durante le fasi acute di tale infiammazione ed infine, visto che tale disturbo si verifica abbastanza spesso, mi hanno consigliata di intervenire chirurgicamente. Però io ho un dubbio che mi assilla. Credo che il detto nel quale si dice: "non c'è medico migliore di noi stessi", non sia poi una banalità. Ora le spiego perchè. Spesso quando sono in fase di minzione, mi sembra che la vescica non si liberi totalmente; devo prendere tempo perchè nonostante la presenza dello stimolo, possa uscire. Non solo, quando mi alzo dalla tazza del WC, ne fuoriesce una piccola parte. Secondo Lei Dottore, ciò, può essere causa della ghiandola di Skene infiammata? Mi sono rivolta a Lei, perchè ho letto alcuni suoi interventi e vorrei tanto capire se il mio problema deve essere visto anche da un urologo.
La difficoltà a fare la minzione, quasi la sensazione di un ostacolo, può verificarsi quando è infiammata la ghiandola di Skene a causa del naturale stimolo irritativo a livello locale. Se però tale difficoltà si manifesta anche quando la ghiandola non è infiammata bisogna pensare a altre due problematiche: 1) potrebbe esserci qualche problema a livello dell'uretra come ad esempio un diverticolo (che è un piccolo rigonfiamento a carico del canale uretrale o a un restringimento di questo canale); spesso entrambe le patologie non vengono riconosciute come mi è capitato più volte di vedere anche in giovani donne. 2) un secondo motivo per cui la vescica non riesce a svuotarsi bene è che ci sia un problema proprio a carico della vescica; i più frequenti sono il cosiddetto cistocele ostruttivo oppure un danno neurologico a carico della vescica. Pertanto occorre anche una valutazione dell'urologo prima di decidere per l'intervento di asportazione della ghiandola di Skene. (12/11/2012)

Sono un donatore iscritto all’AVIS ed ho 55 anni. Dopo l’ultima donazione mi sono visto recapitare le analisi che solitamente fanno ai donatori e mi ha preoccupato il risultato scritto in grassetto del PSA totale che è di 3,54 ngml con il consiglio di avere una valutazione Urologica. Allora io chiedo a Voi se mi devo preoccupare prima di fissare un appuntamento dal mio Urologo.
Il valore del PSA non va valutato isolatamente ma insieme ad altre valutazioni cliniche e soprattutto all'andamento del PSA nel tempo. Comunque il valore di 3,5, anche se non supera la fatidica soglia di 4, si considera un pò più elevato della norma in considerazione dei suoi 55 anni. Pertanto le confermo la opportunità di fare una visita urologica e sarebbe ancora meglio se riuscisse ad avere eventuali precedenti valori del suo PSA. (04/01/2013)
 

Mio marito sta facendo una cura di topster e tavanic perche dopo varie analisi i risultati sono che ha gli spermatozoi un po' lenti, vi volevo fare una domanda è possibile prendere qualche integratore tipo bioarginina ecc..?
Nella cura della ipofertilità bisogna prendere in considerazione un insieme di valori oltre al semplice spermiogramma; per cui una oligoastenospermia che dovrebbe essere il problema da cui  è affetto suo marito, richiede una serie di valutazioni sia urologiche che endocrinologiche. Per migliorare la motilità dello sperma sono state usate diverse sostanze sia mediche che di medicina naturale, ma al momento attuale non esiste prova della validità scientifica di esse; tuttavia la bioarginina è tra quelle più usate anche perchè priva di effetti collaterali di rilievo. (04/01/2013)

Sono una donna di 51 anni e da qualche tempo soffro di una forte incontinenza che mi costringe ad usare il pannolone. Di solito, mi capita una volta all'anno quando fa freddo per 8 o 10 giorni. Il mio medico mi ha consigliato la norfloxacina eg. Vorrei sapere se esiste un altro medicinale che faccia effetto prima, sin dai primi giorni.
Particolarmente alla sua età di 51 anni l'incontinenza urinaria è un quadro che una donna non deve accettare e soprattutto non deve usare il pannolone altrimenti si abituerà per sempre. Il mio consiglio è quello di rivolgersi a un urologo esperto che valuterà il quadro clinico, le consiglierà gli opportuni accertamenti (di solito radiologici e urodinamici) e poi saprà proporle la terapia o l'intervento più appropriato per risolvere la sua incontinenza. (04/01/2013)

Le scrivo per un consulto urologico relativo al mio caso: sono una donna di anni 51 con una ptosi renale destra, diagnosticata dopo coliche continue che non passavano nonostante l'eliminazione - tramite litotrissia - di un calcolo renale di mm7 che aveva evidenziato in un primo momento l'ecografia fattami al pronto soccorso a cui mi ero rivolta. In seguito, una scintigrafia renale sequenzale ha riscontrato la ptosi che così recita: "in ortostatismo si osserva una significativa ptosi del rene dx, che si proietta sul fianco dx e assume posizione malruotata con asse longitudinale che tende a divenire orrizzontale....ecc. ecc..il quadro sembra suggerire una possibile componente vascolare bilaterale a sostegno delle modificazioni emodinamiche che si sono realizzate nella scansione in ortostatismo....". Il dolore che mi ha perseguitato per tre mesi sembra sia dovuto ad un possibile stiramento del peduncolo vascolare renale ed il medico da me consultato ha dato come soluzione l'intervento di nefropessi. Nel mio caso però il medico vuole aspettare in quanto afferma che non sempre questo intervento è risolutivo....Al momento il dolore è passato, ma sono costretta a portare un corsetto che mi contiene il fastidio rimastomi al fianco dx. Ora, sono a chiederle un consiglio per un eventuale intervento e in quale struttura ospedaliera rivolgermi come migliore al caso.
Una ptosi renale marcata può dare dolore soprattutto in posizione eretta o dopo sforzi o viaggi in piedi, il dolore si attenua in posizione sdraiata e dopo il riposo notturno; queste sono le principali caratteristiche che indicano se operare o meno una ptosi renale oltre all'aspetto che il rene deve evidenziare una dislocazione importante (come in effetti è nel suo caso) o una dilatazione della via escretrice quando si fanno gli accertamenti radiologici in posizione eretta. Infine se è il caso di operare o meno dipende dalla gravità dei suoi disturbi. In relazione a dove operarsi non saprei risponderle perchè non mi ha precisato dove abita. (04/01/2013)

Perche dopo la masturbazione o il rapporto sessuale urino grumi di sangue?
Il problema può essere costituito da una prostatite o da una infiammazione del collo vescicale. E' utile farsi valutare da uno specialista ed eventualmente fare almeno una ecografia dell'apparato urinario e della prostata transrettale. (04/01/2013)

Cosa evidenzia l’esame urodinamico in pz con cistite interstiziale?
In genere la flussometria non è indicata nel sospetto di cistite interstiziale a meno che non si sospetti qualche altro problema per esempio una stenosi dell'uretra. (04/01/2013)

Ho 60 anni. Soffro da anni di generici sintomi di sofferenza alla prostata: sensazioni di dolenzia a livello del pube, leggero fastidio uretrale, nicturia e mitto ipovalido. Dopo un dosaggio del Psa (6,41, libero 0,92 rapporto 0,16) mi sono rivolto all’urologo il quale riferisce: ”Esame obiettivo: prostata congesta in toto non noduli, 1x1,6. Eco: adenoma 40, ecoTR: piani di clivaggio rispettati, eco struttura iperecogena come da flogosi, non aree sospette. Conclusioni: urorec + novixon. Ripetere PSA dopo tre mesi. Se invariato biopsia random”. Dopo tre mesi ho rifatto il dosaggio del Psa preceduto da 10 giorni di assunzione antibiotici e antinfiammatori. I valori non si sono spostati in modo significativo (...) e perciò mi sono sottoposto a biopsia (12 prelievi) con il seguente esito: ”Parenchima prostatico sede, localmente, di iperplasia ghiandolare: Assenti figure neoplastiche”. Dopo due mesi con assunzione di urorec+ novixon ho rifatto il PSA e i valori sono risultati ancora poco tranquillizzanti (...). Sono entrato, a questo punto, nella spirale atroce del dubbio.
Effettivamente dall'andamento del suo PSA potrebbe trattarsi di una prostatite cronica oppure di un carcinoma prostatico. Sino ad ora l'iter diagnostico è stato corretto; in genere dopo una prima serie di biopsie risultate negative si consiglia di fare una intensa terapia antibiotica e antiinfiammatoria per almeno 3-4 cicli evitando contemporaneamente lunga attività sedentaria, attività sportiva come ciclismo o equitazione e usando sempre il profilattico nei rapporti. Se dopo 6 mesi di queste cure e attenzioni il PSA dovesse essere immodificato o addirittura alzarsi ulteriormente è consigliabile ripetere nuovamente le biopsie effettuando un numero di prelievi adeguato al volume della sua prostata e cioè anche 16 o 18 prelievi. Prima di sottoporsi nuovamente alle biopsie potrebbe anche eseguire una risonanza magnetica con bobina endorettale che potrebbe eventualmente "vedere" anomalie della prostata, non viste dalla ecografia, sulle quali indirizzare le successive biopsie. (04/01/2013)

Sono la figlia di un signore di 72 anni. Papà è stato operato di una neoplasia al colon, gli è stata fatta una stomia. Durante l'intervento si sono accorti che anche la vascica era interessata ed hanno effettuato una cistectomia parziale con posizionamento di stend uretrale. Dopo alcuni giorni ha iniziato e perdere urine oltre che dal catetere vescicale anche dal drenaggio, pare si sia formata una fistola vescicale. Il medico dice che non bisogna fare nulla e che si risolverá da sola. Possiamo stare tranquilli o cosa?
Tale evenienza può capitare dopo un intervento complesso e una cistectomia parziale. In genere si lascia il catetere vescicale anche per qualche settimana per dar tempo alla vescica di guarire e se si va verso la guarigione l'urina che perde dal drenaggio dovrebbe progressivamente diminuire. Se dopo una congrua attesa non ci sono segni di riduzione della perdita di urina dal drenaggio, si fa una Rx cistografia attraverso il catetere per evidenziare l'entità e la sede della perdita dalla vescica. Dopo si decide se intervenire o meno. (09/01/2013)

La presente per avere un suo consiglio in riguardo alla mia situazione e se magari è il caso di effettuare l'intervento alla prostata. Questa è la mia situazione completa: 16.6.2012 Da visita effettuata paziente affetto da sintomi minzionali di tipo ostruttivo già in terapia con alfalitici (Omnic). Ultimo psa 4ng/ml. EO nella norma. Alla DRE ghiandola prostata aumentata di almeno 1,5 volte la norma e superficie liscia e consistenza parenchimatosa (...). ll 15.10.2012 mi viene sostituito dall'urologo di turno il Leviaprost con Permixon, (da premettere che il PSA di ottobre era 3,4) e mi viene chiesto per giugno 2013 PSA totale, e free. + esame urine + Ecografia renale pelvica che ho anticipato in data 06/12/2012 di mia iniziativa perché ho il problema di urinare spesso almeno 1 ogni ora. (...) Dall'esame ecografico apparato urinario si evince: Modesta ipertrofia prostatica con segni di flogosi cronica in presenza di ristagno urinario postminzionale. Vescica da sforzo. La presente per avere un consiglio sul da farsi e se è il caso di operarmi. Ho letto che l'intervento della TURP potrebbe essere la migliore soluzione.
La sua situazione è intermedia e ancora non è particolarmente preoccupante; inoltre manca una flussometria urinaria che ci permetterebbe di esprimere un giudizio ancora più preciso sulla opportunità di un eventuale intervento chirurgico che può fare sia mediante resezione transuretrale tradizionale cosiddetta TURP che mediante laser. (09/01/2013)

Qualche giorno fa ho fatto una ecografia addominale e mi hanno trovato un calcolo biliare da 16 mm, vorrei sapere se si può frantumare tramite ultrasuoni (litotripsia)? Se gentilmente mi potrebbe spiegare anche come funziona questa terapia con ultrasuoni. 
Se il calcolo biliare non è calcifico (cioè non si vede a un esame radiologico diretto dell'addome) allora può essere indicato il trattamento mediante litotrissia extracorporea per la quale in genere si effettuano diverse sedute per ottenere la progressiva riduzione delle dimensioni del calcolo e questo trattamento va sempre associato a una terapia medica specifica per bocca, della durata di diversi mesi, allo scopo di aumentare la solubilità del calcolo e scioglierre i piccoli frammenti. (09/01/2013)

Sono un uomo di 78 anni, alto 1,66, peso 75kg. e da qualche anno prendo il tamusolin  0,4 mg a giorni alterni per tenere sotto controllo l'ingrossamento della prostata che purtroppo avviene fisiologicamente col passare degli anni. Non so se è un caso ma dopo circa due anni  da quando ho iniziato questa terapia riscontro una difficoltà nella eiaculazione, mi spiego meglio, addirittura una impossibilità all'orgasmo e un annebbiamento della vista a media distanza focale (circa 70/80 metri). Prima avevo alla medesima distanza e più  una vista perfetta e nessun problema della eiaculazione. Anzi qualche volta essa era precoce. Tengo a precisare che le visite oculistiche hanno riscontrato una vista più che soddisfacente e  l'inizio di cataratta  ha risolto i medici a rinviare l'operazione perchè ancora non matura. Domando alla sapienza di codesta organizzazione medica, ci puo' essere una relazione tra le patologie suddette e l'assunzione del Tamusolin. Ed in caso positivo ci sono valide alternative per salvare, come suol dirsi, capra e cavolo?
La tamsulosina può dare entrambi i problemi da lei riscontrati e cioè sia una riduzione del volume di eiaculato che tende a "tornare indietro" verso la vescica sia problemi visivi per i quali se ha fatto la visita oculistica questa dovrebbe aver escluso una "patologia a carico dell'iride" che è ben nota con tale farmaco. Per il problema oculistico è meglio che chieda consiglio al suo oculista. Sul piano urologico può provare a sostituire la tamsulosina con una altro farmaco alfalitico che il suo medico di medicina generale saprà consigliarle. (15/01/2013)

Mio suocero ha 88 anni, ha un leggero diabete che tiene sotto controllo senza insulina, gli hanno riscontrato la prostata ingrossata il psa è poco sotto i valori normali, sta facendo controlli in ospedale. Ultimamente gli hanno riscontrato un livello di transaminasi un po' elevato e gli hanno tolto qualsiasi tipo di bevanda alcolica (beve 1/2 lt vino al giorno ed un caffè corretto al gg). Non ha particolari problemi di salute, dimostra 15 anni meno della sua reale età, Il suo problema è la minzione notturna, mi ha detto che: sente lo stimolo di andare al bagno ma poi fa solo qualche goccia d'urina e questo capita ogni 1/2 h, praticamente non riesce a dormire, non ha bruciori e/o dolori durante la minzione, l'urina ha un colore giallino tendente al trasparente e non ha odori particolari tende ad essere inodore. Gli hanno fatto una risonanza magnetica al bacino ma con risultato negativo. Cosa potrebbe essere?  
I problemi lamentati da suo suocero, sopratutto la notte, sono molto probabilmente legati proprio alla patologia prostatica e tra l'altro mi sembrano anche di una discreta gravità. Pertanto le consiglio di fare una visita urologica e i necessari accertamenti sulla prostata per valutare meglio il problema e prendere le decisioni terapeutiche più appropriate. (15/01/2013)

Ho 42 anni e da una semplice ecografia addominale mi sono stati riscontrati alcuni calcoli sui calici del rene dx delle dimensioni di 4 mm massime. Non avendo avuto alcun sintomo serio fino ad ora tranne in qualke raro caso di leggero fastidio al fianco, e considerando le dimensioni, che tipo di trattamento mi consiglia di fare? E  vorrei sapere se a lungo andare non trattandoli potrei avere seri rischi per il buon funzionamento del rene stesso?
Calcoli di piccole dimensioni (4 mm) a livello dei calici sono solitamente asintomatici a meno che non si muovono scatenando una colica e questo è il rischio maggiore che corre. Essendo di piccole dimensioni è molto probabile che in seguito a una colica il calcolino possa essere emesso spontaneamente. Comunque le suggerirei di fare, tramite il suo urologo, degli accertamenti per meglio precisare la natura del calcolo in modo da poter almeno fare delle attenzioni dietetiche e comportamentali allo scopo di non far aggravare la situazione. (15/01/2013)

Il mio problema consiste in un lieve dolore al testicolo destro che tende a salire quando ho un erezione. E' come un fastidio e da un po' di tempo ho difficoltà ad avere un erezione... 
E' necessaria una visita urologica per valutare tale dolore al testicolo. Comunque questo non ha relazione con l'erezione e pertanto nella suddetta visita si dovrà inquadrare meglio anche questo secondo problema. (15/01/2013)

Mio padre ha 84 anni. Sono ormai 25 anni che combatte con papilloma nella vescica,con relative asportazioni, bruciature, biopsie, infiltrazioni, cistoscopie e cure varie. Ora c'è anche un problema di mancanza di elasticità della prostata, causa tumore, che lo ha obbligato anche a cure con prodotti come lo IALURIL. Ultimamente l'urologo però, causa il non svuotamento completo della vescica nella minzione dovuto al reflusso dell'urina e quindi sofferenza dei reni, gli ha applicato un catetere, in attesa di fare esami completi come l'urocultura in previsione purtroppo di un'operazione per l'inserimento di una o due sacche raccogli-urina all'altezza dei reni dietro la spalla. Lui dice che il catetere fisso davanti è moti vo di infezioni (infatti ne ha avuta una molto forte con ingrossamento del testicolo). Ma l'operazione secondo Lei è l'unica alternativa valida? E' anziano e siamo molto preoccupati anche perchè disse qualche tempo fa che preferiva morire anzichè portare la sacca esterna.
Per poter rispondere alla sua domanda bisognerebbe conoscere le condizioni attuali della vescica e cioè se c'è ancora tumore e di che grado e diffusione e inoltre bisogna valutare lo stato della vescica che mi sembra di capire che sia diventata anelastica. Se cosi stanno le cose il migliore intervento è quello di togliere vescica e prostata per evitare i dolori della minzione che potrebbero restare nonostante l'applicazione "dei sacchetti" ai fianchi. (15/01/2013)

Sono un uomo di 36 anni, circa 1 anno fa ho cominciato ad avvertire un fastidio, getto lento durante la minzione, leggero bruciore che mi accompagnava durante la giornata ed un leggero dolore al testicolo sinistro. Sono andato dal mio medico curante il quale mi ha consigliato di eseguire una spermiocoltura per la ricerca di clamidia e miceti comuni. L'esame è risultato negativo ma i sintomi erano sempre gli stessi. Quindi sono andato da un urologo il quale ha eseguito una ecografia prostatica ed esplorazione rettale. Dall'ecografia sono emerse delle vecchie calcificazioni prostatiche e la prostata aumentata di volume mentre dopo il massaggio prostatico (molto doloroso) è fuoriuscito dal pene un liquido lattescente. In conclusione il medico mi ha diagnosticato una prostatite acuta e mi ha prescritto ribotrex 500 mg (una cpr al giorno per tre giorni da ripetere dopo 7 giorni di intervallo anche per mia moglie), ciproxin 500 (1 cpr mattina e sera per 20 giorni) ed idiprost (1 la sera per 1 mese). Alla visita di controllo anche se non ho sentito dolore durante l'esplorazione rettale ed il medico mi abbia detto che la prostata era nella norma, continuavo mio malgrado ad avvertire fastidio e leggero bruciore sulla parte finale esterna del pene. Il medico mi ha riferito che questi sintomi "residui" sono da verosimile stato ansioso ed inoltre mi ha prescritto SPERGIN Q 10 per 2 mesi. In questi successivi 2 mesi non notando un miglioramento dei sintomi (getto lento, leggero bruciore e dolore alla punta del pene e dolore al testicolo sinistro) sono andato da un altro urologo il quale mi ha trovato la prostata nei limiti ma ha riscontrato durante la visita un varicocele al testicolo sinistro. Mi ha suggerito di eseguire un eco-color doppler scrotale che solo adesso ho fatto anche perchè i fastidi andavano e venivano senza però tanta sofferenza. Dall'esame è emerso soltanto un varicocele sinistro tra primo-secondo grado. Ora sono aumentati di intensità bruciore e fastidio al pene (il getto alla minzione è sempre lentissimo), eseguo una spermiocoltura dalla quale si evince una carica batterica di 800 mila colonie di KLESBIELLA sensibile alla ciprofloxacina. Assumo per 10 giorni CIPROXIN 1000 RM. Adesso sono in attesa di ripetere la spermiocoltura di controllo. Egregio dottore in considerazione di quanto esposto chiedo un suo parere. Questo fastidio che va e viene a cosa si può realmente attribuire? Ho dimenticato di sottoporre alla sua cortese attenzione un ulteriore esame diagnostico eseguito: SPERMIOGRAMMA che non ha mostrato nulla di anomalo.
I disturbi che ha descitto sono dovuti sia alla prostatite (i bruciori e i fastidi) sia a un iniziale ostacolo alla minzione causato dalla prostata (il getto lento). Pertanto vanno curate entrambe le cose. La prostatite necessita di diversi mesi di cura con cicli di disinfettanti (va benissimo il Ciproxin 500 una x 2 al di in mancanza di un esame batteriologico specifico)associati a antiinfiammatori; inoltre vanno eliminate le cause che hanno scatenato la prostatite (solitamente i rapporti sessuali che pertanto vanno fatti sempre "protetti"). Il getto lento si cura prendendo, in accordo con il suo medico curante, mezza compressa di Benur la sera prima di coricarsi, fino ad arrivare al massimo a una compressa. (17/01/2013)

Sono un uomo di 42 anni che da qualche giorno circa 10 soffre di un fastidio alla zona dei genitali, in particolar modo la sera quando mi sdraio su di un fianco, mentre provo sollievo se mi pongo in posizione supina. Diciamo che questo fastidio è altalenante in quanto in alcuni momenti della giornata non provo nulla mentre in altri come quelli nella posizione anzi detta sono particolarmente preoccupanti. Altra posizione dolorosa è quando sono seduto e con la pancia vado a spingere sulle gambe. Faccio presente che il mio lavoro di poliziotto di volante mi costringe a stare seduto in macchina per diverse ore, inoltre, porto il cinturone che mi stringe in vita, potrebbere essere delle con-cause di quanto mi sta succedendo, la ringrazio sin da adesso per una sua rispotsa in merito ai miei sintomi.
E' difficile da quanto ha descritto e senza una visita chiarire il motivo di questi disturbi. Vanno esclusi problemi ai genitali, alla prostata. una eventuale ernia inguinale; pertanto le consiglio di farsi visitare almeno dal suo medico curante e poi eventualmente da uno specialista se lo ritiene opportuno. (17/01/2013)

E' da una settimana che ho dei dolori all'apparato genitale che mi fanno urinare spesso ogni 2/3 ore. Non provo bruciore quando urino, ma stranamente a questo dolore si associa un altro sotto la pianta del piede dx. Premetto però che la notte riesco a dormire quasi normalmente, svegliandomi intorno alle 5/6 però la prima urina che faccio non esce subito mentre per tutta la giornata urino spesso, ma una quantità normale e, ripeto, senza bruciore. Ho dimenticato di dire la mia età, 62, e siccome sono donatore di sangue 2 volte all'anno faccio l'esame del psa.
Il bruciore che avverte ad urinare è probabilmente legato a uno stato infiammatorio a livello delle basse vie urinarie. Le consiglierei di fare almeno un esame delle urine per vedere se ci sono elementi che possono confermare la infiammazione e successivamente dovrà fare una terapia con disinfettanti urinari che può esere prescritta dal suo Medico di medicina generale; le consiglio inoltre di bere molta acqua. (17/01/2013)

Sono un ragazzo di 23 anni ho dei piccoli dubbi: 2 mesi fa sono stato in ospedale per un dolore al testicolo destro dopo un controllo dal urologo mi disse che avevo un nodulo al testicolo palpando si sentiva perfettamente e dall'esame  è fuoriuscito che avevo un epididimite al testicolo destro; dopo 2 settimane di cura il dolore è sparito fino a 2 giorni fa solo che ora non so come ma mi sento strano, dei piccoli dolori leggeri che si sentono a malapena quando tocco il testicolo. Premetto che ho dei testicoli veramente grandi e che quando sono seduto li  schiaccio  sarà semplicemente per quello e perchè faccio uso solamente di boxer e non di semplici  mutande. Aggiungo vado in bici 3 volte alla settimana dopo la palestra forse anche il sellino della bici puo causare problemi?
La dolenzia che avverte periodicamente al testicolo può essere dovuta a uno stato infiammatorio delle basse vie urinarie; per valutare meglio questo il suo Urologo le dovrebbe consigliare di fare qualche accertamento. Se fa molto sport è preferibile far uso di slip elasticizzati in modo che i testicoli siano tenuti fermi quanto più possibile. (24/01/2013)

Vorrei esporvi il mio problema, oggi pomeriggio mi sono accorto che il colore delle mie urine è di un marrone scuro come la coca cola che potrebbe essere? Premetto che due giorni fa mi sono fatto tutte le analisi  e sono uscite perfette.
Deve fare prima possibile una ecografia dell'apparato urinario e dopo di questa sentirei anche il parere di un Urologo per vedere se sono necessari ulteriori accertamenti. (24/01/2013)

Mia mamma di 73 anni, con altri problemi di salute, ha eseguito l'urografia e la cistouretrografia minzionale per perdita di urina. Il risultato è: "all'esame diretto non si apprezzano immagini radio opache patologiche di pertinenza dell'apparato urinario. Quadro urografico morfo-funzionale normale bilateralmente. In particolare non ectasiche le vie escretrici pielo-uretali. Vescica regolarmente distesa ma con un diverticolo in corrispondenza dell'angolo sinistro e forse un'analoga formazione anche controlatersalmente. Comparsa di avanzato cistocele in ortostatismo. Nella norma il residuo post-minzionale." Il dottore le ha prescritto l'OMNIC 1 pastiglia alla sera. Sono 22 giorni che sta facendo la terapia ma il problema non è passato, è solo lievemente migliorato. Il dottore dice che si dovrebbe operare. Lei che cosa consiglia? Non è un'operazione pericolosa in una donna già con tanti altri problemi di salute?
In relazione alla perdita di urina di sua madre, oltre alle lastre ce ha già fatto suggerirei anche un esame urodinamico. Se quest'ultimo conferma una incontinenza da sforzo è consigliabile l'intervento che  non è particolarmente invasivo. (30/01/2013)

Ho 60 anni e mi sono sottoposto recentemente ad una seconda biopsia con 24 prelievi per una lenta progressione del PSA: 14-3-2012 Tot:6,41; libero 0,92; rapporto 0,16. 15-10-2012 Tot:7,54; libero 1,09; rapporto 0,14. 2-1-2013 Tot:7,82; libero 1,43; rapporto 0,18. L'ultima biopsia recita: " Parenchima prostatico con lieve iperplasia ghiandolare con moderata flogosi cronica di tipo diffuso". (...) Gli unici dato significativi per indirizzare una diagnosi sono i seguenti: persiste da due anni un mitto ipovalido soprattutto di notte o ad esempio dopo lungo viaggio in macchina, soprattutto se ho trattenuto a lungo lo stimolo di urinare, e una generica dolenzia a livello del pube. Continuo così a rimanere in quella sgradevole condizione psicologica di chi è sospeso nel limbo. Biopsia negativa ma Psa che non regredisce, anzi continua a lievitare malgrado 3 cicli di antibiotici (prulifloxacina, claritromicina ciprofloxacina, levofloxacina). Ecotransrettale ed esame obiettivo che non evidenziano sospetti ma messaggi di estrema prudenza da parte dell'urologo nell'escludere la presenza di un carcinoma. Ma allora è proprio vero che la storia del Psa alto si chiude solo quando viene individuato un carcinoma? E se non abuso della sua pazienza le chiederei un consiglio rispetto ad un secondo aspetto: dopo la seconda biopsia, a distanza di un mese, continuo ad avere perdite di sangue dopo l’eiaculazione e la capacità erettiva è diventata decisamente poco soddisfacente. Non risolutivo un ciclo antibiotico. Cosa mi consiglia?
Dopo due serie di biopsie, di cui la seconda con 24 prelievi, direi che Lei ha fatto tutto quanto era possibile fare per giungere a una diagnosi. Questo non vuol dire che Lei non avrà un cancro, ma vuol dire che al momento attuale non ha un cancro oppure questo non è "clinicamente evidente" come si definisce. Le consiglierei di curare bene la prostata, non solo con antibiotici e antiinfiammatori, ma anche con prodotti specifici e poi di tenersi semplicemente sotto controllo (basta ogni 6 mesi) con il PSA. (31/01/2013)

Mi capita solo quando eiaculo di avvertire un lieve dolore che finisce subito dopo l'eiaculazione nella parte destra della vescica. Durante la giornata non ne soffro affatto vado in bagno regolarmente a urinare senza nessun problema non ho mai sofferto di nulla ma adesso da un mese mi capita il soprascritto problema che ripeto finisce subito dopo. Ho 34 anni. 
E' difficile dire da cosa possa dipendere il fugace dolore che avverte dopo l'eiaculazione; potrebbe essere legato a una prostatovesciculite, comunque le consiglierei di fare una visita urologica per chiarire meglio tale disturbo. (31/01/2013)

Ho 47 anni, dopo un mese con lieve bruciore alla punta del pene ho fatto urinocoltura con antibiogramma. Psa 0, 63, Glucosio assente, Urino coltura positiva a klebsiella oxytoca 1.000.000 ufc. Il medico mi ha prescritto ciproxin 500 2 al di per 13 giorni. Dopo 8 girni di tratramento visto che ilbfuciore non passava mi ha fatto fare ecografua basso addome dove reni, fegato, prostata sono perfettamente nella norma, tranne presenza di renella. A questo punto il medico mi ha sospeso l'antibiotico, anche se il bruciore non è sparito del tutto. Lei pensa che la renella possa aver graffiato la parete uretrale e continuarmi a dare questi piccoli fastidi? Cosa posso prendere per eliminare la renella oltre che a bere parecchia acqua?
Il bruciore alla punta del pene può dipendere da una infezione locale che a volte determina anche un restringimento del meato uretrale e in questo caso deve rivolgersi a un urologo; in altri casi è dovuto a uretrite che si cura con cicli di disinfettanti e l'uso del profilattico. (31/01/2013)

Sono il padre di un ragazzo di 12 anni che è stato operato di ipospadia coronale all’età di 10 mesi circa. Tutto è andato bene a parte un leggero incurvamento. Il ragazzino è in fase di sviluppo con la crescita anche del pene. Da tre quattro giorni ci siamo accorti che quando fa la pipì un filino, al contrario del getto principale abbondante, esce verso dietro. Può una fistola manifestarsi a distanza di undici anni dall’intervento, oppure il fenomeno è da attribuirsi a qualche altra complicanza?
Una fistola può conseguire alla riparazione dell'ipospadia; bisogna valutare il pene che mi ha detto presenta anche l'incurvamento e poi si potrà decidere il da farsi. (31/01/2013)

Sono stato operato di ernia inguinale dx a seguito di uno sforzo notevole circa tre anni fa e, da allora, ho notato da subito una minore sensibilità erettiva ed un leggerissimo dolore proprio nella zona d’intervento mentre aumenta l’eccitazione. Non ho dato molto peso a tutto ciò convinto che fosse una conseguenza transitoria post intervento e, francamente neanche ne ho parlato con il medico per pressapochismo e superficialità. Attualmente inizio a preoccuparmi perché oltre alla sensibilità erettiva si è aggiunto un altro problema che mi hanno fatto notare solo ora ma, non so quando esiste e cioè il colore dello sperma molto scuro. Domanda: c’è attinenza con l’intervento tutto ciò? Cosa è successo, cosa mi consiglia di fare? Altre informazioni: sono nato nel 1950 quindi ho 63 anni, ho condotto sempre una vita piuttosto regolare lavorando in ambienti automobilistici sin dall’età di 12 anni, sono regolarmente sposato con prole, ho fatto parecchio sport come tennis, nuoto ecc., sono alto mt. 1,86 e peso kg.107, ho avuto una vita ed attività sessuale credo regolare, non ho mai fatto uso di droghe, ho fumato pochissimo e da molti anni ho smesso, questo è quanto.
L'intervento di ernioplastica non ha relazione con la capacità erettile. L'intervento di ernioplastica può provocare lieve riduzione della sensibilità cutanea distalmente alla sede della cicatrice chirurgica e anche dolore localizzato in tale sede a causa di alterazioni dei nervi sensitivi che interessano l'area dell'intervento chirurgico. Anche lo sperma colorato di scuro non ha relazione con l'ernioplastica, ma suggerisce la presenza di una patologia, di solito infiammatoria, a carico della prostata o delle vescicole seminali.  (31/01/2013)

Ho 29 anni, ho un problema che mi sta facendo preoccupare, da circa 15 giorni avverto formicolio ai testicoli, il più delle volte da seduto che si attenua solo se ci metto, stranamente, una mano sopra, per lo meno questa è la senzazione se li tocco in sostanza. Aggiungo che nel momento in cui mi viene questo formicolio, lo scroto si irrigidisce e si rimpicciolisce per poi tornare alla normalità quando il formicolio termina.
Direi di non preoccuparsi perchè non si tratta di disturbi rilevanti. (12/03/2013)

Ho 39 anni, causa tiroidite di Hashimoto eutiroidea eseguo periodicamente analisi del sangue ed ecografia; in merito a quest'ultimo esame, quando lo effettuo faccio controllare, oltre alla tiroide, anche addome e pelvi. Ho effettuato un'ecografia in data 04/12/2012 che, a parte la già nota tiroidite (non assumo eutirox) non ha evidenziato altro a carico di reni, prostata e vescica (solo calcificazioni prostatiche che ho da anni). Ho poi, in data 05/01/2013 eseguito esami sangue ed urine: per gli esami del sangue sono segnalati i già noti anticorpi anti tireoperossidasi ( 112 valori normali 0-34) ed anti tireoglobulina ( 127 valori normali 0-115), per il resto tutto nella norma. (...) Specifico anche, negli esami sangue, creatinina 0.86 mg/dl (rif. 0.50-1.20), filtrato glomerulare 99 (MDRD ml/min/1.73mq), psa totale 0.44 (rif. 0-4 ng/ml). Volevo sapere se questa microematuria è preoccupante (non ho sintomi particolari quando urino, a parte qualche goccia post minzionale) e quali sono i valori riconosciuti normali di emazie nelle urine (devono essere assenti come si legge da molte parti, così come l'emoglobina? e perchè sono misurate in U/l quando si legge dovrebbero essere unità per campo microscopico? 11 U/l a quante emazie per campo corrispondono?) Perdonatemi per le domande ma sono preoccupato. Il mio medico dice che non devo dare peso a questi risultati e che l'emoglobina è dovuta alla rottura delle emazie. Fino a due giorni precedenti le analisi sono andato quasi tutti i giorni in bicicletta, salite molto dure: lo sforzo fisico influisce? Preciso che dal 2009, nelle analisi urine i valori di emazie spesso sono stati assenti ma anche 4 o 3 su in range da 0 a 15, e l'emoglobina assente o 0.03 o 0.06. Nel 2010 ho effettuato anche una cistoscopia, negativa. Al tempo mi dissero che poteva dipendere dal fatto che corressi molto (più di 10 km al giorno).
la presenza di minime quantità di globuli rossi e di emoglobina nelle urine è molto frequente nei corridori e negli atleti in genere; non è un fenomeno preoccupante visto che ha già fatto sufficienti esami per escludere patologia più gravi. (12/03/2013)

Il mio compagno soffre da tempo infiammazioni sotto, posso averla attaccata io visto che ho da molto tempo bruciori sotto ma senza batteri bensì legati a stati miei fisici deboli ed ho da un anno dolori spalla per calcificazioni trattate un mese fa con onde d'urto. Se ci incide qualcosa quanto e' rilevante per questi miei bruciori possomo aiutarmi gli anti infiammatori e se c 'e' relazione con calcificazioni.
Non c'è relazione tra i bruciori che avverte in sede vaginale e uretrale e le calcificazioni alla spalla. Invece c'è uno stretto rapporto tra i suoi disturbi e quelli del suo compagno; la buona regola è che vi curiate entrambi e dovete usare sempre il profilattico per evitare il ripetersi di questi disturbi. (12/03/2013)

E' da qualche giorno che facendo rapporto con mia moglie alla fine quando devo eiaculare sento un dolore forte che devo fare piano molto piano per fare uscire. Devo preoccuparmi?
il dolore che ha avvertito durante l'eiaculazione potrebbe dipendere da una infiammazione della prostata o degli organi genitali; deve farsi visitare da uno specialista urologo per inquadrare meglio il problema.  (12/03/2013)

Sono Salvatore ho 56 anni e mi è stata diagnosticata IPB. Premetto che l’ unico sintomo riconducibile all’ IPB, se così si può definire, è che mi alzo di notte per urinare solitamente 1 volta. Premetto che giornalmente sia d’estate che d’inverno bevo molta acqua, oltre 2 litri nella stagione corrente, per il resto non ho mai notato alcun fastidio o bruciore durante la minzione o altro. IPB si è evidenziata attraverso esami di controllo di seguito riportati e non per problemi fisici accusati. Seguendo la terapia consigliata, ho potuto notare che nei primi 6 mesi di cura col GENAPROST, l’ostruzione durante la minzione era sensibilmente peggiorata (confermato dall’esame uroflussometrico di controllo). Aggiungendo al GENAPROST il SILODYX, sono rientrato nei vecchi canoni per le minzioni, mentre la cura doveva inoltre ridurre il volume della prostata e di ammorbidire la vescica, invece si è verificato un sensibile aumento dei valori prostatici. Alla luce di quanto sopra esposto e dagli esami di seguito descritti, chiedo gentilmente se continuare con altra cura, oppure continuare con i controlli periodici ed eventualmente rimandare l’ inizio di altra terapia, visto che in atto non ho sintomi. (...)
La ipertrofia prostatica benigna è una malattia progressiva, cioè non si può  rallentarne l'evoluzione nè invertire il progressivo ingrossamento della ghiandola. Questo aspetto già le deve far comprendere come  deve abituarsi a convivere con il problema, eventualmente cercando di controllarne gli eventuali disturbi con la terapia medica. Proprio per gli aspetti suddetti non ha senso fare la terapia per un pò di tempo e poi andare a valutarne i risultati; infatti la terapia con la silodosina va fatta continuativamente perchè se la interrompe i sintomi si ripresentano. Anche la terapia con Genaprost è molto valida essendo l'associazione tra queste due categorie di farmaci una delle migliori terapie attualmente disponibili. (13/03/2013)

Sono un uomo di 65 anni, in buona salute ed ancora occupato in una propria azienda nella quale svolgo il mio lavoro per circa 12 ore al giorno. Svolgo il mio lavoro in prevalenza in piedi ma cio' non mi crea alcun problema. Da circa tre anni, urino molto e spesso (circa 7/8 volte al giorno) a mio parere piu' di quanto bevo. Quando c'e' lo stimolo ad urinare, non posso trattenermi, devo necessariamente provvedere velocemente a completare lo svuotamento della vescica. Non ho dolori e non ho bruciori di alcun tipo. Unico serio problema e' che non riesco a trattenemi per molto tempo. Se puo' servire, alcuni anni addietro ho espulso un calcolo abbasta grosso, e dopo qualche mese ho espulso in piu' episodi piccole schegge di calcoli senza ulteriori conseguenze. La pressione dell'urina e' abbastanza normale ed il colore e' chiaro. Cosa mi consiglia di fare? Quale puo' essere la causa di questo problema? Posso assumere dei farmaci per normalizzare il problema?
Il problema di urinare spesso, pollacchiuria, e di correre in bagno non appena avverte i primi stimoli, urgenza, può essere dovuto a malattie della prostata ma anche a stati irritativi della vescica o a malattie generali come obesità, diabete, terapia per l'ipertensione. Per cui le consiglio di parlarne con il suo medico curante per iniziare a escludere alcuni problemi ed eventualmente fare in seguito degli accertamenti tra cui una visita urologica. (13/03/2013)

Volevo chiederle delle informazioni, mio marito è da 2 mesi che ha forti dolori al fianco sx in prossimità del rene infatti dagli esami effettuati risulta alterato il valore della creatinina e altri, dalla prima ecografia si notavano delle dilatazioni caliceali al rene sx, oggi ha ripetuto eco e dice idronefrosi aumentata al rene sx, prostata aumentata di volume con diametro traverso di 48 mm ed ecostruttura dismogenea per presenza di aree fibrocalcifiche intraparenchimali, e dopo minzione spontanea residuo vescicale di 30 cc, lui ha 37 anni, vorrei sapere di cosa puo' trattarsi. 
E' necessario che suo marito completi gli accertamenti sul rene sinistro per capire il motivo per cui è dilatato; se la creatininemia è aumentata solo lievemente suggerirei una UROTAC. La terapia dipende dal problema che ha causato l'idonefrosi. (13/03/2013)

Oggi dopo un'erezione ho perso due gocce di sangue, cosa vuol dire? Resto in attesa di una vostra risposta, spero il più presto possibile perchè mi sto preuccupando.
Dalla sua domanda non è chiaro se il sangue che ha perso proviene dall'esterno (per esempio dalla zona del frenulo) oppure dall'interno del canale uretrale o infine se lo ha visto unito alla emissione dello sperma. Se non si chiariscono questi aspetti non si può definire la possibile causa della perdita di sangue. (13/03/2013)

Sono una donna di 35 anni e da circa 7 anni soffro di formicolii alle gambe con bruciori alla vagina, anche quando ho rapporti sono molto dolorosi, quando sto seduta mi sembra di avere delle forti pulsazioni lungo le gambe e nelle zona vaginale, ho fatto ecografie, risonanze ecc. di tutto insomma, ma ancora dopo molte cure non riesco a guarire. Adesso sto facendo dei cicli di ozono terapia perche mi fa male anche la schiena zona reni, vorrei sapere se devo fare altri controlli, se devo andare da un ginecologo e da un urologo non lo so. Grazie e spero che mi indichi qualche soluzione. 
I formicolii e le pulsazioni alla gambe hanno poco a che vedere con i bruciori vaginali e i dolori durante l'atto sessuale. Questi ultimi due problemi potrebbero dipendere da uno stato infiammatorio della vagina per la quale può fare una visita ginecologica prima di iniziare una terapia specifica con lavande o creme vaginali. (13/03/2013)

Mio padre, 79 anni, fa da diversi anni gli esami del PSA, tutti nella norma e più o meno sempre allo stesso livello, l'ultimo esame che ha fatto è risultato a 6,32, consideri che aveva fatto lo stesso esame 40 giorni prima e il valore era 1,88. Il dottore di famiglia gli ha consigliato una terapia antibiotica e dopo di ripetere l'esame. Sono un po' preoccupata. Lei cosa ne pensa?
L'aumento improvviso del PSA può essere dovuto a una irritazione per cause varie, anche infiammatoria, della prostata. Pertanto il suo Medico ha suggerito bene; farei un ciclo di disinfettanti urinari e antiinfiammatori per 8-10 giorni e tra almeno 40 giorni ripeterei il PSA. (15/03/2013)

Sono un paziente di 60 anni, nel 2006/2007 mi fu diagnosticata una ipertrofia prostatica benigna con ghiandola aumentata di dimensioni (...). Premetto che all'epoca mi fu prescritto AVODART 500 che però poco dopo dovetti smettere per procurata allergia e considerato pure che il PSA si manteneva a circa 0.30 e non avendo avuto sintomalogie, mi sono limitato al solo controllo annuale dell'esplorazione e PSA che nel frattempo, a tutt'oggi e' arrivato a 1,13 con prostata aumentata di dimensioni mm. 49 x 38x38 con ecostruttura disomogenea. La mia domanda e' la seguente: dal momento che non avverto particolari fastidi, bruciori e cerco di "limitare " il piu' possibile di assumere farmaci, in quanto alcuni mi procurano allergie, ponfi e rush cutanei, vorrei sapere se assumendo il CARDURA "DOXAZOSIN" 4 mg. per l'ipertensione, possa giovare anche alla sopraindicata IPB, evitando appunto l'assunzione di ulteriori farmaci.
In genere la terapia per l'ipertrofia prostatica è indicata quando si presentano alcuni sintomi per cui se questi sono completamente assenti la terapia non è giustificata. Il Cardura va benissimo come terapia per favorire un migliore svuotamento della vescica soprattutto se è stato documentato un ostacolo al flusso minzionale valutabile mediante uroflussometria; tale farmaco è poi particolarmente consigliabile quando oltre all'ostacolo al flusso minzionale è presente anche una ipertensione arteriosa. (15/03/2013)

Mio padre è un uomo di 60 anni ed è stato operato di carcinoma alla prostata circa 4 anni fa con asportazione totale della prostata. Dai primi controlli fatti subito dopo l’intervento è risultato il valore del PSA sempre un po’ alto con valori massimi raggiunti 0.4 circa. Dopo circa 10 mesi visto che il psa non si abbassava l’urologo ha deciso di far fare nella zona interessata un ciclo di radioterapia. Dopo 3 anni senza alcuna terapia e con psa sempre alto intorno a 0.39 – 0.40 e con esami ripetuti ogni 4 / 6 mesi ( con esiti tutti negativi per scintigrafia ossea , TC addominale, ecc) mio padre effettua una visita da un endocrinologo per problemi alla tiroide. L’endocrinologo nota il valore del testosterone (o di qualche valore in particolare, non me l’hanno spiegato bene) un pò alti e dice che per lui bisogna iniziare nuovamente la cura con il casodex. L’endocrinologo invita mio padre a consultare nuovamente il suo urologo. A sua volta l’urologo fa fare degli esami (non so quali) e dopo il risultato ordina a mio padre una cura di casodex da 150. Ad oggi il valore del PSA è 0.1 mentre prima era 0.4; e quello del testosterone a 13.62 mentre precedentemente aveva un valore pari a 13. Cosa Significa questo valore del testosterone che ha fatto allarmare sia l’endocrinologo che l’urologo? Ps: 15 gg fa sono stati rifatti gli esami ( scintigrafia, TC , ) con esito negativo
Il percorso che ha fatto suo padre è stato corretto in relazione alla radioterapia dopo prostatectomia radicale visto che il PSA si manteneva più elevato rispetto ai valori standard dopo prostatectomia. In presenza di un nuovo aumento del PSA è consigliabile effettuare una terapia medica mediante blocco androgenico e questa ha infatti determinato l'abbattimento del PSA a 0,1. In relazione al testosterone questo va dosato periodicamente come il PSA proprio allo scopo di garantire il più basso livello di testoteronemia nei pazienti che effettuano terapia medica per carcinoma della prostata. (15/03/2013)

Sono un uomo di 67 anni che al momento si sente benissimo, attivo nel lavoro, faccio palestra, sesso ameno 2 volte settimanali, diciamo che mi sento piu' giovane dell'eta' reale al quale viene diagnosticato un carcinoma prostico glason 7/10 al momento non extracapsulare e sono in attesa di intervento. Ora Le chiedo visto che nell'attesa il cervello viaggia: se non intervenissi in nessuna maniera? Che probabilita' esistono di sopravvivere senza intervenire? Intendo quanti anni puo' durare un carcinoma nella capsula prostatica? La mia paura e' di passare da un momento felice a problematiche come l'impotenza o l'incontinenza. La robotica ha davvero scongiurato queste ipotesi?
La domanda che lei pone è molto opportuna e oggetto di grande dibattito. Infatti in presenza di un carcinoma prostatico localizzato la letteratura internazionale è concorde nel proporre al paziente 3 alternative: la prostatectomia radicale, la radioterapia e la vigile attesa. Ognuna di queste scelte ha dei vantaggi e degli svantaggi, proprio per questo ancora non è proprio completamente chiaro quale sia la migliore soluzione, anche se a lungo termine la prostatectomia radicale sembra che offra qualche lieve vantaggio. Lo specialista ha il compito di illustrare al paziente tutte le varie problematiche di queste 3 opzioni in modo da effettuare una scelta condivisa con il paziente rispettando anche le sue esigenze di vita. La robotica pur essendo il metodo attualmente più "alla moda" non è in grado di assicurarle con certezza assoluta la conservazione dell'attività sessuale. (15/03/2013)

Sono un ragazzo di 28 anni, le scrivo in quanto ormai da 1 anno e mezzo mi trovo a combattere contro sintomi urinari senza avere ancora una diagnosi certa nonostante numerosissime visite specialistiche. I sintomi che manifesto sono:
•Nicturia (inizialmente 1 volta a notte, ora 2-3 almeno e con la caratteristica che il primo stimolo lo avverto dopo 3-4 ore di sonno, quelli successivi a 1-1,5 ore dal primo)
•Esitazione minzionale
•Getto a volte ipovalido
•Pollachiuria saltuaria
•Eiaculazione precoce (presente prima dei sintomi urinari, scomparsa nell’estate 2011 e ricomparsa subito prima dei primi sintomi urinari)
•Eiaculazione astenica
•Bruciore all’eiaculazione saltuaria
•Dolore sovrapubico alla parte dx
•Epididimiti ricorrenti
La sintomatologia è iniziata come le dicevo circa 1 anno e mezzo fa, settembre-ottobre 2011, con il solo stimolo notturno di urinare. Probabilmente anche l'esitazione minzionale già c'era ma non ci facevo caso. Col senno di poi forse anche lo stimolo notturno di urinare era presente in precedenza solo che avveniva quando rimanevo a letto più della norma. In seguito a questo ho seguito gli accertamenti standard (esame sangue urine e sperma + colture) con esito negativo in tutti i casi.
Alla prima visita specialistica, avvenuta per caso dopo l'insorgere dell'epididimite, mi sono stati prescritti Noroxin+Mobic e vista una recidiva altri cicli della stessa terapia e, successivamente Zimox+Mobic. Dopo queste terapie la nicturia non è passata e, quindi, mi sono sottoposto ad altri esami.(...) Dopo il primo ciclo di antibiotici e antinfiammatori ho cambiato specialista, e mi sono stati prescritti Pradif + Profluss che ho assunto per alcuni mesi senza successo. Un terzo urologo, rimasto sorpreso dall'inefficacia del Pradif, mi ha prescritto Benur + fermenti lattici, anche questo assunto per circa 2 mesi senza risultati. Per questo motivo e siccome i primi due alfalitici all'inizio della terapia mi provocavano eiaculazione retrograda, mi è stato prescritto Mittoval che assumo ormai da 12 gg senza benefici. Contemporaneamente mi è stato prescritto più volte Unidrox dal mio medico di base per episodi ricorrenti di epididimite. Una cosa che ho notato è che, ogni qual volta assumo degli antibiotici, i sintomi si affievoliscono, in alcuni casi anche di molto come nel caso di qualche settimana fa in cui mi sono trovato ad assumere Macladin per un episodio influenzale, poco dopo la cura e nei giorni successivi l'esitazione minzionale era molto ridotta così come la nicturia. Dopo questo lungo racconto le chiedo gentilmente un parere e un consiglio su come affrontare questo problema che sta diventando molto pesante, sia nella vita privata sia nella vita quotidiana visto che ormai da 1 anno e mezzo non riesco a dormire in maniera soddisfacente.
Dalla sua storia clinica emerge abbastanza chiaramente che il problema è causato da una patologia infiammatoria che ha colpito la prostata e probabilmente successivamente anche gli epididimi. Gli alfalitici che ha preso (Pradif, Benur) sono inutili visto che il flusso è buono. Deve curare la malattia infiammatoria con lunghi cicli di disinfettanti (individuando quello più efficace) e antiinfiammatori e inoltre è obbligatorio, se vuol evitare il perpetuarsi dell'infiammazione, l'uso costante del profilattico; tenga infine presente che occorrono diversi mesi per ottenere un miglioramento. (15/03/2013)

È da un paio d'anni circa che soffro di un leggero fastidio al testicolo sx non dolore associato a prurito all'attacco del prepuzio...dopo visite urologiche (tutte ok) e esami colturali (ok) il mio problema persiste...di cosa si potrebbe trattare? Premetto che la mia ragazza e' stata operata di papilloma virus e poi ha frequenti infezioni urinarie e perdite biancastre ed avendo rapporto non protetto potrebbe essere una di queste la causa del mio problema?
Direi che la causa sono proprio i rapporti non protetti. Dovrebbe fare una lunga terapia con disinfettanti e antiinfiammatori e usare sempre, proprio sempre, il profilattico altrimenti non guarirà mai. (22/03/2013)

Sono una giovane mamma, le scrivo perchè mi reputo inesperta in questa occasione! Il mio bimbo ha 9 mesi, ieri facendo il bagnetto, ho praticato l'apertura del prepuzio, cosa ke si è aperta a metà e per di piu' solo da un lato e dall'altro no,con la conseguenza di fuoriuscita di pus, stamattina quando ci siamo alzati ho notato ke il pannolino era privo di pipi e non appena ha cercato di farla si è messo a piangere e a smettere le gambine. Ho provato a rimetterlo nell'acqua x vedere se lo avrebbe aiutato a fare la pipi ma anke lì nn riusciva e non appena ne ha fatto un goccino anche li piangeva disperato e poi ha smesso di farla! Le chiedo è normale tutto questo bruciore? E cosa devo fare per aiutarlo?
Il suo bimbo ha aderenze balanoprepuziali, molto frequenti nel neonato. Lei dovrà progressivamente "abbassare" il prepuzio, un pò alla volta durante i bagnetti, fino a far fuoriuscire bene il glande che cioè deve essere ben visibile. Solo allora potrà pulirlo bene e conseguentemente eliminare "lo sporco". E' ovvio che il bimbo tenderà a piangere, ma è una manovra che deve fare solo lei, senza avere paura e nel giro di qualche giorno risolverà il problema; se non fa questo in futuro il suo bimbo potrebbe avere una fimosi serrata che potrebbe richiedere anche un intervento chirurgico. (25/03/2013)

Prezioso dottore, approfitto della sua e mail trovata sul blog per esprimerle una mia domanda. Diversi mesi fa a seguito di una cistite emorragica, ho fatto cura necessaria con terapia antibiotica e monuril a cui ho aggiunto ecografia alla vescica e urinocoltura. La seconda, che ho ripetuto anche in seguito, non ha mai riscontrato nulla mentre nel primo caso, in ecografia, il dottore mi riscontrava un seppur minimo ispessimento della parete vescicale ma mi diceva anche che era normale perche' avevo avuto la cistite la settimana precedente. Ho fatto anche ecografia utero e ovaie, pap test e non si e' verificato nulla di negativo. Fatto sta che da quell'episodio della cistite emorragica, sono mesi che ho uno stimolo ad urinare quasi fisso, spesso impellente che ormai mi accompagna per tutto il giorno. Di notte infatti o se sono distesa, non ho alcun problema ma di giorno, stando seduta e praticando una vita sedentaria, lo noto moltissimo. Sono un soggetto ansioso, con problemi di colon e forse avra' una sua derivazione anche da quello. Inoltre, noto che non e' sempre presente; in alcuni periodi sto bene, in altri si accentua questo fastidio improvvisamente . Un altro sintomo ricorrente e' il bruciore o una specie di dolore urente e pizzicorii in vagina ed e' inutile che le abbia provate tutte dalla cura per la candida alle creme lenitive e agli ovuli lubrificanti. Ho 43 anni e mi chiedo se i sintomi possano essere associati a stati di premenopausa, a stati ansiosi e, soprattutto, vorrei conoscere il suo parere e cosa la Sua esperienza mi consiglia di fare. La ringrazio e Le auguro un otttimo lavoro.
Premetto che nelle donne di età intermedia alcuni episodi di cistite si possono verificare ogni anno senza che questo costituisca una malattia. Se gli episodi di cistite si ripetono con particolare frequenza e soprattutto se non c'è il riscontro di infezione è opportuno fare indagini supplementari. Nel suo caso farei delle citologie urinarie su più campioni di urina e nel caso qualcuna dovesse risultare positiva è opportuno che vada da un Urologo per fare un esame endoscopico della vescica in modo da controllare quella irregolarità della mucosa vescicale segnalata dall'ecografia e per cercare di capire l'origine di quel bruciore alla minzione che lamenta.  (29/03/2013)

A seguito di alcuni episodi di ematuria mio marito di anni 75 (affetto da morbo di Parkinson) ha effettuato degli esami di laboratorio :
PSA totale 5,2
PSA frazione libera 1,14
urine tre campioni : negativo per CTM
ecografia addome: nessun particolare da segnalare
biopsia vescica con esito come in oggetto
Ho interpellato due urologi che hanno dato pareri contrastanti : il primo vorrebbe intervenire chirurgicamente, l’altro sconsiglia l’intervento in quanto trattasi di forma infiammatoria e vista l’età ed il Parkinson non ne vede la necessità. Tengo a precisare che dieci anni fa mia marito ha subito l’intervento alla prostata per benigna. Ora sembra superato il problema di ematuria, però lamenta bruciori appena sveglio che si risolve non appena si alza. Vorrei sapere il suo parere su come regolarsi in proposito.
La risposta della biopsia indica uno stato "irritativo" della mucosa vescicale. Credo che con la risposta attuale non sia necessario fare un intervento immediato e che sia preferibile effettuare un controllo tra 6 mesi circa mediante le 3 citologie urinarie ed eventualmente la cistoscopia per valutare se in questo tempo siano comparse altre alterazioni della vescica. (29/03/2013)

Salve dottore le volevo chiedere una cosa, da un po' di tempo riscontro dei fastidi al testicolo dx come se ci fosse qualcosa che tira questo fastidio è continuo, inoltre da un po' di giorni riscontro anche delle fitte all'addome sempre sul lato dx, premetto che ho fatto una visita ospedaliera e sia l'urologo che il chirurgo mi hanno riscontrato un'ernia inguinale dx da operare, secondo lei puo' un'ernia causarmi questo fastidio? a volte ho anche dei lievi bruciori sulla punta del pene, a tatto i dottori hanno riscontrato che non ci sono né infiammazioni al testicolo né all'epididimo e né linfonodi ingrossati.
I fastidi all'inguine e al testicolo destro possono essere causati anche dall'ernia inguinale, visto che sia l'urologo che il chirurgo l'hanno evidenziata. Il bruciore al pene non può essere attribuito all'ernia, ma per questo si deve escludere una infezione dell'uretra mediante un tampone uretrale con ricerca completa di tutti i germi.  (29/03/2013)

Mi chiamo Giuseppe e ho 25 anni e circa un mese fa mi sono rotto non del tutto il frenulo, da quel momento ho avuto altri 2 rapporti sempre con sangue e un po' di dolore un medico mi ha prescritto permixon ma a cosa serve a me? Tra l'altro non sarebbe meglio continuare ad avere rapporti fin quando nn si rompe definitivamente? Xke io vedi ke manca poco, o lascio cicatrizzare?
Nel suo caso non c'è altro da fare che la correzione del frenulo, che si effettua in anestesia locale e come procedura ambulatoriale, perchè altrimenti non risolve e le terapie che sta facendo sono inutili; le sconsiglio i rapporti fino a quando non avrà risolto il problema. (18/04/2013)

Sono un visitatore di questo sito e gia precedentemente ho chiesto qualcosa in riferimento alla mia situazione prostatica. Al momento la mia prostata è di 43gr. e da come ho riferito all'urologo ho problemi di urgenza-frequenza a urinare. Vescica regolare senza neoplasie, ma solo stenosi del meato uretrale che si dilata (da Cistoscopia). Avevo proposto al mio urologo di operarmi alla prostata ma lui mi ha risposto che avendo una vescica iperattiva peggiorerei la mia situazione facendo una turp. Mi ha prescritto (oltre all'urorec 8mg che già assumevo) Mictonorm 15mg. Fra 3 mesi farò una uroflussometria.
Per decidere se operare o meno la prostata occorre valutare se questa determina una ostruzione al flusso minzionale mediante esami funzionali, quali uroflussometria ed eventualmente esame urodinamico, oltre che evidenziare all'ecografia la presenza di un ristagno urinario post minzione di una certa entità o altre complicazioni a carico della vescica (calcoli, diverticoli ecc..); tale decisione inoltre va presa quando le terapie mediche hanno fallito oppure non sono più in grado di controllare tale problema. Credo pertanto che il suo Urologo le abbia dato il giusto consiglio basandosi su elementi certi. (18/04/2013)

Sono un avvocato 33enne e, premetto, soffro di disturbi di ansia e somatizzazione. A causa di un forte stress personale e di cambiamento di vita ho iniziato a non dormir di notte ed ho iniziato a credere di essere affetta da insonnia fatale, avendo letto i sintomi su internet li ho riscontrati tutti... somatizzo molto. Sono in cura per depressione. Da circa una settimana avverto un senso di incontinenza continua, ma non so spiegarmi, nel senso che se bevo, ad esempio, un litro di acqua e faccio prove di resistenza chiamiamole così, al 90% trattengo l'urina, ma durante la giornata quando cammino e quando faccio altro avverto un senso di bagnato costante. Potrei sapere se, per caso, può essere frutto di somatizzazione o cosa?
Si è dimenticata di dirmi quali cure sta facendo per la depressione; infatti alcuni antidepressivi (a base di fluoxetina o paroxetina o di sertalina) possono dare problemi di incontinenza urinaria. Un altro dato importante è conoscere se lei ha avuto più parti,  se eventualmente ha un iniziale "prolasso" della vescica, se è in sovrappeso. Pertanto le consiglio di fare una visita specialista da un collega Urologo allo scopo di chiarire questi aspetti. (18/04/2013)

Sono Giuseppe un ragazzo di 26 anni, ormai è da più di un anno che ho dei problemi riguardante la frequenza con cui vado a urinare, mi capita di andare molte volte durante il giorno e di svegliarmi anche la notte 12 volte per urinare. Ho eseguito esame del sangue per vedere se erano problemi derivanti dalla prostata ma nulla, ho fatto esame delle urine e anche l'urinocoltura a anche queste ultime non presentavano nessun problema, infine il mio medico curante mi ha prescritto una visita specialistica da un urologo il quale mi ha fatto una visita completa e mi ha riscontrato, come causa principale, che il problema derivante dal cointo interrotto da me praticato, quest'ultimo mi ha prescritto dei rimedi a base naturale quale il topster e il IBP PLUS ma con scarsissimo risultato. allora volevo chiedere a lei un consiglio su come risolvere questo problema per mi provoca parecchi disagi.
Per la frequenza eccessiva delle minzioni credo che il suo Urologo abbia già escluso oltre alla prostatite anche altre cause sia a livello locale per esempio a carico della vescica sia a livello generale (per es. diabete, ipertensione ecc..). Può comunque provare per qualche mese uno dei farmaci specifici per l'urgenza minzionale, del quale non le posso dare il nome commerciale, ma solo quello della molecola principale che lo compone (ossibutinina o cloruro di trospio o tolterodina o solifenacina). (18/04/2013)

Sono nato nel 1953, spero molto in un suo consiglio riguardo il mio problema e La ringrazio anticipatamente della sua preziosa consulenza. Io ho una stenosi dell'uretra bulbo-membranosa da circa quarant'anni. Sono stato operato per la prima volta nel 1985 tramite uretrotomia endoscopica (sachse?). In questo primo intervento la stenosi era di solo 0,5cm. Sono stato operato nuovamente con lo stesso metodo nel 1989 e questa volta la stenosi era di 2cm. Ho subito altre due successive operazioni sempre endoscopiche nel 1997. Facendola breve in tutti questi anni ho vissuto sempre con inconvenienti che Lei solo può immagginare in quanto non ho mai ottenuto un flusso neanche sufficiente, il mio flusso è paragonabile ad un piccolo filino. Pensi che ogni volta che devo urinare ci impiego circa 1,5-2,5 minuti con relativi disturbi! In questo momento si è aggiunto un dolore -bruciore soprattutto quando sto seduto, nell'uretra fra lo scroto e lo sfintere. A questo punto le chiedo di aiutarmi nel dirmi cosa mi sta succedendo nell'uretra. Ho effettuato una urinocultura, dove non risulta nulla. Al 17/04/2013 farò una ecografia prostatica. Cosa consiglia Lei? Ci sono farmaci nuovi? Premetto che nel corso delle suddette operazioni sono diventato positivo all'epatite C. Per completare l'utima ecotomografia uretrale del 2003 dice: substenosi dell'uretra bulbo-membranosa della lunghezza di 3 cm circa. Si segnala callo fibroso dello spessore di circa 8 mm che riduce il lume uretrale che è di circa 3mm. Reni in sede, di dimensioni ed ecostruttura regolare. Non formazioni litiasiche nè segni di idroureteronefrosi. Vescica distesa e pareti regolari.
La soluzione al suo problema è chiara, perchè non può essere fatto altro che un intervento chirurgico di "uretroplastica" le cui modalità poi andranno definite dopo che lei avrà eseguito un accertamento recente per valutare lo stato della sua uretra; l'accertamento che deve fare è una Rx URETROGRAFIA RETROGRADA E MINZIONALE. Poi occorre una valutazione diretta delle lastre e di lei. (06/05/2013)

E' da un paio di anni, a seguito di una cistoscopia effettuata ad Arezzo, che ho episodi ricorrenti di infezioni da e.coli che curo con antibiotici. Guarisco ma dopo uno –due mesi ci risiamo. Sono stanco di continue cure di antibiotici. Vorrei sapere se si può convivere con l’infezione o può portare a delle complicanze. Ho una vescica iperattiva e ho 71 anni.
Bisogna valutare quale è la fonte di infezione da cui "prende" l'E. Coli (una causa frequente sono i rapporti non protetti); altrimenti bisogna escludere che il germe si sia "annidato" a livello prostatico (per questo problema sono necessarie cure lunghe anche diversi mesi). Dopo si potrà valutare il da farsi. (06/05/2013)

Ho 38 anni, 15 giorni fa ho avuto una cistite, ho fatto la cura e dopo di che urinando mi è uscito un calcolo renale. Ieri mi sono fatto un'eco ai reni ed è uscito fuori che ho un calcolo di 8 mm e in più la risposta è la seguente: prostata in sede simmetrica. A margini conservati. Poi presenza di residuo postminzionale (78 ml circa vol) da un vol preminzionale di 270 ml circa) per piacere mi può rispondere, il medico mi ha scritto una visita alla prostata...
Le suggerisco di fare ulteriori accertamenti per valutare lo stato della sua prostata dal momento che non riesce a svuotare bene la vescica (ad esempio una uroflussometria); poi si potrà definire se occorre anche una terapia medica per la prostata. (06/05/2013)

Da quando ho cambiato l'auto con una sportiva e bassa dove, per lavoro, trascorro la maggior parte della giornata mi è sorto un fastidio al testicolo destro gamba destra e toccando la testa dell epidimo destro a volte sento un dolorino leggero, ma da ipocondriaco quale sono mi sono ripetutamente toccato e ritoccato e mi rimane un fastidio al testicolo che si fa sentire verso sera, va e viene molto leggero, ma come ripeto sono molto ipocondriaco e volevo chiedere se l'auto bassa e rigida può davvero essere la causa del problema o se ci può essere dell altro dato ho questo fastidi gia da 10 giorni.
Stare a lungo in posizione seduta e con gambe rannicchiate e usare indumenti stretti può favorire l'insorgenza di fastidi in sede scrotale. Le consiglio se fa lunghi viaggi di fermarsi ogni 60-90 minuti e passeggiare un pò. (06/05/2013)

Sono un ragazzo di 29 anni che da un annetto combatto con un problema che non trova soluzione. (ho consultato diversi specialisti) Le elenco i miei sintomi: odore sgradevole del pene (come di pesce andato a male) e bruciore durante la minzione, ma queste situazioni si verifica solo il giorno dopo un rapporto sessuale (anche protetto) o se mi sono masturbato, questi sintomi durano solo per massimo 1 o 2 giorni. Ho fatto le analisi delle urine, e non ho nessuna infezione; ho fatto le analisi (tampone) per qualsiasi forma di infezione a trasmissione sessuale, ma sono come un pesce. Ho notato un altra cosa: se ho rapporti consecutivi ( es. sera,notte, mattina, pomeriggio, ecc, il tipico weekand chiusi in una stanza ) i sintomi si verificano solo dopo che mi fermo, tipo il martedì (giorno che iniziano i sintomi).
L'odore sgradevole al pene è causato in genere da una insufficiente pulizia del glande soprattutto se non lo scopre bene. Deve detergere accuratamente tutto il glande usando una certa energia per asportare il materiale "sporco" e lavarlo accuratamente due volte al giorno. (06/05/2013)

Il 28/02/2013 sono stato operato alla prostata (TUR-P ). Alla dimissione (04/03/2013), tutto regolare, minzione regolare con urine lievemente ematiche. Terapia consigliata ciprofloxacina 500  1cp ogni 12 ore per 7gg. Ad oltre un mese avverto i seguenti fastidi: stimolo impellente  di urinare, bruciore all'uretra anteriore. Incomincio ad essere preoccupato per   l'incontinenza. Dimentico di aggiungere l'esame istologico:
Descrizione macroscopica SG
Materiale frustolato grigiastro per cc 7. Inclusione in toto.
Diagnosi: Iperplasia ghiandolare e stromale della prostata.
Credo sia opportuno che ritorni dal chirurgo che lo ha operato per valutare se prolungare le terapie. (06/05/2013)

Ho 26 anni e da una decina di giorni ho un continuo stimolo di urinare. Appena urino dopo nemmeno 5 minuti ho di nuovo un forte stimolo, una cosa terribile. Di bruciori forti non ne ho, cioè un pochino alla punta del pene ce l'ho, ma non è una cosa insopportabile. Ho fatto le analisi delle urine e sono risultate perfette. Il mio medico di base mi ha prescritto un antibiotico Ciproxin, pensando a una pristatite. Oggi è il secondo giorno che lo prendo ma ancora nessun effetto. Cosa potrebbe essere?
La terapia va benissimo ma la deve fare per almeno 8 giorni, meglio se associa anche un antiinfiammatorio; per lo stimolo continuo ad urinare può prendere Toviaz 8 mg una cpr al mattino per una decina di giorni. (06/05/2013)

A seguito di una visita urologica, che ho fatto perchè avevo il flusso urinario debole e minzioni frequenti, ho avuto la seguente diagnosi:
- Prostata di dimensioni conservate, presenza di micro-calcificazioni intraparenchiali come da flogosi cronica aspecifica.
- Vescica: in sede, alitiasica, esente in atto da neoformazioni parietali a sviluppo endoluminale. Residuo post minzionale lieve.
Uroflussometria:
- Flusso medio 4,5 ml/s
- flusso al picco 10,7 ml/s
- tempo al picco di flusso 10,2 s
- volume vuotato 282,0 ml
- tempo di flusso 59,4 s
- tempo di svuotamento 63,1 s
- intervalli 2
- tempo di ritardo 9,8 s
Commenti : quadro uroflussometrico da alterato svuotamento vescicale. Premetto che ho 48 anni, il mio urologo mi ha prescritto XATRAL, che ho sospeso dopo 5 gg dietro consiglio dell'Urologo stesso in quanto mi portava abbassamento di pressione e malessere generale, sostituita con Silodix 8 mg. Inoltre prendo prostil forte. Cura che dovrò fare per 40 giorni. Sono trascorsi 5 gg circa, ma non ho notato miglioramenti di rilievo, continuo ad avere stomolo di urinare, ma con poco flusso. Le volevo chiedere se la mia situazione potrà avere delle conseguenze gravi, e se la cura, secondo il suo parere è quella esatta, fermo restando la mia fiducia all'Uologo che mi segue. 
I valori di flusso denunciano effettivamente una situazione ostruttiva, ma il residuo postminzionale valutato dall'ecografia è lieve. Pertanto ritengo che oltre alla componente ostruttiva legata all'ingrossamento della prostata per la quale è corretto l'uso di un alfalitico, dovrebbe associare anche un ciclo di disinfettanti e antiinfiammatori per risolvere la componente infiammatoria. Poi andrebbe rivalutato. (06/05/2013)

Cinque mesi orsono mi e’ stata diagnosticata una prostatite abatterica curata ad oggi con xatral e serenoa repens. I risultati sono scarsi, dico abatterica perche’ ho fatto ben due volte esame dello sperma risultato sempre negativo. Leggendo il suo sito mi e’ sembrato di capire che lei protende sempre per la cura antibiotica anche quando gli esami sono negativi, puo’ gentilmente spiegarmi il perché ? Vorrei capire meglio se il percorso del mio urologo e’ sbagliato.
La cura che sta facendo non è sbagliata. Comunque l'impiego di cicli di disinfettanti e antiinfiammatori associati all'uso costante del profilattico si è rivelata utile anche quando non erano stati messi inevidenza germi nello sperma. (06/05/2013)

Le scrivo perché mi trovo a disagio con il mio problema di incontinenza. Dopo la minzione ho una sensazione di incompleto svuotamento e se faccio qualche sforzo come sedersi sdraiarsi piegarsi mi esce qualche goccia di urina. Sono già stato dal urologo che mi ha prescritto il permixon in capsule. Ne assumo già da 1 mese e mezzo 1 capsula al giorno. Per ora non riscontro miglioramenti. Lei è d'accordo con questo farmaco o me ne consiglia un altro tipo?
L'incontinenza da sforzo nell'uomo è molto rara; questa di solito si verifica dopo un intervento sulla prostata che credo lei non abbia avuto. Perciò la invito a contattare il suo Urologo per fare specifici accertamenti prima di prendere terapie che non sono adatte all'incontinenza da sforzo. (14/05/2013)

Ho 52 anni non ho mai avuto problemi urologici anche semplici, da due giorni ho notato che durante e solo un attimo prima dell'uscita dell'urina ho un pò di bruciore e mi ritrovo la punta del glande e intorno ad essa arrossata, non ho febbre né tantomeno fuoriuscita di liquido giallastro o purulento, non ho neanche dolore o senso di peso perinale. Premetto che ho solo rapporti con mia moglie ed ultimamente solo orali per problemi di cistite da parte di lei. Può dipendere dal tipo di rapporti? Cosa può consigliarmi?
La presenza di arrossamenti del glande e bruciori alla minzione suggeriscono la presenza di una uretrite, quasi sicuramente conseguente a rapporti sessuali non protetti visto che anche la sua partner è affetta da analoghi problemi. Le suggerisco di effettuare un tampone uretrale con ricerca di germi comuni, micoplasmi, clamidia, trichomonas e miceti. Dopo potrà fare una antibioticoterapia mirata; inoltre è fondamentale per evitare il ripetersi di queste infezioni l'impiego costante del profilattico. (14/05/2013)

Due giorni fa ho avuto un rapporto con la mia ragazza, ma prima della penetrazione, mi si è danneggiato il frenulo, non si è rotto ma solo danneggiato, ho perso sangue ma dopo un pò tamponandolo ha smesso. Il mio medico mi ha ordinato di usare un sapone disinfettante (betadine) mattina e sera e dopo la gentalin beta per cicatrizzare il tutto. Ora vorrei sapere quanto ci vuole che il tutto sani per bene, i metodi per non sollecitare il frenulo e se c'e rischio che si stacchi del tutto anche se penso che non sia possibile perchè in due anni di rapporti non ho mai avuto di questi problemi. Mi scuso per il disturbo e la ringrazio già. Vorrei avere delle delucidazioni.
Una volta che il frenulo si è parzialmente rotto si forma una cicatrice e un punto di indebolimento per cui è probabile che il frenulo si rompa nuovamente o che le causi fastidi in erezione. Per questi motivi è sconsigliabile riprendere subito i rapporti sessuali e invece è indicato l'intervento di frenulotomia con plastica di allungamento da eseguirsi ambulatoriamente e in anestesia locale. (14/05/2013)

Mi chiamo Salvatore ho 38 anni e da qualche anno soffro di forti pruriti allo scroto dove si formano dei "tagli" provocando la fuoriuscita di sangue e pus, si formano delle palline (non sempre) all'estremità di entrambi gli scroti...il prurito si manifesta specie di sera o di notte provocando un tale prurito da provare "quasi piacere". Sono stato a visita da diversi dermatologi con cure diverse ma il problema e' sempre la, ho fatto diverse analisi ma non e' emerso nulla di preoccupante oltre a questa specie di infiammazione, ieri sono stato al centro (...) ma per un altro motivo, foruncolosi, ma mi imbarazzavo a farmi controllare le parti intime e quindi non mi sono fatto visitare, per la foruncolosi mi è stato dato un antibiotico ciprofloxacina e una pomata fucidin crema da mettere sulle eruzioni cutanee causate dalla foruncolosi mi domando se la stessa pomata posso usarla allo scroto, oltre alla visita che al momento non posso per motivi economici (non lavoro da circa 1 anno) e con tutta sincerità sono stanco di prendere medicinali che non mi aiutano a risolvere il problema, può aiutarmi?
Spero che i Colleghi dermatologi abbiano escluso un interessamento dello scroto da parte di parassiti oppure una malattia dermatologica specifica. Se si tratta solo di foruncolosi è corretta la terapia che le è stata data e inoltre è consigliabile curare bene l'igiene locale con sapone neutro, eventualmente seguita dall'uso di Amuchina, asciugare bene lo scroto e proteggerlo con garze sterili e indumenti molto ben puliti. (14/05/2013)

Egregio professore sono paraplegico con lesione mielica d3 d4 vescica iperattiva con sei autocateterismi al giorno, epilessia focale vescica retrogada, disfagia. Ultimamente dopo essermi operato di Tur e Turp non ho più erezione ed eiaculazione. Da un intervento chirurgico biopsia testicolare ho scoperto di avere spermatozoi non vitali quindi la nuova diagnosi di sterilità maschile. Vorrei saper da lei se la sterilità maschile che prima non avevo poiché ho avuto tre figli e' invalidante e che punteggio viene dato dalle tabelle ministeriali della invalidità civile.
L'intervento di resezione endoscopica della prostata può causare normalmente una eiaculazione retrograda, questa però non incide sulla qualità e sulla motilità dello sperma. Pertanto non posso precisarle i motivi per cui si è verificato tale danno nè a quando il danno può risalire. Per la valutazione del danno se ne occupano in genere i medici legali che sono i competenti in materia. (14/05/2013)

Egregio dottore soffro di eiaculazione precoce primaria, dopo un consulto andrologico mi e stato prescritto il farmaco sereupin 20mg per 50 giorni, ma devo dire che non ho riscontrato nessun effetto ritardante ma solo un calo della libido, recatomi al successivo controllo mi e stato prescritto il prozac 20mg ma con i medesimi risultati, ora mi chiedevo se secondo lei la terapia indicata ha bisogno di tempi molto lunghi per ricavarne qualche beneficio o le dosi andrebbero aumentate o che io non tragga beneficio da questi farmaci.
Il farmaco più recententemente uscito per l'eiaculazione precoce è il Priligy; questo può essere assunto 2 ore prima del rapporto sessuale. Le consiglierei di iniziare prima con l'assunzione di una compressa da 30 mg; nel caso il risultato non dovesse essere soddisfacente può provare la compresssa da 60 mg. Le compresse, previa prescrizione del suo medico, devono essere assunte intere con un bel bicchiere di acqua; nel caso compaia nausea o cefalea deve mettersi sdraiato per un pò di tempo. (22/05/2013)

Salve dottore sono paolo e da più di un anno che urino alcune volte piano e quando succede bruciano e sembra che non abbia finito ed inoltre o notato che il testicolo SX e più gonfio ed alla sua sinistra della palla nella sacca sotto le mani sento come una massa di carne che dall'altra parte non c' è cosa potrebbe essere e che visite devo fare grazie della sua disponibilità.
I suoi disturbi possono suggerire una infezione delle basse vie urinaria; Le consiglio comunque una visita specialistica per una migliore valutazione, non potendo esprimere in questo modo ulteriori giudizi. (22/05/2013)

A seguito di un rapporto sessuale avuto 15 giorni fa, ho avuto un ingrossamento ed indurimento di una vena del pene, che, partendo dalla base sale per il late destro, poi gira dietro e arriva fino al frenulo. nella parte finale è molto piu' dura, come una piccola corda. Il mio medico mi ha prescritto il FIBRASE, che metto regolarmente da 4 giorni, ma non vedo miglioramenti. (nel frattempo sono in completa astinenza, tranne erezioni mattutine). Mi era capitato in passato di avere qualche rigonfiamento, ma passava da solo al massimo in 2 giorni. Va bene la cura che sto' facendo e riusciro' a fare sparire completamente questo ingrossamento, che non fa male, ma da un po' fastidio al tatto ed esteticamente non è bello.
Si tratta di una trombosi di una vena delle guaine del pene che si può verificare dopo  prolungati rapporti sessuali. Non determina nessun pericolo; la cura con Fibrase è adeguata, ma aggiungerei anche un antiinfiammatorio per una decina di giorni. La vena si ridurrà a un filino duro che scomparirà nel tempo, ma occorrono diversi mesi. (22/05/2013)

Ho 82 ANNI - HO TOLTO LA PROSTATA OLTRE 20 ANNI FA. Ma, Da qualche tempo, mi devo alzare la notte, anche fino 5 volte, per urinare "poco". Urino forse bene sotto la doccia. Ma, mi resta comunque la sensazione finale di non riuscire a svuotare la vescica completamente. Il check up annuale, completo di sangue ed urine, non ha mai mostrato nessun valore fuori range, nemmeno l'ultimo, fatto 30 gg fa. I miei valori di PSA sono: PSA 1,43 - PSA libero 0,59. Io, fisicamente sto benissimo. Sono massimamente attivo fisicamente e lavoro come imprenditore dalle ore 6 del mattino alle 8 di sera, senza soste meridiane. E 7 giorni su 7. Di giorno, non provo nessuna sensazione di non svuotamento della vescica ed urino, mi pare, senza anomalie percepibili. Ma, la notte, le alzate urinariamente poco proficue, mi turbano psicologicamente: temo il cancro come null'altro.
Se ha fatto anni fa un intervento per adenoma della prostata e non per carcinoma, il valore del suo PSA è perfettamente adeguato all'intervento che ha subito e alla sua età. Il problema di alzarsi fequentemente la notte può essere legato ad altre patologie come diabete, obesità, ipertensione, assunzione di farmaci; pertanto ne parli con il suo medico curante per individuare la possibile causa. In mancanza di cause specifiche, ci sono dei farmaci che possono limitare il problema. (22/05/2013)

Sono un uomo di 47 anni, ed è la seconda volta (in un mese) che dalle analisi delle urine risulta: emazie/emoglobina presente+-- rarissimi leucociti rare emazie(2/4 per campo). quanto mi devo preoccupare?
Fino a 5 emazie può esse considerato nella norma. Tuttavia, soprattutto se è un soggetto a rischio per familiarità tumorale, fumo di sigaretta o lavori con sostenze pericolose può essere utile eseguire almeno una volta una ecografia dell'apparato urinario e 3 esami citologici delle urine. (22/05/2013)

Ho 35 anni, da un pò di tempo ho sintomi di prostatite, sottovalutati sino ad oggi perché non molto chiari e disturbanti, ma a seguito di spermiogramma con motilitá ridotta (stiamo cercando una gravidanza) e spermiocoltura, nonchè a seguito di episodi di eiaculazione dolorosa, ho deciso di approfondire. Ecco i risultati dell'ecografia prostatica pelvica: prostata di normali dimensioni, ad ecostruttura che appare disomogenea nella porzione craniale, la quale appare lievemente ipertrofica determinando un modesto aggetto endovescicale del labbro posteriore - conclusioni: quadro ecografico compatibile con prostatite. Dalla spermiocoltura invece sono emersi due germi, escherichia coli e Klebsiella pneumoniae. Ho fatto 9 giorni di cura con ciproxin e successivamente con Neo furadantin, adesso l'andrologo mi ha segnato alcune analisi ormonali e ripetizione dello spermiogramma e spermiocoltura. Volevo sapere se questo quadro (considerati i sintomi: eiaculazione dolorosa, piccole perdite post minzione e/o post eiaculazione, occasionale bruciore uretra, occasionale minzione difficoltosa) già può indicare una prostatite oppure è necessaria un'ulteriore ecografia transrettale, e che cure servono di solito.
La prostatite determinata dai germi che lei ha indicato è difficile da guarire e richiede cure molto lunghe; l'antibiotico che ha preso è indicato, ma deve utilizzarlo per un tempo più lungo oppure a cicli di 10 giorni al mese per almeno 3 o 4 volte, meglio se associato a un antiinfiammatorio; inoltre è fondamentale, per evitare il perpetuarsi dell'infezione, l'uso costante del profilattico, togliendolo eventualmente solo nei 2-3 giorni corrispondenti al periodo fecondo della sua compagna. Non servono altre indagini ecografiche e inoltre il quadro seminale, cioè lo spermiogramma, impiega molti mesi per migliorare, eventualmente usando anche farmaci specifici suggeriti dal suo Andrologo. (22/05/2013)

il mio papà soffre di ipertrofia della prostata, il suo medico l'ha prescritto omnic 0,4 una compressa la mattina e finasteride una compressa la sera. Volevo sapere se si puo usare questi due farmaci insieme? Per quanto riguarda che ho visto tanta gente che usa oppure l'uno oppure l'altro.
Gentile Signore, la terapia che ha iniziato suo padre per l'ipertrofia della prostata è eccellente. Le consiglio di far assumere la finasteride al mattino e l'Omnic la sera perchè quest'ultimo potrebbe determinare un lieve calo della pressione arteriosa. (31/05/2013)

Egregio dottore può un'infezione delle vie seminali essere la causa della mia eiaculazione precoce anche se è di tipo primaria.
L'eiaculazione precoce può conseguire a una infezione delle vie seminali oppure può essere aggravata da questa se è di tipo primario. Il suo urologo pertato deve stabilire se è necessaria una terapia per l'infezione delle vie seminali eventualmente associandola a farmaci specifici che ritardano l'eiaculazione. (31/05/2013)

Sono un uomo di 72 anni (molto attivo fisicamente) che ha avuto un infezione urinaria un anno fa e che ha fatto tutti i controlli per eventuale tumore alla prostata. Fortunatamente è tutto a posto ma avendo riscontrato il PSA a 6.00 il mio medico ha ritenuto opportuno prescrivermi Omnic ed Avodart che prendo normalmente da un anno. Attualmente il mio PSA si mantiene su valori normali al disotto di 4.00. Le chiedo poichè come ben sa l'Avodart mi limita nelle funzioni sessuali è possibile eliminarlo del tutto o passare a qualche medicinale meno limitativo?
La terapia con i farmaci che lei ha indicato è completa ed ha i migliori effetti benefici sulla ipertrofia prostatica. Eliminando l'Avodart il disturbo che ha segnalato può regredire, ma allo stesso tempo si riduce l'effetto della terapia sulla prostata. (05/06/2013)

Mi permetto di disturbarla perché ho bisogno di un suo parere. Nell'aprile '11, all'età di 45 anni, sotto forte stress psicologico (a tutt'oggi presente) ho per 2 gg urine scure e per mesi bruciori al basso ventre, testicoli e vicino all'ano, soprattutto di notte, anche dopo eiaculazione; dolore fastidio all'inizio della minzione; urinavo esaustivamente e dopo qualche minuto potevo farne ancora; flusso urinario ridotto; infine flusso non compatto ma divergente. I disturbi presenti oggi sono soprattutto flusso debole, dolore/fastidio all'inizio della minzione, bruciore al basso ventre e ai testicoli, disturbi che si fanno più ingenti quando attraverso stress psicologico. Nel giugno '12, faccio visita urologica e l'urologo fa esplorazione rettale e diagnosi di sospetta IVU, prescrivendo alcune analisi, poi svolte nel 10/'12. (...) Nella visita di controllo, svolta a fine 10/'12, l'urologo fa assumere terazosina 2 mg 1 cp pro die, fa ripetere sotto terapia altre 2 volte l'urofluss, fa diagnosi di disturbo dissinergico e prescrive terazosina 2 mg a vita. Rivoltomi successivamente da altro urologo fa diagnosi di infiammazione della prostata, prescrivendomi Profluss per tre mesi. Dopo tre mesi di Profluss, però, la situazione non è migliorata. L'uso di Terazosina 2 mg 1 cp pro die mi consente di migliorare il flusso urinario.
Se la sintomatologia migliora con la terazosina da 2 mg vuol significare che c'è una componente ostruttiva del flusso che risente bene della terapia. Quindi deve continuarla perchè se la interrompe i disturbi possono ripresentarsi. (05/06/2013)

Volevo chiedere, circa una cosa che mi stà capitando, è da qualche tempo che mi sta capitando che durante la giornata il mio pene, anche se mi eccito, non riesco ad avere una erezione completa e invece, come mi sveglio, e mi eccito, è tutto normale. Perchè succede questo?
I disturbi dell'erezione possono dipendere da molteplici fattori: i più comuni sono obesità, diabete, fumo di sigaretta, terapia antiipertensiva, stress psico-fisico; non conoscendo il suo stato di salute è impossibile ricercarne la causa. Perciò ne parli con il suo Medico curante per cercare la soluzione più idonea. (05/06/2013)

Con la presente le sottopongo il mio problema ho 65 anni circa 20 giorni fa ho avuto i seguenti problemi: per tre giorni ho urinato con un odore sgradevole, al terzo giorno ho avoto difficoltà ad urinare con dolori e bruciori durante la minzione, in seguito è comparsa la febbre 38°con un pò di brividi. Ho preso per circa dieci giorni ZIMOX, al decimo giorno mi sono accorto di urinare con un pò di sengue nell'urina, sono corso dal medico che mi ha prescritto un ecografia e l'esame delle urine con cultura (...)Ho preso per sei giorni CIPROXIN 500 ora i sintomi sono scomparsi, domani  ritorno in ospedale per ripetere l'analisi dell'urina. Mi può dare un consiglio in merito?
i dati da lei indicati depongono per una infezione delle vie urinarie. Bisognerebbe effettuare una valutazione più completa per capirne le cause e quindi poter evitare il ripetersi del problema. (05/06/2013)

Gentile dottore penso mi possa rispondere vorrei chiederle iero avevo un dolore al testicolo ed ho preso una antibiotico adesso è da stamattina che il bruciore aumenta ed ho dolore ai reni e allo scroto potrebbe per favore rispondermi?
Non è possibile rispondere con precisione alla sua domanda, perchè dovrebbe essere più preciso e descrivere completamente i disturbi che avverte. La invito a rivolgersi al suo Medico curante per una prima valutazione e successivamente potrà chiedermi eventuali chiarimenti. (05/06/2013)

Salve ho un problema. Il pene mi dà bruciore, ha le perdite e quando è retto mi tira il nervo e mi fa male. Sto prendendo antibiotico ciproxin, questo medicinale che sto prendendo può levarmi infezione che ho? L'ho preso oggi dopo quanto si vedono i risultati?
Non è possibile esprimere una valutazione sulla base delle scarne indicazioni che mi ha fornito. Le consiglio di rivolgersi inizialmente al suo Medico curante e poi sono a sua disposizione per eventuali chiarimenti. (05/06/2013)

Nel caso in cui si riscontrano due tipologie di batteri (Staphylococcus aureus e Citrobacter kesori) dal tampone uretrale con relativo antibiogramma, in prima istanza, devo recarmi dal medico di base oppure dallo specialista?
Dalla tipologia dei batteri sembra che possa trattarsi di una contaminazione. Bisogna valutare gli eventuali disturbi che avverte, che non ha specificato, e poi si può esprimere una valutazione. (05/06/2013)

Sono stato operato di papilloma virus da un anno. Ai controlli semestrali, per il momento, non risultano alterazioni, tranne una ipertrofia prostatica. Mi e' stato consigliato dell'ACIDIF e del MANNOSIO mattina e sera. Volevo gentilmente un suo consiglio, proseguo per mesi o smetto? Per il momento non sento problemi.
Dovrebbe essere più preciso. Cioè è stato operato di asportazione di papilloma vescicale? Quale era il grado e lo stadio del papilloma? Solo con queste informazioni sono in grado di darle una risposta. (05/06/2013)

Soffro di ipertrofia prostatica cronica. Sono allergico ai farmaci tipo Lovoxacin, Trozocina, Bassado, Cipronix. Avodart, Bactrim, Omnic, ecc ecc. Il mio nuovo urologo mi ha consigliato di usare il Permixon perchè essendo un estratto di erbe non dovrebbe crearmi problemi. Lei è d'accordo? Grazie per la risposta.
Premesso che mi sembra poco probabile che sia allergico a tutti questi farmaci, alcuni dei quali sono antibiotici, il Permixon è un farmaco usato da molti decenni per l'ipertrofia prostatica, estratto da una pianta, con azione sia modestamente antiinfiammatoria che blandamente terapeutica sulla ipertrofia prostatica. Sicuramente i farmaci come Avodart e Omnic sono più efficaci, ma hanno comunque qualche lieve effetto collaterale. (01/07/2013)

Gentilmente vorrei farle una domanda perché dopo un rapporto sessuale o una masturbazione naturalmente con eiaculazione, ho bruciori alla base dell'uretra e per tutta la sua lunghezza fino alla punta del pene, quando vado ad urinare subito dopo il rapporto? La ringrazio in anticipo per la risposta e la gentilezza.
I disturbi che avverte sono probabilmete dovuti a una uretrite. E' necessario che esegua un tampone uretrale con ricerca di germi comuni, micoplasmi, clamidia e trichomonas e poi curarsi di conseguenza. (01/07/2013)

Sono preso dallo sconforto poichè due mesi fa mi sono recato a casa di un massaggiatore e ora mi sorge un dubbio. Non c'è stato nessun atto sessuale. La pratica per la quale sono affranto è che l'asciugamano sul quale ero disteso non era stato cambiato, come riferito dal massaggiatore;  tuttavia presuppongo di aver corso un eventuale rischio. Le domande che più mi premono sono le seguenti:
1) Devo effettuare tutti gli esami per le MST ?
2) La mucosa genitale e quella anale possono essere state contaminate da qualche agente infettivo ?
Se non c'è stato nessun "contatto sessuale" può stare tranquillo perchè la maggior parte delle infezioni sessualmete trasmesse si contraggono solo mediante rapporto sessuale. (01/07/2013)

A mia madre 86 anni, dopo circa 40 giorni di ricovero causa polmonite e successivo virus intestinale, è stato tolto il catetere per circa 8 ore, dopo di che le è stato rimesso in quanto non ci sono stati sintomi di minzione. Il medico mi ha comunicato che molto probabilmente non potrà più farne a meno. Le volevo chiedere se il lasso di tempo è sufficiente per una diagnosi  ed eventualmente Lei cosa mi consiglia di fare.
Per poter rispondere alla sua domanda bisognerebbe valutare le condizioni generali di sua madre che non ha precisato, per poter stabilire il motivo per cui non riesce a urinare spontaneamente. Se comunque è allettata o ha scarsissima autonomia credo che la soluzione del catetere a permanenza sia la preferibile; in alternativa può essere eseguito il cateterismo intermittente (cioè svuotare la vescica con un catetere circa 4 volte al giorno) ma è molto più complicato farlo in relazione all'assistenza. (01/07/2013)

Sono un ragazzo di 24 anni e da 6 mesi soffro di prostatite batterica causa probabilmente di una cistite avuta a giugno scorso e curata con 5 giorni di levofloxacina Da dicembre però ho iniziato ad accusare dolori ai testicoli e poi nelle zone perianale e sovrapubico oltre che al pene e al retto. Così sono andato dall'urologo (in ospedale) e mi ha diagnosticato la prostatite a seguito di esplorazione rettale. Dalla spermiocultura e tampone uretrale risultavano come batteri l'escherichia coli, l'enterococcus faccalis e lo streptococcus anginus.. dopo aver fatto antibiotici per bocca (levofloxacina e agumentin) e poi inframuscolo (rocefin) la situazione era solo che peggiorata..Cos' l'urologo mi ha mandato al reparto MIOS e ho fatto per endovena (teicoplanina ed ertapenem) per 13 giorni in day ospital e la situazione era migliorata ma continuavo ad aver fastidio ai testicoli..La dottoressa del MIOS mi ha detto di cercare la causa dei miei dolori perché alla mia età non potevo avere la prostatite..così sentendosi con l'urologo mi hanno fatto fare una TAC addominale risultata negativa..l'urologo a quel punto mi ha detto che non sapeva come aiutarmi e che era un problema degli infettivologi..al MIOS mi dicevano invece che doveva curarmi l'urologo..Così ora sono da un privato  che mi ha fatto rifare le analisi e in più mi ha fatto fare anche il tampone per la clamidya. Dal tampone ecc..è risultato che non ho più i batteri di prima ma ho: la clamidya e poi il proteus mirabilis, la klebsiella oxytocena e lo strptococcus hemolitycus. Per adesso sto facendo 2 punture al giorno di glazidim per 6 giorni (poi pausa di 20 e altro giro sempre per sei giorni) così da debellare il proteus e la klebsyella e poi ha detto che mi curerà per il resto dopo aver rifatto le analisi in modo da vedere se davvero proteus e klebsyella sono spariti. Volevo chiederle cortesemente se la clamidya può aver agevolato la proliferazione di batteri e se siano trasmissibili mediante rapporti orali o se può tutto ciò essere causa di disturbi alimentari. Io premetto che non fumo, non bevo né alcolici né bevande gasate..negli ultimi due anni però spesso ho mangiato al giapponese pesce crudo e non vorrei aver agevolato la proliferazione di batteri a causa di magari qualche carenza di anticorpi..In questo momento oltre il glazidim sto prendendo dell'aloe vera da bere pura, presa da una fabbrica qui a Borghetto S.Spirito oltre al prostenil (che contiene la serenoa repens e l'una orsina) il suptadyn (una al mattino) e i fermenti lattici. Mentre invece facevo le flebo non prendevo nulla e credo che sia per questo che mi siano passati i batteri che avevo prima e mi siano venuti questi nuovi..mentre la clamydia credo di averla da giugno scorso anche se non avendo mai fatto il tampone specifico prima di un mese fa non lo so con esattezza..Le chiedo gentilmente se può darmi anche solo un minimo consiglio dato che nelle mie condizioni mi riesce difficile anche solo studiare per gli esami..sono chiuso in casa da sei mesi e non riesco a stare seduto più di tanto..psicologicamente sono abbastanza distrutto e venerdì prossimo ho prenotato una visita per la mia ragazza in modo che faccia anche lei un tampone per vedere se ha la clamydia anche lei e se ce la stiamo passando a vicenda..in questo momento ho anche forti bruciori/dolori all'osso sacro, cosa che prima non avevo..mi scusi per l'irruenza ma ho scritto di getto..non so più come uscirne da questa situazione..leggo ovunque di gente che non è mai guarita e io sto letteralmente impazzendo..e l'urologo dell'ospedale (non quello privato) ogni volta mi diceva che non sapeva come aiutarmi..pagavo il ticket per farmi dire non so cosa farci..per me è stato un incubo..mi disse anche che c'era un reparto per la terapia del dolore se volevo manco avessi una malattia irreversibile..
La prostatite batterica, soprattutto dai germi che lei ha indicato, è causata da rapporti sessuali non protetti. La terapia deve essere sufficientemente lunga (circa 2 mesi se la terapia è continuativa oppure cicli ripetuti di circa 10 giorni ogni mese e sempre associati a un buon antiinfiammatorio come la nimesulide). E' fondamentale per guarire che i rapporti siano sempre protetti. (01/07/2013)

Ho un problema. Ho 66 anni con tumore alla prostata da 5 anni e al polmone calcificato. Da 10 giorni non riesco ad urinare. Il mio psa è attualmente a 6 urinavo con dolore fino a quando mi hanno messo il catetere che porto da 10 giorni e dopo aver fatto l'antibiotico levoxcina mi sembra che si chiama cosi' non è successo nulla urino con il catetere con dolore, Attualmente ho fatto i marchers per eventuale tumore intesinale: cea il risultato è negativo. Urina e urinocoltura negativa. Puo' essere un uretrite o qualche batterio? Che analisi devo fare? Che mi devo prendere come farmaci?
Purtroppo non ha specificato lo stadio del suo tumore alla prostata nè quello del tumore polmonare. La terapia dipende infatti dalla prognosi complessiva sulla sua aspettativa di vita relativa allo stadio di entrambi i tumori; se il tumore della prostata è limitato e l'aspettativa di vita complessiva è buona può essere indicata la prostatectomia radicale altrimenti può fare una resezione endoscopica della prostata a scopo disostruttivo che le permetterebbe di riprendere a urinare senza catetere. (01/07/2013)

Sono la moglie di un uomo di 52 anni che nel 2008 ha avuto un'emorragia cerebrale. Nel 2011 ha avuto il primo episodio di colica renale non visibili nè con ecografia nè con rx ma alla fine espulsi. Nel 2012 ha avuto altra colica renale (così si presume) con difficoltà ad urinare e presenza di sangue ma che nel giro di 2 giorni si è risolto. Verso gli ultimi mesi del 2012 altro dolore renale ma con un particolare in più: dopo un rapporto sessuale ha dato alcune goccie di sangue. Arriviamo all'aprile 2013 con altro dolore al rene e alla parte bassa sempre sn, difficoltà nell'urinare e sangue nelle urine. Fatto esame urine risultato negativo ed ecografia dove si è rilevata la prostata leggermente ingrossata. A maggio però ci risiamo: per alcuni giorni dolori al rene e  in basso a sn ma questa volta con febbre a 39 e con abbondante perdita di sangue. Curato con Levoxacin 500 e tachipirina per la febbre. Ci siamo recati dall'urologo il quale dall'ecografia ha solo notato l'ingrossamento dei tubuli del rene ed ha prescritto in aggiunta, le supposte Topster. Prescritte le analisi del sangue e delle urine e anche esame citologico delle stesse su 3 campioni. Le riporto qui di seguito le analisi alterate:
P.C.R.    7,9
VES      36
PSA       7,64
PSAL     0,43
Rapporto PSA Libero/PSA    5,6
Trigliceridi    167
Le urine  esame chimico-fisico tutto nella norma se non nei sedimenti: rari leucociti alcune cellule di sfaldamento tracce di muco
Siamo in attesa di effettuare l'urotac e dell'esito dell'esame citologico. I fastidi nell'urinare e il sanguinamento sono cessati ma sempre rimasto un pò di dolore al rene La ringrazio per un suo parere e consiglio
Credo che l'UroTac possa sciogliere i dubbi sulla causa dei ripetuti episodi di ematuria e quindi potrà comportarsi di conseguenza in base alla diagnosi conclusiva. (01/07/2013)

Ho 51 anni, non sono sposato e non ho figli. Nel 2008, al fine di ricercare le cause di un progressivo e strisciante calo ponderale che si protraeva da una decina di anni, che inizialmente non mi ero curato di arrestare e che successivamente non ero mai riuscito a contrastare, feci una degenza ospedaliera di molti giorni nei quali fui come suol dirsi rivoltato come un calzino. Nella cartella clinica venne documentato un ipogonadismo ipergonadotropo (testosterone 2,95 - FSH 17,1 - LH 49,2). La prolattina era 26,9: lo riferisco anche se forse non ha alcuna rilevanza. A distanza di 45 giorni gli esami furono ripetuti con il seguente esito: testosterone 4,30 - testosterone libero calcolato su ipotetici valori di albumina normali 52 - FSH 15 - LH 51. La mia domanda è la seguente: se i testicoli non lavorano bene o non lavorano affatto, la loro condizione al netto dell'influenza delle gonadotropine è tendenzialmente irreversibile ovvero essi possono risentire dello stato generale del'individuo, stress fortissimo compreso, che nel tempo potrebbe anche migliorare indipendentemmente dalla somministrazione di androgeni? In poche parole, può essere che i testicoli pigri tornino a lavorare come si deve o non c'è alcuna speranza? La ringrazio molto per l'attenzione e per l'eventuale risposta.
Gli esami che ha fatto evidenziano che la funzione della spermatogenesi (cioè la possibilità procreativa) è gravemente compromessa e ci sono poche speranza che possa migliorare; invece per l'aspetto della sessualità e per lo stato generale potrebbe trovare giovamento da una terapia integrativa con testosterone. (01/07/2013)

Ho 56 anni, da circa  30 soffro di un problema alla prostata che è stato sempre diagnosticato come IPB (con ingrossamento della ghiandola).  Si tratta di una patologia “familiare”  nonni,  genitore (vivente), cugino soffrono di questa patologia, la cosa positiva è che non ci sono casi di tumore. Non fumo, ma non adotto particolari precauzioni nella dieta (che mi sono state raccomandate), quindi si a vino caffe, pepe ecc, ma  senza abusi. Non ho mai avuto fenomeni importanti;  mai febbre, mai blocchi, ne altri disagi,  salvo  una minzione frequente a volte impellente, di notte mi alzo 1 volta, saltuariamente due, il flusso è seriamente ridotto e a volte intermittente, lo svuotamento è ottimo.  La vescica ha subito lievi danni, ma soprattutto un inspessimento che ne  ha ridotto l’elasticità e un inspessimento del destrusore (il volume medio della minzione è di 250 cc). Mi sono curato con molti farmaci (attualmente Dosazosina; che migliora anche la pressione arteriosa) con miglioramenti, ma non certo soluzioni….  Ho fatto ecografie e rx urografia retrograda: quest’ultima confermava  l’ostruzione prostatica. La cosa che mi preoccupa è che negli ultimi 10 anni  (nei quali faccio il monitoraggio) il PSA  è salito da 3,5  a  6,5  in modo lento e graduale  (psa libero tra 0,85 e 1)  Facendo un trattamento di 15 gg di Ciproxin 500 (2 capsule al giorno) e rifacendo l’esame il psa  è sempre diminuito. Non ho mai fatto biopsie in quanto né l’esplorazione rettale né le ecografie hanno rilevato anomalie significative. Mi scusi per la descrizione con termini inappropriati,  spero comunque di averLe fatto un quadro sufficiente ad avere un Suo parere soprattutto sull’evoluzione del PSA.  Vorrei anche sapere cosa ne pensa dei nuovi laser a “luce vede” per un eventuale intervento che per ora ho sempre rimandato. La ringrazio per la risposta.
In primo luogo deve escludere la presenza di un tumore della prostata cosa che può fare sottoponendosi alle biopsie prostatiche. Una volta escluso questo può decidere se continuare a curarsi con la terapia medica per la prostata, eventualmente integrandola anche con altri farmaci, oppure sottoporsi a un intervento disostruttivo mediante resezione endoscopica o mediante laser. (01/07/2013)

Gentilissimo dottore sono una signora di 57 anni sessualmente attiva, nell ultimo esame delle urine mi è stato riscontrato una leggere presenza di organismi misti, colony count 1-9 M CFU-L, CHIEDO SE HO BISOGNO DI RIPETERE LA URINOCOLTURA.
Non ha specificato se ha avuto bruciori urinari o sintomi riferibili a cistite; in presenza di questi sintomi potrebbe efettuare anche un esame culturale urine per cercare di precisare il tipo di microorganismo. Altrimenti potrebbe effettuare una terapia con disinfettanti urinari (la cui durata dipende dal tipo di disinfetttante che userà) e poi eventualmente ripetere dopo una quindicina di giorni l'esame delle urine. (01/07/2013)

Ho 30 anni e da circa 5mesi ho dei dolori alle parti intime. Mi hanno diagnosticato una prostatite da E.Coli, continuo a prendere farmaci (nimesulide, bactrim, lovofloxacina, topster, unidrox, utrican mono, mingeton, proxelan, mittoval e tazocin!!) ma ad oggi non ho avuto ancora miglioramenti. Inoltre mi è stato prescritto di migliorare la mia alimentazione e così sto facendo... Le mi domande sono 4:
1- riuscirò mai a guarire?
2- cosa devo fare per guarire?
3- mi è stato diagnosticato anche un varicocele di 2 grado. Può essere la causa della mia prostatite o influire in qualche modo sulla sua infiammazione?
4- se intervengo sul varicocele, potrei aiutare il disinfiammare della prostata?
La prostatite da E. Coli è difficile da curare perchè è un germe molto resistente; le cure sono lunghe, richiedono farmaci appropriati e ad alte dosi, associati a antiinfiammatori e io consiglio che i rapporti siano sempre protetti con uso del profilattico. Con queste regole spesso si riesce a stare meglio anche se le recidive sono molto frequenti. Il varicocele non ha nessuna relazione con la prostatite e quindi il suo trattamento non influenza l'evoluzione di essa. (10/07/2013)

Ho 68 anni e mi hanno riscontrato un ingrossamento benigno alla prostata e sto facendo la cura di AVODART 5MG. + SILODYX 8MG. Da quando faccio questa cura ho perso del tutto  la fuori uscita del liguido seminale. La mia domanda è questa: sono necessariamente i due farmaci o si può farne a meno di uno dei due ,se si quale posso eliminare? posso sospendere la cura per un periodo di tempo?
La terapia che sta facendo per l'adenoma della prostata è completa ed è tra le migliori che ci siano. Il fenomeno che ha notato è in parte dovuto alla terapia e in parte all'età. Il suo urologo deve giudicare, in base alla gravità della sua situazione, se sono necessari ambedue i farmaci oppure uno soltanto ed eventualmente quando interrompere a periodi la terapia. (10/07/2013)

Sono un ragazzo di 30 anni dall'Africa, ho avuto un fastidioso problema da più di 7 anni, spesso dopo fare la pipi mi escano dei goccine  bianche un pò collose che può durare sino 30 mn o di più e quando si secca sulle mutande mi fa anche male alle gambe, e un bruciore al pene, e tutto questo non avuto rapporti sessuali dall'anno scorso sono andato dal medico mi ha detto che è infezione e mi ha prescritto levofloxacina per 10 giorni  e dopo 3 mesi che mi sono sposato quando vado con mia moglie ho una eiaculazione precoce dopo qualche settimana fino adesso  tornato la stessa cosa anche ho paura che potrebbe causare problema di fare figli. Aspetto tanto il tuo aiuto dottore,grazie.
Il suo problema è stato causato da una uretrite cioè una infezione del condotto finale del pene. La cura che ha fatto andava bene, ma visto che persistono i disturbi le suggerirei di effettuare un esame mediante tampone uretrale e ricerca di germi comuni, clamidiae, trichomonas e candida in modo da poter fare in seguito terapie appropriate; tali infezioni in genere non danneggiano la fertilità ma possono causare l'eiaculazione precoce. (10/07/2013)

Mi chiamo Carmelo ho 43 anni a Luglio. Circa 4 mesi dopo una doccia in palestra (faccio body building da 20 anni con frequenza settimanale di 5 giorni), senza accorgermene tornando a casa ho trovato il telo sporco di sangue. e subito dopo non avendo ferite sul corpo, controllandomi gli slip ho notato che il sangue era fuoriuscito dall'uretra. Mi sono subito preoccupato e nello stesso periodo avevo un rossore sulla parte superiore del pene, con bruciore dopo aver fatto pipì. Il mio medico di famiglia mi ha prescritto un'ecografia ai reni, alla vescica ed alla prostata con esito negativo (tutto era nella norma). Ho fatto anche degli esami di urine e anche quelle erano negative, cioè non c'erano tracce di sangue. Non contento di questo sono stato da un urologo, dove ha riscontrato soltanto una prostatite con infiammazione dell'uretra. Mi ha prescritto delle compresse di LEVIAPROST, una al giorno per 2 mesi e dell' vea oil, da mettere una goccia nel pene prima di andare a letto. La cura ha funzionato, recentemente sono stato in crociera, ovviamente ho abusato di cibo ed alcool, e durante ho avverito nuovamente il bruciore e l'arrossamento dell'uretra. Le premetto che in passato ho fatto agonismo di body building, quindi ho assunto delle sostanze dopanti, e per circa 10 settimane prima dell'estate faccio uno di testovis, wistrol e proviron. Pensa che la causa possa essere dovuta a queste sostanze? Oppure mi dica lei, perchè sono parecchio preoccupato. La ringrazio anticipatamente per il tempo che mi dedicherà.
La prostatite ha come causa infezioni o situazioni infiammatorie che colpiscono la prostata. Se è presente una componente infettiva questa va trattata con antibiotici e antiinfiammatori, in genere per tempi lunghi oppure con cicli ripetuti di cura. Gli ormoni attivi sessualmente, come TUTTI quelli che Lei ha citato, tendono a stimolare lo sviluppo della prostata e quindi sono da considerare come un elemento aggravante delle malattie prostatiche. (10/07/2013)

Sono una ragazza di 22 anni e ogni 2 anni (a volte anche 2 episodi all'anno) ho un forte episodio di cistite. Ieri sono stata al mare e da ieri sera ho cominciato ad avere fastidio così ho iniziato a bere molta acqua. Questa mattina mi sono svegliata ed era tutto normale. Dopo qualche ora ho iniziato ad avere forti bruciori con un'impellente bisogno di urinare emettendo poche gocce di urina. Premetto che sabato sera ho cenato piccante e che poi il giorno dopo al mare ho fatto il bagno in acqua fresca e abbiamo pranzato in terrazza molto ventilato dove ho sentito freddo. Questa mattina ho iniziato la terapia con ciproxin 250 2 volte al giorno a distanza di 12 ore, ho già bevuto circa 2 litri di acqua. Per l'igiene intima io solitamente uso saugella attiva a ph3.5 è corretto? Inoltre la terapia che sto assumendo è corretta? Devo assumere anche integratori x regolarizzare l'intestino? Cosa posso fare per prevenire la cistite? Circa una volta all'anno facevo prevenzione con uticran devo continuare a farlo ancora?
La cistite è favorita dall'assunzione di scarse quantità di liquidi (2 litri di acqua al giorno è la quantità che dovrebbe sempre bere) ma quasi sempre è scatenata da un fatto infettivo da germi solitamente provenienti dall'area perineale (ano e vagina) e pertanto non credo che ci sia relazione con il bagno in acqua fredda o l'aver preso fresco; consideri anche in una giovane sessualmente attiva può abitualmente verificarsi qualche episodio di cistite ogni anno. Per ridurre il rischio di cistite assume particolare importanza, oltre alla quantità di liquidi ingeriti e alla regolarità nel numero di minzioni, anche la cura dell'igiene locale, soprattutto dopo rapporti sessuali, facendo anche uso di periodiche lavande vaginali a base di agenti disinfettanti. (10/07/2013)

Ho 25 anni e soffro di cistite da luglio 2012 e non se ne è piú andata. Il primo mese ho preso monuril e poi ciproxin per tre giorni ma il mese successivo è ricomparsa e ho assunto vari antibiotici tra cui augmentin e levofloxacina che é l'unica che mi ha aiutato ma poi e tornata. Dal tampone uretrale e vaginale mi risultò in entrambi ureaplasma e invece dall'urinocultura mi uscì escherichia coli carica 5.000.000. La ginecologa mi disse che la cistite è dovuta dalla E.coli mentre l'urologo mi disse che era dato dall'ureaplasma e mi diede una cura di tre mesi di bassado. Ma io sto ancora male cosi mi sono documentata da sola e sono andata dal mio medico di base e m sono fatta prescrivere il ciproxin 500 cistiflux e dei fermebti lattici. Il ciproxin l'ho preso per dieci giorni. Però non è possibile che dopo un anno ho ancora la cisite con frequenza mensile. Cioe io da un anno ogni mese prendo antibiotici. Dopo aver fatto questa cura con il ciproxin non ho piu avuto febbre né cistite fortissima ma sento ke quando vado in bagno un pò mi brucia e mi fa male non m sento guarita ... che accertamenti devo fare? Ci potrebbero essere altre cause? Ho fatto un'eco reni e vie urinarie a gennaio e non hanno riscontrato niente. Devo stare tutta la vita con il dolore o posso guarire? O comunque aver tregua per qualche mese?
Come ho risposto alla precedente domanda la cistite in una giovane è quasi sempre determinata dall'attività sessuale e particolarmente nel suo caso dove sono implicati l'Ureaplasma (germe che si contrae esclusivamente con il rapporto sessuale) e l'E.Coli germe di provenienza intestinale ma che facilmente può passare in vagina e poi nelle vie urinarie in concomitanza con i rapporti. Deve quindi curare sempree l'igiene locale, particolarmente prima e dopo un rapporto, deve bere adeguatamente, urinare con regolarità ogni 3 ore circa, se ha perdite vaginali far uso di lavande disinfettanti settimanalmente, adottare sempre rapporti protetti e se non risolve può prendere un disinfettante urinario a basse dosi e a lungo termine (ad esempio una cpr ogni 3 giorni) per ridurre il rischio di cistite. (10/07/2013)

Mi chiamo Alice e ho 28 anni. Da due anni soffro di cistite. In genere si presenta ogni 5-6 mesi. Cerco di bere molto, prendo fermenti lattici e integratori al mirtillo rosso. L'igiene intima è la stessa da quando sono nata e in più ora seguo gli accorgimenti consigliati per la cistite. A volte inizio a sentire bruciore esterno e fastidio al basso ventre. Poi bevo molto e mi passa ma si ripresenta dopo qualche giorno. Può dipendere dell'alimentazione, dal partner che sembra sanissimo o da stati di ansia? Aggiungo che ho un microcalcolo nel rene e che le visite ginecologiche non hanno mai riscontato problemi. Mi potrebbe dare qualche consiglio? 
I consigli per lei sono simili a quelli dati per le due precedenti domande analoghe alla sua. (10/07/2013)

Esimio professore, sono un uomo di 68 anni. Da circa 2 mesi sono stato sottoposto ad ernia discale L4 - L5 e L5 -S1. Diciamo, per voler essere ottimisti, che gli interventi sono andati discretamente. Si, dico i 2 interventi perchè dopo il primo, per una raccolta liquorale sottocutanea hanno operato nuovamente, adducendo che hanno dovuto chiudere, dopo accertamento, una fistola liquido cerebrale post-operatoria. Il problema però è nato dopo: infatti da due mesi sono costretto a portare il catetere perchè non riesco ad urinare spontaneamente nonostante Nicetile file (due mesi); Omnic capule (giornalmente ; Monuril 3 gr.una volta a settimana; Xiurin compresse una compressa per (4 settimane). Nonostante ciò oggi 10.07.2013 mi reco in clinica per togliere il catetere ma, ahimè nel pomeriggio son dovuto ritornare di gran corsa,  per averne messo un altro, in quanto scoppiavo in vescica, considerata la quantità di urina che avessi. Ho provato diverse volte ad andare in bagno ma non c'era verso: anzi, ogni colpo di tosse che avevo sentivo che uscivano gocce di pipì con fastidiose macchie sui pantaloni. Le chiedo, rispettando la etica deontologica e professionale nei conftonti del Suo collega, a SUO giudizio come posso risolvere questo problema? Della serie " non ci dobbiamo far mancare nulla" da due mesi ho una ipostesia a livello dei muscoli dello sfintere, dello scroto, e degli organi genitali, per cui mi aiuto con le perette a giorni alternie, ipostesia ad entrambi i quadricipiti femorali e... dulcis in fundo, non riesco a trattenere i gas dello stomaco. MI PUO' AIUTARE?
Il problema di non riuscire ad urinare dopo un intervento per ernia discale è abbastanza frequente soprattutto se era presente sin da prima dell'intervento una ostruzione causata da una ipertrofia prostatica. Il ripetersi di più episodi di ritenzione urinaria completa indicano la necessità di un intervento disostruttivo sulla prostata dal momento che la terapia medica non sembra sufficiente a risolvere il problema. Tuttavia prima della decisione dell'intervento sulla prostata, alla luce delle ipoestesie che ha riscontrato a livello perineale, le consiglio di eseguire anche uno studio urodinamico della vescica per valutare se oltre alla ostruzione causata dalla prostata coesista anche una disfunzione contrattile della vescica. (24/07/2013)

Volevo chiederle se il giorno prima di un'ecografia testicolare è possibile avere l'eiaculazione?
Si non ci sono problemi.  (24/07/2013)

Ormai sono 2-3 anni che mi si presenta questa eschericchia coli nelle urinarie in genere luglio-agosto e dicembre -gennaio. Debbo fare 1 ciclo di 8 giorni di antibiotici, in genere va bene levofloxacin e passa. Il fatto è che è asintomatico non mi dà proplemi, io lo capisco qualche volta dall'odore dalla pipì. Non è possibile fare qualche cura un pò più risolutiva? E a lungo andare la cosa può peggiorare o  possono subentrare altre cose. Resto in attesa di una sua risposta.
In genere l'E.Coli nelle urine è portata da una contaminazione della vagina e poi dell'uretra da batteri provenienti dall'area perianale, particolarmente frequente in concomitanza con i rapporti sessuali. La invito pertanto a curare accuratamente l'igiene locale, soprattutto prima e dopo il rapporto, a bere liquidi in quantità adeguata (2 litri al di), a far uso periodico di lavande vaginali disinfettanti (Betadine), usare sempre il profilattico e infine se non risolve fare una terapia mirata sulla scorta dell'antibiogramma e adeguata per intensità e durata con disinfettanti urinari. (24/07/2013)

Poco tempo fa ho avuto una colica renale, adesso mi succede che faccendo sesso con la mia ragazza raggiungo l'orgasmo però non mi esce fuori lo sperma, che debbo fare ?
Questo fenomeno può verificarsi quando si assumono alcuni tipi di farmaci che favoriscono l'espulsione dei calcoli; altrimenti può trattarsi di una infiammazione della prostata. Pertanto le consiglio una visita urologica specialistica. (24/07/2013)

Non sono certa che la mia domanda sia di sua pertinenza ma vista la sua disponibilità credo che al massimo mi indirizzerà verso qualcun'altro. Mio marito sta seguendo una cura con augmentin 3cp al gg x 3 die come profilassi preventiva in seguito ad un taglio in testa. Non so se l'antibiotico può influire sulla qualità dello sperma. Siccome nei prossimi giorni dovrei essere fertile, mi chiedo se nel caso di un concepimento il fatto che lui stia facendo questa cura potrà influire sulla salute del bimbo. Per dirla semplice, L'ANTIBIOTICO INFLUENZA GLI SPERMATOZOI E PUò FAR SI CHE IL BIMBO ABBIA PROBLEMI DURANTE LA GRAVIDANZA O NELL'ARCO DELLA SUA VITA?
Questo tipo di antibiotico è in genere ben tollerato e con pochi effetti collaterali; pertanto la sua preoccupazione non ha motivo. (24/07/2013)

Sono un uomo di 41 anni e in 3 giorni mi è capitato di andare in bagno per la minzione, anche 1 volta ogni mezzora! Mi devo preoccupare?
Se il disturbo persiste deve fare una visita specialista urologica ed eventuali accertamenti. (24/07/2013)

Ho 74 anni e circa due anni fa mi è stata diagnosticata l'ipertrofia prostatica benigna. Dopo una cura di Proxana ho rifatto gli accertamenti e attualmente i valori della prostata sono: volume 40 c.c.; peso 40 gr; PSA 2,5. Il mio medico curante mi ha prescritto Avodart 0.5 mg che sto assumendo da circa un mese. Dato che da un po' di tempo avverto la riduzione dei battiti cardiaci (50 al minuto) ed avendo letto sul foglio illustrativo dell'Avodart una serie di controindicazioni, volevo sapere se esiste un altro farmaco similare che non abbia gli stessi effetti collaterali.
L'Avodart non dà in genere effetti collaterali sul ritmo cardiaco. (24/07/2013)

Ho 39 anni e ormai da circa 5 anni ho problemi urinari. Tutto è iniziato con problemi strettamente ostruttivi, flusso urinario molto debole. Dopo cure antibiotiche la situazione non è migliorata, e circa 2-3 volte l'anno ho avuto periodi di ricadute con stimolo frequente di urinare. Ho fatto eco transrettale 4 anni fa in cui tutto appariva nella norma, varie spermiocolture, urinocolture e tamponi uretrali da cui a volte apparivano streptococco Agalactie. Questo fino a gennaio di quest'anno, periodo in cui si è aggiunto un dolore-fastidio alla zona perineale che non mi permette di stare seduto (sensazione di stare seduto su un uovo!). Un urologo mi ha prescritto una cura a base di Xatral (secondo lui ho sclerosi del collo vescicale) e permixon, i sintomi ostruttivi sono migliorati ma il fastidio al perineo no, così ho fatto un ciclo di antibiotico (Ciproxin 1000) per una settimana e le cose sembravano migliorare, però poi sono ripeggiorate. Ho rifatto eco sovrapubica e rispetto a 4 anni fa la prostata risultava della stessa dimensione e non c'era residuo postminzionale (però con la cura con xatral in corso). Circa 10 giorni fa ho sospeso xatral per 5 giorni perchè mi dava giramenti di testa e vertigini e di colpo è tornata la problematica dello stimolo continuo e sensazione di non completo svuotamento. Ora sto prendendo Ominc, permixon e ipertrofan da circa 5 giorni ma le cose non mi sembrano migliorare.  Cosa mi consiglia di fare? Per fare una visita con lei come mi devo muovere? Opera in regime ospedaliero o eventualmente fa attività intramenia?
Lei è affetto da ipertrofia prostatica con flogosi cronica associata. Per il momento Le suggerisco di curare entrambe le patologie con la terapia medica (è necessaria la cura per l'ipertrofia prostatica che per la flogosi associata). In futuro potrà valutare se fare anche una disostruzione endoscopica della prostata. (24/07/2013)

Il giorno 01/07/2013 x controllo della diagnosi in oggetto, sono stato sottoposto a Biopsia prostatica T.R. 12 prelievi in narcosi, la risposta tra 30 gg., dopo pochi giorni e tutt'ora, ho notato sangue nello sperma, preciso che detto esame, fù eseguito il mese di settembre 2012, senza narcosi e non ho mai avuto il problema menzionato. Le chiedo, cortesemente, quale può essere la causa? Nella attesa, la ringrazio, e la saluto cordialmente.
La presenza di sangue nello sperma (emospermia) è molto frequente dopo la biopsia prostatica; questo fenomeno è indipendente dall'anestesia o meno e tende a risolversi spontaneamente. (30/07/2013)

Sono un ragazzo di 38 anni ormai da 2 anni affetto da prostatite con fastidi nel fare le urine bruciori dolori pelvici, mal di schiena, fastidi dopo l'eiaculazione. Ho fatto più volte spermio coltura e urinocoltura con 2 volte risultato positivo e altre negativo. Il 2 luglio 2013 ho fatto di nuovo le analisi spermiocoltura e urinocoltura e sono negative con psa di 1,55 il giorno 12/05/2013 vado a fare ecografia prostatica transrettale il dottore a voce mi dice che la prostata è ingrossata che c'è una parte scura sicuramente è infiammata poi un po' nel dubbio mi ha detto che si vedono due punti neri e che se fossi stato più anziano e un psa alto mi avrebbe fatto la biopsia poi mi ha rilasciato la risposta dicendo ghiandola prostatica aumentata di volume per la presenza di un adenoma bilotato. Diametri ghiandola  LL46mm x AP33mm xCc44mm. Collo vescicale rilevato e congesto. Zona di transizione con alcune calcificazioni periuretrali. Linea capsulare integra, vescicole seminali nei limiti. Questo è tutto adesso vorrei un consiglio da lei oppure venire da lei per fare una visita e nello stesso tempo ripetere l'esame prostatico trans rettale per lei valutarla. Poi sono un soggetto molto ansioso e da come mi è stato detto per la prostata non va molto bene poi o anche morrò idi di primo grado cn colon scopia fatta da pochi mesi (...)
La prostatite cronica è una malattia difficile da risolvere; necessita di lugnhe cure e soprattutte di scrupolose attenzioni da parte sua. Tutte queste informazioni le può trovare sul sito il Medico risponde perchè le ho date già molte altre volte. (30/07/2013)

Buongiorno, sono un ragazzo di 15 anni che sono stato operato al varicocele 2 settimane fa... volevo sapere se ora potevo riprendere i miei esercizi quotidiani di addominali e pettorali dato che i tagli sono sulla pancia. Grazie per la sua disposizione.
Si consigliano in genere 3 settimane di riposo; poi può riprendere gli esercizi ma in modo graduale e progressivamente più intenso. (30/07/2013)

Buongiorno professore, a mio padre  e' stata diagnosticata una neoplasia renale e consigliata una nefrectomia, l' attesa per l'intervento e' di circa sette settimane. Vorrei sapere se data l'eta del paziente (75 anni) non e' rischioso attendere o sarebbe preferibile anticiparlo.
Se praticare la nefrectomia totale o parziale dipende dalle dimensioni del tumore e dalle condizioni dei reni di suo padre. E' ovvio che trattandosi di una neoplasia quanto più sollecito è l'intervento tanto meglio è. (30/07/2013)

Ho 51 anni mi chiamo Fabrizio ho fatto il controllo psa risultato 3,84 psal 084 totale 21,3 mentre nel mese di maggio psa 3,75 psa l 22 totale 17.4 mentre un anno fa ho fatto ecografia con risultato adenoma centrale e al limite di ingossamento e psa 3,70 fatta cura antibiotica è sceso a 3.20 fatta visita urologica negativa volevo sapere questi sbalzi da cosa possono dipendere non sento nessun dolore nè a urinare sia nei rapporti sessuali ho solo notato qualche volta il flusso un pò più lento ora farò un altra visita urologica rettale vorrei sapere il suo parere.
Modeste variazioni del PSA, come quelle che lei ha segnalato, non sono significative. In genere è suficiente ripetere il PSA annualmente insieme a una visita urologica. (30/07/2013)

Dottore, mi succede da circa 6 mesi che vodo molto spesso a urinare, anche perchè bevo moltissimo acqua, 8-9 litri x giorno, ho 50 anni, mi basta bere 2 bicchieri di acqua o qualsiasi cosa liquida che dopo un quarto d'ora devo andare a urinare, mi succede anche se mangio qualcosa, frutta, biscotti o un panino, mezz'ora dopo devo urinare, la notte ho la gola secca, bevo un sorso d'acqua e puntuale 1 ora dopo vado ad urinare, premetto che peso circa 130kg e che la mia glicemia a 135 sia normale, l'urina si presenta sempre di un colore chiaro, un giallo chiaro e per tutto il giorno non ha quasi odore eccetto per la notte che puzza un pò,tutte le mattine alle 08:00-08:30 quando mi alzo la mia urina è schiumosa e puzza e sempre di colore giallo chiaro. 
Le consiglio vivamente di farsi valutare innanzi tutto sul piano metabolico per impostare una marcata riduzione del peso corporeo e della glicemia; successivamente può fare una valutazione urologica per vedere se è necessaria una terapia specifica. (17/01/2014)

Sono un ragazzo di 32 anni, da ormai più di un anno mi sono accorto che è aumentata la frequenza con cui vado ad urinare. Premetto che ho esposto il problema al mio medico di base che dopo avermi fatto fare delle analisi mi ha detto che non era risultato nulla. In effetti non provo ne dolore ne ostacoli nell'urinare. Ho solo un esigenza che a volte diventa impellente. Cosa mi suggerisce?
Per poter valutare il motivo dell'insorgenza da un anno dello "stimolo impellente ad urinarie" è necessaria una visita specialistica urologica ed eventualmente degli accertamenti. La causa più probabile alla sua età potrebbe essere cuna prostatite che va valutata e poi curata in modo adeguato. (17/01/2014)

Mio padre sono anni che soffre di prostata prende una pastiglia al giorno di omnic ma da un mese aveva tutto il basso ventre duro si é recato dall urologo che tramite eco ha visto la vescica piena malgrado urinasse molto ora le ha messo un catetare appena messo ha riempito una sacca lo deve tenere fino a martedì . . sono molto preoccupata come mai malgrado urinasse molto la vescica era così piena? E' legato alla prostata ingrossata o a altri motivi?
Non mi ha dato informazioni tecniche sui disturbi e sulle dimensioni della prostata di suo padre; tuttavia in presenza di una ritenzione urinaria è molto probabile che questo si ripeta anche in futuro e pertanto dovrà prendere in considerazione l'intervento sulla prostata. (17/01/2014)

Ho 67 anni. Da circa 15 soffro di IPB con vari episodi di prostatite evolutasi in cronica. PSA nella norma. Dal 2 Novembre porto il catetere fisso a seguito di ritenzione acuta. La transrettale ha evidenziato un ingrossamento della prostata (130 cc). Ai vari cambi del catetere (ogni 15 giorni) dopo un paio di minzioni abbastanza normali la frequenza diventa parossistica fino alla ritenzione. Il chirurgo urologo mi ha prospettato la necessità di intervento chirurgico a cielo aperto per la rimozione totale dell'adenoma con conseguente risoluzione definitiva del problema. Nelle more dell'intervento  prendo solo Avodart (dal 12 Nov.).Considerato che l'intervento si prospetta tra aprile e maggio prossimi, se tale medicinale dovesse fare effetto con la riduzione del volume dell'adenoma e conseguente normalizzazione delle minzioni è comunque opportuno procedere all'intervento e nel caso indirizzarsi verso quello laparoscopico? Infine è utile applicare il tappo al catetere ed urinare ogni 2 - 3 ore ? Tale ginnastica vescicale può provocare qualche danno? In che modo occorre prepararsi adeguatamente all'intervento?
In considerazione delle dimensioni della sua prostata è indicato l'intervento a cielo aperto; essendo portatore di catetere a permanenza e dovendosi operare l'Avodart è inutile non potendo in pochi mesi dare una riduzione significativa del volume prostatico. Il catetere può essere chiuso per qualche ora. (17/01/2014)

Buongiorno avrei necessità di un suo parere sulla mia situazione attuale. In pratica da circa due anni ho avuto un calo notevole nell'attività sessuale e ciò dovuto al fatto che la mia erezione non dura per tutta la durata del atto sessuale con anche una perdita di voglia nel cercare i momenti. La mia età è di 46 anni non ho mai sofferto di nessuna malattia e le mie analisi sono sempre entro tutti i limiti ho fatto anche il PSA con un risultato di 0,75 sono in sovrappeso 115kg con un altezza di 182 cm. Negli ultimi due anni a causa della perdita del lavoro sono stato molto abbattuto e tutti attribuiscono questo mio problema ad una questione mentale. Ma adesso comincio a preoccuparmi seriamente in quanto sto perdendo la stima in me stesso. Qualcuno mi dice che ho avuto un calo di produzione di testosterone visto anche la mia irascibilità mai avuta prima. Insomma mi dia qualche indicazione per superare questo problema che sommato ad altri di carattere finanziario mi stanno facendo diventare matto. Confido in una sua risposta e la ringrazio anticipatamente. Dimenticavo di dirle che ho fatto una visita da un urologo con relativa ecografia alla vescica...tutto ok. Con la visita al retto mi ha detto di avere una leggera infiammazione alla prostata dovuta al tipo di alimentazione molto moto piccante. Non bevo alcolici ma solo del vino rosso e di rado fumo 5/6 sigarette al giorno e bevo tanto caffè amaro circa 10/12 al giorno. La mia attività sessuale fino a due anni fa era strepitosa anche tre quattro volte al giorno. Sono disperato mi aiuti.
Tra le informazioni che mi ha dato almeno 3 possono già di per se giustificare il calo della libido e della capacità erettile e cioè 1)il sovrappeso, 2) lo stress indotto dalle preoccupazioni lavorative, 3) lo stato infiammatorio della prostata. Se inoltre fuma questo può essere un ulteriore fattore aggravante. Le consiglierei di effettuare una valutazione metabolica ed ormonale e successivamente si può impostare la terapia appropriata che sicuramente le consentirà di migliorare la sua situazione. (05/02/2014)

Sono una signora di 67 anni, sono stata operata di rettocele 2 mesi fa, dopo anni di ricerche, poichè non avvertivo stitichezza, ma solo un cattivissimo odore e gli specialisti non capivano la sua provenienza. Ho avuto, in questi anni di ricerche anche delle visite urologiche sebbene gli esami delle urine fossero perfetti. Ho fatto la cistoscopia dove è risultato solo una leggera infiammazione, ma abbondante fibrina (ho visto dal monitor, sembrava che nevicasse..). Come le dicevo un chirurgo dopo la visita mi ha fatto fare la defecografia ed è emerso un bel prolasso della mucosa intestinale. L'operazione è riuscita bene, almeno spero... la mia domanda è: l'odore cattivo lo avverto adesso sul davanti dell'addome e quando mi muovo, ho provato ad urinare stando in piedi per motivi di manutenzione del bagno e  mi sono accorta che così facendo le urine sono molto abbondanti, molto chiare, sento che la vescica si svuota bene, il cattivo odore è meno accentuato, ma il bisogno di urinare aumenta, arrivo anche a 10-12 volte, ma senza dolore, solo un leggero fastidio vescicale. Non sto assumendo medicinali, solo psyllogel, ma bevo molto kefir e quindi assumo lattobacilli vivi, per migliorare la disbiosi intestinale accumulatasi in tutti questi anni oltre che al ristagno di feci anche a causa di cure antibiotiche. Cosa pensa dottore? Può darmi qualche consiglio? Sbaglio io ad urinare in piedi?
Alla sua età è molto frequente l'associazione tra prolasso anteriore e rettocele. Non vorrei che fosse stato trattato solo uno dei suoi problemi e che ora affiori l'altro; le consiglio quindi di fare gli opportuni accertamenti urologici proprio per valutare la situazione della sua vescica. (06/02/2014)

Io ho un problema con mia nonna di 73 anni. Soffre di demenza senile da un anno ed è giá al quarto stadio,è allettata da 5 mesi e da 3 cateterizzata. Da ieri con tutto ció che ha il catetere non riesce ad urinare... E questo mi preokkupa. Gli abbiamo fatto 4bottiglie di fisiologica endovena x idratarla perchè non beve e in una bottiglia abbiamo aggiunto 1 fiala di lasix ma nulla prima solo con una lasix e una bottiglia di fisiologica riempiva la busta e ora niente. Non possiamo portarla in ospedale perché non sopporterebbe il viaggio nelle sue condizioni puó darmi un consiglio lei?!
La cosa più immediata da fare è chiamare un infermiere per effettuare un lavaggio di prova del catetere o la sua sostituzione, meglio se con uno di calibro maggiore; inoltre deve continuare l'idratazione e una copertura con antibiotici. (06/02/2014)

Mio padre si è sottoposto ad un esame urodinamico per problemi di Ipertrofia prostatica benigna dopo aver subito due interventi. Posso chiedere se tale esame può avere collaterali? Puo' provocare incontinenza? Purtroppo dopo l'esame mio padre ha avuto prima una forte cistite/infezione associata ad uno stato febbrile elevato e da qualche giorno dicedi non avere piu' lo stimolo ad urinare. Si puo' capire cosa potrebbe essere successo?
L'esame urodinamico non può provocare incontinenza; può però a volte determinare "irritazione" per qualche giorno dopo l'esecuzione dell'esame. Per poterle rispondere in relazione ai problemi lamentati da suo padre dopo i due interventi sulla prostata è necessario avere maggiori dettagli sia sulle esatte problematiche che avverte, quando sono insorte e l'esatta tipologia di interventi che ha subito suo padre. (06/02/2014)

Chiedo un informazione: mio padre é stato operato alla prostata  circa tre anni fa, nei vari controlli il valore del spa è  passato da 0,01 dopo l'intervento a 0,08 a oggi. Questo cosa vuole dire? Mi devo preoccupare se e di cosa bisogna fare?
Per rispondere alla sua domanda è necessario conoscere lo stato preoperatorio di suo padre, la tipologia esatta dell'intervento effettuato (meglio la descrizione del verbale operatorio), il risultato istologico dopo l'intervento. (06/02/2014)

Mi chiamo Antonio, circa tre quattro giorni fa alzandomi dal letto all'improvviso mi è risalito il testicolo destro ed ho provato un dolore lancinante che mi tirava fin su la pancia. Per paragonarle il dolore era come prenderci calci ogni due minuti. Dopo circa un'oretta il testicolo e sceso però se lo tocco o faccio qualche movimento sbagliato mi fa male. E pur vero che uso jeans dal cavallo un po' stretto e per motivi di lavoro sto seduto circa 12 ore al giorno avanti al pc. Se porto la tuta o indumenti morbidi non sento molto dolore tranne se tocco. Ieri  ho preso un antidolorifico e sono stato bene. Mi consiglia qualche antidolorifico? La causa potrebbe essere il jeans? Cosa mi consiglia per risolvere questo problema?
Il suo problema è stato senz'altro causato dall'uso di indumenti stretti. Tuttavia visto l'accaduto il mio consiglio è quello di sottoporsi ad intervento di fissaggio del testicolo per evitare in futuro problemi anche più seri di quelli che ha avuto. (06/02/2014)

Mi chiamo Giuseppe e circa due mesi fa ho avuto una colica renale dopo essermi recato al pronto soccorso ed avermi praticato la terapia con toratol e spasmex mi è stata consigliata una ecografia dell'addome completo dove non è stata riscontrata nessuna patologia ma per il perdurare di un fastidio al fianco destro il mio medico curante mi prescriveva un urografia con contasto il cui referto è ombre renali in sede per forma e volume non apprezzabili radio opache da riferire a calcoli nelle sedi proiettive delle vie urinarie l'eliminazione del m.d.c. iodato avviene in tempo fisiologico ed a buona concentrazione bilaterale normale aspetto delle cavità calico pieliche ureteri pervi e regolari per decorso e calibro vescica in sede omogeneamente opacizzata dall'urina iodata e con pareti regolari nei limiti fisiologici il residuo dopo minzione. Sembra tutto tranquillo a detta anche del mio medico, ma perchè a distanza di due mesi accuso ancora fastidi al fianco destro.Questa cosa mi stA creando ansia e stress. le chiedo cosa può essere? Posso stare tranquillo e non pensare a qualche brutta patologia?
I motivi per cui lei accusa ancora dolore al fianco dopo una colica renale possono essere vari; gli elementi che mi ha fornito sono insufficienti per esprimere una valutazione, mancano per esempio gli esami ematici, delle urine, nonchè una valutazione clinica della tipologia del dolore. Pertanto sarebbe meglio che effettui una visita specialistica per chiarire il suo quadro clinico. (17/03/2014)

Ho quasi 35 anni e purtroppo sono ancora vergine, però a seguito di persistente dolenza sovrapubica, mi è stata diagnosticata una prostatite cronica per la presenza di macrocalcificazioni dall'esito postflogistico. Dato che non ho mai avuto rapporti sessuali con donne la prostatite può essere stata causata da masturbazione eccessiva seguita da eiaculazione ritardata o frenata? E quali sono le cure?
La prostatite cronica più frequentemente è causata da rapporti sessuali non protetti, ma può anche essere dovuta a pregresse infezioni urinarie, a malformazioni dell'uretra, a disturbi della flora batterica intestinale. Prima di curare la prostatite pertanto è necessario fare alcuni accertamenti batteriologici sul liquido seminale ed eventualmente anche i tamponi uretrali; inoltre suggerirei anche una uroflussometria per escludere fattori ostruttivi a carico del collo vescicale e dell'uretra. Solo successivamente si potrà impostare una terapia specifica. (19/03/2014)

Vorrei un'informazione riguardo alla notte scorsa che mi sono fatto la pipi mentre dormivo, non mi era mai capitato. Potrebbe essere che ultimamente sono molto stressato o perchè avevo troppo sonno? Ho quasi 34anni e non mi era mai capitato.
Quello che le è capitato può essere un evento occasionale che può manifestarsi in concomitanza al sonno molto profondo o in seguito all'assunzione di farmaci, alcool o altro; nel caso dovesse ripetersi è consigliabile fare alcuni acccertamenti come un esame delle urine ed eventualmente poi anche sulla funzionalità vescicale. (28/03/2014)

Ciao 47 anni e mi hanno riscontrato un tumore alla prostata maligno con la biopsia. Adesso devo fare una tumografia il mio PSA è di 2,3 a che cosa vado incontro  sottolineando che io sto bene nessun sintomo la ringrazio.
Per scegliere la terapia più corretta dopo una diagnosi di tumore della prostata è necessario conoscere oltre all'età e al valore del PSA che mi ha già fornito, anche l'esito completo delle biopsie; da quest'ultimo dato si ricavano suggerimenti sulla aggressività del tumore e quindi ci permette di orientarci meglio sulla scelta terapeutica che può essere la vigile attesa, la radioterapia o la prostatectomia radicale. Ognuna di queste terapie ha dei pro e dei contro e pertanto ne deve parlare con attenzione con il suo Urologo per poi scegliere insieme la terapia più adatta a Lei. (28/03/2014)

Sono Giovanni ho 38 anni e da un po' di tempo ho delle piccole perdite di urina, questo accade dopo aver urinato.
Lo sgocciolamento di urina dopo aver urinato è sintomo di iniziale ingrossamento della prostata o di una infiammazione della ghiandola. Le consiglio quindi di parlarne con il suo Medico curante per stabilire se fare degli accertamenti o una visita specialista urologica. (28/03/2014)

Sono un ragazzo di 37 anni, mi chiamo Antonio da ormai circa un mese ho cominciato ad avere disturbo, ripeto disturbo non dolore quando vado ad urinare, ho provato a prendere monuril ho preso due dosi quindi 2 giorni, consigliato dal medico di base e dopo due o tre giorni mi era sparito il fastidio, ma dopo 4 o 5 giorni mi si è ripresentato ho prontamente fatto urino cultura, analisi delle urine, risultate negative, quando il mio medico di base mi ha consigliato dei semplici antiinfiammatori, siccome sono una persona che non ha pazienza di aspettare e vedere cosa succede, mi sono rivolto ad un urologo. Questa dottoressa, mi ha visitato la prostata ( trovandola ok non ingrossata, i testicoli, trovandoli ok e mi ha dato da fare analisi dello sperma e tampone rettale, tutti risultati negativi (...). Ad oggi sono passati 6 giorni dall’inizio del ciclo di Tamsulosina, ma di miglioramenti non ne vedo. Mi sono convinto che sia inutile aspettare altre due settimane per vedere se cambia qualcosa. Le dico che sto pensando un po’ di tutto, io sono una persona che mangia tanta carne meglio dire pollo, e verdura pochi dolci caffè nella norma niente super alcolici, sono due anni che ho smesso di fare palestra ma non ho mai sofferto di nulla in particolare, non sono in sovrappeso. Cosa mi consiglia di fare? Ad oggi se vogliamo nulla è cambiato, io ho una sensazione strana sempre alla punta del pene che non è dolore ma fastidio, ed essendo la maggior parte del giorno seduto, mentalmente mi rovina tutta la giornata. Non ho sofferenze particolari ma fastidio quando urino. La prego può consigliarmi come e dove orientarmi per capire che problema potrebbe essere?
In relazione alla sua età e ai disturbi da lei riferiti è probabile che si tratti di una prostatite cronica più che di una ipertrofia prostatica; questo spiega anche due cose che ha segnalato: dopo due giorni di Monuril è stato meglio per un pò di tempo e in secondo luogo la Tamsulosina non le ha dato nessun beneficio. La terapia per la prostatite cronica deve essere particolarmente lunga e completa se vuol ottenere un beneficio. (07/04/2014)

Ho trovato la sua e-mail su internet e avevo bisogno di informazioni riguardo la mia difficoltà a svuotare la vescica. Da tre anni a questa parte vado molte volte in bagno, spesso ho sofferto di cistiti, allora ho fatto tutti gli esami del caso e son sempre risultati negativi..due anni fa sono andata da un urologo che mi ha fatto ecografia ai reni, alla vescica, tampone uretrale e tampone vaginale, anche quelli con esito negativo..tre mesi fa ho avuto un attacco di panico, facendo gli esami al pronto soccprso, mi hanno trovato una cistite acuta allora ho fatto nuovamemte gli esami e son risultati negativi..ieri sono andata da un ginecologo e mi ha detto che l'utero e le ovaie sono a posto e che in effetti c'è ristagno nelle urine..farò in questi giorni gli ultimi due esami per quanto riguarda una possibile infezione, poi dovrò andare da un neurologo, su internet ho letto cose del tipo parkinson o sclerosi multipla..sono veramente agitata..non dormo e mangio poco...altri sintomi riguardanti queste malattie non ne ho e poi penso che se è già un pò di tempo che soffro di questa cosa avrebbero già dovuto mostrarsi altri sintomi...io soffro molto d'ansia, quando sono agitata mi scappa ogni minuto la pipi, ma questo dai 14 15 anni..magari è questo..io ora ho 22 anni e sono agitatissima..aspetto consigli del caso, se vede l'e-mail.
Per valutare bene sia lo stato della sua vescica che la funzionalità della stessa è necessario effettuare una Rx cistografia, con valutazione anche in piedi e sotto sforzo, e successivamente un esame urodinamico per la valutazione funzionale. Solo dopo si potrà decidere il da farsi in relazione ai dati che emergeranno. (08/04/2014)

Ho 63 anni a causa ipb ho subito intervento Turp due mesi or sono. Ciò nonostante ho una minzione frequente ed impellente. Se bevo essa si manifesta anche dopo dieci minuti, altrimenti ogni due ore circa. La minzione è così impellente che mi costringe a trovare subito un bagno. Le chiedo se ritiene ciò normale o se devo fare degli accertamenti. Inoltre poichè durante l'intervento con la spinale ho avuto dolori alla clavicola dx ed ero pieno di aria da sembrare un pallone aerostatico, può dirmi quali potrebbero essere state le cause?
Se la pollacchiuria e l'urgenza minzionale erano presenti anche prima dell'intervento è probabile che le cause di questi disturbi fossero altre e non l'ingrossamento della prostata; quindi la invito a individuare bene le cause di questi sintomi perchè si possono fare terapie specifiche per i suoi disturbi. In relazione ai problemi notati durante l'intervento cioè il gonfiore dell'addome e il dolore alla clavicola destra è verosimile che questi siano stati causati da qualche piccolo problema insorto durante l'intervento e per il quale dovrebbe chiedere spiegazioni al chirurgo che l'ha operato. (08/04/2014)

Sono un uomo di 42 anni e da diversi mesi noto dopo aver urinato che nonostante scrolli bene il pene e mi asciugo con della carta igienica, dopo un po' perdo sempre qualche gocciolina di urina e ho la fastidiosa sensazione di bagnato. Da due settimane inoltre quando urino sento bruciacchiare in punta nell'uretra. Ne ho parlato con il mio medico curante che che pensando ad una uretrite mi ha prescritto 5 giorni di terapia antibiotica con claritromicina 250 mg 2 volte al giorno. Ho fatto la cura ma il fastidio del bruciore non fortissimo ma fastidioso non è passato. Dopo tre giorni dalla cura ho notato in fase di eccitamento di aver fatto un po' fatica ad avere l'erezione cosa che normalmente è istantanea e durante l'eiaculazione ho avvertito un bruciore lungo tutta l'uretra e un dolore fino all'ano e dopo un fastidio all'inguine alla parte destra e al testicolo destro. Preoccupato stasera sono tornato dal medico descrivendo tutti i sintomi e mi ha detto che trattasi di un'infezione delle vie urinarie e magari anche una prostatite. Mi ha prescritto levofloxacina 500 mg 1 al di x 8 giorni e nel caso non passa un tampone uretrale. Non so se può aver peso, sono sessualmente attivo, gay e con un partner fisso con cui ho rapporti orali non protetti mentre quelli anali sempre protetti. Dottore posso soffrire di prostatite o a suo parere cos'altro può essere? Ritiene corretta la terapia che mi ha prescritto il mio medico? Dimenticavo ho il morbo di chron dal 96 e prendo asacol 800mg 3 al di. Ma non ho mai avuto problemi enormi la malattia è sotto controllo.
I disturbi che ha descritto sono compatibili con un quadro di prostatite cronica. Le conviene fare una serie di accertamenti sia mediante tampone uretrale che esame batteriologico e colturale del liquido seminale. Le ricordo poi che le terapie per la prostatite cronica devono essere particolarmente lunghe, oltre che adeguate in relazione ai farmaci che si devono assumere, proprio perchè si tratta di una malattia infiammatoria difficile da curare e che richiede molti mesi di terapia prima di risolvere il problema.(08/04/2014)

Sono 2 - 3 giorni che dopo aver avuto un rapporto sessuale con la mia ragazza mi è spuntata una vena piuttosto sporgente sul glande.. Si nota anche in stato di riposo.. In più non so se mi autosuggestiono da solo ma ho anche un leggero fastidio al testicolo destro. Cosa può essere secondo lei? Devo preoccuparmi?
Se la vena è situata sulla parte dorsale del pene è verosimile che si tratti di una trombosi della vena dorsale del pene che può manifestarsi proprio dopo un rapporto sessuale; la vena si indurisce e causa un lieve fastidio e poi lentamente, nel corso di qualche mese, si assottiglia. Nei primi giorni quando è presente il fastidio può essere utile una terapia antiinfiammatoria con nimesulide per 7-8 giorni. (08/04/2014)

Scusi se la disturbo ma volevo chiedere un informazione mio marito il 4 marzo del 2013 è stato operato di un carcinoma alla vesciva, dopo l'intervento ha fatto ogni mese fino a settembre 2013 istillazioni con la mitomicina, poi ha sospeso novembre e dicembre perchè dalla cistoscopia si rilevo' che aveva tutta la vescisa infiammata. a dicembre 2013 siamo andati a visita di controllo si rilevo' che era ancora un po' infiammata, e di ritornare dopo 3 mesi con un esame citologico delle urine su 3 campioni Oggi siamo andati aritire la risposta dell'esame citologico che è la seguente: negativo per cellule maligne. Il quadro citologico mostra detriti cellulari, elementi della flogosi,cellule squamose delle basse vie urinarie e cellule uroteriali con modificazioni flogistiche reattive. La domada è bisogna preoccuparsi c'è qualcosa che non va? Siamo in ansia perchè abbiamo la visita il 28 di questo mese, mi consiglia di fare anche un eco addome completo?
Purtroppo le informazioni che mi ha fornito sono insufficienti per poterle rispondere. In particolare per poter decidere sia eventuali terapie dopo l'asportazione di un carcinoma della vescica sia le modalità dei controlli successivi è indispensabile conoscere lo stadio il  grado e il numero delle neoplasie asportate al primo intervento. (08/04/2014)